Notizie - L'Aquila

Gen25

Filca- Cisl: in calo i lavoratori nel settore edile in provincia dell'Aquila

Categoria: Notizie - FILCA, Notizie - L'Aquila

Filca- Cisl: in calo i lavoratori nel settore edile in provincia dell'Aquila

“In provincia dell'Aquila si registra un ulteriore calo dei lavoratori impiegati nel settore edile , della massa salari da loro generata e del numero dei Durc con i quali si dovrebbe attestare la regolarita’ dell'impresa”. A fornire il quadro su scala provinciale del comparto edile, sulla base dei dati diffusi dalla Cassa edile, sono il segretario regionale della Filca- Cisl, Pietro Di Natale, e il segretario Cisl della provincia dell'Aquila, Paolo Sangermano. “A settembre 2015 le imprese operanti nel settore dell'edilizia erano 1520 contro le 1653 del settembre 2014 (-133 imprese), i lavoratori occupati 10.033 contro i 10625, con un calo di 592 unità di media, le ore lavorate sono state 7.732.899 rispetto alle 8.358.762 dello stesso periodo dell'anno precedente (-625.863 ore), le ore complessive pro capite lavorate sono state 770.746 a fronte di 786.707 (15,961), mentre la massa salari denunciata e’ pari a 80.985,827 euro mentre a settembre 2014 era pari a 86554.746 euro (-5.568.919 euro). Infine, la massa salari versata risultava pari a 78.055.939 euro gli 84.953.803 euro del 2014 (-6.897.864), mentre i DURC richiesti per la regolarita’ di impresa sono stati in totale 4049 di cui 2751 per lavori edili e 1286 che vengono richiesti per altri usi consentiti dalla legge”. Secondo quanto sottolineaa la Cisl “ tale situazione evidenzia come le imprese che applicano contratti non di settore, tipo metalmeccanico o dei servizi, fanno a meno di transitare nelle Casse edili locali, in cui sarebbero obbligate a versare, eludendo i pagamenti”. “La diminuzione delle ore lavorate in busta paga”, spiegano Di Natale e Sangermano, “comporta la perdita di parte della retribuzione, di prestazioni assistenziali aggiuntive, di contributi per la pensione e di premialita’. Dai dati confluiti all’Osservatorio per la ricostruzione istituito presso la Prefettura dell'Aquila emerge che, a novembre scorso, il 62% dei lavoratori operanti alla ricostruzione nel cratere sismico sono di nazionalità italiana, il 38% stranieri. E ancora, il 28% proviene da fuori Abruzzo, il 24% dalla provincia di L’Aquila, il 2% da Chieti, il 4% dalla provincia di Pescara ed il 42% da Teramo. “Una diminuzione di lavoratori e di messa salariale preoccupante”, come affermano Di Natale e Sangermano, “le Casse edili della provincia dell'Aquila, con la nuova procedura del DURC telematico, sono state estromesse dal controllo del settore con ripercussioni pesanti per i lavoratori: le imprese, infatti, risultano in regola anche dichiarando un solo lavoratore, mentre gli organismi preposti non sono piu’ nelle condizioni di controllare la congruità, ovvero la percentuale di manodopera occorrente per realizzare un appalto, rispetto all’importo finanziato. Ne consegue un'elevata evasione fiscale e contributiva che penalizza anche tutte quelle imprese serie della provincia che operano nel pieno rispetto delle regole: risultano, infatti, meno versamenti per i lavoratori, meno prestazioni assistenziali, meno premialità , meno fondi da investire in sicurezza e prevenzione attraverso il Comitato paritetico territoriale e per la Scuola di formazione in edilizia, per i Rappresentanti territoriali dei lavoratori con conseguenze negative sulla prevenzione degli infortuni nei cantieri. Tutto ciò”, concludono Di Natale e Sangermano, “rappresenta l’epilogo di decisioni calate dall’alto, relative ad un'apparente semplificazione delle procedure che sta producendo la destrutturazione di un settore da sempre considerato il volano della ripresa. Occorre rivedere norme e decreti per evitare che quanto di buono e’ stato costruito negli anni, nel comparto dell'edilizia, venga distrutto completamente”.


