Notizie - Molise

Giu17

Cresce l’occupazione ma non di qualità

Categoria: Notizie - SST, Notizie - Molise

Cresce l’occupazione ma non di qualità

Il I trimestre del 2019 dal punto di vista occupazionale in Molise si chiude con un aumento di occupati rispetto allo stesso periodo del 2018 di circa 1.00 addetti, pari all’1.8%, rispetto a un calo dello 0,6 nel mezzogiorno e di dei più 0,6 in Italia.
La disoccupazione scende di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2018 e si attesta all’11,7 %, ancora lontana dal 9.6% del 2008.
Scende la forza lavoro a 121.000 unità, 2.000 in meno rispetto al 2008, che corrisponde al numero dei lavoratori soprattutto giovani che sono andati altrove in cerca di lavoro.
Le misure approntate non stanno dando il risultato atteso soprattutto in termini occupazionali, infatti, si tratta di molto lavoro precario ed è bassa l’incidenza dei contratti a tempo indeterminato, anche perché la situazione nazionale e in particolare al sud sta frenando la crescita.
Bisognerà vedere cosa produrrà quota 100 in termini occupazionali soprattutto nel pubblico impiego e nelle grandi aziende presenti in regione.
     I dati dell’esportazione dimostrano che vi è comunque capacità competitiva delle imprese molisane a esportare i prodotti all’esterno. Il flusso positivo del valore dell’esportazione nei primi tre mesi del 2019 è in netta controtendenza con una crescita positiva rispetto allo stesso periodo del 2018 corrispondente a un più 59,07% di cui il 70,3 su Campobasso e un 10,75 su Isernia.                                     
    Le esportazioni sono un indicatore importante per un tessuto produttivo formato soprattutto da piccole imprese, basti ricordare che nel 2008 il valore complessivo delle esportazioni nelle due province molisane vedeva Isernia al 60,14 e Campobasso al 39,86. Oggi Isernia è al 12,8 e Campobasso a 87,12  fatto 100 il totale.                                                        
    Adesso bisognerà certamente valutare l’uscita degli Avvisi Pubblici per gli aiuti alle PMI per il rilancio produttivo dell’Area di Crisi complessa, sperando che siano colte al pieno tutte le opportunità, comprese quelle sul territorio del Contratto Istituzionale di Sviluppo.        
    L’azione sindacale continua a livello nazionale soprattutto incentrata nel riportare al centro dell’attenzione, e nell’agenda del Governo il sud, per fare in modo che davvero la ripresa sia stabile e duratura.                                            
    Non mancherà la nostra azione anche a livello locale nei tavoli con il Presidente Toma per fare in modo che il Molise continui e confermi i segnali positivi.                        
    Unendo le forze si possono raggiungere i risultati, certamente ognuno per il contributo che potrà apportare a favore dei cittadini molisani, siano essi pensionati o lavoratori, e, troverà la CISL a fare sempre la sua parte.    

Apr24

Iniziative 25 Aprile 2019

Categoria: Notizie - Molise

Iniziative 25 Aprile 2019

In Molise, unitariamente a CGIL e UIL, sono state organizzate due iniziative per il  25 Aprile.
La prima  si svolgerà su Campobasso  e  per la Ast del Molise parteciperà Antonio D'Alessandro, la seconda quella su Monte Marrone nel Comune di Rocchetta a Volturno (IS)  parteciperà  per  la Cisl Maria  Pallotta  e Tonino Colozza.

