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Apr08

Babysitter, cosa c'è da sapere sul contratto di lavoro

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Babysitter, cosa c'è da sapere sul contratto di lavoro

Anche in questo difficile contesto il CAF CISL ed i suoi consulenti garantiscono assistenza anche a distanza per tutte le attività connesse all'apertura/chiusura e variazione di un contratto di lavoro domestico; la gestione mensile della busta paga; il conteggio dei contributi e invio del bollettino trimestrale per il pagamento all'INPS; il conteggio di ferie, tfr e tredicesima. Contatta la tua sede di fiducia, ti aspettiamo!

La baby sitter (o tata) è la figura professionale che si occupa di assistere neonati e bambini piccoli fino alla preadolescenza in un contesto domestico. Si tratta di una professione che integra le funzioni della famiglia: la baby sitter si sostituisce a genitori e nonni o familiari con essi conviventi per alcuni periodi di tempo, fornendo un valido aiuto nel caso in cui questi non possano accudire i minori, solitamente al domicilio degli stessi ma non solo.  

Il lavoro della baby sitter riveste notevole importanza in quanto significa occuparsi di tutte le esigenze dei bambini: dalla sorveglianza del sonno alla compagnia per il gioco, dalla preparazione dei pasti all'igiene personale. Nel caso di assistenza a bambini più grandi, le mansioni della babysitter possono comprendere anche  l’aiuto per i compiti, il trasporto da e verso l'asilo o la scuola, l'accompagnamento ad attività pomeridiane (come lezioni di sport, musica o danza). Per svolgere queste ultime mansioni può essere richiesto alla baby sitter di essere automunita.

In genere, il lavoro di babysitter è svolto a domicilio e gli orari di lavoro cambiano a seconda delle esigenze della famiglia. È spesso richiesta una babysitter part time.

Il ruolo della babysitter richiede anche la capacità di reagire a situazioni di emergenza. Per quanto infatti l'attenzione sia sempre ai massimi livelli, le emergenze possono capitare, e bisogna essere preparati ad affrontarle per garantire la sicurezza dei bambini assistiti.  La baby sitter infatti deve essere in grado di relazionarsi con naturalezza con i bambini che cura, e altrettanto importante è la capacità di interagire in modo costruttivo con i genitori e di adattarsi alle direttive della famiglia.

È essenziale chiarire fin da subito le mansioni che dovrà svolgere la babysitter, in modo da garantire un servizio adeguato alle esigenze della famiglia e del bambino.

Principali mansioni della babysitter:

  • Gestire e sorvegliare i bambini: organizzare attività ricreative, assegnare compiti più o meno difficili e aiutare i bambini nelle attività quotidiane.  
  • Prendersi cura dell’igiene dei bambini (e neonati), vestirli e cambiare il pannolino.
  • Preparare i pasti e aiutare i bambini a mangiare.
  • Incoraggiare un comportamento adeguato: mantenere la disciplina stabilendo regole da rispettare, in accordo con i genitori.
  • Aiutare i bambini a fare i compiti, pulire le stanze etc.
  • Accompagnare i bambini in diversi posti (asilo, scuola, sport, dal medico, etc.) .
  • Assicurare l’osservanza delle prescrizioni di cure mediche qualora sia necessario.

Principali competenze della babysitter:

  • Capacità di relazionarsi con il bambino e con la sua famiglia: creare un ambiente sereno per il bambino e interagire in modo costruttivo con i genitori, ascoltando le loro richieste. Rispettare le abitudini del nucleo familiare.
  • Pazienza e un buon grado di empatia: comprendere le esigenze di ogni bambino, essere in grado di prendersi cura degli altri, buona capacità di adeguarsi ad ambienti multiculturali.
  • Saper individuare situazioni di emergenza ed essere preparati ad affrontarle per garantire la sicurezza dei bambini. Si richiedono competenze sulla sicurezza domestica e conoscenza delle regole del primo soccorso pediatrico.
  • Capacità organizzative e ottimizzazione del tempo, saper lavorare sotto pressione.
  • Capacità di adattarsi alle situazioni, spirito d’iniziativa e creatività per sviluppare nuove idee e risolvere eventuali problemi.
  • Saper sviluppare le proprie competenze e rinnovarsi per adattarsi ad ogni situazione.
  • Essere una guida per il bambino: svolgere attività di supervisione e mettere sempre il bambino a proprio agio stabilendo delle relazioni sane tra adulto e bambino.
  • Essere in grado di cercare ambienti di socializzazione per il bambino.
  • Avere energia e un atteggiamento positivo ed ottimista in grado di motivare le persone.
  • Conoscere i limiti di intervento/competenza e non oltrepassarli.

Obblighi contrattuali

 

Il ruolo della baby sitter, pur se  di carattere prettamente familiare, fiduciario e nel tempo anche affettivo, riveste comunque le caratteristiche di un rapporto di lavoro regolamentato obbligatoriamente da contratto, ccnl e legislazione sociale, solo l’aspetto fiscale non è in seno a tale rapporto in quanto il datore di lavoro è considerato privato e pertanto non riveste la qualifica di sostituto d’imposta, obblighi brevemente indicati di seguito:

  • Predisposizione del contratto di lavoro tra le parti
  • Iscrizione del rapporto di lavoro presso Inps in maniera esclusivamente telematica
  • Predisposizione mensile del cedolino paga
  • Conteggi ed accantonamenti riferiti a ferie , tredicesima mensilità , Tfr
  • Verifica e predisposizione delle quote contributive dovute trimestralmente a Inps
  • Rapporti e procedure in riferimento alle necessità scaturenti nel corso del rapporto di lavoro tra le parti e nei confronti dell’Inps

Instaurare e seguire l’evolversi del rapporto di lavoro in maniera corretta, produrrà una maggior tranquillità e conseguente serenità tra le parti.