 

Monica Pelliccione

Ufficio Stampa Cisl della provincia dell'Aquila

Gen14

Cisl su Arap: “Un ulteriore scippo alla provincia dell'Aquila”

Categoria: Notizie - L'Aquila

Cisl su Arap: “Un ulteriore scippo alla provincia dell'Aquila”

“La provincia dell'Aquila necessita di una programmazione di ampio respiro, che non sia settoriale o limitata ai singoli interventi. La vicenda della riorganizzazione delle aree industriali, emersa in questi giorni, con la paventata ipotesi di accentramento della direzione e dei servizi a Pescara, è solo l'ultimo tassello di una serie di operazioni che rischiano di sbilanciare, ancora una volta, l'asse politico-amministrativa verso la Costa”. Il segretario Cisl della provincia dell'Aquila, Paolo Sangermano, e il responsabile Cisl L'Aquila, Elvezio Sfarra, intervengono sulla possibilità che venga istituita un'unica sede regionale dell'Agenzia per le aree produttive (ex Consorzi dei nuclei industriali) a Pescara. “Nel tentativo di rincorrere le singole vertenze il nostro territorio rischia, con i suoi amministratori, sindacati e rappresentanti delle associazioni e delle attività produttive, di focalizzare l'attenzione sul singolo problema perdendo di vista il quadro complessivo. La provincia dell'Aquila”, proseguono Sangermano e Sfarra, “già di per sè collocata totalmente nelle aree interne e in un territorio montano, vive notoriamente una situazone precaria dal punto di vista delle infrastrutture, dei collegamenti, dei servizi e del lavoro. I dati economici occupazionali diffusi di recente confermano una realtà in profondo rosso, con una continua perdita di posti di lavoro e il marcato esodo delle giovani generazioni, che si traduce nello spopolamento dei centri più piccoli: il segnale di un degrado complessivo che ha necessità di interventi politici e istituzionali a lungo termine, che abbraccino tutti i settori, e di una programmazione complessiva che non può presciendere dal riconoscimento della centralità e del ruolo della città dell'Aquila e della sua provincia. Proprio sul ruolo della città”, evidenziano Sangermano e Sfarra, “era stata avviata una discussione sulla legge regionale per L'Aquila capoluogo, che non ha avuto alcun seguito. La questione dell'Arap, che tra l'altro potrebbe fornire nelle sue funzioni operative un valido supporto al comune dell'Aquila in relazione alle dinamiche della ricostruzione, le vertenze occupazionali e dell'utilizzo dei fondi collegati alla attività produttive, nonché i recenti numeri fornitinumeri forniti dalla cassa edile, che vedono una riduzione di massa salariale, evidenziano la necessità di interventi che vadano nella direzione del rilancio delle aree interne per favorire favorire nuovi insediamenti produttivi e rafforzare i centri gestionali presenti in provincia dell'Aquila”. La segreteria Cisl sollecita una presa di coscienza collettiva: “E' arrivato il momento di rimettere in piedi una cabina di regia tra tutti gli attori del territorio, utilizzando la leva dei ruoli istituzionali come quello del vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, e del consigliere regionale, Pierpaolo Pietrucci, per ricondurre sui giusti binari la programmazione degli interventi in provincia dell'Aquila ed evitare che anche il decreto Lorenzin si trasformi in una scure di tagli sul territorio. Tutto ciò alla luce”, conclude la Cisl, “anche alla luce dell' evidente disattenzione del presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, nei confronti delle aree interne”.


Monica Pelliccione

Ufficio Stampa Cisl della provincia dell'Aquila

Nov20

Tagli ai patronati. Inas – Cisl “Operatori e servizi a rischio”

Categoria: Notizie - L'Aquila

Tagli ai patronati. Inas – Cisl “Operatori e servizi a rischio”