Apr08

Osservazioni al bilancio regionale Molise – 2019

Categoria: Notizie - Molise

Osservazioni al bilancio regionale Molise – 2019

Buongiorno a voi Presidente e mi scuso di non aver potuto prendere parte
all’audizione programmata per il 2 aprile alle ore 15.00, ciò nonostante sono a
produrre il mio intervento per iscritto come previsto.
Sottolineo quale rappresentante della CISL che sia riduttivo la sola partecipazione in
audizione, affermazione abbastanza ricorrente certamente, ma necessaria
soprattutto a dimostrare che nelle partite delicate che attengono la situazione della
nostra regione, la CISL esserci a pieno titolo e con cognizione di causa per dare il
nostro contributo. La legge di bilancio regionale è di vitale importanza per il
cammino della nostra regione.
Il significato di quanto affermato, sta proprio nel ruolo che ognuno di noi riveste a
imporre un cambiamento di atteggiamento e attuare uno spirito concertativo vero
se si vuole fare in modo che il Molise abbia opportunità di uscire da questa
situazione di stallo.
Il Presidente della Giunta Dott. Toma Donato, ha introdotto un nuovo elemento di
confronto, che abbiamo anche apprezzato, ma per ora si è fermato in questa
materia ad annunciarci le misure economiche per la nostra regione.
Fatto certamente apprezzabile ma la concertazione vera e un confronto costante su
tutti i temi ci renderanno sicuramente maggiormente consapevoli, come anche
incisivi su alcune materie e in particolare su quelle di nostra specifica competenza.
Sta iniziando una fase di confronto, speriamo che sia attiva e concreta con tutti gli assessorati per avere un coinvolgimento al fine di avere un’azione sinergica e comune per il bene di chi rappresentiamo, ognuno per il proprio ruolo.
Ormai abbiamo tutti la consapevolezza che nei bilanci delle regioni non è possibile appostare somme per investimenti da destinare ad altro che non sia l’ordinaria amministrazione, sappiamo che è diventata consuetudine considerare le risorse dei fondi comunitari non più straordinari ma ordinari.
Il regime di regione in transizione attribuito al Molise è stato per noi negli anni un elemento di forte rivendicazione di risorse motivato dall’impossibilità di programmare un rilancio nella nostra regione e il dramma è evidente.
Altrettanto evidente è però che la mancata velocizzazione della spesa non è stata in linea con le nostre affermazioni.
Ora torniamo in obiettivo uno, non una conquista ma una risultanza dei fatti e con l’inclemenza dei dati che dimostra come il Molise sia sprofondato nuovamente nel profondo sud.
La convinzione principale era ed è, che per uscire da una crisi sistemica quale questa, le maniche bisogna rimboccarsele tutti e mirare a un solo obiettivo: tirare fuori il Molise da questa situazione, per noi il nostro futuro e quello dei nostri figli, ognuno per la propria parte e nel proprio ruolo. Convinti di quanto noi abbiamo fatto e che siamo pronti ancora a fare.
Osservazioni
Trasporti
Art. 16
(Variazione delle tariffe dei titoli di viaggio del Trasporto Pubblico Locale)
1.I soli titoli di viaggio emessi ed incassati direttamente dalle imprese affidatarie del trasporto pubblico extraurbano, approvati con deliberazione di Giunta regionale n.2154 del 30/12/1998, sono rivalutati secondo gli indici ISTAT, dal 1999, per le famiglie di operai ed impiegati, a far data dal 31° giorno successivo alla pubblicazione della presente legge sul Bollettino Ufficiale della Regione.
2.La maggiore somma derivante dall’aumento stabilito al comma precedente, computata sugli incassi dichiarati nel precedente anno solare, sarà decurtata dal corrispettivo mensile di ciascuna azienda, per come riconosciuto dai vigenti contratti di servizio stipulati fra la Regione e ciascuna delle società affidatarie del servizio di trasporto pubblico locale.
Si ravvisano aumenti di tariffe a carico dei cittadini e la compensazione con o decurtazione di tali somme computata sull’incasso dichiarato dalle società di trasporti, ma senza un disegno generale che indichi in quale ottica si vuole andare per garantire un servizio efficiente, in maniera particolare per le aree interne, attento alla mobilità delle persone e quale garanzia occupazionale, rimane solo il disagio ai cittadini e aumenti condizionati dall’Istat.
La gara unica è necessaria, come la riorganizzazione dei trasporti sul territorio, attivando un servizio migliore con minori costi e fatto bene può dare anche maggiore occupazione.
Anche in questo caso riteniamo necessario un confronto che tenga conto dell’insieme delle cose che compongono il sistema dei trasporti, con un nuovo piano di pendolarità in regione attenta alle nuove forme di orario e le flessibilità nei territori industrializzati e vitali presenti in regione, a servizio di tutte le aeree, soprattutto quelle interne per frenare lo spopolamento delle stesse.
Partecipate
Bene alcune soppressioni di enti e accorpamenti di funzioni dirigenziali, è ciò che andava fatto.
Non riscontriamo comunque alcune decisioni riferite alla riduzione di costi, e sarebbe importante capire come sono state finalizzate, anche per dare un senso su come si coniuga il binomio costi e benefici a carico della collettività.
Utilizzo sanzioni proventi ex.D.Lgs n.758/94-art.13 D.Lgs n.81/08.
Le sanzioni in oggetto sono applicate dall’Asrem alle aziende che non rispettano la normativa antinfortunistica e confluiscono in apposito capitolo del bilancio regionale e sono utilizzate sul Cap.37466 per aggiornamento personale ispettivo Asrem e acquisto di stampanti, notebook, computer ecc..
Gli stessi importi riscossi che ammontano comunque a decine di migliaia di euro ogni anno e che, non utilizzati, vanno letteralmente persi.
Le considerazioni appena citate sono portate all’attenzione della Giunta Regionale poiché con l’utilizzo di queste somme potrebbero essere assunti presso l’Asrem, laureati in Tecniche della Prevenzione sui luoghi di Lavoro dell’Unimol o altre figure professionali che spesso sono costrette a emigrare in altre realtà.
 LA DESTINAZIONE DELLE SANZIONI IRROGATE DALL'ORGANO DI VIGILANZA
 (il problema del potenziamento del sistema dei servizi di prevenzione delle ASL
 e dei servizi ispettivi delle DTL, in materia di salute e sicurezza sul lavoro)
 I Servizi di Prevenzione delle ASL -e insieme quelli ispettivi delle DTL- in materia di SSL, risultano oggi gravemente depotenziati. L'ormai pluriennale mancato turnover, "determina non solo il depauperamento progressivo degli organici ma anche la mancata trasmissione di know out ed esperienze, fondamentali per la crescita culturale delle (poco numerose) nuove leve;"
 SNOP [Società Nazionale degli Operatori della Prevenzione] alla Piattaforma unitaria CGIL-CISL-UIL) Conseguentemente, sono carenti oggi le figure strettamente sanitarie (medici del lavoro e assistenti sanitari) insieme a quelle specializzate (chimici e ingegneri). Inoltre, risultano praticamente assenti
 figure quali quella dell'ergonomo, dello psicologo, del mediatore culturale, che tanto utili risulterebbero nell'affrontare le problematiche dei DMS (disturbi muscolo scheletrici), dello stress lavoro-correlato, della formazione in relazione ai lavoratori provenienti da altri paesi.
 E' dunque improrogabile superare, nelle modalità compatibili, i vincoli imposti dalla spending-review; anche se, forse, meglio sarebbe prefigurare uno specifico intervento legislativo.
 permane inoltre, e si aggrava, un problema di adeguamento delle attrezzature (ad es. mezzi di trasporto) e delle tecnologie.
 Paradossalmente, non sempre e non tutte le risorse economiche disponibili alla Prevenzione vengono utilizzate. Ad esempio:
 quelle destinate alla prevenzione , che dovrebbero essere almeno il 5.5% del Fondo sanitario regionale e che oggi sono circa il 4,5%;
- quelle dei fondi dedicati e vincolati alla prevenzione, quali conquistati nel T.U., D.Lgs. 81/08; quelle derivanti dai Committenti delle Grandi Opere;
- quelle derivanti dai fondi di ricerca INAIL per i progetti di prevenzione.
 (Documento SNOP, CGIL-CISL-UIL)
 Specifica focalizzazione merita il problema della destinazione dei proventi delle sanzioni comminate in fase di vigilanza. Il D.Lgs. 81/08 agli art. 13, comma 6, e 14, comma 8, è in equivoco nello stabilire che:
 Articolo 13 - Vigilanza
 6. L’importo delle somme che l’ASL, in qualità di organo di vigilanza, ammette a pagare in sede amministrativa ... integra l’apposito capitolo regionale per finanziare l’attività di prevenzione nei luoghi di lavoro svolta dai dipartimenti di prevenzione delle AA.SS.LL.
 Articolo 14 - Disposizioni per il contrasto del lavoro irregolare e per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori
 8. L’importo delle somme aggiuntive di cui al comma 5, lettera b),[2.500 euro, per quanto qui di interesse] integra l’apposito capitolo regionale per finanziare l’attività di prevenzione nei luoghi di lavoro. (1)
Tassazione Locale
Riteniamo sia necessario mettere in atto un confronto che porti a trovare soluzioni atte ad affermare principi di progressività e non proporzionalità per le aliquote regionali, serve sempre ricordare che il Molise è la regione con la tassazione più alta in Italia.
Bisogna rivedere il criterio dei ticket per le prestazioni sanitarie, che da una parte penalizzano il cittadino di costi a fronte di prestazioni spesso inadeguate, dall’altra danneggiano l’erario perché alcune prestazioni costano meno senza ricetta, vedi le analisi, anche in questo caso si ritiene che necessiti un confronto che porti sia alla riduzione del costo del ticket con criteri di progressività fino ad azzerarlo nei casi di cittadini con precarie condizioni economiche.
Sociale
Siamo consapevoli che le risorse sono poche, ma non rileviamo abbastanza attenzione nel finanziare il capitolo per la non autosufficienza e in particolare verso una legge regionale in materia.
Nuovo ordinamento contabile della Regione Molise
1. Alla legge regionale 7 maggio 2002, n.4 (Nuovo ordinamento contabile della Regione Molise) sono
apportate le seguenti modifiche:
la denominazione del TITOLO VIII è sostituita dalla seguente: “Servizi di Tesoreria e Agenti Contabili”
Si ritiene importante normare meglio e disciplinare i ruoli delle figure atte ad adempiere le funzioni contabili in regione, si spera che il risultato porti ad avere tempi certi e rapidi per i pagamenti che la regione deve emettere.
I tempi e lungaggini derivanti dalla burocrazia rischiano in molti casi di aggravare l’economia e le imprese operanti nel territorio molisano, quindi certamente giova se si riesce a potenziare e ottimizzare percorsi e ruoli di funzione del personale.
Art.17 - Riordino dell'assetto organizzativo del Sistema Regione Molise
1. Al fine di razionalizzare e dare uniformità di procedure, la Giunta regionale è autorizzata a
regolamentare con apposita disciplina l’utilizzo delle risorse umane all’interno del c.d. Sistema Regione Molise, istituito dall’art. 7 della L.R. n. 16/2010 e ss.mm.ii., tenendo conto della natura giuridica e delle fonti di finanziamento degli Enti rientranti nel predetto Sistema Regione di cui alla Tabella A1 allegata alla L.R. 4 maggio 2016 n. 5 e ss.mm.ii.
2. La disciplina di cui al comma 1 del presente articolo inerente l’utilizzazione in posizione di distacco del personale dipendente della Regione Molise e degli Enti inseriti nella Tabella A1 allegata alla L.R. 4 maggio 2016 n. 5 deve essere improntata ai seguenti principi: ……..
Altro aspetto importante è certamente il riordino dell’assetto organizzativo del sistema regionale, funzionale a un rafforzamento amministrativo che dia maggiore efficacia all’azione della regione per le sue funzioni, ovviamente nel rispetto delle norme e dei contratti vigenti.
Ciò è necessario anche a colmare il ritardo della digitalizzazione del sistema regione.
L’obiettivo non può però essere centrato solo con una riorganizzazione interna, ma deve trovare riscontri negli organici e nel potenziamento degli stessi, fortemente depauperato negli anni dal blocco del turn-over, per garantire il funzionamento di tutti i servizi.
L’incisività dell’azione amministrativa dell’Ente regione passa anche attraverso un cambiamento culturale che valorizzi il risultato a fronte di un adempimento formale degli atti amministrativi.
Va fatto un piano di stabilizzazione dei precari storici che hanno fatto parte del sistema regionale Molise, anche in funzione di quanto accadrà rispetto alla misura pensionistica “Quota 100”.
Altra ragione è certamente quella di dare concretezza a un piano riferito all’organico regionale e giustizia verso un lavoro stabile che combatta il precariato.
Sanità
Siamo tutti consapevoli della situazione in cui versa la nostra sanità e dl disagio che vive la cittadinanza.
Certamente il ruolo politico, distinto da quello gestionale non aiuta verso scelte necessarie e mirate, ma ciò non deve esautorare nessuno dall’impegno necessario per far fronte alla situazione emergenziale.
La politica e il sindacato devono insieme affrontare i temi delicati a partire dagli organici carenti, l’eliminazione dl precariato, la riduzione dei tempi delle liste d’attesa, l’abolizione del ticket e la vera organizzazione della medicina sul territorio.
Un fronte comune per fronteggiare i nodi e le questioni irrisolte.
Sviluppo e Investimenti
È positiva la dotazione Fondo investimenti Enti territoriali (totale fondo 47,35 Mld/€ 2019/2033) destinate ad importanti interventi di infrastrutturazione e messa in sicurezza del territorio, resta da capire come verranno ripartiti e poi spesi queste risorse e per quali interventi.
Siamo d’accordo sul non parcellizzare la spesa e per tale ragione riteniamo sia necessario istituire anche a livello regionale una cabina di regia che permetta di affrontare insieme lo sviluppo della regione.
Il patto di sviluppo del Molise non ha certamente risorse sufficienti per affrontare in modo serio il problema, ma va comunque perseguita la strada di velocizzare ulteriormente la spesa su quanto già previsto.
Gli strumenti già previsti come le Aree di Crisi o le ZES, sono da considerare di supporto, per cui va ricreato un modello di sviluppo attrattivo che permetta di fruire delle risorse, con una regia capace di armonizzare le stesse risorse.
Su Investitalia non abbiamo sufficienti elementi per capire se possa essere una “replica” di Invitalia, e scongiuriamo una duplicazione di strutture che indebolirebbero e frammenterebbero le politiche di sviluppo.
Sono certamente apprezzabili gli interventi per favorire lo sviluppo socioeconomico delle aree rurali.
Potrebbe essere un primo passo nella direzione di favorire il ripopolamento delle aree interne e per il presidio dei territori in stato di semi abbandono, si parte dai Tratturi e va bene, ma va concertato un insieme di cose a supporto.
Mercato del Lavoro
Gli incentivi alle assunzioni per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani, già reso strutturale dalla legge di bilancio 2018, e la proroga biennale dell’incentivo per le assunzioni al Sud previsto dal ddl bilancio 2019 va bene, ma noi abbiamo la necessità di attrarre imprese che creino prima i posti di lavoro che determinano un quadro che può favorire la crescita dell’occupazione stabile.
La possibilità di prorogare CIGS, e mobilità in deroga nelle aree di crisi complessa anche per il 2019, completa il quadro degli strumenti richiesti dalla Cisl nazionale per consentire alle aziende di portare a compimento le ristrutturazioni o uscire dalle crisi conservando l’occupazione, in deroga alle durate massime definite nel Dlgs 148/15, ciò è un’opportunità ma quello che serve è il vero rilancio delle aziende.
Politiche attive del lavoro - centri per l’Impiego e Operatori della Formazione
Le politiche attive sono la via maestra, ma va accelerato il percorso della firma della convenzione con il Ministero e con l’ANPAL, il ritardo rischia di causare seri danni
al sistema regionale e degli Enti della Formazione Professionale, preposti ad attuare e favorire proprio le politiche di formazione e ricollocamento al lavoro.
E’ una priorità da chiudere in tempi stretti colmando il ritardo accumulato per mettere tutti in condizione di operare e fare sul territorio quanto necessita fare.
Sia il funzionamento del Reddito di cittadinanza che gli interventi di rafforzamento dei Centri per l’impiego a esso collegati, per i quali vengono destinati fino 1 Mld/€ per ciascuno degli anni 2019 e 2020, sono demandati a prossimi interventi normativi, quindi non abbiamo elementi per poter fare valutazioni.
La Cisl sostiene da sempre l’esigenza di rafforzare i Centri per l’Impiego. Proprio la sottovalutazione di tale aspetto ha impedito il reale decollo della riforma delle politiche attive prevista dal Jobs Act.
In Molise abbiamo sempre ritenuto che a completare l’organico necessario per attivare politiche attive, gli Operatori della formazione fossero affiancati con il ruolo di supporto agli operatori dei CPI. Quanto previsto nel piano regionale delle politiche attive va bene ma va attuato in fretta.
La regione ha attivato percorsi con bandi che già in attuazione stanno dando risultati concreti, vanno potenziati e messi a disposizione delle migliaia di lavoratori che attendono che molte opportunità annunciate diventino fatti concreti.
Interventi per la promozione dei rapporti con i molisani nel mondo
(Modifiche alla Legge Regionale 30 giugno 2015, n. 12
1.Alla legge regionale 30 giugno 2015, n.12 sono apportate le seguenti modifiche:
a) L’articolo 10 è sostituito dal seguente: (Programma degli interventi)
1. La Giunta Regionale approva il Piano triennale degli interventi a favore dei molisani nel mondo, su proposta dell’Assessore Regionale con delega ai molisani nel mondo.
2. Il Piano triennale individua:
a) le finalità e gli obiettivi da perseguire; ….
Si ritiene apprezzabile e soprattutto importante promuovere ogni tipo di rapporto con i molisani nel mondo.
Non solo eventi celebrativi, per quanto anch’essi necessari, ma soprattutto considerare il valore affettivo che ognuno fuori regione prova per il Molise.
Molti molisani nel mondo hanno realizzato sogni e aggiunto obiettivi importanti sul piano sociale ed economico nei paesi ove vivono e possono costituire un valore aggiunto per il rilancio della nostra regione.
Nell’insieme del sistema attrattivo da mettere in campo ciò va considerato e su vari aspetti.
Da tenere anche in debito conto dei molisani meno fortunati che vivono in Venezuela.
Conclusioni
Prendendo in parola quanto dichiarato in premessa dal Presidente della Giunta, resto fiducioso che nel futuro la partecipazione sia sempre più concreta.
Grazie.
Giovanni Notaro
Segretario Generale Aggiunto

