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May18

Green pass e lavoro domestico, le indicazioni per le famiglie

Categoria: Notizie - Enti, Notizie - CAF

Green pass e lavoro domestico, le indicazioni per le famiglie

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al nuovo decreto legge per l'estensione del Green pass a tutti i luoghi di lavoro, che avrà validità dal prossimo 15 ottobre al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato d'emergenza

Quanto previsto dalle nuove norme investe tutto il mondo lavorativo, incluso coloro che prestano la propria attività in qualità di assistenti familiari (colf, badanti, baby sitter…).

Queste le indicazioni in merito agli adempimenti in capo al datore di lavoro:

I controlli da eseguire

I datori di lavoro  sono tenuti a verificare il rispetto degli obblighi di green pass per l’ingresso al lavoro. Per le categorie degli assistenti familiari il controllo del possesso e sua validità del green pass deve essere eseguito dal datore di lavoro, da familiare o convivente o da chiunque abbia il diritto di far accedere l’assistente familiare nella dimora che corrisponde anche a luogo di lavoro. Ove non proceda direttamente al controllo il datore di lavoro, è necessario che lo stesso predisponga apposito documento di nomina di incaricato. Tale controllo deve essere eseguito ad ogni accesso al luogo di lavoro l’assistente familiare si appresti ad iniziare la prestazione lavorativa (il green pass può essere revocato).

Come eseguire i controlli:

La modalità di controllo del possesso e validità del green pass viene eseguita mediante l’apposita app messa a disposizione dal Governo (VerificaC19), l’assistente familiare dovrà esibire il certificato nel formato digitale Qrcode (preferibile) o cartaceo. Eventuali altre tipologie di certificazione attestanti la vaccinazione non hanno alcuna validità (vaccinazioni non riconosciute dagli enti preposti), pertanto l'unica certificazione valida è riferibile al green pass rilasciato dal Ministero della Salute.

Cosa non fare in sede di controllo: Il datore di lavoro non deve entrare in possesso né richiedere copia del green pass né richiedere la relativa data di scadenza ma esclusivamente procedere al controllo della sua validità.

Esenzione dal green pass: L’obbligo di green pass, non si applicherà “ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute” (Circolare n.0035309 del 04/08/2021 Ministero della Salute).

Mancata esibizione o validità del green pass

Nel caso in cui l’assistente familiare esibisca un certificato non valido o non ne fosse in possesso, non potrà eseguire la prestazione lavorativa, stesso dicasi nel caso non fosse eseguita la verifica e in fase di controllo da parte degli enti preposti scaturisca tale mancanza o invalidità, in tal caso vengono applicate sanzioni sia al datore che all’assistente familiare.

Sono previste dal decreto due tipologie di sanzioni distinte:

  • il lavoratore che entra nel luogo di lavoro non mostrando il certificato verde o omettendo i controlli è punito con sanzione da 600 a 1500 euro;
  • il datore di lavoro che non controlla i pass dei dipendenti è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a 1.000 euro.

Riflessi sul rapporto di lavoro in caso di mancanza green pass: Nel caso in cui il green pass risulti non valido o non esibito per mancanza di possesso, l’assistente familiare non potrà esercitare la propria prestazione fino al momento in cui non procederà a sanare la propria posizione entro il 31 dicembre 2021. L’assistente familiare lavoratore sarà assente ingiustificato già dal primo giorno e dopo il quinto giorno di mancata presentazione della certificazione, il datore di lavoro potrà sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabile una sola volta e non oltre il termine del 31 dicembre 2021.

Verrà fatto salvo il diritto alla sola conservazione del posto di lavoro, ma non verrà corrisposta retribuzione né oneri riflessi e contribuzione. Nel caso in cui l’assistente familiare regolarizzasse la propria posizione, venendo pertanto in possesso di green pass valido, potrà rientrare in servizio immediatamente. Nel ricordarle che il controllo del green pass deve essere eseguito ogni qualvolta abbia luogo la prestazione, tuttavia nel caso in cui durante il periodo di sospensione sia presente assistente familiare in sostituzione, la ripresa del servizio potrà avvenire solamente al termine della prestazione del sostituendo (massimo 10 giorni).