“Il taglio operato dal Governo ai patronati mette a rischio centinaia di posti di lavoro in tutto il sistema, con pesanti ripercussioni anche nella nostra provincia. Un servizio utile ai cittadini per accedere ai propri diritti previdenziali e socio-assistenziali, in maniera gratuita e tutelata, che potrebbe essere quasi del tutto cancellato”. E' quanto affermano Gianluca Guetti, responsabile Inas-Cisl della provincia dell'Aquila e il segretario provinciale della Cisl, Paolo Sangermano, che lanciano l'allarme: “Già da gennaio potrebbero restare a casa molti operatori dei Caf, a causa dei tagli previsti dalla legge di Stabilità, che si aggiungono a quelli determinati dalla finanziaria dello scorso anno e ad altri interventi strutturali che hanno danneggiato il sistema e potrebbero metterlo definitivamente in ginocchio. La Costituzione prevede che tutti i cittadini possano contare sull’aiuto dei patronati, ma la riduzione delle risorse al fondo”, incalzano Guetti e Sangermano, “ alimentato solo da una piccola percentuale dei contributi previdenziali dei lavoratori e ripartito in base all’attività realmente svolta dai singoli istituti, può portare ad un significativo ridimensionamento del personale”. Oltre ai tagli al personale, si profila all'orizzonte una diminuzione dei servizi offerti ai cittadini. “Un servizio efficace e accessibile a tutti, soprattutto alle fasce più deboli della popolazione”, ricordano Guetti e Sangermano, “L'operato dei Patronati è stato definito di pubblica utilità: non ci spieghiamo i ripetuti ingiustificati tagli degli ultimi anni, a maggior ragione quando il sistema era disposto a riformarsi nell’ottica di una sempre maggior trasparenza ed efficienza”. La riforma chiesta dal Governo non è ancora attiva, nonostante le sollecitazioni da parte di Inas e Cisl al Ministero del Lavoro, mentre i patronati si trovano ad affrontare un’emergenza occupazionale di grave entità. “Visto il prezioso lavoro che svolgiamo per la collettività, riconosciuto dalle istituzioni in più occasioni”, concludono Guetti e Sangermano, “chiediamo che le ipotesi di riduzione del fondo vengano azzerate e che si ponga fine al clima di enorme incertezza e preoccupazione".


Monica Pelliccione

Ufficio Stampa Cisl della provincia dell'Aquila



 

Nov12

Pubblico impiego. Cisl “All'Aquila più personale per la ricostruzione”

Categoria: Notizie - L'Aquila

Pubblico impiego. Cisl “All'Aquila più personale per la ricostruzione”

“La vertenza del pubblico impiego è particolarmente sentita all'Aquila, dove c'è una città ancora in parte da ricostruire, con una partita aperta sul personale negli enti locali, in particolare sui precari del Comune. Una vicenda che ancora non trova soluzione, nonostante l'esigenza, da parte dell'amministrazione comunale, di professionalità specifiche e tecniche per il processo di ricostruzione in atto”. E' quanto dichiarano Paolo Sangermano, segretario Cisl della provincia dell'Aquila, ed Elvezio Sfarra, responsabile Cisl L'Aquila, annunciando l'adesione del sindacato alla manifestazione del pubblico impiego, prevista per il prossimo 28 novembre, a Roma. “Una manifestazione nazionale”, spiegano Sangermano e Sfarra, “che assume particolare rilievo per la situazione che vive il nostro territorio, dove la vertenza dei precari del Comune, che hanno lavorato in questi anni alla filiera della ricostruzione, rappresenta un tassello essenziale per garantire la velocizzazione delle pratiche legate alla rinascita dei centri storici. Su questo il Governo deve fornire risposte positive, in tempi brevi”. Una vertenza che si inserisce nel più ampio quadro della manifestazione del pubblico impiego, idetta dai sindacati per sollecitare il rinnovo del contratto nazionale di settore, bloccato da sei anni. “In discussione ci sono anche molti argomenti rilevanti”, evidenziano Sangermano e Sfarra, “come l'eliminazione dei salari accessori, il rilancio della contrattazione per una migliore organizzazione del lavoro, la revisione del sistema formativo, rinnovate relazioni sindacali da finanziare con la lotta alla spesa improduttiva e flessibilità previdenziale in uscita per garantire il turnover e quale riconoscimento dei lavori usuranti”. La Cisl chiede al Governo “la definizione immediata di quattro comparti, nell'ambito del pubblico impiego, con un'attenzione particolare alla valorizzazione delle professionalità e alla semplificazione delle procedure burocratiche negli uffici pubblici per offrire un miglior servizio ai cittadini”.


Monica Pelliccione

Ufficio Stampa Cisl della provincia dell'Aquila


 