Mar22

Agenzie Entrate - Molise In piazza contro l’arroganza e gli abusi

Categoria: Notizie - Molise

Agenzie Entrate - Molise In piazza contro l’arroganza e gli abusi

SCIOPERO NAZIONALE DEI LAVORATORI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

 In data 22 marzo 2019, presso il Ministero del Lavoro, si è tenuto il tentativo di conciliazione obbligatorio, attivato dalle scriventi nell’ambito dello stato di agitazione per la mancata definizione ed erogazione dei Fondi 2016 e 2017.

             In tale occasione, l’Agenzia non ha fornito alcun nuovo elemento in relazione alla paventata decurtazione delle risorse afferenti ai citati Fondi, limitandosi a chiedere ulteriore tempo per risolvere dubbi interpretativi, a nostro giudizio incomprensibili anche a causa di una reiterata reticenza sui motivi e sulla reale portata dei dubbi stessi.

             A fronte della totale chiusura dell’Agenzia, le segreterie nazionali hanno dichiarato fallito il tentativo di conciliazione proclamando una giornata di sciopero nazionale dei lavoratori dell’Agenzia delle Entrate per il prossimo martedi 2 APRILE 2019.

             Per quanto sopra, a supporto dell’iniziativa dei Coordinamenti Nazionali e al fine di prevedere il massimo coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori per la migliore riuscita dello sciopero, sono state predisposte a livello regionale e unitariamente delle assemblee per sensibilizzare tutto il personale dipendente.

 Nello stesso giorno a livello regionale è previsto unitariamente un presidio con volantinaggio presso la sede dell’Agenzia Entrate Direzione Regionale Molise, Via A. Scatolone n. 4 di Campobasso.

 

Segreteria Interregionale AbruzzoMolise

Feb12

IL PREMIER CONTE APPRODA IN MOLISE : LA POLITICA DIMENTICA, ANCORA UNA VOLTA I RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI

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IL PREMIER CONTE APPRODA IN MOLISE :  LA POLITICA  DIMENTICA, ANCORA UNA VOLTA  I RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI

La visita di un Presidente del Consiglio è sempre un fatto positivo per una Regione. Quella di domani mattina rappresenta l’ennesima visita istituzionale, frutto, a detta del Presidente stesso, di una volontà rispetto alle necessità di rilancio di politiche mirate per il sud.  Stupisce  che  per discutere di tutto questo, però,  lo stesso Conte con una propria missiva riportata dagli organi di stampa, abbia inteso incontrare i Sindaci, varie associazioni di categorie, esponenti della società civile, ma non le organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori.