Le infografiche del Ministero

Sito web con tutte le informazioni relative al Green Pass: https://www.dgc.gov.it

Gen07

Il Fondo di prevenzione del sovraindebitamento e dell’usura

Categoria: Notizie - Enti, Notizie - Adiconsum

Il Fondo di prevenzione del sovraindebitamento e dell’usura

Il Fondo di prevenzione del sovraindebitamento e dell’usura, gestito da Adiconsum (associazione difesa consumatori aderente al sindacato Cisl) su incarico del ministero dell’Economia e Finanze, ha deliberato un prestito di 70.000 euro “anticipando” gli strozzini e salvando dal cappio dell’usura tre famiglie: due residenti in provincia Pescara, una in provincia di Chieti.

 

La famiglia residente nelle vicinanze del capoluogo adriatico – coniugi di 53 e 46 anni con tre figli a carico, di cui uno invalido, casa di proprietà, condizioni economiche di base non molto buone, da tempo segnalata in Crif - a causa della consistente riduzione del reddito da lavoro dipendente di uno dei componenti, non è più riuscita a pagare le rate di due vecchi finanziamenti, finendo per accumulare un debito di oltre 27.000 euro e ricevere decreto ingiuntivo. Lo sportello antiusura, dopo una serrata e faticosa trattativa con i creditori, ha dapprima ottenuto la riduzione del debito a 15.000 euro, e attraverso lo speciale Fondo Antiusura lo ha estinto. La famiglia potrà rimborsare il prestito in sette anni (84 rate) lasciandosi alle spalle l’insopportabile peso del sovra indebitamento, anticamera dell’usura.

L’altra famiglia residente nel pescarese – coniugi di 56 e 54 anni con figlio a carico, casa di proprietà, in precarie condizioni economiche di base, segnalata in Crif - ha accumulato negli anni debiti per oltre 25.000 euro, nonostante gli inutili tentativi di arginarli. Una serie di concatenati imprevisti: dalla spesa per cambiare la vecchia automobile (dopo aver buttato via tanti soldi nell’inutile tentativo di ripararla), alle spese molto alte per dentista e condominio (rifacimento di tetto e facciata), ha infatti mandato in corto circuito il bilancio famigliare portandolo alla paralisi. Hanno aggravato la situazione già complicata, alcuni debiti contratti negli anni sia con l’agenzia delle entrate, sia con la regione Abruzzo per il bollo auto. Lo sportello Adiconsum-Cisl, attraverso lo speciale Fondo Antiusura, ha estinto il debito liberando la famiglia dall’oppressione del sovra indebitamento e dal rischio usura. Il prestito di 25.000 euro indispensabile per risanare il bilancio famigliare e restituire fiducia nel futuro, sarà dalla famiglia rimborsato in 10 anni (120 rate).

La famiglia residente nella provincia di Chieti -coniugi in pensione entrambi di 69 anni con figlia di 43, casa di proprietà, solide condizioni economiche di base, segnalata in Crif- quando si è rivolta allo sportello antiusura Adiconsum-Cisl, aveva incredibilmente accumulato debiti per circa 34.000 euro. I colloqui preventivi con l’operatrice dello sportello antiusura, hanno evidenziato la dipendenza da gioco di uno dei due coniugi, divenuto nel tempo abituale frequentatore di slot machine. L’iniziale passatempo allegro e divertente e soprattutto di facile utilizzo, si è a mano a mano trasformato in una dispendiosissima malattia, una piacevole “prigione”, che hanno corroso la stabilità economica costringendo la famiglia ad accendere, uno dopo l’altro, ben nove finanziamenti tra banche e finanziarie. Lo sportello antiusura, dopo aver ottenuto dai creditori la parziale riduzione dei debiti, li ha estinti con un versamento complessivo di 30.000 euro attraverso lo speciale Fondo Antiusura. La famiglia -a cui lo sportello ha chiesto l’impegno a rivedere il proprio stile di vita in un’ottica di sobrietà-, potrà rimborsare il prestito in sette anni (84 rate), recuperando alla normalità la propria esistenza altrimenti destinata a finire nell’orbita degli usurai.

L'intervento del Fondo Antiusura ha consentito il reinserimento sociale di queste tre famiglie, emarginate a causa dei debiti e finite nell'elenco dei cattivi pagatori, scongiurando il pericolo di cadere nella trappola rovinosa dell'usura.

 

Il Fondo antiusura con quest’ultimo intervento, ha erogato in Abruzzo prestiti per 1 milione 208.000 euro.

