Notizie - CAF

Dec15

Fisco: Ricerca Cisl e Caf sulle dichiarazioni 2015 "Serve più Equita'"

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Fisco: Ricerca Cisl e Caf sulle dichiarazioni 2015

Presentata dal segretario confederale, Maurizio Petriccioli, e della segretaria generale, Annamaria Furlan, una ricerca della Cisl e del Caf nazionale sui dati relativi alle dichiarazioni dei redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati che nel 2015 si sono rivolti ai centri di assistenza fiscale della Cisl.

"Il governo ha ridotto le tasse ma, "non in modo sufficiente e non in modo equo". E' quanto ha affermato la Furlan durante la presentazione della ricerca, e ancora "è necessario superare "la logica dei bonus" per affrontare invece una riforma strutturale del sistema fiscale.
Lo studio presentato oggi, evidenzia che vi sono famiglie che riescono ad accumulare dai 2 ai 4 bonus, mentre i pensionati non ne usufruiscono: questo crea disuguaglianze che andrebbero superate.
Dalla ricerca emerge chiaramente come anche il bonus di 80 euro produca disuguaglianze tra lavoratri dipendenti e autonomi o pensionati, così come tra lavoratori dipendenti con reddito al di sotto, o subito al di sopra, della soglia di 26 mila euro. A parità di reddito un pensionato che percepisce dai 10 ai 26 mila euro, sopporta in media un'aliquota Irpef del 5% più alta rispetto a quella pagata da un lavoratore dipendente.
Per il 2016 l'abolizione delle imposte sulla prima casa, pur alleggerendo il carico fiscale sulle famiglie, attenua solo in parte le differenze di trattamento fiscale tra i percettori del bonus fiscale e tutti gli altri contribuenti.
"La battaglia e' ancora lunga e noi continueremo a farla" ha detto Annamaria Furlan "l'alleggerimento fiscale e' positivo e a differenza degli anni passati si può veramente dire che le tasse sono state abbassate ma il percorso per recuperare l'equità e rendere sistematica la riforma e' ancora lungo".

Dec10

Il 16 dicembre alla cassa per Tasi e IMU

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Il 16 dicembre alla cassa per Tasi e IMU

Nell'attesa che le novità della Legge di Stabilità 2016 su IMU e TASI vengano approvate, per il pagamento del saldo di dicembre 2015 non vi sono particolari novità e, quindi, si seguono le modalità e le regole applicate lo scorso anno.
Innanzitutto, ricordiamo che sono tenuti al pagamento dell'IMU tutti coloro che detengono immobili in Italia a titolo di proprietà o esercitano su di esso un diritto reale di godimento (uso, abitazione, usufrutto). L'IMU si applica su tutti gli immobili ad esclusione della casa in cui il contribuente e il suo nucleo familiare ha fissato la propria dimora e residenza (abitazione principale e relative pertinenze), per i quali si dovrà pagare la Tasi.
Sono soggetti alla TASI ( Tassa sui Servizi Indivisibili) tutti i contribuenti che detengono o posseggono, a qualsiasi titolo, fabbricati e aree edificabili ubicati sul territorio nazionale.
Il versamento delle imposte in questione deve essere effettuato in due rate di pari importo con scadenza semestrale, anche se era consentito il pagamento delle imposta in unica soluzione entro il 16 giugno, nel caso in cui a tale data fosse già disponibile la delibera valida per il 2015.
Il 16 dicembre prossimo scade, quindi, il termine per il pagamento del saldo che è pari al 50 per cento dell'imposta calcolata applicando le aliquote stabilite dal Comune per l'anno 2015 se approvate entro il termine del 30 luglio e pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze entro il 28 ottobre.
Per quanto riguarda aliquote e detrazioni i valori da utilizzare per il calcolo sono quelli indicati nelle delibere dei singoli Comuni: i contribuenti dovranno applicare le delibere approvate dai Comuni entro la data del 30 luglio (termine ultimo per l'approvazione del bilancio di previsione da parte dei Comuni), e in assenza di una delibera valida dovranno fare riferimento alle aliquote in vigore lo scorso anno.
In concreto, quindi, qualora il Comune abbia deliberato nuove e diverse aliquote di pagamento 2015 successivamente al versamento dell'acconto (16 giugno), è necessario ricalcolare l'imposta su base annua e versare la differenza tra quanto risulta essere l'imposta dovuta complessivamente e quanto versato in sede di acconto.
Diversamente, qualora il Comune non abbia deliberato nei termini previsti o abbia già deliberato lo scorso giugno, i contribuenti dovranno versare lo stesso importo pagato a giugno in sede di primo acconto.
Ricordiamo, inoltre, che il saldo Tasi 2015 si paga su tutti gli immobili (fabbricati e aree edificabili), mentre gli inquilini devono pagare una quota della tassa stabilita dal Comune in un intervallo che può variare fra il 10 e il 30 per cento. Se la delibera comunale non indica nulla, l'inquilino è tenuto a versare il 10 per cento della Tasi. Infine, in caso d'inadempienza da parte dell'inquilino, il proprietario non sarà chiamato a risponderne.
Ulteriore elemento da tenere in considerazione riguarda le pertinenze ovvero i magazzini e i locali di deposito (categoria catastale C/2), i box e le autorimesse, (C/6), le tettoie chiuse o aperte (C/7) che sono assimilate all'abitazione principale.