L’idea che si continua ad avere è quella di esclusione e non di inclusione, eppure chi si adopera quotidianamente per far crescere il Paese sono i lavoratori, insieme a precari e pensionati che comunque contribuiscono a far sopravvivere il nostro flebile sistema economico e sociale.

Parecchie sono le cose che avremmo voluto rappresentare al Presidente del Consiglio, in quanto numerose sono le cose che non vanno e che necessitano di una attenzione particolare. Il Molise, come tutto il Mezzogiorno, ha un estremo bisogno di politiche mirate, di piani organici di sviluppo e condivisione progettuale.

In virtù di questa urgenza, contiamo su un Contratto Istituzionale di sviluppo che abbia le caratteristiche della concretezza e dell’immediatezza di interventi utili e necessari al Molise.

In questa Regione occorre ancora comprendere se e come sono state spese le risorse precedenti, quali siano stati i risultati raggiunti, come e a che punto siano le politiche relative alle aree di crisi, quali strumenti eccezionali si intendono porre in essere per fronteggiare una crisi che vede il Molise sempre più povero, tanto da rientrare nei parametri del cosiddetto Obiettivo uno. Una Regione in forte spopolamento (soprattutto giovanile) e con sempre meno risorse proprie per garantire i diritti e servizi minimi.

Di accordi e protocolli ne abbiamo visti già tanti, ma se dovesse servirne un altro siamo pronti a discuterne e valutarne i contenuti.  Intanto, se si vuole difendere il sud, come si dice, occorre prendere posizione sulla richiesta di autonomia differenziata avanzata dalle regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna e serve affermare con chiarezza che il Mezzogiorno non è un problema per una parte di nazione, bensì può essere una risorsa per l’Italia intera. Il prossimo 15 febbraio, il Presidente Conte incontrerà i Governatori delle regioni menzionate e ci attendiamo una risposta netta contro il tentativo di creare Regioni a velocità differenziate, forti al Nord e deboli al Sud.

Così come ci aspettiamo che si intervenga sulle politiche di difesa dei diritti costituzionali quali la sanità, i trasporti, la scuola, diritti esercitabili al nord quanto al sud. Infine, è utile ricordare che se si vuole realmente rilanciare il Mezzogiorno, dunque regioni come la nostra, servono risorse nuove e non quelle già assegnate alle regioni dall’Unione Europea, evitando quanto avvenuto con il Patto per il sud. 

Considerato che non è stato possibile incontrare il Presidente del Consiglio, provvederemo a inviargli alcune nostre analisi, valutazioni e le nostre proposte rispetto a ciò che, a nostro avviso,  serve al Molise e serve al più presto non avendo più tempo da perdere. I lavoratori, i precari, ma anche il tessuto produttivo non intendono rassegnarsi al proprio destino e la giornata di ieri a Roma, ne è la dimostrazione.

Per una politica del Cambiamento, quello vero, occorre includere non escludere. Di questo e altro sarebbe stato utile discutere con il premier Conte, ma non potendogli parlare, a lui porgiamo comunque il nostro benvenuto in Molise.

 

 Reg. CGIL Abruzzo Molise Seg.    CISL Abruzzo Molise    Segr. Gen. UIL Molise

   Franco Spina                                  Leo Malandra                  Tecla Boccardo              

Gen30

In Molise bisogna valorizzare quanto di buono viene fatto in questo momento particolare e difficile

Categoria: Notizie - Molise

In Molise bisogna valorizzare quanto di buono viene fatto in questo momento particolare e difficile

In questo periodo particolare dove sembra di non trovare mai la luce che possa indicare la rotta da seguire, è necessario valorizzare ed anche plaudire quando qualcosa si muove. La via d’uscita indicata in particolare per la ricollocazione sono le politiche attive del lavoro, ed è vero, ma quando la macchina pubblica stenda a partire e invece si muovono i privati sapendo cogliere le opportunità messe in campo dalla regione, ciò va valorizzato e merita plauso, perché è con tante gocce che si forma il mare.
Per queste ragioni mi preme mettere in evidenza quanto fatto dallo IAL Molise srl e MODAIMPRESA srl su questo fronte.
 Lo IAL Molise S.r.l .Impresa sociale, agenzia formativa per la formazione e l’orientamento professionale dell’USI CISL Abruzzo e Molise con le risorse finanziare messe a bando con il POR FESR FSE MOLISE 2014-2020 – AZIONE 6.4.1 "AVVISO PUBBLICO PER LA PRESENTAZIONE DI OPERAZIONI FORMATIVE FINALIZZATEALL'INSERIMENTO E REINSERIMENTO NEL MERCATO DEL LAVORO", in qualità di soggetto proponente delle azioni formative ha realizzato 3 corsi di formazione professionale:
Modellista dell’abbigliamento, Progettista della Moda e Operatore dell’abbigliamento.
L’azienda Molisana destinataria dei 3 corsi ha sede nella zona ind.le di Miranda (IS) è MODAIMPRESA S.r.l., che ha rispettato gli impegni assunti quale soggetto promotore dell’iniziativa ed ha assunto il 50% dei corsisti cosi come previsto dal bando stesso.
Degli 8 partecipanti ai singoli corsi 4 sono stati assunti per un totale di 12 corsisti con un contratto a tempo determinato.
In un periodo così particolare in cui i morsi della crisi ancora attanagliano la regione Molise e soprattutto il comparto de tessile/abbigliamento, un’azione occupazionale, seppur di dimensioni minime, diventa un passo importante per la crescita del settore e dell’occupazione. Lo IAL Molise S.r.l., che da anni lavora nella qualificazione di profili professionali del comparto del tessile abbigliamento ha operato soprattutto per il reinserimento di lavoratori formati.
In questo caso si tratta di operatori provenienti da esperienze pregresse del settore; infatti, da analisi e ricerche svolte sulle competenze presenti sul territorio molisano la voce dello IAL Molise S.r.l. si alza forte nel confermare l’alta specializzazione e le sviluppate capacità professionali presenti sul territorio molisano……capacità uniche difficilmente ritrovabili in altre regioni italiane.
Per questo l’azione svolta congiuntamente, dallo IAL Molise S.r.l. e MODAIMPRESA S.r.l., diventa ancora più importante che serve per spronare tutti a ritrovare in questo comparto la forza propulsiva che ha fatto grande il Molise.
L’azienda MODAIMPRESA S.r.l. che ha creduto all’avviso promosso dalla regione Molise ha preso impegni sull’occupazione dei partecipanti e li ha rispettati mettendo in essere tutte le procedure necessarie per farlo.
I partecipanti alle attività formative hanno anche percepito una piccola indennità di frequenza pari a 4,00 euro per ogni ora di lezione e le attività formative si sono suddivise in parte teorico/pratica e parte in attività di stage didattico.
I responsabili delle Imprese, IAL Molise S.r.l. e MODAIMPRESA S.r.l, si dichiarano soddisfatti dei risultati conseguiti e confermano che ci sarà una continuazione delle attività a valere sull’avviso 6.4.1. e che ci si attiverà per sviluppare percorsi nuovi e nuove possibilità di inserimento lavorativo.
Alla loro soddisfazione si aggiunge anche quella della CISL che invita a proseguire su questo fronte al fine di cogliere tutte le opportunità messe in campo.