Il CAF CISL ed i suoi consulenti possono assisterti per tutti gli adempimenti legati alla gestione del rapporto di lavoro. Contatta la tua sede di fiducia, ti aspettiamo!

 
 
 
Apr08

Voucher babysitter Chi può richiederlo e come

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Voucher babysitter Chi può richiederlo e come

Il decreto Cura Italia ha previsto, in conseguenza dei provvedimenti di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole, la possibilità di fruizione di un bonus per i servizi di baby-sitting, per le prestazioni effettuate nei periodi di chiusura scolastica.

Chi Può richiederlo? 

Il bonus spetta ai genitori di figli di età inferiore a 12 anni alla data del 5 marzo 2020, anche in caso di adozione e affido preadottivo; oltre il limite d’età di 12 anni, in presenza di figli con handicap in situazione di gravità, purché iscritti a scuole di ogni ordine grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale.

Il bonus per servizi di baby-sitting non è fruibile se l’altro genitore è disoccupato/non lavoratore o con strumenti di sostegno al reddito; se è stato richiesto il congedo COVID-19, rispetto al quale è alternativo.

Il voucher baby-sitting spetta, fino ad un massimo di 600 euro per famiglia, ai lavoratori dipendenti del settore privato, ai lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, ai lavoratori autonomi iscritti all’INPS o lavoratori autonomi non iscritti all’INPS (subordinatamente alla comunicazione da parte delle rispettive casse previdenziali).

Il bonus per servizi di baby-sitting spetta altresì ai lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, appartenenti alle seguenti categorie: medici, infermieri, tecnici di laboratorio biomedico, tecnici di radiologia medica, operatori sociosanitari, personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, impiegato per le esigenze connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. Per tali soggetti, l’importo complessivo del bonus può arrivare ad un massimo di 1.000 euro per nucleo familiare.

Come posso richiederlo?
L’INPS ha pubblicato circolare con i chiarimenti normativi e modalità di accesso per richiedere la prestazione. E’ possibile ricevere assistenza per la presentazione della domanda dal Patronato INAS contattando il numero verde gratuito 800249307.

Prima di fare la richiesta, è necessario aprire il rapporto di lavoro domestico con la babysitter, per questa pratica puoi rivolgerti alla sede Caf CISL a te più comoda.

GUARDA IL VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=gezyPLoOlts

 
Apr08

Voucher Babysitter, le risposte alle domande più frequenti

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Voucher Babysitter, le risposte alle domande più frequenti

Come viene erogato il bonus? L'erogazione del bonus avviene mediante il libretto di famiglia, per poterne fruire il genitore beneficiario e la baby sitter devono essere registrati preliminarmente sulla piattaforma dedicata (prestazioni occasionali). La registrazione va fatta entro 15 giorni dall’accettazione della domanda del voucher , tramite il portale INPS o rivolgendosi al patronato Inas al numero verde gratuito 800249307

Con un costo di circa €600 per quante ore potrebbe lavorare la baby sitter? Con un contratto di 8 euro l'ora, può lavorare per 13 ore settimanali: retribuzione mensile € 450,32; 13^ € 37,00, TFR € 36,00; contributi a carico datore € 68,00 per un costo pari a  circa  € 591,32.

Il congedo è in alternativa al voucher baby sitter di 600 euro?  

Siamo due lavoratori dipendenti e in questo periodo lavoriamo da casa in smart working, possiamo richiederlo? Sì

Il voucher è a figlio o la cifra è un complessivo? Complessivo

Nel caso di una infermiera con un bambino di 3 anni e una ragazza disabile, il congedo straordinario è in alternativa al voucher, è possibile usufruire anche della 104 per i 12 giorni?  Sì, è possibile fruire dei 12 giorni di permesso ulteriori nel periodo marzo/aprile.

GUARDA IL VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=oHfbCo6n1k0

 
 
Apr08

Faq lavoro domestico

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Faq lavoro domestico

Le risposte ai dubbi delle molte famiglie che si avvalgono della collaborazione di colf e badanti in questi giorni così difficili.

 In questi giorni sono molte le domande su eventuali forme di tutela per datore di lavoro e lavoratore. Qui rispondiamo alle più frequenti, invitandovi a contattare i nostri operatori del servizio colf e badanti a questi recapiti per ricevere assitenza.

Che consiglio si può dare a datori di lavoro e lavoratori in questo periodo di emergenza?
Di non inasprire i rapporti, usare il buonsenso e cercare l’accordo. Serve il dialogo: il senso di responsabilità passa anche da queste cose. Le associazioni che rappresentano i datori di lavoro stanno chiedendo al Governo e alle parti sociali di tutelare i lavoratori di questo comparto che lavorano ogni giorno a stretto contatto con le famiglie.

Le colf e badanti non conviventi possono esercitare la prestazione presso i propri datori di lavoro?

Al fine di agevolare ad ottemperare a quanto stabilito dai vari Decreti in successione e nel rispetto delle raccomandazioni del Ministero della Salute e della Protezione Civile, sarebbe opportuno sospendere tali prestazioni concordando tra le parti (in forma scritta), con il criterio del buon senso, attuando un periodo feriale (opportuno soprattutto nel caso in cui il monte ferie residuo sia cospicuo) o anche anticipando le stesse per il maturando relativo, e/o  un recupero delle ore non lavorate in tempi successivi,  e/o una sospensione degli aspetti retributivi (aspettativa – sospensione periodo extraferiale – permessi non retribuiti).
Diverso è l’aspetto in riferimento ai comuni nei quali è posto il divieto di entrata/uscita: in tal caso è considerabile quale malattia, così come per l’eventuale ipotesi della quarantena posta dagli organi competenti o in autoisolamento, purchè documentata con apposita specifica da parte del medico competente (il trattamento è quello previsto da CCNL). Nel caso in cui non sia presente uno dei fattori indicati i precedenza e sia la lavoratrice che non abbia intenzione di prestare attività per proprio timore, è sempre opportuno giungere ad un accordo, tuttavia laddove non sia attuabile e/o il datore necessita della prestazione, si può esercitare l’istituto dei provvedimenti disciplinari, fino al licenziamento.