Nov12

Vertenza Afm: la Cisl chiede buoni pasto per i lavoratori

Categoria: Notizie - L'Aquila

Vertenza Afm: la Cisl chiede buoni pasto per i lavoratori

 Buoni pasto per i lavoratori delle farmacie comunali dell'Aquila. E' la richiesta avanzata dalla Cisl nell'incontro, che si è svolto ieri, alla presenza del presidente dell'Afm, Giorgio Masciocchi, e delle altre organizzazioni sindacali. In discussione, oltre ai ticket restaurant, anche la regolamentazione delle assemblee dei lavoratori e altri punti all'ordine del giorno. “Abbiamo sollecitato”, dichiara Elvezio Sfarra, responsabile Cisl dell'Aquila, “l'erogazione dei buoni pasto per i dipendenti Afm, che attualmente usufruiscono di un servizio mensa nell'ex Onpi. Soluzione, questa, che pone più di un problema logistico, considerata la dislocazione periferica di molte farmacie comunali”. La dirigenza dell'Afm ha rigettato, per il momento, la richiesta di cui si tornerà a parlare nel prossimo incontro con i sindacati, motivando tale scelta “con una questione di principio, relativa alla stretta applicazione del contratto e come una scelta di cassa”. “Entrambe le motivazioni sono infondate”, incalza Sfarra, “a nostro avviso l'erogazione dei ticket, in sostituzione o a integrazione del servizio mensa, consentirebbe un risparmio in bilancio garantendo ai lavoratori di usufruire di un servizio migliore. L'Afm ha mostrato apertura verso la possibilità di valutare una doppia dislocazione della mensa, ad est e ovest della città, per evitare ai lavoratori Afm spostamenti eccessivi durante la pausa pranzo”. La trattaiva si è interrotta con la richiesta, da parte delle organizzazioni sindacali, della convocazione di un nuovo tavolo di trattativa per definire la questione dei buoni pasto, la regolamentazione delle assemblee del personale e altri punti all'ordine del giorno.

 

Ufficio Stampa Cisl della provincia dell'Aquila
Monica Pelliccione

 

Oct27

Tagli ai patronati. Inas-Cisl: “In gioco la tutela dei cittadini”

Categoria: Notizie - L'Aquila

Tagli ai patronati. Inas-Cisl: “In gioco la tutela dei cittadini”

 

“La Finanziaria prevede ulteriori tagli ai patronati con l'abbassamento dell'aliquota di finanziamento. Si corre il rischio concreto che tali misure si ripercuotano in modo pesante sugli utenti, ai quali potrebbe non essere più garantita la gratuità del servizio”. A manifestare preoccupazione per le decisioni assunte dal Governo sono il segretario Cisl della provincia dell'Aquila, Paolo Sangermano, e il direttore del patronato Inas-Cisl dell'Aquila, Gianluca Guetti: “Riteniamo che il Governo abbia disatteso quanto stabilito un anno fa, dopo aver applicato tagli al sistema dei patronati per 35 milioni di euro. Allora si parlò di una riforma del settore, tale da garantire chiarenza e trasparenza per i cittadini per evitare ulteriori ridimensionamenti del fondo. Ad oggi”, incalzano Sangermano e Guetti, “dei decreti attuativi per la riorganizzazioni, che dovevano essere emanati entro il 30 giugno scorso, non si ha notizia. Nè sono stati definiti i campi di intervento dei patronati e le ricadute sull'attività attuale”. La Cisl ricorda che, “per effetto di tutta una serie di scelte operate negli ultimi anni, i Caf e i patronati sono diventati sostitutivi di alcuni servizi, nonché punto di riferimento assoluto per una fascia sempre più ampia di utenza, che può contare su prestazioni immediate, puntuali e gratuite. Gli ulteriori tagli ai patronati, previsti nella Finanziaria”, sottolineano Sangermano e Guetti, “andranno a compromettere l'operatività dei patronati, costretti a ridurre l'organico, con ricadute negative sui cittadini. Tra l'altro, la misura dell formula attuale è del tutto immotivata, in quanto la richiesta del ministero del Lavoro era quella di contenere le spese di funzionamento del 3%. Il fondo patronati non ha nulla a che vedere con tutto cio'. Aspettiamo risposte chiare su tutte le questioni aperte, per capire le reali intenzioni del Governo rispetto al futuro di Caf e patronati, unica dorsale sociale che può supportare lo sviluppo di un nuovo sistema di welfare per il Paese”.

 

Ufficio Stampa Cisl della provincia dell'Aquila

 