 

Il Fondo si rivolge alle famiglie che si trovano in difficoltà economica e che non sono più in grado di coprire tutte le uscite con proprie entrate, o rispettare gli impegni finanziari precedentemente assunti o, nei casi più gravi, sostenere le spese necessarie per il sostentamento del nucleo familiare (vitto, fitto, rate del mutuo, bollette, spese sanitarie, prestiti, ecc.). Le difficoltà economiche preesistenti, appesantite dall’emergenza sanitaria, sempre più spesso determinano il ricorso al credito illegale, innescando una spirale di aggravamento della posizione debitoria che genera esclusione sociale e disagio psicologico, fino a sfociare, nei casi più gravi, in gesti estremi come il suicidio.

Il Fondo antiusura può attualmente garantire finanziamenti agevolati (al tasso del 2%) di importo massimo fino 30.000 euro, con rientri ordinariamente fino a sette anni, che possono crescere fino a 50.000 euro con scadenza decennale. Il rimborso dei prestiti deve avvenire entro il settantacinquesimo anno di età.

Un apposito Comitato di esperti valuta le domande di accesso ricevute dal Fondo, seguendo specifici criteri stabiliti dal Regolamento attuativo della Legge:

- effettivo stato di bisogno del richiedente e serietà della ragione dell'indebitamento;

- capacità di rimborso del finanziamento concesso, dimostrato da reddito documentabile;

- entità dell'importo complessivo debitorio a carico del richiedente che deve rientrare entro i limiti di garanzia;

- impossibilità di accesso al credito legale a causa di segnalazione negativa presso i sistemi di informazione creditizia (Crif, Ctc, Experian).

 

Soffermandosi ad analizzare le cause dell'indebitamento, secondo quanto dichiarato dai soggetti sovraindebitati che hanno richiesto l'accesso al Fondo, noteremo che oltre un terzo delle famiglie, ovvero il 36,3%, ha subito la perdita del posto di lavoro di un componente, oppure una diminuzione del reddito, mentre una quota pure rilevante, pari al 13,1%, si è impoverita a causa della separazione o divorzio. È sorprendente e addirittura sconcertante che il 14,6% dei richiedenti dichiari di essere caduta in situazione di indebitamento a causa di spese sanitarie e assistenziali: la malattia acuta o cronica e la non autosufficienza di un membro, purtroppo, laddove il sistema sociosanitario è in difficoltà a garantire le prestazioni necessarie, costituiscono una seria minaccia per la stabilità economica della famiglia, una situazione che anche recenti indagini del Censis hanno chiaramente evidenziato, delineando i contorni di una crescente "povertà sanitaria". Sostenere di tasca propria le spese per esami diagnostici e cure non differibili, che il SSN non riesce a garantire in tempi ragionevoli; oppure spesare i servizi necessari in caso di grave non autosufficienza, come il ricovero in RSA in regime privato o l'assunzione di badanti domiciliari con copertura h24, è difficilmente sostenibile per una famiglia anche di reddito medio. Va inoltre ricordato che gli anziani, oltretutto diventati àncora di salvataggio per figli in difficoltà economiche, costituiscono una quota rilevante delle famiglie italiane in condizioni di povertà assoluta e relativa, con conseguenti situazioni di deprivazione multidimensionale, tra cui segnatamente la povertà energetica, la deprivazione alimentare e lo scarso accesso alle cure e ai farmaci fuori delle prestazioni esenti da contribuzione, tutte con effetti negativi sulla salute, sul benessere psico-fisico e sulla qualità della vita. Rappresentano invece una minoranza dei casi le situazioni di sovraindebitamento dovute a qualche forma di dipendenza (stupefacenti, gioco d'azzardo patologico, shopping compulsivo) o alla sopravvalutazione della capacità di reddito: è verosimile che questo dato sia in qualche misura sottostimato, stante la possibile reticenza dei richiedenti ad ammettere una responsabilità nel determinarsi della situazione, anche magari nel timore di incorrere nella disapprovazione e nel rifiuto dell'assistenza.