Giovanni Notaro

Segretario Generale Aggiunto

Dec14

Il Molise non riesce ad agganciare la ripresa nonostante i dati incoraggianti

Categoria: Notizie - Molise

Il Molise non riesce ad agganciare la ripresa nonostante i dati incoraggianti

Il Molise continua a dare segnali di ripresa, ma si conferma, anche per il III trimestre 2018, un territorio contraddistinto da una bassa partecipazione al lavoro. Il tasso di attività sale al 62,3 %, segnando un più 0,7 rispetto al III trimestre 2017. Cresce di poco il tasso di occupazione, cala la forza lavoro di 3.000 unità rispetto al 2008. Il tasso di disoccupazione scende rispetto al 2017 di 1,3 punti percentuale, passando dal 14,9% al 13,6%, più basso rispetto alla media nel mezzogiorno ma ancora lontano dalla media nazionale che è pari al 9,3%.
Aumentano gli occupati. Secondo i dati Istat elaborati dall’Aps M.Ciancaglini della CISL, rispetto al III trimestre 2017 gli addetti sono aumentati di 1.000 unità, ma mancano ancora 7.000 persone rispetto allo stesso periodo del 2008, in Italia, invece, il valore degli occupati ha superato il numero del 2008. Crescono gli addetti nei servizi, calano nell’edilizia, rimangono stabili in agricoltura.
Rimangono stabili gli addetti anche nell’industria. Si spera che il piano industriale FCA per Termoli e gli stabilimenti limitrofi alla nostra regione possa dare nuova spinta occupazionale nel 2019.
Le esportazioni registrano un aumento sostanziale pari al 40,84 % dopo la flessione negativa dell’anno scorso ma non sono rientrati nei valori pre-crisi. La composizione settoriale dell’export manifatturiero ha visto un incremento dei prodotti alimentari, chimici ed elettrici con invece un fortissimo aumento dei mezzi di trasporto e meccanici. Sono stabili le esportazioni dei prodotti tessili e abbigliamento ed energetici, in calo gli articoli farmaceutici, gomma, materie plastiche e mobili. I beni esportati crescono a Campobasso e non ad Isernia confermando le difficoltà che sta vivendo negli ultimi anni.
Il tessuto produttivo non è ancora in grado di offrire valide alternative alla crisi, ma manda segnali incoraggianti per lo sviluppo regionale: crescono le imprese, sia a Campobasso che a Isernia.
“Siamo in attesa di vedere i risultati dei bandi usciti in regione, e quali effetti produrranno in termini d’investimenti e occupazione”.
La Cisl esprime soddisfazione per il decreto che permette finalmente di proseguire la Cassa Integrazione per la GAM per far partire l’investimento di Amadori.
E’ necessario che si acceleri sulla spesa dei fondi europei per avere l’effetto moltiplicatore sugli investimenti pubblici e privati affinché la ripresa possa diventare strutturale a garantire una piena occupazione ma soprattutto di qualità.
La CISL continuerà a fare proposte per favorire al meglio il rilancio dei settori produttivi nella nostra regione.

Giovanni Notaro

Segretario Generale Aggiunto

Nov09

Il 12 novembre convocati gli Attivi unitari Sindacali a Campobasso

Categoria: Notizie - Molise

Il 12 novembre convocati gli Attivi unitari Sindacali a Campobasso

Lo scorso 22 ottobre Cgil, Cisl e Uil hanno riunito a Roma gli Esecutivinazionali pervalutare il Def, la legge di Bilancio 2019 e presentare le loro proposte per lacrescita e lo sviluppo del Paese. Duro il giudizio espresso sulla manovra delGoverno che mostra elementi di inadeguatezza ed è carente di una visione delPaese.
Le propostedelle tre Confederazioni, contenute in una piattaforma rivendicativa approvatain quella circostanza, verranno arricchite e discusse con i lavoratori, lelavoratrici, le pensionate e i pensionati in tante assemblee nei luoghi dilavoro e negli attivi unitari in tutti i territori, con l'intento di offrire alGoverno quel "disegno strategico"che manca al rilancio del Paese ed aprire un confronto con l'Esecutivo.
“In Molise, informano dalleSegreterie regionali, abbiamo pianificatogli Attivi sindacali unitari nei quali andremo a discutere la piattaforma, alfine di portarla a conoscenza di lavoratori, giovani, pensionati e disoccupati,con l’obiettivo di arricchirla con le esperienze locali”.
L’ importante appuntamento  è previsto per il prossimo 12 novembre, presso la Scuola Edile diCampobasso, alle ore 15:30, a cui prenderà parte il SegretarioOrganizzativo della UIL nazionale, PierpaoloBombardieri.
“Non potevamo,anche in Molise, proseguonodalle segreterie,  non accogliere positivamente questo metodo dilavoro e di partecipazione, anche perché siamo dinanzi a  una  manovra  in cui mancano le risorse per gliinvestimenti, si preannunciano ulteriori tagli e si introducono misure che nondeterminano creazione di lavoro, bensì rischiano di rappresentare merepolitiche di assistenza. Cosa questa, particolarmente pericolosa per unaRegione in difficoltà come la nostra.  
Rifletteremo suitanti aspetti che la manovra presenta, dal capitolo previdenza che per Cgil, Cisl, Uil è positivo riguardo  l'apertura di una base di confronto su quota100, ma in cui manca qualunque riferimento alla pensione di garanzia per igiovani, agli interventi a favore delle donne, ai lavoratori precoci e lavorigravosi e la separazione tra previdenza e assistenza.
Lo faremo anche sul versante fiscale, poiché si sceglie di introdurre un nuovo condonoe non si riduce il cuneo fiscale per i lavoratori e per i pensionati, non siprevedono né una maggiore progressività delle imposte e interventi suipatrimoni dei più ricchi e non si programma un deciso contrasto all'evasione.
E non mancherannodiscussioni e approfondimenti sulle infrastrutture che in Molise non hannobisogno di presentazioni; sugli investimenti da attuare nelle RegioniMezzogiorno;  sugli ammortizzatorisociali e le politiche attive da rinvigorire; sulla sanità da potenziare egarantire nei livelli minimi;  sullemisure rispetto alla stabilizzazione dei precari e lo sblocco del turn overnella Pubblica Amministrazione.”
“Come CGIL, CISL eUIL, concludonoi rappresentanti molisani, ribadiamo anchela necessità di ripartire dal dialogo tra Governo regionale eSindacato, attraverso un metodo partecipato e ben articolato che permetta allapolitica di avere un riferimento che conosce profondamente le problematiche ditutti i territori e delle molteplici realtà sociali e imprenditoriali,confrontandosi ogni giorno, ovunque, con lavoratori, pensionati, studenti,disoccupati.”
 
 

 

 

 

 

Oct05

OSSERVAZIONI SU ZES MOLISE

Categoria: Notizie - Molise

OSSERVAZIONI SU ZES MOLISE
CGIL, CISL E UIL evidenziano, a margine della riunione convocata per lo scorso 28 settembre dalla struttura politica e tecnica della Regione Molise, che avrebbero auspicato la consegna preliminare di documentazione piu’ dettagliata riferita alla complessa materia da trattare. Pur comprendendo la necessità di agire in tempi stretti e contingentati anche per la scelta (sembrerebbe obbligata) operata nel mese di agosto di aderire al protocollo di ZES Adriatica con la confinante Puglia in luogo di quella abruzzese che ci aveva visto coinvolti con in incontri precedenti all’insediamento del nuovo governo regionale, l’illustrazione del Presidente Toma, per quanto ampia e pregna di contenuti, ha tracciato un quadro già delineato su altri tavoli rispetto alla perimetrazione delle aree interessate e rispetto a quello che potrebbe essere il contributo reale dei diversi attori sociali, del partenariato e delle stesse Organizzazioni Sindacali. A nostro avviso, comunque, il ridotto regime degli incentivi fiscali previsto in queste Zone Economiche Speciali, demandato al solo credito di imposta investimenti potenziato, rischia di limitarne gli effetti. Per le Organizzazioni Sindacali si può e si deve fare di più per potenziare la competitività e l'attrattività del territorio, sul lato degli incentivi fiscali, soprattutto volti all’incentivazione di occupazione stabile, attraverso l’utilizzo di economie derivanti dai programmi POR o FSE, con i quali si potrebbero immaginare interventi mirati nei confronti delle aziende che si insediano nelle aree ZES. Inoltre, come anticipato dalla Regione, si potrebbe lavorare sul sistema della fiscalità locale: regionale e comunale. Ad esempio per le imprese che si insediano e sono presenti all’interno della ZES, che reinvestono gli utili o che aumentano la base occupazionale, per tre anni si applica un’aliquota IRAP più bassa rispetto a quella attuale che è al massimo. Parallelamente occorre coinvolgere i Comuni che potrebbero applicare aliquote minori dei tributi comunali per tre anni alle imprese che fanno nuovi investimenti nella ZES. Ad esempio si potrebbe pensare ad un aliquota più bassa per l’IMU per i primi tre anni, ad agevolazioni sulle tariffe TARI, occupazione suolo pubblico ecc. Proprio in virtù di tali proposte è necessario il coinvolgimento delle forze sociali e degli Enti Locali all’interno del “board” che governa la ZES, riportando anche questo strumento importante per il rilancio dell'economia regionale, che riguarda un pezzo del territorio, dentro una strategia complessiva di sviluppo dell'intero Molise. Questo coinvolgimento potrebbe essere l’occasione per rilanciare nuovi strumenti di “negoziazione programmata” per affiancare misure di accelerazione e semplificazione amministrativa capaci di fungere da “laboratorio sperimentale” anche per altri territori non coinvolti nelle ZES. Inoltre occorre garantire che le semplificazioni previste nella ZES, non vadano ad indebolire la qualità del lavoro, la tutela dell’ambiente o il diritto fondamentale alla salute e sicurezza. Infatti, è importante che nelle ZES si lavori tutti insieme istituzioni e forze sociali a dei “protocolli amministrativi” per rafforzare politiche sulla sicurezza, lotta al lavoro irregolare e una forte azione di contrasto alla criminalità per affermare la cultura della legalità.
Se c’è qualcosa che non è mancato alle imprese in questi ultimi anni è la decontribuzione diffusa e l’incentivazione senza la programmazione di piani industriali seri che indicassero la direzione verso cui dovesse rivolgersi un vero progetto di ripresa economica, industriale e occupazionale per i diversi territori. Andrebbero, in definitiva, individuate misure specifiche che portino all’incentivazione di quelle attività che propongono anche livelli standardizzati e collaudati in materia di Ricerca e Innovazione e di quelle realtà industriali rispettose del territorio e ecocompatibili, considerato che la proposta illustrata sommariamente dal Governo Regionale insiste su un territorio (Termoli/Larino) già interessato da ipotesi di sviluppo legato all’agrindustria e al turismo marittimo e per l’altra zona (Isernia/Venafro) si sono rilevati più volte dati preoccupanti ascrivibili a danni ambientali provocati spesso anche da imprese meteore che hanno deciso di investire nel nostro territorio solo per il periodo legato ad agevolazioni, sgravi e incentivi. Infine, la ZES può diventare una vera opportunità solo se sarà considerata in una prospettiva organica di programmazione regionale e interregionale che definisca, anche con l’utilizzo degli altri fondi a disposizione (POR-FESR…) piani infrastrutturali che garantiscano la creazione di strumenti adeguati, anche di mobilità, sul territorio.
Sep27