Oct06

Azienda di trasporti Tua. Fit-Cisl denuncia mancanza di personale e disservizi

Categoria: Notizie - L'Aquila, Notizie - FIT

Azienda di trasporti Tua.   Fit-Cisl denuncia mancanza di personale e disservizi

“La fusione tra Arpa, Gtm e Sangritana, operativa da luglio scorso, sta creando enormi problemi all'utenza e ai lavoratori. Manca il personale e continuano a saltare le corse degli autobus”. E' quanto afferma Angelo De Angelis, segretario Fit-Cisl della provincia dell'Aquila, che sollecita l'apertura di un tavolo di confronto, a livello territoriale, con i vertici della Tua, l'azienda di trasporto pubblico abruzzese, e le organizzazioni sindacali. “I recenti pensionamenti, che hanno riguardato sia gli autisti che gli addetti alle officine”, spiega De Angelis, “hanno prodotto una riduzione di organico a cui non corrisponde una revisione delle tratte e delle corse, che spesso “saltano” proprio per mancanza di personale, costretto a carichi di lavoro eccessivi e a coprire un monte ore elevato di straordinari. La nuova azienda Tua è praticamente al collasso, soprattutto in provincia dell'Aquila dove la carenza di personale è più marcata. I pensionamenti non sono stati sostituiti, nonostante fosse già stato espletato un concorso e ci sia una graduatoria aperta”. Secondo la Fit-Cisl “in provincia dell'Aquila mancano almeno una trentina di autisti: a questo si aggiunge la carenza di addetti alle officine, che devono gestire la manutenzione di oltre 200 mezzi. L'attuale presidente della Tua, Luciano D'Amico”, incalza De Angelis, “ha adottato la linea del pareggio di bilancio a tutti i costi, entro la fine dell'anno, bloccando di fatto le assunzioni. Non siamo contro l'azienda unica di trasporto pubblico abruzzese, ma va sottolineata la necessità di procedere con una revisione delle tratte, razionalizzando gli sprechi e potenziando le aree dove si registra una maggiore richiesta da parte dell'utenza”. Da Angelis sollecita, infine, un confronto con i vertici della Tua e i sindacati “per procedere rapidamente a un potenziamento dell'organico ed evitare ulteriori disservizi”.

 

 

Monica Pelliccione

Ufficio Stampa Cisl della provincia dell'Aquila

 

 

 




Sep21

Mibac Abruzzo: scatta lo stato di agitazione del personale

Categoria: Notizie - L'Aquila

Mibac Abruzzo: scatta lo stato di agitazione del personale

 

Scatta lo stato di agitazione del personale del Ministero dei beni ambientali e culturali (Mibac) Abruzzo. Al centro della protesta, che coinvolge tutto il territorio nazionale, le dotazioni organiche delle Sovrintendenze e dei poli museali. “La riforma dei beni culturali, varata dal Governo, sta creando problemi di organici e funzionalità nelle Sovrintendenze”, spiega Elvezio Sfarra, responsabile Cisl dell'Aquila, “abbiamo proclamato lo stato di agitazione avviando la procedura di conciliazione obbligatoria, propedeutica allo sciopero: se non si aprirà un serio confronto sui temi-cardine, che vanno dalle dotazioni organiche delle Sovrintendenze, ai poli museali, fino alla mobilità del personale, al salario accessorio e alla riforma Madia, che prevede il coordinamento delle Prefetture sulle attività dei beni culturali, si arriverà allo scopero nazionale”. Sfarra fa notare come “in Abruzzo le conseguenze della riorganizzazione avviata dal ministero dei Beni culturali dimostra un grave punto di caduta relativo al decreto ministeriale sulla dotazione degli organici del Segretariato regionale dei Beni culturali, della Sovrintendenza Beni etno-antropologici, ambientali e paesaggistici (Beap), della Sovrintendenza unica per la ricostruzione e del polo museale: dotazione organica assolutamente inadeguata”, sottolinea il responsabile Cisl dell'Aquila, “uno stato di cose che determina una situazione di caos organizzativo. Nello specificio, appare inadeguato l'organico della Sovrintendenza Beap, che può contare su una cinquantina di unità, e che ha il compito istituzionale della tutela ambientale e paesaggistica di tutto il territorio, salvo il cratere che è appannaggio della Sovrintendenza unica regionale”. Secondo Sfarra “il numero di pratiche che arriva da tutto l'Abruzzo è molto corposo. Si avverte pesantemente, nella gestione giornaliera del lavoro, l'inadeguatezza dell'organico previsto dal ministero che non ha tenuto conto delle indicazioni, pur puntuali, fornite dal territorio. Chiediamo il potenziamento e la ridistribuzione del personale in servizio secondo le reali esigenze del territorio”.