Cresce inoltre, la massa dei debiti contratti dalle famiglie rivoltesi allo sportello antiusura: appena il 15,4% dei casi esaminati presentava un debito complessivo inferiore a 10.000 euro, mentre il 44,2% era compreso tra 10 e 30 mila euro e un 17,2% tra 30 e 70 mila euro. Eloquente è risultata la percentuale dei richiedenti, ben il 23,2%, che presentava un debito estremamente elevato, oltre i 70.000 euro, quasi un quarto del totale; per questi nuclei familiari, a causa dell'elevato importo, non è in alcun caso stato possibile l'accesso al Fondo.

 

Il sovraindebitamento delle famiglie, anticamera dell'usura, come risulta da tutte le relazioni ed atti, nazionali e regionali, riveste dunque una portata di grande, crescente e drammatica attualità, dalla cui soluzione e/o mitigazione dipendono la trasparenza e l'equilibrato sviluppo del nostro sistema economico-finanziario, nonché la stessa coesione sociale della comunità abruzzese, fondata, principalmente, sul tessuto connettivo sano delle famiglie e delle imprese. Affrontare e risolvere il complesso problema relativo al sovraindebitamento e all'usura, richiede un approccio multidisciplinare e l'impegno di tutti.

Nov24

25 novembre

Categoria: Notizie - Enti, Coordinamento Donne

25 novembre

25 novembre ricorre la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, voluta dall’ONU al fine di promuovere attività di sensibilizzazione prevenzione e contrasto di
tutte le forme di violenza, il coordinamento donne Abruzzo Molise ha deciso di dedicare la giornata  alle più fragili, Alle spose bambine che vivono sulla propria pelle le violenze fisiche e psicologiche.

 

 

 

 

 

Gen14

Quota 100: negli uffici Inas Cisl tutte le informazioni per capire meglio

Categoria: Notizie - Enti, Notizie - Inas

16-06-2015 - Fonte: inas.it

Quota 100:  negli uffici Inas Cisl tutte le informazioni per capire meglio

La legge di stabilità ha confermato la possibilità di andare in pensione con "Quota 100", cioè sommando 62 anni di età e 38 di contributi. 

Per accedere a questo nuovo tipo di pensione anticipata, però, saper fare la somma non sarà sufficiente.

“È fondamentale valutare tutti gli aspetti del proprio percorso lavorativo e previdenziale per effettuare la scelta migliore – chiarisce CASTAGNA SETTIMIO , responsabile dell’Inas Cisl INAS ABRUZZO ”.

 In questi giorni sono moltissimi i cittadini che si stanno rivolgendo al patronato della Cisl per capire se possono andare in pensione con il nuovo meccanismo.

 “Siamo a disposizione di tutti coloro che vogliono saperne di più di "Quota 100", spiega CASTAGNA SETTIMIO . Per tutte le persone che si rivolgono a noi confezioniamo uno studio personalizzato della posizione contributiva, per verificare la soluzione pensionistica più conveniente e per inoltrare la domanda di pensione”.

 

 

 

CASTAGNA SETTIMIO

 responsabile dell’Inas Cisl INAS ABRUZZO

Oct26

Anteas Molise Concorso di Poesia, Pittura e Scultura

Categoria: Notizie - Enti, Notizie - Anteas

Anteas Molise Concorso di Poesia, Pittura e Scultura

Anche quest’anno come gli altri anni l’ANTEAS e la FNP-CISL organizzano il Concorso di Poesia, Pittura e Scultura. L’evento si terrà a Termoli, 27 ottobre 2018 dalle ore 10,00 presso i locali della Chiesa dei Frati Francescani di Termoli (di fronte Ospedale nuovo di Termoli) , in viale San Francesco. L’invito a partecipare a tale evento, è coinvolgere tutti voi per la buona riuscita di tale iniziativa, che, vuole essere non solo un momento culturale, ma anche un momento importante per socializzare e stare insieme. Nella nostra civiltà tecnologica, materialistica, arida,che spinge ognuno di noi alla ricerca spasmodica di un tornaconto economico,più che mai la poesia assume un ruolo centrale,volto a consentire all’uomo di riappropriarsi della sua dimensione Spirituale,

creativa,”fanciullina” , di signoreggiare . E possiamo affermare che, da un punto di vista formale,una poesia è un testo,in genere relativamente breve,il quale  presenta una struttura piuttosto complessa, è la comunicazione interpersonale di messaggi, di intuizione pura,il cuore e la fantasia,ovvero l’una e l’altra insieme,rendendo sensibile ad altrui il bello concepito dallo scrittore. Per trasmettere il proprio messaggio, le proprie emozioni e stati d’animo in maniera più precisa di quanto faccia la prosa. La poesia, pur essendo espressione di un sentimento individuale contiene però un riflesso della vita nel quale ciascun uomo può riconoscersi.

