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Nov18

Azienda Sanitaria di Pescara

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Azienda Sanitaria di Pescara

La CISL FP  denuncia la carenza di personale nell’Azienda Sanitaria di Pescara, come già espresso anche da CGIL e UIL.   La Federazione del Pubblico Impiego  di Pescara ha sempre sostenuto, in questi anni, che le criticità del servizio sanitario oltre a causare un carico di lavoro eccessivo che quotidianamente ricade sugli operatori sanitari, generano un disservizio nell’erogazione delle prestazioni sanitarie ai cittadini.

Tale disfunzione,  amplificata dal sovraffollamento dei reparti, si sta drammaticamente manifestando in alcune Unità Operative: reparti di Geriatria, neonatologia, terapia intensiva neonatale e chirurgia.

La  carenza di personale della ASL di Pescara è iniziata con i piani di rientro dettati dal Governo nazionale ed adottati dalle Regione Abruzzo fin dal 2008.  La triste stagione dei tagli lineari ha più di tutti colpito il capitolo di spesa del personale senza, sostanzialmente, modificare l’assetto strutturale organizzativo dell’azienda sanitaria.

La proposta di assunzioni di personale infermieristico ed assistenziale, e anche medico, non è realizzabile poiché in contrasto con tutta una seria di norme nazionale e regionali che oggi, di fatto, lo impediscono. Non si possono paventare assunzioni ostacolate dalle rigide norme vigenti. Non si può fare demagogia e populismo sulla pelle della gente.

La CISL FP suggerisce, invece, un percorso di concertazione tra i Dirigenti Aziendali, le Rappresentanze Sindacali  e la Politica che arrivi a scelte coraggiose per rompere con i vecchi schemi  attraverso il principio della trasparenza degli atti amministrativi e una sana e funzionale riorganizzazione per soddisfare l’interesse comune degli abruzzesi.

La CISL FP vuole la riorganizzazione dei servizi utili e la soppressione di quelli inutili, una ricognizione interna del personale per una sua più ottimale collocazione (verso i reparti ospedalieri), una sanità integrata con il territorio: meno ricoveri e più prevenzione nei distretti e case della salute. La sanità ha bisogno di una valorizzazione delle professionalità e delle competenze visto che le professioni sanitarie hanno ancora un ruolo troppo marginale rispetto alle funzioni assegnate dai rispettivi profili professionali.

Dobbiamo superare il vecchio  sistema clientelare che ha prodotto danni e continua a produrli in Abruzzo e non solo.

La CISL FP chiede alla politica e alla ASL, oltre alla convocazione di  un tavolo di confronto,  di assumersi le proprie responsabilità e di dimostrare quel coraggio  necessario per rimettersi tutti in gioco nell’interesse dell’Aziende guardando e al bene del cittadino e alla qualità del servizio sanitario che gli viene offerto.

 

 

Il Segretario Regionale

 Vincenzo MENNUCCI       

 

 

Oct25

Camere di commercio abruzzesi: una riforma a metà!

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Camere di commercio abruzzesi: una riforma a metà!

Il diritto annuale a carico delle imprese a favore delle Camere di Commercio è stato ridotto notevolmente negli anni e proseguirà anche per il 2017.

Questi tagli producono un effetto devastante sul funzionamento delle Camere di Commercio italiane. Solo metà delle CCIA riusciranno a sostenere tutte le spese per il personale e per il proprio funzionamento. Le rimanenti Camere registreranno un “deficit strutturale”, che non consentirà loro di poter sopportare tutti gli oneri per il personale e le spese di funzionamento.

La CISL e la CISL FP propongono un processo di razionalizzazione del sistema camerale abruzzese, che prevede una sola Camera di Commercio regionale con 4 articolazioni territoriali. Questo percorso produrrebbe delle notevoli economie di scala soprattutto per quanto attiene la governance e i consigli d’amministrazione, che passerebbero da quattro ad uno.