Una ripresa in Molise si traduce in occupazione di qualità

Categoria: Notizie - Molise

Una ripresa in Molise si traduce in occupazione di qualità
In Molise l’Istat ci segnala che, tra gennaio e giugno, l’occupazione sale:  109 mila sono le persone con un lavoro, 5 mila in meno rispetto al periodo pre-crisi.
    Il saldo tra assunzioni e cessazioni è positivo ma la percentuale di contratti a tempo indeterminato è sempre più bassa dei rapporti di lavoro a tempo determinato, aumenta il lavoro precario e un’occupazione non di qualità.
    Il settore dei servizi ha recuperato maggiormente gli effetti della crisi con un saldo di circa 3.000 posti di lavoro in più, l’industria e l’edilizia continuano ad essere quelli penalizzati.
    Sono 18.000 le persone in cerca occupazione, 7.000 in più rispetto al 2008.
    La disoccupazione ha toccato il 13,8% contro una media italiana pari al 10,7%.
    La situazione è complicata non sono state colte tutte le opportunità create, gli investimenti partiti sono pochi.
    Il Molise ha bisogno di un piano serio di medio lungo periodo per avviare concretamente un processo strutturato di crescita e soprattutto buona occupazione.  
    I bandi per la formazione rappresentano la via per l’accesso vero al mondo del lavoro attraverso azioni coordinate di politica attiva per i lavoratori e le imprese, ma tutto questo deve concretizzarsi con i fatti.
    I percorsi per completare il quadro dell’attrattività per il Molise devono essere accelerati. L’adesione alla ZES Adriatica da parte della regione è positiva e va in quella direzione, perché è un’ulteriore opportunità per richiamare investitori che potranno fruire direttamente dei benefici previsti.
    La CISL è pronta a dare il proprio contributo per rendere concrete le opportunità create nei vari tavoli, regionali e nazionali. Per riuscire a centrare gli obiettivi è necessario darsi tempi certi e con una programmazione condivisa.
    È positivo che il Governatore abbia aperto un confronto con le Parti Sociali, ma il tavolo per la CISL, deve essere attivato e strutturale, per riuscire a valutare unitariamente provvedimenti e interventi, ma soprattutto monitorarne gli effetti.
    In Molise le infrastrutture registrano dei ritardi che devono essere colmati  e le risorse sono sempre centellinate per questo ogni singolo progetto deve essere finalizzato alla creazione di lavoro sostenendo quelle imprese che garantiscono posti di lavoro, duraturi e di qualità.
Cordialmente.


G.Notaro
Sep03

Il Molise ha urgente bisogno di una rete viaria sicura e adeguata ai tempi

Categoria: Notizie - Molise

Il Molise ha urgente bisogno di una rete viaria sicura e adeguata ai tempi
Un agosto terribile quello vissuto, per le tragedie che hanno colpito l’Italia in particolare con il crollo del ponte Morandi a Genova e per il Molise dovuto al sisma che dal 14 agosto hanno fatto tremare la terra.
Il sisma in Molise ha riaperto le ferite che dalla stessa faglia portarono la tragedia di San Giuliano, oggi menomale non ci sono state vittime, ma è continuato il danno al territorio, alle abitazioni dei comuni nel cratere e hanno alimentato e aumentata la paura dei cittadini.
La preoccupazione maggiore per le infrastrutture invece riguarda la viabilità, messa fortemente in crisi e denudando semmai ce ne fosse bisogno, la perenne carenza strutturale.
L’associazione tra il crollo del ponte Morandi e il rischio che corre il ponte sul Liscione, ha aumentato la preoccupazione di tutti ed ha aumentato il disagio dei pendolari e di chiunque per varie ragioni percorre quel tratto.
Il filo tra la psicosi e il rischio vero è labile, certamente le autorità non possono fugare facilmente sia l’uno sia l’altro, e alcune decisioni come il limite della velocità non chiarisce a pieno i dubbi.
Certamente va riposta fiducia e non alimentare la psicosi, rimane comunque una certezza, la viabilità in Molise va rivista in maniera seria, creando una rete infrastrutturale che garantisca la sicurezza sia per la percorribilità sia per un traffico agevole.
La proposta dell’assessore Niro va certamente considerata positiva, perché al ponte del liscione va creata un’arteria alternativa che diventi anche funzionale all’aumentare del traffico sulla stessa statale Bifernina.
Va considerato in maniera positiva anche l’accelerazione, che riguarda il completamento del tratto della Castellerce, arteria che permette un rapido collegamento tra la Bifernina e la Trignina.
Va comunque considerato, che le due arterie devono avere un interscambio rapido tra loro, che può essere funzionale sia al traffico delle merci che quello locale e sia nel creare eventuali alternative per un interscambio di tratti. Considerato che sulla Trignina insistono altri ponti che possono destare preoccupazioni, come quello in prossimità di Bagnoli sul Trigno, va ripristinata al più presto la viabilità che collega le due arterie e che passa per Trivento.
L’emergenza che ha portato alla chiusura del ponte sul Liscione, oltre al disagio causato ai pendolari, ha dimostrato anche come sia insufficiente e non adeguata al traffico odierno la rete di strade nelle zone interne, priva di funzionalità e di sicurezza e sempre di più causa d’isolamento.
Riteniamo come CISL che la regione debba aprire un tavolo per avviare un confronto serio che porti in tempi rapidi a decisioni che riportino il Molise ad avere infrastrutture europee.
Siamo consapevoli che i fattori che incidono negativamente sul poter migliorare ed efficientare la viabilità sono molteplici, il dissesto idrogeologico certamente il principale, allo stesso tempo siamo convinti che solo con una discussione seria, con un piano concreto e soprattutto condiviso, ci porti ad avere risultati adeguati e una funzionalità di tutta la rete viaria molisana.
Unendo le forze si possono raggiungere i risultati, certamente ognuno per il contributo che potrà apportare a favore dei cittadini molisani, siano essi pensionati o lavoratori, e, troverà la CISL a fare sempre la sua parte.    


