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Notizie - Università

Feb05

La CISL Università dell’Aquila sulla vicenda del calo degli studenti iscritti

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La CISL Università dell’Aquila sulla vicenda del calo degli studenti iscritti

 

La CISL Università dell’Aquila intende fornire il proprio contributo al dibattito che si sta riaccendendo in questi sui giorni sui mezzi di comunicazione circa la riduzione del numero degli iscritti all’Ateneo aquilano e non può non ricordare come avesse espresso la propria massima preoccupazione in occasione della decisione degli Organi Accademici di introdurre il numero chiuso per l’accesso a 4 Corsi di Laurea dell’Ateneo (Scienze Biologiche, Biotecnologie, Scienze Psicologiche Applicate e Scienze Motorie), oltretutto proprio nell’anno in cui gli studenti avrebbero ricominciato a pagare le tasse. Le conseguenze sono nei numeri forniti dallo stesso Ateneo sul proprio sito: nell’ Anno Accademico 2013/2104 risultano 26412 iscritti di cui 8384 immatricolati; nell’ Anno Accademico 2014/2105 (il primo dopo l’introduzione del numero chiuso) 23335 iscritti di cui 5768 immatricolati. Un calo di oltre 3000 iscritti ed oltre 2500 immatricolati!

 

L’Università rappresenta una risorsa fondamentale per il nostro territorio, sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista della trama sociale. La decisione sul numero chiuso, pur se presa nell’intenzione di razionalizzare l’offerta formativa, rischia di innescare una spirale negativa e, come esito, un ridimensionamento dell’Ateneo.

 

La città dell’Aquila e tutto il comprensorio hanno bisogno di una Università forte, attrattiva per molti studenti, dalla Regione e da fuori Regione, che sono stati in questi anni e devono continuare ad essere un fattore di crescita culturale, sociale ed economica per la nostra città.

 

Ben venga quindi un dibattito che coinvolga l’Università, la politica, le forze sociali, i cittadini e gli studenti, con l’unico scopo di contribuire, ciascuno per la parte di propria competenza, a far crescere l’Ateneo, per qualificare ed anche ampliare, ove possibile, l’offerta formativa (in questo senso può andare, per esempio, la proposta di istituzione del Corso di Laurea in Logopedia, in discussione in questi giorni negli Organi Accademici, ed il cui iter è bene sia accelerato) e per rendere anche la città attrattiva ed accogliente nei confronti degli studenti.

 

L’obiettivo da raggiungere è il bene dell’Università, perché per l’Aquila il bene dell’Università è anche il bene per la città.

 


CISL UNIVERSITA’ L’AQUILA

Ago27

LA VISITA DEL PREMIER A L’AQUILA..……E L’UNIVERSITA’?

Categoria: Notizie - Università

LA VISITA DEL PREMIER A L’AQUILA..……E L’UNIVERSITA’?

La visita del Presidente del Consiglio ha lasciato dietro di sé una serie di polemiche che poco hanno a che vedere con la realtà del terremoto ed alcune neanche con L’Aquila, come si può leggere sui giornali di oggi.
La CISL Università dell’Aquila intende focalizzare l’attenzione su un aspetto decisivo per la città in questi anni post-sisma (e Renzi era evidentemente a L’Aquila solo per ciò che è accaduto il 6 aprile 2009): il ruolo svolto dalla nostra Università nel risollevare la Città dalla tragedia del terremoto, grazie agli oltre 25. 000 studenti (e speriamo che rimangano tali!) che l’hanno frequentata e la frequentano con enormi sacrifici, contribuendo in maniera importante alla ricostruzione sociale ed economica della città. E’ un ruolo ed un compito, tuttora cruciali, che non può e non deve essere dimenticato da nessuno.
La scelta del Gran Sasso Science Institute per l’incontro con il premier Renzi (a
proposito, chi l’ha fatta?) non può non apparire come uno schiaffo alla nostra
Università, un dimenticarsi del suo ruolo post-terremoto, che, i fatti lo dicono, non può certo essere vantato dal GSSI, pur in tutta la sua riconosciuta eccellenza scientifica.
E’ evidente che non si può e non si deve dimenticare il terremoto dell’Aquila, ma non si può e non si deve dimenticare l’Università dell’Aquila……Non vorremmo che fosse proprio l’Università dell’Aquila a dimenticarsi di se stessa!


CISL UNIVERSITA’ L’AQUILA

Lug16

QUALE FUTURO PER L’UNIVERSITA’ DELL’AQUILA?

Categoria: Notizie - Università

QUALE FUTURO PER L’UNIVERSITA’ DELL’AQUILA?

La Conferenza pubblica su Università e sviluppo locale ha rappresentato un importante momento di riflessione, anche in considerazione dell’autorevolezza degli intervenuti, a ha avuto il merito di riportare al centro dell’attenzione l’Università dell’Aquila in quanto risorsa, sicuramente la principale del nostro territorio. Il “dibattito” di questi giorni sul calo del numero degli studenti è una ulteriore testimonianza di quanto sia rilevante come risorsa.

A nostro parere, tuttavia, un ragionamento sullo sviluppo locale, per poter essere del tutto adeguato, deve con attenzione tenere presente scenari più ampi, a livello regionale e nazionale, che, proprio quando il termine della questione è lo sviluppo, non possono non incidere in maniera importante su di esso.