L’attuazione di un processo riformatore, che prevede l’obiettivo di un solo ente camerale per tutta la regione Abruzzo produrrebbe nell’immediato anche notevoli risparmi dei costi gestionali.

Le Camere di Commercio abruzzesi si sono invece orientate verso un modello di riforma che prevede il mantenimento di 2 Camere di Commercio, una di esse attraverso la fusione di quelle di Chieti Pescara, e l’altra attraverso l’accorpamento di quelle di L’Aquila e Teramo. Il risultato di questo progetto di riforma produrrà nell’immediato la nascita di una Camera di Commercio (Chieti - Pescara) con un numero di aziende iscritte appena sufficiente ad avere un equilibrio economico nel breve e medio termine, e l’altra (L’Aquila - Teramo) con un numero di aziende iscritte meno di 80 mila, che potrebbe, nel breve periodo, creare una situazione di deficit strutturale.

La CISL e la CISL FP considerano l’accorpamento in un’unica Camera di Commercio la condizione minimale necessaria per la sopravvivenza delle Camere di Commercio e del ruolo di servizio che svolgono a favore delle imprese e dello sviluppo del territorio.

La cronaca di questi giorni mette in evidenza che i contrasti all’interno delle governance stanno determinando dei ritardi, che rischiano di creare un danno irreparabile al sistema camerale.

La politica regionale, da questo processo di riforma, che condizionerà lo sviluppo della Regione, non può rimanere assente. La CISL chiede al Presidente, Luciano D’Alfonso, di convocare un tavolo di confronto per rendere la riforma della CCIA anche funzionale al processo di riordino istituzionale regionale ed evitare che l’Abruzzo, che vive una fase di profonda crisi, perda risorse per il proprio sviluppo. Un iter riorganizzativo che deve salvaguardare anche le attività e i livelli occupazionale delle società e degli enti sub camerali (Unioncamere, Cresa, Centro Estero, Centro Interno, Azienda speciale Chieti, Azienda Speciale Teramo).

 

Il Segretario Generale CISL FP Abruzzo         Il Segretario Generale CISL AbruzzoMolise

          Vincenzo Traniello                                                     Maurizio Spina

Oct11

Asl, liste di attesa di mesi: la Cisl sollecita Tordera

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Asl, liste di attesa di mesi: la Cisl sollecita Tordera

Il problema delle liste di attesa resta il tallone di Achille della Asl della provincia dell'Aquila. I dati parlano chiaro: per una visita specialistica o un esame diagnostico all'ospedale San Salvatore dell'Aquila si può arrivare a oltre un anno di attesa”. La denuncia è del coordinatore Cisl sanità della provincia dell'Aquila, Gianfranco Giorgi, che fornisce il quadro della situazione. “Per una visita senologica, uno degli esami di routine più richiesti dalle donne, la prenotazione è a gennaio 2018, oltre dodici mesi di attesa”, evidenzia Giorgi, “ la mammografia è ad aprile 2017. Si passa, poi, alla risonanza magnetica neurologica, che non può essere effettuata prima di luglio del prossimo anno. Il tempo di attesa per una Tac è mediamente di quattro mesi, come per una visita al centro celefalee, dove le prenotazioni sono ferme a febbraio 2017. Infine, per la dermatologia oncologica ospedaliera l'appuntamento slitta al 2018, in quanto il servizio è disponibile solo due volte a settimana. Per una visita ai nei, l'attesa è di otto mesi”. “Di fronte a questa situazione”, dichiara Giorgi, “non possiamo restare a guardare, viste anche le numerose sollecitazioni che il nostro sindacato riceve quotidianamente. La sanità è un bene primario che va salvaguardato e su cui si deve investire favorendo servizi fondamentali, rispetto ad altre scelte”. La Cisl chiede al manager della Asl, Rinaldo Tordera “di intervenire immediatamente con misure efficaci per ridurre i tempi di attesa, soprattutto per prestazioni che risultano indispensabili nella prevenzione oncologica e delle malattie che più frequentemente affiggliggono la popolazione. Lo sforzo compiuto da tutti gli operatori sanitari non è sufficiente a garantire tempi accettabili per accedere alle prestazioni ed evitare una mobilità passiva che nuoce alle casse della nostra Asl. Occorrono”, conclude il coordinatore della Cisl, “un potenziamento e una migliore organizzazione del personale, al fine di ridurre drasticamente le attese per visite ed esami indispensabili per la salute della collettività”.