Se il datore intende sospendere la prestazione e la colf vuole esercitarla?  
Sempre utilizzando il criterio del buon senso ambo le parti, è necessario trovare un accordo (in forma scritta), utilizzando stessi istituti contrattuali indicati alla domanda precedente.

Si possono imporre ferie al dipendente durante l’emergenza?
Si. Bisogna rispettare quanto stabilisce l’articolo 18 del Ccnl domestico, relativo al godimento e alla gestione delle ferie. Indipendentemente dalla durata dell’orario di lavoro, per ogni anno di servizio il lavoratore ha diritto a 26 giorni lavorativi di ferie (occorre proporzionare se i giorni lavorativi sono inferiore a sei). In caso di anzianità inferiore all’anno al lavoratore spettano tanti dodicesimi quanti i mesi di effettivo servizio prestato. La retribuzione dei giorni di ferie è maggiorata dell’indennità sostitutiva di vitto e alloggio (se il lavoratore soggiorna in luogo diverso). Le ferie non possono essere monetizzate (salvo i giorni non goduti che residuano alla cessazione del rapporto di lavoro). Il periodo di ferie va concordato tra le parti (forma scritta). Le ferie non possono essere godute durante i periodi di preavviso di licenziamento, di malattia o infortunio. I lavoratori stranieri possono chiedere di cumulare, in un unico periodo, le ferie di due anni. Per ogni giorno di ferie i lavoratori con retribuzione mensile percepiranno la normale retribuzione, quelli con retribuzione a ore percepiranno una retribuzione pari a 1/6 dell’orario settimanale per ogni giorno di ferie godute.

Si può decidere di fare recuperare le ore non fatte in questo periodo?
Certo, c’è l’ipotesi recupero ore, se il lavoratore domestico non opera full time. È una strada percorribile se il lavoratore ha un monte ore in contratto che possa essere recuperato nei mesi successivi.

Se il dipendente è in malattia?
In presenza di  certificato medico che attesta la malattia, la tata, colf o badante è in malattia (status che viene riconosciuto anche a chi è in quarantena), è pagata dalla famiglia. I primi 3 giorni di malattia sono pagati la metà, poi il 100% fino a un massimo di 15 giorni, poi non si è più retribuiti.

Come deve essere fatto l’accordo per questo periodo di emergenza?

L’accordo deve essere scritto. Non ci sono moduli, basta un file word firmato dalle parti. Nell’accordo si scrivono nome e cognome del datore di lavoro e del lavoratore e la data di inizio e di fine dell’accordo e le regole decise, per l’emergenza coronavirus. Servono le firme di entrambi e ognuna delle due parti ne tiene una copia. Si consiglia di custodire la copia per un periodo lungo di tempo, 10 anni.

E' possibile procedere a licenziamento?
Per quanto attiene il Decreto 18/2020 di cui all’art. 46, pur con la dubbia indicazione, ossia senza l’enunciazione del lavoro domestico ma il “datore di lavoro”, vige il divieto di licenziamento almeno per giustificato motivo oggettivo (economico), ma  possibile il ricorso al licenziamento per motivi disciplinare (giusta causa) rammentando la necessità di riconoscere il periodo di preavviso previsto (monetizzazione), con tale procedura la lavoratrice potrà percepire l’indennità Naspi, pur se auspicabile applicare il buon senso tra le parti al fine di evitare tale soluzione laddove possibile.

Se la badante che vive in casa vuole uscire è possibile impedirlo?
Ovviamente non è possibile poter impedire ciò in quanto il nostro ordinamento vieta la limitazione della libertà altrui da parte di soggetto privato.
Qualora la lavoratrice non rispetti le osservanze o non applichi buon senso alla richiesta del datore e quest’ultimo ritenga di non poter accettare tale situazione, potrebbe non acconsentire al rientro, invitando la lavoratrice a collocarsi in ferie od altro istituto contrattale applicabile con accordo scritto.

E’ possibile incaricare la lavoratrice a fare la spesa per beni di prima necessità?
Sicuramente la risposta è affermativa, sempre rispettando le norme previste dai Decreti in vigore sul territorio nazionale oltre ad eventuali locali, qualora più restrittivi, pertanto che sia in possesso di autocertificazione in cui si dichiara il motivo dell’uscita e le generalità del datore di lavoro e abbia a cuore di usare tutte le precauzioni del caso.

Sono presenti supporti in favore delle famiglie e lavoratrici?     
Riguardo il mondo lavorativo Colf e Badanti non sono presenti forme di supporto (ammortizzatori sociali come cassa integrazione o similare) se non la Naspi (ex disoccupazione) nel decreto 18/2020 (art. 22 ne esplicita l’esclusione), pertanto è tutto demandato ad accordi tra le parti. Unica forma emanata di sostegno, se così definibile, è lo slittamento al 10 giugno 2020 del versamento dei contributi trimestrali (ivi compresi eventuali contributi dovuti a seguito di licenziamento che avrebbero scadenza a 10 giorni dalla data cessazione; art. 37 DL 18/2020).