 

                                                                      IL Presidente Anteas Molise

                                                                           Luigi Pietrosimone

 

 

 

Ago29

Servizio civile

Categoria: Coordinamento Giovani, Notizie - Enti

Servizio civile

Sono stati pubblicati i bandi regionali e nazionale per la selezione di n. 53.363 volontari (tra i 18 e 28 anni) da impiegare in progetti di servizio civile presentati da vari Enti.
In Abruzzo e Molise è prevista la selezione di n. 1.062  volontari da impegnare in 186 progetti.
Nello specifico: Abruzzo (754 volontari -138 progetti); Molise (308 volontari - 48 progetti).
Durata: 12 mesi;
Orario: non inferiore a 30 ore settimanali (o 1.400 ore annue);
Assegno mensile: Euro 433,80 (precisiamo che l’intero periodo prestato è riconosciuto ai fini previdenziali);
Data avvio: differenziata per i diversi progetti (in ogni caso non oltre il 30 aprile 2019);
Tra i requisiti di ammissione: aver compiuto il diciottesimo anno di età e non aver superato il ventottesimo anno di età (28 anni e 364 giorni) alla data di presentazione della domanda;
Presentazione domanda di partecipazione (indirizzata direttamente all’ente che realizza il progetto prescelto): entro 28 settembre p.v..
Facciamo presente che è possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto di servizio civile (pena l’esclusione).
Precisiamo che nel bando nazionale sono inseriti anche i 94 progetti all’estero, che vedranno impegnati 805 volontari, e i 151 progetti “sperimentali” che consentiranno a 1.236 giovani di “collaudare” alcune novità introdotte dalla recente riforma del servizio civile universale. Si tratta, nello specifico, della flessibilità della durata del progetto e dell’orario di servizio; di un periodo di tutoraggio, fino a tre mesi, finalizzato a facilitare l’accesso al mercato del lavoro dei volontari o, in alternativa, di un periodo di servizio in un altro Paese dell’Unione Europea; di misure che favoriscono la partecipazione dei giovani con minori opportunità.
In allegato: tutti Bandi (nazionale e regionali) pubblicati (con allegato l’elenco degli Enti presso cui si effettueranno tali progetti).
[ http://www.gioventuserviziocivilenazionale.gov.it/dgscn-news/2018/8/bando-2018.aspx ]http://www.gioventuserviziocivilenazionale.gov.it/dgscn-news/2018/8/bando-2018.aspx
Ricordiamo che “Il servizio civile rappresenta un momento unico per la crescita dei nostri giovani, per scoprire le proprie potenzialità, per entrare in contatto con il profondo senso di cittadinanza attiva e solidarietà sociale”.


Il Segretario Interregionale
Antonio Scuteri

 

 

 

 

Giu19

ANOLF. Facciamo appello a tutti i senatori, richiamandoli al senso di responsabilità: “approvate la proposta di legge sulla cittadinanza prima del termine della legislatura”.

Categoria: Notizie - Anolf, Notizie - Enti

ANOLF. Facciamo appello a tutti i senatori, richiamandoli al senso di responsabilità: “approvate la proposta di legge sulla cittadinanza prima del termine della legislatura”.

L'ANOLF assieme al suo Coordinamento Giovani ANOLF 2G da anni porta avanti la battaglia per la riforma della cittadinanza e ha deciso da tempo di aggregarsi e partecipare alla vita sociale del Paese, perché crediamo in un'Italia fondata sull'uguaglianza e sui diritti.


Nel 2017, nonostante le seconde generazioni (figli d'immigrati, nati e cresciuti in Italia) siano oltre 1 milione di cui la metà nati in Italia, non esiste ancora una legislazione che riconosce loro la cittadinanza e i diritti fondamentali a quest'ultima connessi.
Chi gioca, va a scuola, cresce con i bambini italiani non è italiano. Da due anni, la cittadinanza per í nuovi italiani è ferma al Senato, dove deve avere l'approvazione definitiva, bloccata in Commissione Affari costituzionali.
L'importanza della questione delle nuove generazioni e l'urgenza di una più equa ed avanzata normativa sulla cittadinanza sono state sollevate in più circostanze.
Molte sono state le proposte in sede parlamentare, ma manca la volontà politica di dar vita ad una legge organica sulla cittadinanza che garantisca a tutti i figli degli stranieri, nati e cresciuti in Italia, il diritto di partecipare alla vita politica e sociale di un Paese che è loro ma che li considera "stranieri", soggetti con permesso di soggiorno, o "cittadini di serie b".