 

 

Monica Pelliccione

Ufficio Stampa Cisl della provincia dell'Aquila

 

 

Sep29

CISL FP e Uil Fpl : “In sette mesi il direttore della Asl, Tordera, non ha fatto nulla”.

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CISL FP e Uil Fpl : “In sette mesi il direttore della Asl, Tordera, non ha fatto nulla”.

Dopo circa sette mesi di governo Tordera nulla è cambiato. Si continua a navigare a vista tra molteplici problemi  che riguardano sia i lavoratori che gli utenti, mettendo a nudo l’incapacità dell’Azienda Sanitaria di programmare, limitandosi a gestire le emergenze.

 Tale situazione potrebbe aggravarsi dato che il Direttore Amministrativo della Asl, Marcello Sciarappa, è destinato ad altre esperienze professionali. Una notizia che va fronteggiata  con decisione ed oggettività. Il Direttore Generale, Tordera, dovrà provvedere alla nomina di un  nuovo direttore amministrativo, operando una scelta di grande qualità senza interferenze esterne e nell’interesse  esclusivo dei cittadini e dei lavoratori.  

Cisl Fp e Uil Fpl non faranno mancare il proprio supporto ma, ritengono necessario uscire da questa stasi, attraverso un confronto attivo tra le parti, finalizzato a ridare slancio all’azienda, mettendo sul

tappeto temi  fondamentali per la sanità provinciale quali: nuova pianta organica, nuovo atto aziendale e applicazione del D.M.  70. Tutto questo nell’ottica della recente uscita dal Commissariamento.

 La Uil Fpl e la Cisl Fp, chiedono con forza innanzitutto, di immettere in azienda forza fresca di lavoro, per far tirare  il fiato a tutte le categorie di lavoratori sottoposti a turni massacranti, espletare concorsi finalizzati anche alla  stabilizzazione dei precari. Questo anche ai fini della riduzione della spesa per rapporti di lavoro flessibile. Il tutto  tenendo conto dell’obiettivo fondamentale, quale quello di migliorare l’assistenza dei pazienti e attuare il nuovo  obbligo dell’Unione Europea sui riposi di lavoro degli operatorisanitari.

Non da ultimo, la domanda che porgiamo al Direttore Generale, Tordera, è come pensa di fronteggiare l’imminente scadenza dei contratti di lavoro degli oltre 400 precari, Medici, Infermieri, OSS, Tecnici di laboratorio  di radiologia ed amministrativi, che operano tutti i giorni nelle corsie ospedaliere e non, visto che la finanziaria  2015 prevedeva come termine ultimo di proroga Ottobre 2016.

 

 Il Coornatore provinciale Cisl Fp                                     Il Segretario Regionale Uil Fpl

 

Gianfranco Giorgi                                                                        Giuseppe De Angelis

 

Sep28

L’ARAP ha urgentemente bisogno di un piano di rilancio concertato con i sindacati

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L’ARAP ha urgentemente bisogno di un piano di rilancio concertato con i sindacati

 La CISL Funzione Pubblica ha inviato una lettera al Commissario Straordinario ARAP Abruzzo, Giampiero Leombroni, al Direttore Generale, Antonio Sutti, al Presidente della Giunta Regionale Abruzzo, Luciano D’Alfonso, al Vice-Presidente, Giovanni Lolli, e al Presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febo, per sollecitare un incontro perché fino ad oggi, purtroppo, non ci sono state costanti relazioni sindacali tra le O.O.S.S e il legale rappresentante dell’Ente ARAP (datore di lavoro) nel rispetto dell CCNL. Nei pochi tavoli d’incontro dovevano essere tratte tutte quelle materie previste dalla contrattazione, ma tutto ciò non è stato possibile per l’indisponibilità temporale di codesto Ente e non vi è stato il tempo materiale di approfondire le molteplici tematiche e i numerosi problemi inerenti l’azienda. Spesso non è stato possibile un confronto per mancanza degli interlocutori.