E se invece proprio per il coronavirus si ha bisogno di una babysitter, colf o badante che prima non si aveva?
Un lavoratore domestico si può assumere anche per un mese, anche per poche settimane. Anzi, si deve, se è un rapporto di lavoro continuativo. Si può fare un contratto anche per 4 ore alla settimana. Per chiudere il rapporto, poi, il periodo di preavviso minimo richiesto è di otto giorni. In ogni caso in questo periodo di emergenza sanitaria è necessario rispettare i protocolli sanitari e le precauzioni richieste a tutti i datori di lavoro.

Infortuno in caso di infezione da coronavirus: la lavoratrice domestica che contrae il virus in quanto residente o semplicemente ha assistito una persona anch’essa contagiata, può aver diritto al riconoscimento di infortunio? In questo caso, quando deve essere fatta la denuncia?  Per quanto previsto dalle norme e disposizioni emanate il contagio in occasione di lavoro viene considerato infortunio, pertanto soggetto alle norme previste in tal caso, inviando denuncia alla sede competente (racc. a.r. o pec) con il relativo modulo corredato da certificazione medica ospedaliera (predisposta su mod.inail) entro 2 giorni dal momento che se ne è venuto a conoscenza ovvero dalla ricezione della certificazione.

Nuova prestazione della CASSACOLF dedicata ai lavoratori domestici affetti daCoronavirus

 A breve sarà possibile richiedere da parte dei lavoratori iscritti alla CASS.ACOLF:
-    Indennità di €40 per ogni notte di ricovero ospedaliero dovuta al trattamento del virus. Per un massimale annuo di 50 giorni;
-    Diaria giornaliera di €40 per massimo annuo di 14 giorni per i periodo di isolamento domiciliare, prescritto dal personale sanitario, a seguito di positività del virus.

 

 

 
 
Apr08

Il tuo 730 su PersonalCaf

Categoria: Notizie - CAF

Il tuo 730 su PersonalCaf

Benvenuto, non preoccuparti per il tuo Modello 730: anche restando a casa possiamo darti assitenza on line per la tua dichiarazione dei redditi attraverso il portale PersonalCaf.

Se sei già iscritto a PersonalCaf non devi fare nulla, la nuova funzionalità si attiverà automaticamente.
Se invece vuoi iscriverti compila il form con i tuoi dati e ti ricontatteremo!

 

Ago02

730 2017 oltre 17.000.000 gli Italiani che si sono rivolti ai Caf

Categoria: Notizie - CAF

730 2017 oltre 17.000.000 gli Italiani che si sono rivolti ai Caf

Sono 20 milioni le dichiarazioni dei redditi degli italiani nel 2017 (riferite all'anno 2016) effettuate attraverso il Mod. 730. Una parte di queste, quasi 2,3, sono state inviate online direttamente dai contribuenti. I dati sono frutto di una prima proiezione, sulle statistiche ufficiali del sito dell'Agenzia delle Entrate, a cura della Consulta Nazionale dei CAF, che fotografa la condizione reale del sistema fiscale del Paese. Tra qualche settimana - terminata la maratona di compilazioni che ha portato nelle sedi dei CAF oltre 17 milioni di cittadini, che hanno delegato gli stessi Centri a scaricare 16 milioni di dichiarazioni precompilate - una verifica puntuale porterà gli esperti dei Consulta nazionale ad analizzare la composizione delle fasce di reddito e le diversità delle realtà economiche regionali. Il dato odierno conferma la posizione espressa dai rappresentanti della Consulta Nazionale dei CAF, durante l'audizione presso la Commissione parlamentare per la Semplificazione. –"Progressivamente, la "dichiarazione precompilata" migliorerà ancora e renderà fruibile anche il servizio online ad un numero maggiore di contribuenti – si legge nella relazione presentata dai Coordinatori della Consulta, Massimo Bagnoli e Mauro Soldini - essa è diventata, allo stesso tempo, un elemento di supporto e di raffronto per l'attività di assistenza del CAF al contribuente e, specularmente, un banco di prova per la qualità dei dati inviati dai diversi soggetti chiamati ad alimentare il sistema (banche, assicurazioni, settore della sanità, ecc.)". Tuttavia è chiaro che i positivi risultati dei primi tre anni di sperimentazione della dichiarazione dei redditi precompilata, il 60% (11,2 milioni) nel 2015, il 75% (14,5 milioni) nel 2016 e l'80% (16 milioni) nel 2017, non si sarebbero potuti realizzare senza l'attività svolta in modo professionale e capillarmente su tutto il territorio nazionale dagli oltre 20.000 dipendenti qualificati che operano nelle strutture dei Centri di Assistenza Fiscale. È grazie a loro se, con nove modelli 730 su dieci, inviati ogni anno - "i CAF sono il riferimento della quasi totalità dei lavoratori e dei pensionati italiani, ai quali offrono assistenza e tutela" - affermano ancora Bagnoli e Soldini. Il disegno complessivo della riforma fiscale puntava ad ottenere, attraverso le dichiarazioni precompilate, un numero sempre maggiore di dichiarazioni online confidando sulla facilità nella compilazione: "anche quest'anno – concludono Massimo Bagnoli e Mauro Soldini, Coordinatori della Consulta Nazionale dei CAF – il dato reale non supera i 2,3 milioni, con un incremento rispetto allo scorso anno (circa 400.000 dichiarazioni), ma ancora distante dalle previsioni iniziali del Governo per il triennio che si è appena concluso, nonostante lo sforzo eccezionale profuso dall'Amministrazione fiscale. Questo risultato deve far riflettere il Parlamento e l'Amministrazione finanziaria rispetto al ruolo che intende affidare ai CAF: pensare al superamento dell'intermediazione nel rapporto tra Stato e cittadino, affidata oggi ad un interlocutore credibile ed affidabile, si dimostra sempre più velleitario e costoso. Costoso per il singolo, perché attraverso un seppur contenuto aumento delle tariffe del servizio, ai CAF si prospetta uno scenario difficilissimo: non possono pareggiare il taglio inspiegabile operato dalla legge di Stabilità 2016, con una decurtazione che nell'arco di un triennio raggiungerà i 100 milioni di euro (pari ad oltre un terzo di quanto assicurato loro per l'attività solo nel 2015!). Costoso per la collettività perché non viene colto il valore positivo che i CAF trasferiscono allo Stato con la loro mediazione. Valore costruito sulla fiducia perché basato sulla vicinanza e sulla tutela".
Le semplificazioni possibili nel settore fiscale devono sempre prevedere che, alla fine, è il cittadino che sceglie la modalità di adempimento ai suoi doveri contributivi, e la sua volontà va rispettata. Il numero delle dichiarazioni raccolte nei Centri di Assistenza Fiscale lo dimostra ancora una volta.