Cara Senatrice e caro Senatore, facciamo appello a voi e a tutte le forze politiche affinché mettiate da parte le convenienze e si dia finalmente al Paese e ai ragazzi, figli d'immigrati nati e/o cresciuti in Italia, il diritto di essere considerati italiani.

Noi chiediamo che la proposta di legge sulla cittadinanza esca dalla palude e che oggi,, data in cui sarà discussa al Senato, vi mettiate mano sulla coscienza per permettere a chi vuole vivere nella libertà e fatti propri i valori della Costituzione, di sentirsi pienamente cittadini italiani.

 

 

 



Giu15

EMERGENZA SFRATTI

Categoria: Notizie - Enti, Notizie - Sicet

EMERGENZA SFRATTI

Modificare la legge sulle locazioni prevedendo un unico regime contrattuale, quello concordato, e rifinanziare nella prossima legge di stabilità il fondo affitti con una dotazione di almeno 500 milioni di euro. Queste le proposte lanciate dal segretario generale nazionale del Sicet Cisl, Nino Falotico, all'indomani della pubblicazione dei dati Istat sugli sfratti nel 2016, dati che "vanno presi con le pinze - mette in guardia il dirigente sindacale - in quanto i rilevamenti continuano ad essere parziali". Il sindacato inquilini della Cisl rileva, infatti, che anche quest'anno i dati relativi a diverse province - undici per la precisione - sono incompleti, tanto che lo stesso sindacato stima uno scostamento medio che oscilla da tre a quattro punti percentuali in più.
"La situazione - spiega Falotico - è a macchia di leopardo con regioni che registrano un sensibile calo degli sfratti rispetto al 2015, come il Friuli Venezia Giulia (-43%), e regioni che invece fanno registrare una forte impennata, come la Basilicata (+81,6%) e il Piemonte (+65,8%). Desta allarme, inoltre, la crescita delle richieste di esecuzione e degli sfratti eseguiti dagli ufficiali giudiziari che - osserva il segretario del Sicet - segnalano la necessità di rivedere le norme a tutela delle famiglie alla luce della perdurante situazione di grave difficoltà economica e sociale. Rispetto alla morosità incolpevole appare evidente l'inefficacia delle attuali norme di indirizzo e programmazione statale, gestite da Regioni e Comuni".
Per Falotico "è necessario riprendere il confronto con il governo e con le istituzioni locali con un duplice obiettivo: aggiornare le norme e le politiche in materia di casa e incrementare le risorse finanziarie per il contrasto al disagio abitativo, a partire dal rifinanziamento del fondo affitti, attualmente azzerato, e del fondo sulla morosità incolpevole, quest'ultimo oggetto recentemente di un taglio di oltre il 30 per cento".

 

 

 

 

