Jobs act un’opportunità o un’occasione mancata?

Jobs act un’opportunità o un’occasione mancata?

La CISL AbruzzoMolise ha organizzato un seminario all’hotel Villa Maria di Francavilla per affrontare ed analizzare a 360 gradi i decreti attuativi della riforma del lavoro.

            La giornata di studio si è aperta con un’analisi tecnica sul Jobs Act, seguita dalla relazione del Segretario Generale della CISL AbruzzoMolise, Maurizio Spina, e dalle conclusioni del Segretario Nazionale della CISL, Gigi Petteni.

Il Jobs Act (legge 183 del 10 dicembre 2014) è il provvedimento con il quale il Parlamento ha delegato il governo Renzi ad approntare dei decreti attuativi di riforma dei rapporti di lavoro, del sistema di welfare, delle politiche attive, degli strumenti di sostegno del reddito.  

Il 4 settembre scorso, con l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri degli ultimi 4 decreti attuativi, è stata completata la prima fase della riforma, che potrà essere pienamente operativa solo dopo l’approvazione dei provvedimenti amministrativi (decreti ministeriali), previsti nei vari atti del Jobs act.

La legge delega intende promuovere il contratto a tempo indeterminato come forma comune di contratto di lavoro, rendendolo più conveniente rispetto ad altri tipi di contratto in termini di oneri, diretti ed indiretti. Per realizzare questo obiettivo, già la legge di Stabilità 2015 ha introdotto 2 incentivi per il lavoro dipendente: lo sconto dell’IRAP ed il bonus (sgravio contributivo) fino a 8.060 euro annui, per tre anni, per ogni nuova assunzione a tempo indeterminato effettuata nel corso del 2015. Gli ammortizzatori vengono estesi alle imprese sopra i 5 dipendenti. La riforma istituisce una nuova Agenzia nazionale per le politiche attive (ANPAL) e prevede l’introduzione dell'assegno di ricollocazione e il riordino degli incentivi all’occupazione. La normativa sulle persone con disabilità introduce alcune novità sulla chiamata nominativa, possibile solo con la mediazione dei servizi, e sul ruolo dei Comitati tecnici. Il testo è mirato a favorire l’ingresso e la permanenza al lavoro, a potenziare il ruolo di mediazione dei servizi, a garantire una più forte attenzione alle disabilità.

“La Cisl continuerà a battersi per affidare le materie del lavoro alla contrattazione, che è oggi lo strumento più efficace per favorire gli investimenti, la produttività, le riorganizzazioni aziendali e garantire l'ingresso stabile dei giovani nel mondo del lavoro. Attraverso la contrattazione si possono cogliere le opportunità offerte dalla riforma, ad esempio per quanto riguarda il superamento delle false collaborazioni e Partite Iva, facendo proposte per aumentare le tutele del lavoro autonomo. Ancora con la contrattazione affronteremo alcune criticità relative alla gestione delle crisi e all'organizzazione del lavoro e vigileremo perché non vi siano abusi. Dopo l’approvazione dei decreti del governo sul Jobs Act, è necessario che siano liberate risorse per poter sostenere la crescita economica e, la sfida prioritaria, di creare nuova occupazione, - dichiara Spina.

Dobbiamo riscrivere le regole nei luoghi di lavoro rivedendo il valore del lavoro: non solo come reddito ma come insieme di relazioni e di dignità. La migliore tutela dei lavoratori, l’art.18 del futuro, è la formazione, perché solo le persone qualificate e con alta professionalità saranno capaci di muoversi nel mercato del lavoro.        La Cisl, - sottolinea Petteni - ha ottenuto dei miglioramenti, anche significativi come: l'estensione della cassa integrazione, tramite i fondi bilaterali di solidarietà, alle piccole imprese.  Le nuove regole per contrastare le “dimissioni in bianco" non sono sufficienti per tutelare i lavoratori e, soprattutto le lavoratrici: è necessario che, anche a livello contrattuale, si sostenga la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro".

“Nella riforma non è stato fatto un salto di qualità nelle politiche attive, perché una persona che perde il posto di lavoro ha l’obbligo di avere diritto a misure di salvaguardia. Il lavoro non è finito: il Governo, dopo l’approvazione degli ultimi decreti, non deve cancellare dalla sua agenda la priorità del lavoro e di un urgente rilancio del Sud. Nella legge di stabilità, inoltre, vanno confermati, anche per il 2016, gli incentivi per i contratti a tempo indeterminato e vanno previste misure di sostegno al reddito ai lavoratori in difficoltà fino a quando la riforma della cassa integrazione e dei fondi bilaterali di solidarietà non andrà a pieno regime. La CISL s’è assunta le proprie responsabilità ed è pronta ad affrontare la discussione sulla rappresentanza e sulla riforma della contrattazione. - conclude Petteni".


 Il Segretario Generale

   Maurizio Spina

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