 L’organizzazione del lavoro, l’andamento economico e produttivo dell’ente, lo sviluppo di iniziative societarie di rilievo per gli assetti occupazionali, l’andamento dell’occupazione con riferimento ai programmi operativi di rilevanza per lo sviluppo occupazionale, sono alcune delle materie che devono essere oggetto di  confronti sindacali  attraverso gli istituti della informazione, concertazione e contrattazione.

Il 30 settembre è in scadenza il mandato del Commissario straordinario e, a distanza di quasi un anno, non è stato prodotto un Piano industriale aziendale che possa rilanciare le attività dell’ente. Purtroppo a pagare questi ritardi sono solo i lavoratori, che vivono un senso di smarrimento e di precarietà. L’insediamento del commissario avrebbe dovuto comportare un programma stringente per realizzare alcuni obiettivi.

La CISL FP denuncia la politica perché ancora non adotta i provvedimenti nei tempi giusti e congrui e i consulenti esterni che continuano ad assumere decisioni senza conoscere le realtà, i territori, screditando il personale che vive in un clima di terrorismo psicologico e a volte umiliati nella loro dignità di lavoratori. “Entro sei mesi, salvo proroga di altri sei, il commissario dovrà enucleare il progetto di riorganizzazione adeguato alla mission dell’Arap. Il percorso di riorganizzazione deve coinvolgere le forze sociali sindacali, imprenditoriali, i sindaci, e i lavoratori, - ricorda la CISL. Rimangono, ancora, irrisolti alcuni problemi collegati alla situazione gestionale ed i rapporti tra gli ex Consorzi industriali e i rispettivi enti di ambito. Ad oggi una cosa è certa : l’ARAP fornisce dei servizi agli enti gestori e questi non pagano. Non siamo a conoscenza dell’organigramma dell’ente.

La CISL FP ritiene che la prima cosa da fare dal giorno dell’atto di fusione era la ricognizione delle risorse umane a disposizione e puntare alla valorizzazione delle stesse attraverso la motivazione ed il coinvolgimento. Non sono state consegnate le buste paga (cedolini) e, da alcuni mesi, neppure i buoni pasto, e i premi di produttività non sono stati erogati. Ad alcuni dipendenti che sono stati posti in quiescenza non risultavano versati tutti i contributi.

In conclusione la CISL FP sollecita la convocazione di un incontro per l’apertura di un tavolo di confronto sui temi riguardanti la contrattazione, la concertazione e l’informazione previsto dagli articoli 6, 7, e 8 del Contratto Nazionale di lavoro vigente per i lavoratori dei Consorzi industriali  al fine di chiudere tutte le problematiche.

 

Il Coordinatore Regionale FP CISL  Il Segretario Regionale FP CISL                                          

 

   Giuseppe Sciubba   -   Vincenzo  Traniello                                                                                  

 

Sep26

L’Abruzzo esce dal commissariamento della sanità ma per la Regione ora inizia la vera sfida

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L’Abruzzo esce dal commissariamento della sanità ma per la Regione ora inizia la vera sfida

Il Consiglio dei ministri ha deliberato la fine del commissariamento della Sanità. La Regione Abruzzo, finalmente,  dopo 9 anni, inaugura una nuova stagione per una politica di investimenti, innovazioni e formazione del capitale umano.