L'IMU e la TASI dovranno essere pagate utilizzando il modello F24 (o l'apposito bollettino di conto corrente postale) ovvero tramite le altre modalità di pagamento offerte dai servizi elettronici di incasso e di pagamento interbancari e postali.

Dec01

Redditi 2014: fino al 29 dicembre si può fare il modello UNICO

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Redditi 2014: fino al 29 dicembre si può fare il modello UNICO

CPresentando tardivamente il modello Unico c'è ancora tempo fino al 29 dicembre per la dichiarazione dei redditi per l'anno 2014.
Chi nel 2014 ha percepito diversi redditi da lavoro dipendente (o autonomo senza partiva IVA) o da pensione, nonché disoccupazione, mobilità o cassa integrazione ha l'ultima scadenza utile il 29 dicembre per mettersi in regola con la dichiarazione dei redditi e godere di deduzioni o detrazioni relative al 2014.

Oct28

FISCO: CONSULTA CAF “RISULTATI DI OGGI MERITO ANCHE DEI CAF – NO A TAGLI IMMOTIVATI”

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FISCO: CONSULTA CAF “RISULTATI DI OGGI MERITO ANCHE DEI CAF – NO A TAGLI IMMOTIVATI”

Con riferimento alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio, sulle potenzialità della dichiarazione precompilata e, in particolare, all'episodio del “richiamo con un click” verso “220.000 nostri connazionali, lavoratori dipendenti o pensionati, che si erano dimenticati di pagare le tasse”, la Consulta dei CAF rammenta come quest'anno ben altri 17,5 milioni di contribuenti italiani – il 91% -  su poco più di 19 milioni, abbiano rispettato i loro doveri di cittadini, facendosi assistere da CAF e professionisti nella dichiarazione dei redditi.
Inoltre, in merito all'utilizzo dei “big data”, anche questi citati come strumento di controllo fiscale, va rammentato come , secondo una ricerca OCSE di qualche anno fa, ben prima dell'avvento della dichiarazione precompilata, l'amministrazione finanziaria italiana apparisse già al primo posto in una graduatoria mondiale, per il rapporto risultante tra il 100% dei contribuenti che accedevano ai servizi per via  telematica, e una spesa dedicata pari al 3,9% del bilancio dell'Agenzia delle Entrate. Ciò dovuto, per riconoscimento ufficiale dell'Agenzia stessa, agli ingenti investimenti tecnologici operati dai CAF.
Senza disconoscere minimamente il ruolo fondamentale svolto in questi anni dall'Agenzia, non solo per contrastare evasione ed erosione ma per rafforzare una cultura del rispetto dei doveri del cittadino in campo fiscale, va detto chiaramente che i risultati ottenuti fino ad oggi, da difendere e migliorare, non potranno vedere ancora l'apporto costante e considerevole garantito dai CAF in questi anni, se la scelta scellerata dei tagli presenti nel disegno di legge Stabilità 2016 non verrà cancellata; al di fuori di ogni coerenza con quanto sostenuto negli atti parlamentari e ministeriali fino a qualche mese fa in ordine al diverso e maggiore ruolo dei CAF nel nuovo processo delle dichiarazioni dei redditi precompilate.
Questo taglio lineare e immotivato porterebbe alla chiusura di moltissimi CAF e alla perdita di considerevoli flussi di entrate per l'erario, da parte di lavoratori e pensionati.