Giu19

Corso di Preparazione al concorso per 1148 Allievi agenti di Polizia

Categoria: IAL Molise, Notizie - Enti

Corso di Preparazione al concorso per 1148 Allievi agenti di Polizia
In Collaborazione con USI CISL ABRUZZO-MOLISE
Corso di Preparazione al concorso per 1148 Allievi agenti di Polizia
893 posti, per esame - 179 posti, per esame e titoli, per coloro che sono in servizio 76 posti, per esame e titoli, per i volontari in ferma prefissata
DOMANDA DI PARTECIPAZIONE AL CONCORSO
La domanda di partecipazione al concorso deve essere compilata ed inviata utilizzando esclusivamente la
procedura informatica disponibile sul sito https://concorsips.interno.it, entro il 26 giugno 2017.
Per problematiche/chiarimenti relativi ai requisiti di partecipazione e alle disposizioni previste dal bando di
concorso, la Polizia di Stato mette a disposizione i numeri 0646575068 – 06 46575066, dal lunedì al venerdì, dalle
ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore 17.00.
Per problematiche/chiarimenti tecnici relativi alla procedura informatica di presentazione della domanda, si
possono invece inviare i quesiti all’indirizzo e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
REQUISITI
 Licenza media (diploma di scuola secondaria di I grado, o equipollente);
 Età compresa tra 18 anni e non aver compiuto il 30° anno di età. Quest’ultimo limite è elevato
fino ad un massimo di tre anni, in relazione al servizio militare prestato
 Qualità morali e di condotta
 Idoneità fisica, psichica ed attitudinale all’espletamento dei compiti connessi alla qualifica
BANDO DI ISCRIZIONE AL CORSO DI PREPARAZIONE
Modalità di iscrizione: Presso la segreteria dello IAL Molise S.r.l. o presso le sedi CISL di Campobasso,
Isernia, Termoli, Boiano e Venafro.
Termine di iscrizione: Le domande dovranno pervenire entro il 30 settembre 2017 presso la sede dello
IAL Molise S.r.l.
Costo per l’iscrizione: Euro 300,00. (per Iscritti Cisl e/o congiunti di iscritti Cisl Sconto del 15%)
Sedi del Corso: Campobasso – Isernia –Termoli – Venafro – Boiano
Programma principale:
n. 150 ore 30 ore Grammatica e Letteratura Italiana – 30 ore Matematica e
Geometria – 10 ore Educazione civica – 10 ore Scienze – 20 ore Storia
Contemporanea – 10 ore Geografia – 20 ore Geografia d’Italia e d’Europa – 20 ore
Informatica
Per informazioni rivolgersi allo IAL Molise S.r.l., aperta tutti i giorni dalle ore 8,30
alle ore 13,30 escluso il sabato. Tel. 0874/98869 – e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
il Legale Rappresentante
Enrico Passerini
Gen31

Canone RAI: tempo fino al 31 gennaio per la dichiarazione di non possesso

Categoria: Notizie - Enti, Notizie - CAF

Canone RAI: tempo fino al 31 gennaio per la dichiarazione di non possesso

la dichiarazione va presentata ogni anno!

Chi non possiede un televisore, e non è quindi tenuto a pagare il Canone Rai per il 2017, ha tempo fino al 31 gennaio per presentare la dichiarazione di non detenzione.
Va ricordato infatti che la dichiarazione ha validità annuale, non è "una tantum", e che la "vera scadenza" era in realtà il 31 dicembre. Chi ha ritardato, pagherà comunque il primo addebito in bolletta, ma solo se presenta la dichiarazione entro il 31 gennaio potrà richiedere e avrà diritto al rimborso. Per la richiesta di rimborso non c'è scadenza e e dopo la verifica dell'Agenzia delle Entrate l'importo non dovuto verrà riaccreditato in automatico sulla bolletta.

Chi invece invierà la dichiarazione dopo il 31 gennaio ma entro il 30 giugno sarà esonerato nel secondo semestre, ma dovrà pagare il canone per i primi sei mesi del 2017.
La dichiarazione inviata dal 1° luglioè infine relativa all'esenzione per il 2018.

31 gennaio scadenza anche per chi versa il canone con F24 perchè non è intestatario delle bollette: ad esempio degli inquilini in affitto, dei figli che vivono in un alloggio con le utenze intestate ai genitori, del portiere che utilizza l'alloggio condominiale.

May24

Rapporti di collaborazione e Pubblica Amministrazione illegittimità

Categoria: Notizie - Enti, Ufficio Vertenze

Rapporti di collaborazione e Pubblica Amministrazione illegittimità

Nella Pubblica Amministrazione i rapporti di cococo che celano un rapporto subordinato non determinano mai la conversione, ma solo diritto al risarcimento
Corte di Cassazione, sentenza n. 03384/2017

 

Mar07

PROGETTO “GHIACCIO IN SENEGAL”

Categoria: Notizie - Enti, Notizie - Iscos

PROGETTO “GHIACCIO IN SENEGAL”

 

 

INIZIO PROGETTO: 25/03/3014

FINE PROGETTO:   24/11/2015

Finanziato dal Comune di PESCARA (EURO 8.000)

 

 

Il ghiaccio è un elemento fondamentale sia per la pesca che per la lavorazione e la relativa commercializzazione del pescato.

A seguito della chiusura di una importante fabbrica ittica trasferitasi verso il nord (la Soséchal). Centinaia di uomini e donne erano impiegati nella produzione del ghiaccio, nella lavorazione, conservazione e commercializzazione del pesce.