Comunicato Consulta Nazionael dei Caf

Ago01

Consulta Caf: Sempre più famiglie ricorrono all'ISEE

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Consulta Caf: Sempre più famiglie ricorrono all'ISEE

Nei primi 6 mesi del 2017 le famiglie italiane che si sono rivolte ai CAF per presentare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) e ottenere dall'INPS la certificazione ISEE sono state oltre 3 milioni e 700, mila, con un incremento di oltre il 10 per cento rispetto ai dati dello stesso periodo dello scorso anno.
Se anche il secondo semestre dovesse confermare il trend di questi mesi, il risultato annuale proietterebbe il numero delle certificazioni ISEE ben oltre le 6 milioni di attestazioni, con un incremento rispetto al dato dello scorso anno di oltre il 10 per cento.
Questi numeri confermano la bontà dello strumento di misurazione della condizione economica delle famiglie e, allo stesso tempo, provano la crescente e diffusa situazione di difficoltà sociale che sta portando il Governo a incrementare l'impegno nella lotta contro la povertà, prevedendo interventi a favore dei cittadini e delle famiglie, condizionati nell'accesso dall'ISEE stesso.
In una condizione come quella rappresentata dai dati ISEE si inserisce un ulteriore elemento di preoccupazione manifestato più volte dalla Consulta dei CAF: le risorse messe a disposizione dall'INPS, seppur con un incremento di 6 milioni di euro rispetto al budget del 2016, non sono sufficienti ad assicurare l'erogazione del servizio per tutto il 2017; la Consulta dei CAF stima infatti che entro il mese di settembre verranno raggiunte le 5 milioni e 100 mila Dichiarazioni Sostitutive Uniche presentate dai CAF, per cui è previsto il pagamento del servizio da parte dell'INPS.
Da quel momento i CAF potrebbero trovarsi nella condizione di non poter più erogare il servizio verso milioni di cittadini per mancanza di risorse; per questo anche nelle scorse settimane è stato sollecitato il Ministero del Lavoro ad avviare un confronto con la stessa Consulta dei CAF e l'INPS per valutare la situazione ed individuare le necessarie soluzioni che non gravino su quella parte di popolazione che più ha bisogno di esercitare i propri diritti per soddisfare bisogni primari.

May31

Consulta Caf: Attesa per oggi la ratifica della convenzione ISEE da parte dell'INPS

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Consulta Caf: Attesa per oggi la ratifica della convenzione ISEE da parte dell'INPS

A due settimane dall'accordo siglato tra la Consulta dei CAF e l'INPS per il rinnovo della convenzione ISEE/2017, si attende per oggi la ratifica del testo da parte dell'Istituto; successivamente i singoli CAF provvederanno a sottoscrivere il testo approvato dall'INPS che, di fatto, rappresenta l'atto conclusivo di un confronto che ha portato con senso di responsabilità i CAF e l'INPS a trovare soluzioni in grado di evitare la sospensione del servizio annunciata dai CAF a partire dallo scorso 15 maggio. La Consulta dei CAF immediatamente dopo l'accordo raggiunto con l'INPS ha informato il Ministro del Lavoro sulla sospensione dell'iniziativa assunta, evidenziato comunque la necessità di assicurare ai CAF una partecipazione adeguata alla copertura almeno parziale dei costi sostenuti per assicurare ad una crescente platea di soggetti la possibilità di accedere a provvidenze sociali attraverso la certificazione ISEE.
Sempre oggi, dopo diversi mesi dalla sua definizione, verrà ratificata anche la convenzione RED ed Invalidi Civili che consentirà ai CAF di assicurare una qualificata e capillare assistenza a milioni di pensionati e di soggetti che per la propria condizione fisica e sociale sono destinatari di specifiche prestazioni pensionistiche.

May22

Isee: c'è l'accordo, niente sospensione dell'assistenza

Categoria: Notizie - CAF

Isee: c'è l'accordo, niente sospensione dell'assistenza

Inps e la Consulta dei Caf giovedì hanno firmato l'accordo per il rinnovo della Convenzione sulla gestione del servizio Isee da parte dei Caf che hanno immediatamente annullato il blocco dell'assistenza annunciato a partire dal 15 maggio, se non si fosse trovata una soluzione entro la fine della settimana.

May10

#CAFDAY 2017: un risultato straordinario!

Categoria: Notizie - CAF

#CAFDAY 2017: un risultato straordinario!