Roma, 27 ottobre 2015

Ufficio Stampa Consulta Nazionale dei Caf
Alessandra Bruni

Sep01

RED 2015: AL CAF ANCHE SENZA IL "BUSTONE"INPS

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RED 2015: AL CAF ANCHE SENZA IL

I pensionati interessati al modello RED e/o dei modelli ICRIC, ICLAV e ACCAS/PS possono già rivolgersi al Caf Cisl per ricevere assistenza gratuita per la compilazione e la trasmissione all'Ente previdenziale, anche senza aspettare la comunicazione ufficiale dell'Inps. Ricordiamo che già dal 2014, l'INPS non invia più il "bustone" a gennaio, ma contatta i soggetti che non hanno trasmesso i modelli all'istituto entro giugno a partire dall'autunno.
L'Ente ha però già comunicato ai cittadini in possesso del PIN e agli intermediari le matricole dei pensionati che devono presentare i modelli. Il Caf Cisl è quindi già in grado di assistere i contribuenti per il disbrigo di queste pratiche, sia per chi deve presentare i modelli ordinari 2015, che per eventuali modelli non elaborati negli anni 2014 e 2013.
Ricordiamo che si tratta rispettivamente di dichiarazioni sulla situazione reddituale che interessa i pensionati e di dichiarazioni di responsabilità che interessano i percettori di indennità di accompagnamento, indennità di frequenza o assegno mensile di assistenza.
Il Modello RED è una dichiarazione che deve essere presentata dai pensionati che usufruiscono di alcune prestazioni, il cui diritto e misura è collegato alla situazione reddituale del cittadino, come i titolari di pensioni integrate al minimo, di pensioni ai superstiti, pensionati che percepiscono le maggiorazioni sociali o beneficiari dei trattamenti di famiglia.
Sono diversi i documenti necessari per l'esatta compilazione del RED: la dichiarazione dei redditi del pensionato con tutta la documentazione relativa; il CUD rilasciato dal datore di lavoro se sono stati erogati arretrati di lavoro dipendente o trattamenti di fine rapporto (liquidazione, buonuscita); arretrati di lavoro dipendente o trattamenti di fine rapporto (liquidazione, buonuscita); la documentazione relativa a interessi bancari, postali, di BOT, CCT o altri titoli di Stato; la documentazione di eventuali redditi esenti (pensioni di invalidità civile, di guerra, redditi esteri, ecc.). In alcuni casi. la stessa documentazione deve essere presentata per il coniuge e per gli altri familiari.
Sono invece tenuti a presentare ogni anno il modulo ICRIC (Invalidità Civile RICovero) gli invalidi civili titolari di indennità di accompagnamento o di indennità di frequenza. Nel modello ICRIC si dichiara la sussistenza o meno di uno stato di ricovero in istituto, e se questo è avvenuto a titolo gratuito o a pagamento. In ogni caso il modello va sempre presentato. In caso di ricovero, è utile portare con sé – se disponibili - anche le ricevute dei pagamenti rilasciate dall'istituto di cura.
Il modulo ICLAV (Invalidità Civile LAVoro) va presentato dagli invalidi civili titolari di assegno mensile, e serve a dichiarare la permanenza o meno del requisito di mancata prestazione di attività lavorativa o il reddito prodotto negli anni interessati e quindi per compilarlo è necessaria l'ultima dichiarazione dei redditi.
Infine con il modulo ACCAS/PS (ACCertamento Assegno Sociale / Pensione Sociale) per i titolari di pensione sociale o assegno sociale, si dichiara la residenza stabile e continuativa in Italia. Per i soli titolari di assegno sociale sarà necessario dichiarare anche se vi è stato un periodo di ricovero in istituto o meno. La dichiarazione è un'autocertificazione, quindi non va presentata alcuna documentazione.

Ago31

Contratti di locazione

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Contratti di locazione

Puoi rivolgerti alle sedi CAF per redigere il contratto di locazione (nelle tipologie ordinario, agevolato e transitorio), il modello RLI per la trasmissione, per il calcolo delle imposte e provvedere all'invio telematico dello stesso. Siamo inoltre in grado di assisterti negli adempimenti successivi quali proroghe, risoluzioni anticipate, pagamento delle annualità successive, subentri e per orientare il contribuente per l'opzione più vantaggiosa sulla scelta del tipo di tassazione, ordinaria o "cedolare secca".

Ago03

ISEE Di cosa si tratta

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ISEE Di cosa si tratta

Oggi le famiglie hanno a disposizione numerose opportunità per migliorare il loro bilancio familiare attraverso il riconoscimento del diritto a godere di prestazioni sociali agevolate. L'accesso a queste prestazioni è legato al possesso di determinati requisiti soggettivi e alla situazione economica della famiglia.

A partire dal 2015, l'ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), è lo strumento che verrà adottato da molti enti pubblici e privati per valutare la situazione economica delle famiglie che intendono richiedere una prestazione sociale agevolata (prestazione o riduzione del costo del servizio).

Per ottenere l'assistenza necessaria alla compilazione della dichiarazione e delle domande da presentare agli Enti erogatori delle prestazioni è possibile rivolgersi ad un qualsiasi ufficio del CAF su tutto il territorio nazionale che gratuitamente potrà assistervi nella compilazione della dichiarazione utile ad ottenere l'ISEE.