G.Notaro
Lug31

Il lavoro era e resta un'emergenza e una priorità per il Molise"

Categoria: Notizie - Molise

Il lavoro era e resta un'emergenza e una priorità per il Molise
Cgil, CISL e Uil hanno presentanto un documento al Presidente della Regione Molise, Toma, per l’apertura di tavoli tematici specifici sui temi posti, reclamando un ruolo attivo della Regione Molise nelle politiche di sviluppo territoriale nella piena consapevolezza che il futuro della regione deve necessariamente partire dalla centralità del lavoro.
Apr27

Auguri al Governatore e a tutto il Consiglio Regionale eletto dai molisani

Categoria: Notizie - Molise

Auguri al Governatore e a tutto il Consiglio Regionale eletto dai molisani
I cittadini del Molise, domenica scorsa, hanno scelto chi li Governerà per i prossimi 5 anni, il Dott. Donato TOMA.                                             
Un augurio di buon lavoro al neo Governatore e ai Consiglieri eletti affinché rendano proficuo il mandato che gli è stato affidato, e in particolar modo, di riuscire a espletare la loro funzione di rappresentanza al meglio e per l’interesse di tutti i cittadini del Molise.                                                    
I problemi nella nostra regione sono tanti e in questa campagna elettorale sono stati solo elencati. Per la CISL  l’importante è trovare soluzioni condivise.                
La priorità continua ad essere il lavoro, su cui bisogna essere maggiormente incisivi, per le misure già adottate e nell’individuarne altre, per fare in modo che il Molise riparta davvero.                                                
Quello che auspichiamo come Cisl, è che prevalga sempre l’interesse generale a favore del popolo molisano, attuando quanto necessario per trovare sempre soluzioni responsabili e che non venga vanificato il lavoro positivo già in essere ma che ha bisogno di maggiore velocità attuativa.                                        
Per queste ragioni chiediamo al Governatore TOMA di confrontarsi con il sindacato che non è solo portatore d’interessi per i propri iscritti, lavoratori e pensionati, ma che attraverso la propria azione ai vari livelli dell’organizzazione può apportare un contributo notevole e qualificato su tutte le tematiche sociali.                            
Crescita, lavoro, coesione sociale sono gli aspetti su cui spendersi di più per affrontare quel disagio sociale che è oggi il Molise vive.                    
Una risposta al populismo è un sindacato  responsabile nelle scelte da adottare per una ripresa economica,  occupazionale e uno sviluppo duraturo del territorio molisano.      
La CISL è pronta al confronto con il Governatore e con la Giunta che sarà espressione di questa maggioranza, e sarà, vigile e propositiva sulle priorità e le soluzioni ai  problemi del Molise.                                        
Saremo pronti al confronto anche con il Consiglio Regionale per discutere le proposte attuabili per l’interesse di chi rappresentiamo.                        
La Cisl farà la sua parte, non da spettatore ma da protagonista, nel riconoscere il cambiamento e farlo vivere al meglio come abbiamo dimostrato in questi  anni con accordi   a livello regionale, sostenuti anche dal livello nazionale.   

 

 Giovanni Notaro Segretario Generale Aggiunto

Apr25

Viva il 25 aprile. Viva la Repubblica. Viva l'Italia

Categoria: Notizie - Molise

Viva il 25 aprile. Viva la Repubblica. Viva l'Italia

CGIL,CISL e UIL insieme alla Provincia di lsernia il Comune di Rocchetta al Volturno, il Comitato Antifascista Molisano, l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, l'Unione degli Studenti,  hanno commemorato   il 25 aprile presso Monte Marrone, il 72° anniversario dei caduti della Resistenza e la Liberazione dell'Italia dal fascismo e dal nazismo.

E' importante celebrare la nostra Repubblica e a ricordare quel sentimento di libertà che è diventato un punto fermo della nostra storia, della nostra identità nella nostra memoria.

Dopo gli anni della dittatura l'Italia è riuscita a riscattarsi, unendosi alle altre nazioni mettendo in campo forze che in Europa si sono battute contro il nazifascismo.

Si può dire che da lì è partito il percorso che ha portato poi all'avvio del progetto europeo, diventato un trattato che noi siamo chiamati ancora a sviluppare, e che poche settimane fa a Roma è stato richiamato. 

L'Unione Europea deve essere all'altezza del passaggio epocale che stiamo attraversando e sviluppare politiche capaci di ridurre gli squilibri interni e i troppi egoismi.

Ricordiamo questa giornata e facciamo in modo che sia un patrimonio nelle menti di tutti e soprattutto delle future generazioni, perché la democrazia, la libertà, i diritti, non sono una  conquista  una volta per tutte.

Sono cose da considerare come un patrimonio che ci è stato consegnato e che dobbiamo essere capaci di consegnare proprio a loro, le generazioni future.

Patrimonio consegnato da una generazione che si è battuta per la libertà, per il diritto al lavoro e per la valorizzazione della persona umana.

Invece spesso ci accorgiamo che un po’ alla volta qualche cosa ci sfugge.

Da lì bisogna ripartire, tenendo a mente che senza lavoro non c’è sviluppo, progresso e libertà. Il lavoro è ciò che rende la persona completa e come sempre tutti affermano, senza lavoro non c’è dignità.

Ecco perché anche il celebrare una festa, come noi oggi facciamo, deve servire a smuovere la coscienza civile per avere una società viva,  condizione dello sviluppo, della tolleranza, quale muro maestro per la tenuta dello stesso ordinamento democratico.

I valori di libertà, pace, solidarietà, giustizia, animarono la rivolta morale del nostro popolo contro gli orrori della guerra, contro le violenze disumane del nazifascismo, contro l'oppressione di un sistema autoritario, diventarono il fondamento etico della nostra nazione.

Quei valori oggi sono ancora più necessari che mai nella nostra società per affrontare al meglio le storture che la storia attuale ci pone davanti.

 Oggi viviamo una festa, soprattutto per i ragazzi e i bambini.

E' la festa della libertà di tutti. Una festa di speranza ancor più per i giovani: battersi per un mondo migliore è possibile e giusto, non è vero che siamo imprigionati in un presente irriformabile. 

Ho letto solo pochi mesi un libro “Possa il mio sangue servire” dove solo la narrazione da i brividi.

 Narra il vissuto dei tanti eroi hanno donato la vita per la nostra libertà, dai "piccoli maestri" che hanno lasciato gli studi per salire in montagna, alle donne che hanno affrontato a testa alta il rischio più alto e la prigionia.              A questi dobbiamo affiancare gli eroi quotidiani che salvarono vite, che diedero rifugio a ebrei, che si prestarono a compiti di cura o di supporto.

 Certo non basta una cronologia per descrivere le radici di un Paese come il nostro, rinato da quelle macerie e da quegli orrori.

 E certo che non potrà mai bastare il pensiero dovuto di gratitudine e di riconoscenza profonda a tutti quelli che, in tanti, hanno sacrificato la propria vita per la Liberazione e questo pensiero a quei giovani soldati, provenienti da diversi Paesi, che sono morti in terra italiana con tutti gli italiani che hanno sacrificato la vita per liberarci dalla barbarie.

 Gli eroi di quei giorni tra cui Gaime Pintor che a dicembre 1943 nel tentativo di attraversare clandestinamente la linea Gustav, trova la morte su una mina.

 La storia rileverà poi che egli avrebbe dovuto raggiungere Roma e lì organizzare un gruppo partigiano, secondo il mandato ricevuto dal servizio segreto inglese di stanza a Napoli'.

          Mandato operativo che egli aveva cercato lasciando la casa di Roma per raggiungere Napoli, Bari e ancora Napoli, dove si era attivato per contattare gruppi antifascisti e partecipare così attivamente in prima persona alla liberazione dell'Italia.

 Spinto a tanto dalla sua convinzione' come si legge nei suoi scritti, che "un popolo portato alla rovina da una finta rivoluzione può essere salvato e riscattato da una rivoluzione vera ".

 Il cippo che lo ricorda oggi nel luogo della morte e'sicuramente il simbolo di questa sua massima di vita di uomo di cultura ed ex ufficiale dell'esercito alla ricerca di nuovi modelli di lotta di liberazione con gli italiani protagonisti.

 Questi eroi quando fu come Pintor traevano la determinazione di resistere, anche chiaro che l'esercito di liberazione avrebbe tardato la sua avanzata, forti di precisi ideali di libertà, uguaglianza, democrazia.