Con collegamenti da ogni parte d'Italia oggi si è svolto #CAFDAY, iniziativa on line che ha messo in comunicazione gli operatori del mondo CAF di tutte le associazioni imprenditoriali, sindacali e professionali italiane e i cittadini. Più di 110.000 contatti sono stati realizzati tra il sito e la pagina Facebook. "È stato un risultato straordinario, al di sopra delle nostre previsioni." Commenta Massimo Bagnoli, uno dei due Coordinatori della Consulta Nazionale dei CAF. "Un risultato ottenuto in un momento per noi molto impegnativo, affiancato da una grande preoccupazione per la soluzione della questione ISEE, per la quale è indetta la sospensione del servizio dal prossimo lunedì" aggiunge Mauro Soldini, l'altro Coordinatore.
I temi affrontati hanno riguardato sia gli aspetti più rilevanti della fiscalità come quelli più delicati delle prestazioni assistenziali. Le domande arrivate dai cittadini (curiosamente anche da Elisabetta, residente a Norimberga…) alle quali hanno risposto in diretta gli esperti della Consulta, Stefania Trombetti e Felice Ferrara, continuano ad arrivare a streaming concluso.
Nel corso della diretta sono intervenuti Pier Paolo Barretta, Sottosegretario al Ministero Economia e Finanze, il Sen. Giorgio Santini, 5a commissione permanente (Bilancio), l'On. Francesco Ribaudo della 6a commissione (Finanze), Paolo Savini, della Direzione Centrale Gestione Tributi dell'Agenzia delle Entrate, Adelfio Moretti, Direttore Generale Equitalia, Mauro Soldini e Massimo Bagnoli, Coordinatori della Consulta Nazionale dei CAF.
#CAFDAY è stata una vera e propria casa trasparente, un punto di incontro tra tutti i soggetti che da ambiti diversi si occupano di fisco e assistenza. I cittadini italiani hanno dimostrato di volerci essere: #CAFDAY è uno spazio comune. La prima edizione si chiude programmando la seconda.
Tutte gli interventi, le dichiarazioni e i messaggi arrivati nel corso della diretta streaming effettuata sul sito www.consultacaf.it e sulla pagina FB (ConsultaCAF) sono disponibili.

Feb08

Presentata Ricerca Cisl, Caf, Fnp. "Il nostro sistema fiscale crea disuguaglianze sociali"

Categoria: Notizie - CAF

Presentata Ricerca Cisl, Caf, Fnp.

"Per un sistema fiscale che non crei disuguaglianze e che sia amico delle famiglie occorre mettere mano subito alla questione fiscale". Così la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan presentando oggi a Roma, la ricerca di Cisl, Caf ed Fnp sui dati relativi alle dichiarazioni dei redditi del 2015 di lavoratori dipendenti e pensionati che nel 2016 si sono rivolti ai centri di assistenza fiscale della Cisl. "Dalla ricerca - spiega la leader della Cisl - emerge in modo molto evidente come vi sia un problema di equità tra giovani e e meno giovani, ma anche tra uomini e donne esattamente come c'è bisogno di più equità sui temi del lavoro e, completando il nostro percorso sull'accordo della previdenza, tra le diverse generazioni e i diversi generi" per questo motivo "il governo deve assolutamente attivare un tavolo sulla riforma fiscale con i sindacati, riaprire immediatamente il confronto su lavoro e previdenza e accelerare sul contratto dei dipendenti pubblici". Furlan ha poi ricordato la proposta di legge di iniziativa popolare, presentata dalla Cisl proprio sul tema del fisco: "Due anni fa come Cisl, abbiamo depositato 500mila firme per un disegno di legge a iniziativa popolare, alcune questioni che avevamo individuato per fare una riforma del fisco sono state accolte" ma poi "si sono perse le tracce nell'iter parlamentare". "Serve un sistema nuovo che garantisca l'equita' e sostenga giovani, anziani e famiglie. Il dibattito politico - ha fatto notare Furlan - e' concentrato sulla legge elettorale, ma i temi del lavoro, della lotta alla poverta', dell'equita' fiscale, della previdenza e dei rinnovi contrattuali sono molto piu' importanti per i cittadini che "hanno bisogno di risposte". E sul fisco ha ricordato: "Se agiamo male le disuguaglianze crescono, bisogna superare la logica dei bonus per fare una riforma del fisco strutturale. Noi abbiamo due proposte: 1000 euro di tasse in meno fino a una certa soglia di reddito oppure mettere mano alle aliquote fiscali"

La ricerca dal titolo "Un fisco per la giustizia sociale e per ridurre le disuguaglianze" vuole quindi essere un' occasione di riflessione sui mutamenti del reddito in rapporto alla situazione economica del Paese e sull'impatto delle misure fiscali adottate negli ultimi anni. Dall'analisi dei dati, quest'anno, emergono due aspetti particolarmente critici: i limitati effetti ridistributivi delle detrazioni per tipologia di spesa e carichi familiari e l'accentuarsi delle disuguaglianze legate a fattori di età, genere e settore lavorativo, frutto di una transizione demografica complessa che impone la necessità di una rivisitazione degli strumenti di sostegno fiscale. L'attuale sistema di detrazioni finisce per favorire, infatti, principalmente i contribuenti e le famiglie a reddito medio o alto, non colpiti dal fenomeno dell'incapienza, o dove si concentra il maggiore numero di figli. In particolare, l'indagine evidenzia come le detrazioni per familiari a carico finiscano per essere molto poco utilizzate dai giovani (tra i soggetti con meno di 36 anni sono meno del 40% i contribuenti che presentano almeno un familiare a carico), dalle donne (ne usufruiscono il 36% delle contribuenti, a fronte del 46% dei maschi) e dagli anziani ultra sessantacinquenni (meno del 30% presenta un familiare a carico). La ricerca si sofferma anche sull'effetto prodotto dal blocco degli stipendi nel pubblico impiego degli ultimi anni (accompagnato dal rallentamento delle nuove assunzioni) che ha portato gli impiegati ed i quadri del comparto pubblico ad impoverirsi rispetto ai propri colleghi del settore privato. La contrazione del reddito reale è, infatti, pari ad oltre 7 punti percentuali dal 2010 al 2015. Emergono, pertanto, indicazioni di politica fiscale che la Cisl intende utilizzare per chiedere al Governo l'avvio di una riflessione complessiva sui temi della riforma fiscale.