La CISL Università della sede dell’Aquila, nella tradizione di un sindacato che svolge non solo le giuste azioni di difesa dei lavoratori, anche strettamente “rivendicative”, ma anche di proposizione strategica, intende portare un contributo al dibattito ponendosi una domanda cruciale: QUALE FUTURO PER L’UNIVERSITA’ DELL’AQUILA?,  una domanda per agire nel presente guardando al (prossimo) futuro.

Il futuro dell’Università dell’Aquila è intrinsecamente connesso a quello dell’Università italiana tutta. Il progetto della “Buona Università” sta già muovendo i primi passi nelle sedi parlamentari, e accelererà non appena concluso quello della “Buona Scuola”. Non si può sbagliare su quelle che saranno le parole chiave: razionalizzazione delle risorse, programmazione intelligente, valorizzazione dei punti di forza. In questa visione gli Atenei di minori dimensioni, come L’Aquila, sono quelli che rischiano una “razionalizzazione” penalizzante. E’ importante, perciò, che a livello regionale ci sia una strategia che fin da ora sia messa in atto per poter offrire, al momento opportuno, un livello di ricerca e formazione ampio e competitivo a livello nazionale.  In Conferenza è stato affermato che gli Atenei abruzzesi devono insistere ciascuno sulle proprie specificità. Questo è vero, ma nello scenario che si va delineando sono fondamentali anche le sinergie, in cui le specificità possano integrarsi. Per questo riteniamo necessario che riprenda, al massimo livello istituzionale, il dialogo e il dibattito sulla struttura del Sistema Universitario abruzzese, al fine di poter meglio affrontare e sostenere le sfide che ci attendono.

Un altro aspetto cruciale per l’Ateneo riguarda la ricerca e la formazione nell’ambito delle professioni sanitarie, e quindi il complesso tema dei rapporti con il Servizio Sanitario Regionale. Il tema è talmente rilevante che nella Conferenza sullo sviluppo locale è stata annunciata un’ulteriore Conferenza d’Ateneo esclusivamente dedicata all’argomento, programmata per il mese di ottobre. Tuttavia è in questi giorni, se non in queste ore, che a livello regionale si svolgono lavori che saranno determinanti per definire il contesto in cui l’Università dell’Aquila si troverà nel prossimo futuro.  La Commissione Regione-Università, costituita il 24 febbraio scorso per stilare, ai sensi del D. Lvo 517/99, i protocolli d’intesa tra Regione e le Università dell’Aquila e di Chieti-Pescara, sta svolgendo un compito delicato ma decisivo per il futuro la ricerca e la formazione in ambito sanitario del nostro Ateneo, che, pur coinvolgendo migliaia di studenti, appare oggi particolarmente fragile e sottomessa a discutibili politiche aziendali che, piuttosto che consolidare l’esistente e collaborare in un’ottica di possibile implementazione, sono spesso finalizzate a penalizzare il versante universitario mettendo così a rischio Corsi di Laurea e Scuole di Specializzazione.

Ci permettiamo, quindi, di sottolineare l’importanza che i protocolli di intesa siano strutturati garantendo un equilibrio tra i due poli universitari abruzzesi, proprio tenendo presente che l’Università è una risorsa per la città, e che tutte le sue professionalità devono essere valorizzate per mantenere ed ampliare l’offerta formativa, in termini di Corsi di Laurea e Scuole di Specializzazione. Anche in questo caso è fondamentale tener presente tutti i fattori dello scenario nazionale, comprese le norme e i regolamenti che, a livello ministeriale (MIUR), stanno modificando i requisiti per il mantenimento dell’offerta formativa, in particolare post-laurea.

Infine, è di questi giorni la polemica circa le difficoltà amministrative riguardo il pagamento delle tasse, di cui gli studenti si sono molto lamentati, anche in occasione della Conferenza. Certamente la ripresa di un “meccanismo”, che era preziosamente fermo dal 2009, può presentare degli intoppi in una nuova fase di rodaggio. Non vogliamo accusare nessuno, pur comprendendo e condividendo il disagio degli studenti, ma vogliamo prendere spunto da questo particolare per una considerazione più ampia: l’Università è una risorsa per l’Aquila soprattutto perché ci sono gli studenti, quindi gli studenti sono la fondamentale risorsa dell’Università. Università e Città (cioè Amministrazione e cittadini) hanno un ruolo comune per essere realmente accoglienti nei confronti della popolazione studentesca. Ottantamila Alpini sono stati a L’Aquila pochi giorni, ma oltre 20000 studenti sono con noi quasi ogni giorno! Ogni sforzo deve essere fatto sia da parte dell’Università, per rendere il percorso di formazione intenso ma semplice (anche dal punto di vista burocratico!) sia da parte della Città, per rendere, con gli opportuni interventi per residenzialità e socialità,  gli anni  che gli studenti trascorrono nella nostra città un periodo della loro esistenza da ricordare con piacere, e non il ricordo di una città terremotata.

La CISL Università, su questi temi di estrema rilevanza per il futuro del nostro Ateneo, è pronta a dare il proprio contributo, perché un futuro roseo per l’Università dell’Aquila è un futuro roseo per tutti coloro che vi lavorano e per la città intera.

  • Per la CISL Università
  • Fabio Pelliccione – Segretario Aziendale
  • Silvio Romano -  Segretario Provinciale
  • Oscar Colaiuda – Segretario Regionale
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