 Un sogno, il loro, che si è tradotto in atti e strumenti concreti, quali la scelta, dopo il 25 aprile, di guardare avanti, evitando di ingessare il paese in una guerra fratricida, compiendo un atto forte di riconciliazione quale fu l'amnistia del 1945, e successivamente collaborando fattivamente, nell'Assemblea Costituente, per dare al Paese una Costituzione moderna e democratica.

Pietà per i morti, rispetto dovuto a quanti hanno combattuto in coerenza con i propri convincimenti, sentimenti che non devono portare a confondere le cause, né a cristallizzare le divisioni di allora tra gli italiani.

L'antifascismo fu e resta elemento costituivo dell'alleanza popolare per la libertà e quindi dell'Italia repubblicana.  

          La Costituzione è il frutto principale del 25 aprile.    

 Il patriottismo della Costituzione può incidere per una consapevolezza moderna della nostra identità d’italiani in un'Europa che deve ritrovare se stessa e la propria missione. 

          Il Mediterraneo è diventato il sacrario delle vite e delle speranze stroncate di centinaia di donne, uomini, bambini, in fuga dalle guerre, dalle persecuzioni e dalla fame In cerca di un sogno di vita.

 

         L'Europa si giocando la sua credibilità e il suo stesso futuro: senza solidarietà non è Europa.

          Il destino delle nostre democrazie è affidato a un Continente che non deve mai dimenticare i valori morali e sociali su cui poggia la propria civiltà.

          Un continente la nostra Europa che deve respingere i venti di guerra provenienti da altri continenti e fomentati da personaggi che pare sia avvezzi alla guerra quale gioco.

                 Dobbiamo con forza dire tutti “BASTA CON QUESTO GIOCO ALLA GUERRA".

          I sindacati e le associazioni insieme per un urgente appello di pace.

 Un appello alla civiltà suprema del dialogo, della sua umanità, della sua intelligenza", un appello unitario quello che voglio leggere dei presidenti di ANPI Carlo Smuraglia, di ARCI, Francesca Chiavacci, delle ACLI, Roberto Rossini, e i dei segretari generali di CGIL, CISL e UIL Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

 Leggiamo e apprendiamo di bombe, di grandi eventi nucleari, di raid preventivi. Un irresponsabile e impressionante gioco alla guerra che deve essere subito fermato. Chiediamo con forza alle Istituzioni internazionali, ai Governi del mondo -sottolineano nell'appello - che si metta a tacere l'assurdo di queste intenzioni che porterebbero a effetti disastrosi e di morte già tragicamente vissuti. Facciamo appello alle cittadine e ai cittadini affinché si mobilitino per diffondere il più possibile voci e iniziative di pace, anche in nome della nostra Costituzione che sempre ci ricorda che "l'Italia ripudia la guerra".nti nucleari, di raid preventivi. Un irresponsabile e impressionante gioco alla guerra che deve essere subito fermato. Chiediamo con forza alle Istituzioni internazionali, ai Governi del mondo che si metta a tacere l'assurdo di queste intenzioni che porterebbero a effetti disastrosi e di morte già tragicamente vissuti".

La lotta al terrorismo all'integralismo saranno più efficaci se le nostre istituzioni e le nostre società sapranno sviluppare i principi di autentica laicità, garantendo la libertà religiosa e chiedendo alle diverse comunità di impegnarsi nel rispetto di valori universali condivisi.

 La migliore risposta che si può dare agli attacchi terroristici è costruire un’Europa unita e solidale.

   La democrazia è partecipazione, efficacia delle decisioni, cooperazione per il bene comune, battaglia per la legalità, lotta alla corruzione, lotta contro le mafie e le organizzazioni criminali.

          La nostra democrazia è frutto delle lotte partigiane, del sacrificio di chi si è battuto per il diritto al  lavoro.

          Le istituzioni non esauriscono tutto il bisogno di democrazia necessario, ancor più nella società globale, dove gli spazi delle sovranità nazionali si riducono.

          Occorre aprire i canali per consentire l'impegno attivo, creativo dei cittadini e dei corpi sociali e non ridurlo.

          Il ruolo del sindacato e dei corpi intermedi è necessario in una società come la nostra, dove vi sono troppe disuguaglianze, tante persone sole e che non hanno voce.

          Le condizioni di vita delle persone possono cambiare solo attraverso la via della rappresentanza e della responsabilità, con un cammino collettivo fatto di partecipazione e speranza di rinascita, come avvenne per la liberazione 72 anni fa.

          Per fare in modo che non abbia la meglio il populismo e l’antagonismo sterile, con la concezione dove prevale la logica del più forte sul più debole.

          La festa della Liberazione è un incitamento a tenere la schiena dritta, a essere fedeli a noi stessi.

 

         Viva il 25 aprile. Viva la Repubblica. Viva l'Italia 

 

 

Mar28

In campagna elettorale si affronti l’aspetto vitale per la nostra regione: Il Lavoro

Categoria: Notizie - Molise

In campagna elettorale si affronti l’aspetto vitale per la nostra regione: Il Lavoro
La campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Regionale del Molise e che esprimerà il nuovo Governatore prende vigore, ogni candidato presenterà agli elettori il proprio programma, le proprie idee di soluzioni.
Ognuno prenda coscienza della situazione regionale, di quanto fatto e di quanto c’è ancora da fare per strutturare una ripresa sostenibile, in modo da poterlo poi sostenere, e nel farlo cogliendo tutte le opportunità possibili. Nel prendere coscienza, si tenga conto dei dati forniti da più osservatori, che dicono che il 2017 si chiude, con una ripresa consistente del mercato del lavoro molisano. Che l’occupazione si muove con maggiore intensità, che le assunzioni crescono fino a raggiungere buoni livelli. Ma soprattutto che adesso serve strutturare qualitativamente i contratti per una occupazione di qualità per garantire una crescita equilibrata dell’occupazione.
Perché il contratto stabile rallenta ancora e, per il secondo anno consecutivo, non crea più posti di lavoro aggiuntivi. Il tempo indeterminato s’inaridisce, anche per mancanza d’incentivi: scendono le assunzioni e le cessazioni, rallentano anche le trasformazioni dei contratti a termine e di apprendistato in nuovi contratti stabili. Dilagano il contratto a termine e stagionale, che regolano oltre il 77% delle nuove assunzioni, perché il mercato del lavoro è condizionato da una spiccata stagionalità che taglia l’anno in 2 periodi diseguali: nei primi 3 trimestri le assunzioni superano i licenziamenti; nel quarto trimestre prevalgono invece le cessazioni, per effetto della scadenza dei numerosissimi contratti a termine e stagionali. La distribuzione del lavoro si concentra in alcuni comparti. Assolutamente prevalente è il settore agricolo (28,2), seguito dalla pubblica amministrazione (17,1) e dalle costruzioni (11,8), che presentano valori superiori alla media nazionale. In questi 3 settori nasce il maggior numero delle occasioni di lavoro (quasi il 60%). Più distanti seguono industria, trasporti e servizi finanziari. L’analisi (meno completa rispetto alle Comunicazioni obbligatorie) è dell’Osservatorio Inps del precariato, che registra una forte impennata della tipologia contrattuale a termine e stagionale. Il Molise (insieme all’Abruzzo) è una delle regioni che hanno pagato di più la fine degli incentivi legati al Jobs act: nel 2016 le assunzioni sono crollate del 14%, colpendo anche i settori virtuosi delle costruzioni, dei trasporti e della pubblica amministrazione. E’ questo un aspetto che rivela un po’ di debolezza nel sistema locale delle piccole e medie imprese: se da un lato lascia capire che, probabilmente, gli incentivi di quest’anno spingeranno al rialzo le assunzioni stabili, dall’altro conferma una certa fragilità di un’occupazione regionale che si lascia condizionare, molto di più rispetto al resto del paese, dalle agevolazioni contributive. Chiunque ci rappresenterà in Molise sii pronto al confronto con i soggetti portatori d’interessi quale il sindacato, sulle tematiche del lavoro come per quelle sociali, in modo che unendo le forze si possano raggiungere i risultati, certamente ognuno per il contributo che potrà apportare, per i cittadini molisani, siano essi pensionati o lavoratori. La CISL farà sempre la sua parte, perché impegnare tutti i livelli dell’organizzazione per individuare soluzioni praticabili come risposte ai problemi che quotidianamente si affrontano, significa solo essere sindacato al 100%.
 
Giovanni Notaro
Segretario Generale Aggiunto
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