 

 

 

 

Monica Pelliccione

 

Ufficio Stampa Cisl della provincia dell'Aquila

 

 

 




Oct20

Filca-Cisl: “L'osservatorio sulla ricostruzione è una nostra iniziativa”

Categoria: Notizie - FILCA, Notizie - L'Aquila

Filca-Cisl: “L'osservatorio sulla ricostruzione è una nostra iniziativa”

“Il presidente dell'Associazione costruttori della provincia dell'Aquila, Gianni Frattale, in occasione dei festeggiamenti del 70esimo anniversario dalla fondazione dell'Ance L'Aquila, nella sua relazione ha citato, tra i tanti progetti attuati, l'Osservatorio sulla ricostruzione. Tale Osservatorio, è doveroso ricordarlo, nasce dall'impegno e dalle continue sollecitazioni agli organi preposti della Filca-Cisl della provincia dell'Aquila”. E' quanto rileva il segretario regionale della Filca-Cisl, Pietro Di Natale, sottolineando come “l'Ance abbia solo recepito il progetto, che è stato proposto e portato avanti con forza dalla Filca-Cisl, che si è battuta su più fronti per ottenere il riconoscimento di uno strumento che potesse tutelare, in una fase delicata come quella della ricostruzione del cratere, sia le ditte appaltatrici e subappaltatrici che i lavoratori, i fornitori e i cittadini”. “Va riconosciuto pubblicamente alla Filca- Cisl”, prosegue Di Natale, “il merito di aver attuato uno strumento che consente di fare prevenzione monitorando costantemente l'operato delle ditte impegnate nella ricostruzione al fine di prevenire eventuali illeciti e di garantire legalità, applicazione delle norme, rispetto dei contratti e un'equa remunerazione delle maestranze evitando che gli anelli più deboli della catena – lavoratori, fornitori e subappaltatori – debbano pagare i ritardi o le inadempienze della filiera della ricostruzione”. L'Osservatorio provinciale sulla ricostruzione è stato istituito dalla Prefettura dell'Aquila lo scorso anno: vi fanno parte, oltre alle organizzazioni sindacali, l'Ance, le associazioni di categoria e gli enti previdenziali. Grazie all'impegno congiunto della Filca e della Cisl è stato inserito anche nel nuovo testo della legge regionale. “Ci saremmo aspettati”, conclude Di Natale, “che nel citare l'Osservatorio sulla ricostruzione come strumento essenziale di controllo e di monitoraggio dei cantieri, il presidente Frattale nominasse le organizzazioni sindacali, vere artefici di tale, importante, innovazione”.


Ufficio Stampa Cisl della provincia dell'Aquila


 

Sep05

Piano triennale Bper 2015/2017: tagli e ridimensionamenti in provincia dell'Aquila

Categoria: Notizie - L'Aquila

Piano triennale Bper 2015/2017: tagli e ridimensionamenti in provincia dell'Aquila

Prosegue il programma di tagli e ridimensionamenti attuato dal gruppo Bper in provincia dell'Aquila. Il piano industriale triennale 2015-2017, sulla strada già tracciata tesa all'azzeramento dell'ex Carispaq sul territorio, ha stabilito la definitiva chiusura di due filiali all'Aquila e una ad Avezzano. A contestare la scelta è la Fiba-Cisl, unitamente li segretario Cisl della provincia dell'Aquila, Paolo Sangermano. “Il precedente piano industriale 2012-2014”, afferma Sangermano, “aveva già introdotto, da parte di Bper, pesanti novità negative per la provincia aquilana, in termini occupazionali e di immagine, che si sono tradotte nella chiusura della Direzione territoriale dell'Aquila e nell'eliminazione dell'area di Avezzano, con relative strutture e personale. Il tutto a vantaggio di Lanciano, scelta quale sede della Direzione territoriale adriatica”. Ancora più pesante sarà l'impatto del nuovo piano industriale che, secondo quanto evidenzia la Cisl “prevede la chiusura dell'agenzia 11 del nuovo Tribunale, mentre già sono state chiuse l'agenzia 5 Bper all'interno dell'ex Italtel e l'agenzia 2 di Avezzano. Anche in questo caso, l'area di Lanciano non è stata toccata: anzi”, prosegue Sangermano, “in controtendenza con le linee generali tracciate dalla Bper è stato aperto uno sportello leggero a Pizzoferrato. Nel piano aziendale figura, inoltre, la chiusura di alcuni poli di lavorazione BperService, tra cui spicca l'Ufficio Ricostruzione dell'Aquila con l'accentramento a Modena di tutte le funzioni. Il territorio viene così privato di un importante e imprescindibile strumento a supporto della ricostruzione. Si provi solo ad immaginare quali e quante ricadute negative tale decisione avrà sul tessuto socio-economico e istituzionale, oltre che sul personale Bper che opera in città, investito da una possibile mobilità territoriale e professionale”. Per la Cisl “la Bper non è più la banca di riferimento del territorio, come lo è stata per decenni. Per continuare a mantenere tale ruolo”, prosegue Sangermano, “Bper ha necessità di politiche di sviluppo che puntino al mantenimento delle cospicue quote di mercato acquisite nel tempo, quando l'ex Carispaq era punto di riferimento degli aquilani e delle imprese, di un'organizzazione efficiente e al servizio della clientela e di impiegare al meglio la propria forza-lavoro, spostando all'Aquila lavorazioni importanti. Ma, soprattutto, ha deve essere più vicina alle famiglie e alle imprese, che da sempre rappresentano il punto focale delle politiche delle cosiddette banche popolari/territoriali, dove al centro del processo produttivo figura il cliente, non il capita”. La Cisl richiama, infine, l'azienda “ad una maggiore attenzione alle esigenze della provincia dell'Aquila” e fa appello alle istituzioni locali, alle associazioni di categoria e alle forze produttive della città “perché non passi sotto silenzio l'ulteriore smantellamento che Bper vuole mette in atto ai danni del territorio”.