Ago03

"HO SBAGLIATO IL 730" niente paura, sei ancora in tempo per correggere gli errori

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730 integrativo e rettificativo, cosa sono e quando scadono i modelli correttivi del 2015

730 integrativo e rettificativo, cosa sono e quando scadono i modelli correttivi del 2015
Chi si fosse reso conto solo dopo la scadenza dell'invio del 730 2015 (che per quest'anno era stata prorogata al 23 luglio) di aver commesso un errore o di aver scordato di inserire ulteriori documenti che certificano detrazioni o redditi, è ancora in tempo per sistemare la dichiarazione.
In base al tipo di correzione da effettuare, andranno presentati modelli diversi, vediamo quali:
Il 730 Integrativo : se il modello è stato compilato in modo corretto, ma mancano degli oneri deducibili o detraibili, ed in genere tutti i dati che possono far cambiare l'imposta da versare o da recuperare si può presentare il 730 integrativo entro il 25 ottobre rivolgendosi al Caf o a un professionista anche se il 730 originariamente inviato era stato fatto usando altri canali di trasmissione come ad esempio il precompilato sul sito dell'Agenzia delle Entrate.
Il 730 rettificativo: in caso ci si accorga di un errore di compilazione o di calcolo, non dovuti quindi dal contribuente, ma dal soggetto che ha prestato assistenza fiscale, c'è tempo fino al 10 novembre per recarsi dal CAF o da chi per lui ha presentato e sbagliato il modello e chiedere la rettifica.
Modello Unico PF: nel caso in cui la "dimenticanza" riguardi dei redditi, oppure siano stati indicati oneri deducibili o detraibili in misura superiore a quella corretta (quindi si è avuto di più di quanto spettava), va presentato obbligatoriamente un modello Unico Persone fisiche e vanno versate direttamente le somme dovute tramite F24, restituendo così quanto percepito "ingiustamente" compresa la differenza rispetto all'importo del credito risultante dal modello 730, che verrà comunque rimborsato dal sostituto d'imposta. Per presentare il Modello Unico PF relativo al 2015 c'è tempo fino al 30 settembre 2016.

Lug16

730 2015: proroga al 23 luglio per la prima campagna con il precompilato

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730 2015: proroga al 23 luglio per la prima campagna con il precompilato

E' ormai ufficiale, con la firma dell'apposito Decreto, la proroga al 23 luglio per la trasmissione dei modelli 730 2015 da parte dei Caf. E' ormai tempo, anche per i contribuenti più distratti, per contattare il Caf e prenotare l'appuntamento per le prossime due settimane.
La proroga ovviamente potrà comportare un ritardo nel versamento del conguaglio al contribuente al mese successivo, ma i Caf sono comunque tenuti a trasmettere almeno l'80% delle dichiarazioni entro il 7 luglio e quindi verrà regolarmente riconosciuto il conguaglio nella busta paga di luglio o nella pensione di agosto/settembre.
In particolare, tra i "ritardatari", molti sono i contribuenti interessati al Bonus Affitti per l'Edilizia Residenziale pubblica, introdotto quest'anno. Ricordiamo che per usufruire dell'agevolazione va presentato il Modello 730 e i documenti da portare al Caf sono il contratto d'affitto, se questo riporta espressamente la natura di "alloggio sociale", ma nella grandissima maggioranza dei casi nel contratto non è riportato questo preciso riferimento, quindi l'Ente proprietario dell'alloggio deve rilasciare al locatario un'attestazione che specifichi che l'immobile possiede i requisiti previsti dal decreto del 22 aprile 2008.In questi mesi ovviamente i contribuenti, informati di questa agevolazione, si sono rivolti agli Enti – in alcuni casi gli Enti stessi hanno inviato l'apposita comunicazione a tutti gli inquilini – e molti hanno "recuperato" l'attestazione solo da pochi giorni, quindi ben venga per loro la proroga: con un reddito complessivo per il 2014 inferiore a 15.493,71 euro, verrà infatti riconosciuto un rimborso pari a 900 euro, mentre per redditi compresi tra 15.493,71 euro e 30.987,41 euro, il rimborso si dimezza e sarà pari a 450 euro.
Inoltre, l'introduzione del 730 precompilato ha comportato un avvio della campagna rallentato dagli inevitabili imprevisti legati al primo anno di sperimentazione, ad alcuni intoppi nell'acquisizione dei precompilati dall'Agenzia – alcuni ancora non risolti – che non consentono di modificare e/o integrare i modelli e costringono i Caf a tenere "sospese" molte pratiche in attesa che si possa elaborare il precompilato.

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