 

“L’uscita dal commissariamento non è la panacea di tutti i mali della sanità abruzzese e non può essere connessa ad aspettative improprie. È, inoltre, ingannevole ricercare tutte le risposte alle disfunzioni del sistema sanitario regionale nel superamento del commissariamento, - così la CISL, la Fnp e la Fp hanno commentato la notizia di questi ultimi giorni”.

 

 “Siamo la prima Regione italiana - tra quelle commissariate - ad aver concluso la procedura”, - commentano Spina,Pietrosimone e Traniello. “E’un risultato importante, frutto di un lungo lavoro e di tanti sacrifici per i cittadini e le imprese abruzzesi. Ora si apre una nuova fase che ci vedrà impegnati su nuove sfide per creare un sistema sanitario moderno, efficiente e capace di rispondere alla nuova domanda di salute”.

 

“Il riordino della rete ospedaliera è un progetto di razionalizzazione che avrà un  forte impatto sul sistema sanitario regionale, creando oggettive difficoltà in un territorio, come quello dell’Abruzzo, che si caratterizza per le problematicità di collegamento tra le aree montane e costiere,- ricordano le categorie dei Pensionati, della Funzione Pubblica e la CISL”.

 

 “E’ giunto il momento di inaugurare un percorso concertativo con il coinvolgimento di tutti gli attori della sanità, immune da interessi lobbistici, ma necessario a trovare soluzioni per garantire a tutti i cittadini l’accesso alle prestazioni sanitarie, - propongono i tre Segretari” .

 

“La politica, con Il superamento dello status di commissariamento, si riappropria del potere d’indirizzo e programmazione in materia di sanità, ma con un approccio che non può essere di tipo campanilistico, o peggio dettato da interessi di “bottega”.  Spesso tra la programmazione sanitaria regionale e la gestione esiste una dicotomia che ostacola il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Un management non sempre attento alle esigenze organizzative e all’ottimizzazione dell’uso delle strutture, delle risorse umane e professionali. Questo deficit si traduce in  un limite alla possibilità di utilizzare al meglio le competenze e le professionalità, - denunciano la CISL, la FNP e la FP”.

 

Per la CISL - la nuova sanità in Abruzzo deve puntare sull’assistenza territoriale e sull’eccellenza dei presidi ospedalieri, evitando i rischi dalla dequalificazione delle prestazioni sanitarie. Le scelte  della nuova politica sanitaria non possono prescindere dalla prospettiva, a medio termine, di costituire una ASL unica regionale per produrre economie di scala e, nel contempo, per erogare servizi omogenei in tutto il territorio abruzzese. “Purtroppo le 4 gestioni, fino ad oggi, non hanno soddisfatto pienamente gli obiettivi prefissati, e molto spesso, sono state  più attente ai suggerimenti della politica locale che hanno determinato scelte non improntate al merito e alla professionalità”

 

“Da ultimo ma non per ultimo, l’Abruzzo, - secondo la CISL -, non può più avere una  tassazione aggiuntiva che si traduce in uno danno per la ripresa dei consumi e uno svantaggio competitivo per  il sistema delle imprese. “Dobbiamo restituire ai cittadini, alle famiglie e alle imprese abruzzesi i 140 milioni pagati per il risanamento sanitario.  Il tavolo tecnico del Patto per lo Sviluppo dovrà completare, entro il mese di ottobre, la verifica delle risorse regionali e di bilancio per consentire nel 2017 la riduzione graduale e strutturale della fiscalità.”

 

La CISL, la FNP e La FP AbruzzoMolise sperano nell’apertura di un confronto a tutto campo con le rappresentanze degli operatori della sanità, in modo da coinvolgere e tracciare un percorso condiviso per il rilancio del sistema sanitario abruzzese, perché il rischio di rientrare nello status commissariale dipende solo da tutti noi.