Monica Pelliccione
Ufficio Stampa Cisl della provincia dell'Aquila



Ago07

Polizia provinciale: la Cisl chiede il mantenimento delle funzioni

Categoria: Notizie - L'Aquila

Polizia provinciale: la Cisl chiede il mantenimento delle funzioni

 

Il mantenimento di tutte le attuali funzioni svolte della polizia provinciale: a chiederlo è la Cisl, in vista della discussione in consiglio regionale, prevista per martedì prossimo, della Legge di riordino delle funzioni delle province. “Al momento”, spiegano Elvezio Sfarra, responsabile Cisl della provincia dell'Aquila, e Corrado Pace, Rsu polizia  provinciale dell'Aquila, “non è chiaro quale sarà il futuro, né le funzioni della polizia provinciale, poiché nella bozza di legge non figura alcuna indicazione da parte della Regione”. Un problema che riguarda circa 30 agenti in provincia dell'Aquila e una sessantina in Abruzzo, equamente distribuiti sul territorio. “Personale”, incalzano Sfarra e Pace, “che potrebbe confluire nelle future Aree vaste, che andranno a sostituire le attuali province, o entrare a far parte dell'organico regionale. Se la Regione dovesse decidere di non mantenere le attuali funzioni di tutela dell'ambiente, caccia, pesca, tartufi e funghi il territorio abruzzese, in particolare quello della provincia dell'Aquila, resterà senza vigilanza. Esiste, infatti, la concreta possibilità che gli agenti di polizia provinciale vengano riassorbiti dal comuni all'interno del corpo di polizia municipale”. Un compito fondamentale, quello della tutela del territorio, spiega la Cisl: “Attualmente”, conclude Pace, “stiamo eseguendo gli abbattimenti dei cinghiali che provocano ingenti danni alle coltivazioni agricole”.

 

 

 

 

  • Monica Pelliccione
  • Ufficio Stampa Cisl della provincia dell’Aquila
Lug16

Cisl: “La ricostruzione post-sisma non è un affare per le imprese e le famiglie aquilane”

Categoria: Notizie - L'Aquila

Cisl: “La ricostruzione post-sisma non è un affare per le imprese e le famiglie aquilane”