La chiusura della Fabbrica Soséchal, oltre a creare un’enorme disoccupazione nella zona, ha anche messo in difficoltà molti pescatori che, a causa della mancanza di ghiaccio fornito anche dalla Soséchal, hanno diminuito significativamente le loro possibilità d’uscita nell’oceano non potendo più conservare a lungo il pesce durante la permanenza in mare.

Obiettivo specifico del progetto è la realizzazione di una fabbrica per la produzione di ghiaccio utilizzato per la pesca, la conservazione, la trasformazione e la commercializzazione del pesce, gestita da una cooperativa di donne e uomini.

Le principali attività per la realizzazione del progetto sono:

  • La costruzione della fabbrica con un laboratorio, un ufficio, i servizi, un muro di cinta, impianti elettrici ed idraulici.
  • La fornitura, l’installazione delle attrezzature e macchine per la produzione del ghiaccio.
  • La formazione ai lavoratori e ai soci della cooperativa su gestione e amministrazione di un’impresa.

L’azione è stata sollecitata sia dalle Autorità locali che dal Sindacato nazionale della CNTS. Essi hanno chiesto con insistenza e urgenza un sostegno alla realizzazione di attività produttive a Ziguinchor al fine di creare reddito e occupazione, migliorare le condizioni economiche degli abitanti, avviare l’emancipazione dalla povertà, creare posti di lavoro per giovani disoccupati e ridurre il più possibile l’emigrazione clandestina.

 

Gen21

Mancata consegna buste paga e mancato pagamento Assegni Familari A.N.F.

Categoria: Notizie - Enti

Mancata consegna buste paga e mancato pagamento Assegni Familari A.N.F.

La Direzione Territoriale del Lavoro deve eseguire le ispezzioni e le verifiche di merito in caso di mancato rispetto della norma

Il dlgs 151/2015 (Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese....), all'art 22 n. 6 e 7 inasprisce le sanzioni pecuniarie per i datori di lavoro che non pagano gli anf o che non consegnano i prospetti paga ai lavoratori.
Gli importi sanzionatori oscillano tra i 500 e i 5000 euro per gli anf e tra i 150 e i 900 euro per la mancata consegna delle buste paga (sanzioni inerenti la violazione nei confronti di un solo lavoratore; se i lavoratori sono più di 5, gli importi aumentano considerevolmente). La minaccia di tali sanzionidovrebbe fungere da deterrente per certi datori di lavoro che ancora non rispettano la norma. Pertanto in caso di inadempimenti i lavoratori possono denunciare alla D.T.L di competenza il mancato rispetto della norma al fine di procedere alle opportune verifiche ispettive

riportiamo il testo dell'art 22 n. 6 e 7

6. All'articolo 82 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797, il secondo comma è sostituito dal seguente:

«Il datore di lavoro che non provvede, se tenutovi, alla corresponsione degli assegni è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 5.000 euro. Se la violazione si riferisce a più di cinque lavoratori ovvero a un periodo superiore a sei mesi la sanzione va da 1.500 a 9.000 euro. Se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori ovvero a un periodo superiore a dodici mesi la sanzione va da 3.000 a 15.000 euro».

7. All'articolo 5 della legge 5 gennaio 1953, n. 4, il primo comma è sostituito dal seguente:

«Salvo che il fatto costituisca reato, in caso di mancata o ritardata consegna al lavoratore del prospetto di paga, o di omissione o inesattezza nelle registrazioni apposte su detto prospetto paga, si applica al datore di lavoro la sanzione amministrativa pecuniaria da 150 a 900 euro. Se la violazione si riferisce a più di cinque lavoratori ovvero a un periodo superiore a sei mesi la sanzione va da 600
a 3.600 euro. Se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori ovvero a un periodo superiore a dodici mesi la sanzione va da 1.200 a 7.200 euro. Nell'ipotesi in cui il datore di lavoro adempia agli obblighi di cui agli articoli precedenti attraverso la consegna al lavoratore di copia delle scritturazioni effettuate nel libro unico del lavoro, non si applicano le sanzioni di cui al presente articolo ed il datore di lavoro è sanzionabile esclusivamente ai sensi dell'articolo 39, comma 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modifi cazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modifi cazioni.».

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