 

 

 

Il Segretario Generale FP                    Il Segretario Generale FNP                 Il Segretario Generale CISL

 

         Vincenzo Traniello                            Luigi Pietrosimone                                Maurizio Spina

 

 

Sep21

Richiesta d’incontro Polizia Locale Enti Locali Regione Abruzzo

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Richiesta d’incontro  Polizia Locale  Enti Locali Regione Abruzzo

           Le scriventi OO.SS., constatato il perdurare della mancata attuazione della L.R. n. 42/2013 in materia di Polizia Locale, ma ancor più il mancato rispetto degli impegni presi dal Presidente con la Categoria agli “Stati Generali della Polizia Locale Regionale” svolti nel 2015, chiedono un incontro urgente per discutere e trovare soluzione alle problematiche di seguito elencate:

1)  La Giunta regionale non ha emanato le disposizioni previste della L.R. n. 42/2013 in materia di Polizia Locale inerenti i principi organizzativi dell’attività di P.L. (art. 10), l’incentivazione della gestione associata di P.L. (art. 14), la formazione e l’aggiornamento del personale della P.L. (art. 20, 21 e 22), l’osservatorio regionale di P.L. e S.U. (art. 23), gli interventi regionali (art. 24) 

2) Il Consiglio regionale non ha approvato il regolamento di applicazione  della L.R. n. 42/2013 per stabilire i distintivi di grado e funzione, le uniformi, i veicoli e altri mezzi operativi, gli strumenti di autotutela,  il simbolo unico regionale, la tessera e il distintivo di riconoscimento della P.L. (art. 26).  

3) Il Presidente della Giunta regionale non ha nominato il Comitato consultivo per la P.L.  istituito dalla L.R. n. 42/2013 (art. 25) come sollecitato con la richiesta del 26 ottobre 2015 e consegnata con Pec del 04/05/2015.  

Non è possibile richiedere costantemente agli Addetti di Polizia Locale  sempre più impegno e servizi (anche sul versante  della sicurezza urbana e del contrasto al degrado urbano), per poi dimenticarsi colpevolmente di loro.   

Qualora il richiesto incontro non intervenisse entro il  3 ottobre 2016, le scriventi OO.SS. annunciano sin da ora che verrà proclamato lo stato di agitazione della Polizia Locale, in considerazione della condizione di estremo disagio nella quale gli stessi prestano il proprio servizio.

 

Le Segreterie Reg.li

 

     DiCCAP  -  CSA  -  CGIL  - CISL - UIL

W.Falzani  - G.  D’Intino - S.  Di Domizio - V.  Mennucci - M. Bravo

 

 

Sep06

Ancora un’aggressione ai danni degli Ispettori del Lavoro in Abruzzo

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Ancora un’aggressione ai danni degli Ispettori del Lavoro in Abruzzo

La CISL FP denuncia l’ennesimo atto intimidatorio e violento nei confronti degli Ispettori del lavoro delle DTTL, Direzioni Territoriali del Lavoro, abruzzesi.

            L’ultimo episodio è accaduto venerdì scorso nell’alto vastese. Un collega ispettore è stato aggredito da un dipendente dell’Azienda oggetto dell’accertamento con un compressore riportando diverse lesioni. Il lavoratore dell’azienda, inoltre, sottraeva brutalmente dalle mani dell’Ispettore e rovinava la fotocamera digitale con la quale erano stati effettuati i rilievi.

L’episodio di violenza nei confronti di chi quotidianamente assolve il proprio dovere garantendo che nei cantieri e nei luoghi di lavoro siano rispettate le norme di igiene e sicurezza a tutela dei lavoratori è oltremodo oltraggioso in quanto ai colleghi ispettori non viene garantita l’incolumità fisica nello svolgimento delle proprie funzioni.

La CISL FP ritiene che il Ministero del Lavoro e il Direttore Generale dell’Ispettorato Nazionale debbano immediatamente denunciare gli atti intimidatori e coinvolgere le forze dell’ordine nelle visite di accertamento ispettive.

Le Istituzioni sono latitanti di fronte a questo ennesimo episodio di aggressione nei confronti di un dipendete  pubblico.