Gen31

Canone RAI: tempo fino al 31 gennaio per la dichiarazione di non possesso

Categoria: Notizie - Enti, Notizie - CAF

Canone RAI: tempo fino al 31 gennaio per la dichiarazione di non possesso

la dichiarazione va presentata ogni anno!

Chi non possiede un televisore, e non è quindi tenuto a pagare il Canone Rai per il 2017, ha tempo fino al 31 gennaio per presentare la dichiarazione di non detenzione.
Va ricordato infatti che la dichiarazione ha validità annuale, non è "una tantum", e che la "vera scadenza" era in realtà il 31 dicembre. Chi ha ritardato, pagherà comunque il primo addebito in bolletta, ma solo se presenta la dichiarazione entro il 31 gennaio potrà richiedere e avrà diritto al rimborso. Per la richiesta di rimborso non c'è scadenza e e dopo la verifica dell'Agenzia delle Entrate l'importo non dovuto verrà riaccreditato in automatico sulla bolletta.

Chi invece invierà la dichiarazione dopo il 31 gennaio ma entro il 30 giugno sarà esonerato nel secondo semestre, ma dovrà pagare il canone per i primi sei mesi del 2017.
La dichiarazione inviata dal 1° luglioè infine relativa all'esenzione per il 2018.

31 gennaio scadenza anche per chi versa il canone con F24 perchè non è intestatario delle bollette: ad esempio degli inquilini in affitto, dei figli che vivono in un alloggio con le utenze intestate ai genitori, del portiere che utilizza l'alloggio condominiale.

Dec02

Scadenze di dicembre: entro il 16 si paga il saldo IMU e TASI

Categoria: Notizie - CAF

Scadenze di dicembre: entro il 16 si paga il saldo IMU e TASI

Venerdì 16 dicembre è la data da segnare sul calendario per i possessori di immobili che devono versare il saldo 2016 si Imu e Tasi.

È bene ricordare che dal 2016, non sono più soggette al pagamento dell'imposta le abitazioni principali non di lusso, sia che si tratti di proprietari che di inquilini.
Sconto anche per gli immobili concessi in uso gratuito tra genitori e figli (parenti in linea retta di primo grado) per i quali la base imponibile Tasi e Imu è ridotta del 50% .
Attenzione però alle condizioni per godere della riduzione d'imposta: innanzitutto il comodato deve essere stato registrato presso l'Agenzia delle Entrate, chi concede l'abitazione oltre all'immobile dato in comodato deve risiedere nello stesso comune e può possedere al massimo un'altra abitazione che deve essere nello stesso comune, adibita ad abitazione principale e non di lusso.

Chi possiede abitazioni date in locazione è ovviamente soggetto al pagamento di Imu e Tasi, ma se sono affittate a canone concordato è prevista una riduzione del 25% della base imponibile.
Veniamo ora agli inquilini, che continuano a non pagare l'IMU e se si tratta di abitazione principale non pagheranno più la Tasi, come tutti i proprietari, altrimenti pagheranno una versione light, che va dal 10% al 30%.

Parliamo infine dei terreni: pagano Imu e Tasi le aree fabbricabili, i terreni agricoli e incolti pagheranno l'Imu ma non la Tasi, mentre non versano nulla i terreni ubicati in zone montane, quelli posseduti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli.

La scadenza del 16 dicembre resta valida invece per gli immobili accatastati in A1, A8 e A9, e per tutti gli immobili diversi dall'abitazione principale e relative pertinenze.
Chi possiede abitazioni date in locazione è ovviamente soggetto al pagamento di Imu e Tasi, ma se sono affittate a canone concordato è prevista una riduzione del 25% della base imponibile.
Veniamo ora agli inquilini: se si tratta dell'abitazione di residenza, come per i proprietari anche gli inquilini non pagheranno più la Tasi, altrimenti pagheranno una versione light, che va dal 10% al 30% che andrà a completare la quota versata dal proprietario.
Parliamo infine dei terreni: pagano sia Imu che Tasi le aree fabbricabili, mentre i terreni agricoli e incolti pagheranno l'Imu ma non la Tasi e non versano nulla i terreni ubicati in zone montane, quelli posseduti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli.

Capito chi paga e chi non paga più, vediamo ora quanto si pagherà: rispetto all'acconto di giugno il saldo di dicembre può infatti subire variazioni. Se il Comune ha deliberato una nuova aliquota entro il 28 ottobre, il saldo verrà calcolato applicando la nuova aliquota per l'intero 2016 e sottraendo quanto versato con l'acconto di giugno.
La buona notizia è che eventuali variazioni saranno tutte positive per i contribuenti: la Finanziaria ha infatti stabilito che i Comuni non potessero deliberare maggiorazioni delle aliquote IMU/Tasi rispetto al 2015, quindi il saldo potrà essere solo uguale o inferiore all'acconto.