“La provincia dell’Aquila è fanalino di coda della Regione e Agli ultimi posti in Italia. Tutti gli indicatori sono negativi, dall’occupazione alle esportazioni. Non vi è alcun segnale di ripresa, segno che la ricostruzione post-terremoto non sta portando benefici economici né alle imprese, né alle famiglie aquilane”. E’ quanto affermato questa mattina, in conferenza stampa, dal segretario Cisl della provincia dell’Aquila, Paolo Sangermano, che ha fornito una serie di dati elaborati dal Centro studi della Cisl. “Nel 2014 gli operai edili erano 10.179, di cui il 45,44% residente in provincia dell’Aquila e il 54,59% fuori Regione. Di contro”, ha fatto notare Sangermano, “su 1.550 imprese iscritte, 988 sono della provincia aquilana e 562 di fuori provincia. Prima del sisma gli operai iscritti alla cassa edile erano circa 6mila, molti di più rispetto ad oggi. Numeri che fotografano una realtà sconcertante e che evidenziano come il più grande cantiere d’Europa non sia in grado di far girare l’economia del territorio. A questo si aggiunge un ulteriore elemento: l’opera di ricostruzione viene portata avanti, per lo più, da maestranze con una qualifica media, inferiore a quella prevista da contratto”. Non è solo il comparto edile in sofferenza. La cassa integrazione straordinaria, in provincia dell’Aquila, è aumentata dal 2014 al 2015 del 194,91%, con un picco del 139,22% nel settore dell’industria. “L’effetto”, ha sottolineato il segretario provinciale Cisl, “delle crisi definitive e strutturali delle aziende del territorio, dove l’unico settore che tiene è quello farmaceutico. Le attività che potrebbero dare sviluppo e occupazione continuano ad essere marginalizzate, a partire da una gestione poco attenta della ricostruzione. Dal 2008 al 2014 gli occupati sono scesi, in provincia, da 117mila a 107mila: significa che abbiamo perso oltre 10mila posti di lavoro, mentre il tasso di disoccupazione è al 14%, mentre la disoccupazione giovanile ha toccato quota 42,8%. Anche l’export ha subito un tracollo con un -57,13% rispetto al 2008 ”. “I dati forniti dalla Cassa edile”, ha spiegato Pietro Di Natale, segretario regionale Filca-Cisl, “parlano di una media di presenza, nell’esercizio 2013/2014, di 10.179 lavoratori attivi. Nell’ultimo semestre 2014, rispetto al semestre precedente, i lavoratori edili provenienti da fuori regione sono aumentati di 313 unità, quelli provenienti da fuori provincia di 327 unità, mentre i residenti sono scesi di 244 unità. Un quadro aggravato dalla forte evasione fiscale e contributiva con ore di lavoro ordinarie e straordinarie camuffate, in busta paga, sotto le voci ferie, permessi e cassa integrazione, che abbassano i livelli retributivi dei lavoratori, già demansionati assunti con qualifiche inferiori”. Di Natale ha denunciato come “i lavoratori edili della provincia dell’Aquila sono quelli che lavorano meno, come dimostrano le recenti crisi del gruppo Taddei, della Edimo e del gruppo Sacci, che proprio ieri ha aperto una procedura di concordato in continuità”. La Filca- Cisl ha proposto e ottenuto l’istituzione di un Osservatorio per la ricostruzione in Prefettura “per monitorare questi fenomeni. Chiediamo al Prefetto, Francesco Alecci, di incrementare l’attività dell’osservatorio a garanzia della legalità delle imprese che operano sul territorio e dei lavoratori aquilani”.

 

  • Monica Pelliccione
  • Ufficio Stampa Cisl della provincia dell’Aquila
Giu22

Precari Asl dell'Aquila: sì al rinnovo dei contratti

Categoria: Notizie - L'Aquila

Precari Asl dell'Aquila: sì al rinnovo dei contratti

La Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila procederà al rinnovo di 347 contratti in scadenza, che riguardano lavoratori precari. Lo hanno annunciato il direttore generale dell'azienda sanitaria, Giancarlo Silveri, e l'assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci, che hanno incontrato oggi, all'Aquila, le organizzazioni sindacali. “I contratti, secondo quanto riferito dai vertici della Asl, verranno rinnovati in attesa che si concretizzi il processo di stabilizzazione del personale precario”, spiegano Gianfranco Giorgi, coordinatore Cisl sanità della provincia dell'Aquila, Michele Tosches, segretario regionale Fp-Cisl, Pino De Angelis, segretario Uil-Fpl e Claudio Incorvati, segretario regionale Fials, “entro il 2015 saranno assunti a tempo indeterminato 235 lavoratori tra operatori socio-sanitario, infermieri, tecnici e medici. Gli altri contratti a tempo determinato verranno prorogati in attesa dell'assunzione definitiva. Si tratta di un grande risultato”, spiegano Giorgi, Tosches, De Angelis e Incorvati, “raggiunto in seguito alle numerose sollecitazioni delle organizzazioni sindacali, che hanno evidenziato le difficoltà che sarebbero scaturite dal mancato rinnovo dei contratti al personale precario attualment in servizio. La Regione ha compreso la necessità di mantenere intatti i livelli occupazionali, sanitari e delle prestazioni al cittadino, in un momento di difficoltà, anche riorganizzativa, della Asl aquilana, come quello del post-sisma. Il rischio concreto, che si profilava all'orizzonte”, concludono, “era la perdita di circa 200 posti di lavoro, in base alle restrizooni imposte dalla Regione sulla spesa sanitaria relativa al personale precario. Scoglio che, grazie anche alla disponibilità dell'assessore Paolucci, “è stato ampiamente superato”.

 

  • Monica Pelliccione
  • Ufficio Stampa Cisl della provincia dell'Aquila
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