Nov04

Bonus Bebè: per non perdere il contributo nel 2016 va presentato un nuovo Isee entro il 31 dicembre

Categoria: Notizie - CAF

Bonus Bebè: per non perdere il contributo nel 2016 va presentato un nuovo Isee entro il 31 dicembre

Chi ha presentato la domanda per il Bonus Bebé nel 2015 ha tempo fino a fine anno per presentare l'Isee valido per il 2016 e non perdere l'assegno per il 2016, che ad ora è stato solo "sospeso dall'Inps. È lo stesso istituto a segnalare che solo con la presentazione dell'attestazione 2016 entro e non oltre il 31 dicembre, potrà riprendere i pagamenti relativi all'intero anno 2016, ovviamente ammesso che l'Isee presentato confermi la permanenza dei requisiti necessari ad accedere al bonus.
Attenzione, stessa cosa si ripresenterà per l'anno prossimo, sia per chi ha fatto domanda nel 2015 che nel 2016. Il Bonus Bebé è legato alla nascita o adozione nel triennio 2015/2017 e viene riconosciuto per i primi tre anni di vita del bimbo.
Una volta accettata la domanda ogni anno va presentata la DSU all'INPS, proprio per certificare di avere ancora i requisiti per godere del Bonus: un reddito ISEE massimo di 25.000 euro, in questo caso il bonus sarà di 80 euro mensili, quindi di 960 euro l'anno per tre anni, o un reddito Isee inferiore a 7.000 euro, e in questo caso il bonus raddoppia e sarà quindi di 160 euro al mese, sempre per i tre annualità.
Attenzione infine, tutte le Dsu Isee scadono il 15 gennaio di ogni anno, quindi anche una domanda presentata ad esempio a novembre 2015 non vale fino a novembre 2016, ma va elaborato un Isee 2016 a partire dal 15 gennaio 2016 o comunque, come ci ricorda l'Inps, entro l'anno 2016. Altrimenti, non solo quanto spettante per il 2016 andrà perduto, ma nel 2017 non sarà possibile far valere la vecchia domanda, ma andrà presentata una nuova domanda, corredata del relativo Isee. l'assegno quindi verrà nuovamente erogato a partire dalla presentazione della nuova domanda, senza possibilità di recuperare i mesi non erogati dall'ente.
Stessa cosa per il 2016: chi sta presentando la domanda in questi giorni, si ricordi del nuovo Isee da elaborare e inviare all'Insp già a gennaio/febbraio 2017.

Oct01

RED 2016, l'INPS non invia più la richiesta, chi deve presentarlo?

Categoria: Notizie - CAF

RED 2016, l'INPS non invia più la richiesta, chi deve presentarlo?

Ormai (quasi) tutti i pensionati sanno che non devono aspettare la lettera dell'Inps con la richiesta di presentazione del modello RED, ma visto che il rischio è di avere una pensione "ridotta" o addirittura revocata, ricordiamo a tutti i pensionati che percepiscono prestazioni di sostegno al reddito ad integrazione della pensione (integrazioni al minimo, invalidità, reversibilità ecc), che basta una telefonata al Caf a voi più comodo per poter stare tranquilli.

Per chi invece è meno esperto, partiamo dall'inizio: il RED è una dichiarazione, prevista dalla legge, che deve essere presentata dai pensionati che usufruiscono di alcune prestazioni il cui diritto e misura è collegato alla situazione reddituale del cittadino. Per garantire la correttezza delle prestazioni erogate viene effettuata una verifica annuale che, attraverso l'indicazione dei redditi posseduti, serve a determinare il diritto del pensionato ad usufruire di queste prestazioni e il loro importo.
Se fino al 2014 era l'Inps a scrivere al cittadino indicando di rivolgersi al Caf per elaborare e trasmettere il modello, dal 2015 questo adempimento rimane in carico al pensionato che è tenuto a presentare il Red attraverso un Caf anche senza ricevere alcuna esplicita richiesta da parte dell'Istututo.

Per capire chi deve presentarlo, le cose si fanno più complicate: iniziamo da chi non lo deve presentare: i pensionati residenti in Italia che abbiano già dichiarato integralmente tutti i redditi tramite il modello 730 o Unico e non abbiano quindi redditi esenti o esclusi dalla dichiarazione, propri e, se previsto, dei familiari.

Quindi, presenteranno invece il RED i pensionati che non comunicano integralmente al Fisco la situazione reddituale: perché non hanno presentato la dichiarazione o perché hanno delle tipologie di reddito influenti sulle prestazioni come quelli assoggettati ad imposta sostitutiva, redditi da lavoro autonomo o prestazione di collaborazione, redditi da lavoro o da pensione erogati all'estero, redditi di capitale (interessi bancari, postali, dei BOT, dei CCT e altri titoli di Stato o altri proventi di quote di investimento) e infine prestazioni assistenziali in danaro erogate dallo Stato o altri Enti Pubblici.

Il RED si presenta gratuitamente attraverso i Centri autorizzati di assistenza fiscale (CAF), i quali non solo trasmettono all'INPS i dati delle dichiarazioni rese dai pensionati, ma soprattutto aiutano questi ultimi nella compilazione, piuttosto complessa, dei modelli.

Infine, i documenti necessari per l'esatta compilazione del RED sono:
• il CUD rilasciato dal datore di lavoro se sono stati erogati arretrati di lavoro dipendente o trattamenti di fine rapporto (liquidazione, buonuscita);
• arretrati di lavoro dipendente o trattamenti di fine rapporto (liquidazione, buonuscita);
• la documentazione relativa a interessi bancari, postali, di BOT, CCT o altri titoli di Stato;
• la documentazione di eventuali redditi esenti (pensioni di invalidità civile, di guerra, redditi esteri, ecc.);
• la documentazione relativa ai redditi prodotti all'estero;
• la documentazione relativa a terreni e fabbricati.

La stessa documentazione deve essere presentata, in alcuni casi, per il coniuge e per gli altri familiari.
Il modello RED ed i documenti di supporto alla dichiarazione devono essere conservati dal cittadino per 10 anni.

Attenzione: se il titolare della prestazione che non ha presentato la dichiarazione dei redditi non presenta nemmeno il modello Red, l'Inps potrebbe sospendere/revocare la prestazione.

Per semplificarvi la vita e sapere con certezza se dovete elaborare il modello RED e/o Invalidi civili e per essere sicuri di fare tutto bene, la cosa migliore è rivolgersi al Caf Cisl entro la fine dell'anno e gratuitamente vi assisteremo per la presentazione del modello, evitando le brutte sorprese.

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