            La CISL FP auspica che i Prefetti delle Province abruzzesi coordinano insieme alle Forze dell’ordine interventi di prevenzione e di repressione di fenomeni illeciti che mettono in pericolo la vita e ledono la dignità dei lavoratori.

                                                Il Segretario Generale CISL FP                    

           Vincenzo Traniello              

 

Sep06

Al via la riforma delle Province

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Al via la riforma delle Province

Oggi, dopo un anno dalla costituzione dell’Osservatorio Regionale per la riforma delle Province, è stato sottoscritto l’accordo per la ricollocazione del personale e il trasferimento delle funzioni dalle 4 Province abruzzesi alla Regione.

L’intesa firmata dal Vicepresidente, Giovanni Lolli, e dai 4 Presidente delle Province abruzzesi conclude il percorso della riforma delle Province con il trasferimento di alcune funzioni all’Ente Regione.

Il progetto riformatore ha affrontato alcune difficoltà causate dell’assenza di scelte chiare e strategiche  del Governo nazionale.

Da oggi, in Abruzzo, 32 dipendenti della Polizia Provinciale passeranno, in avvilimento, alle dipendenze della Regione, mentre altri 42 dipendenti saranno trasferiti definitivamente nella dotazione organica dell’Ente regione in aggiunta di quelli già transitati nel maggio scorso.

Invece, momentaneamente i lavoratori dei Centri per l’Impiego transiteranno nel Dipartimento Politiche del Lavoro della Regione Abruzzo fino al momento della costituzione definitiva dell’Agenzia nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, ANPAL.

“Il lungo lavoro svolto dall’Osservatorio ha prodotto i suoi frutti, evitando scelte unilaterali nei trasferimenti del personale che avrebbero penalizzato i lavoratori e impoverito la Regione Abruzzo di competenze e professionalità, - così hanno commentato alla fine della riunione  dell’Osservatorio i Segretari delle OO.SS. -”. 

“Il processo di riorganizzazione dell’ente Regione, dopo questi passaggi di personale e di funzioni, dovrà ridisegnare, riaprendo il confronto con i sindacati, un assetto organizzativo funzionale che migliori la qualità e la tempestività dei servizi da erogare ai cittadini e alle imprese distinguendo tra le funzioni di programmazione e quelle gestionali, hanno concluso i Segretari Generali”.

 

CGIL FP                          CISL FP                          UIL FPL                                UGL

    Rita Candeloro               Vincenzo Traniello          Giuseppe De Angelis           Luigi Buzzelli

 

 

 

 

 

Lug25

Richiesta incontro urgente ARAP

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Richiesta incontro urgente ARAP

FP CGIL - CISL FP- UIL FP hanno inviato una lettera al Presidente della Giunta Regionale Abruzzo, Luciano D’Alfonso, al Vice-Presidente della Giunta Regionale Abruzzo, Giovanni Lolli, al Commissario ARAP Abruzzo, Giampiero Leombroni, al Presidente Collegio liquidatori Consorzio Chieti-Pescara, Nicola D’Ippolito, per chiedere un incontro e discutere delle problematiche inerenti il consorzio industriale Chieti-Pescara e del relativo passaggio del personale all’ARAP Abruzzo.

 

 

 Il Segretario Generale CISL FP                    

           Vincenzo Traniello              

 

 

 

 

Lug19

L’uscita dal commissariamento panacea dei mali della sanità abruzzese?

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L’uscita dal commissariamento panacea dei mali della sanità abruzzese?

 

“È riduttivo e miope caricare l’uscita dal commissariamento della sanità di aspettative improprie. È, inoltre, illusorio che con il superamento del commissariamento possano trovare risposte tutte le disfunzioni del sistema sanitario regionale che, comunque rimane ancora soggetto al piano di rientro, - così la CISL FP ha commentato la notizia di questi ultimi giorni”.

 

L’uscita dal commissariamento, riconducibile soprattutto alla caparbietà dell’Assessore regionale alle politiche della salute, potrebbe essere un’opportunità per ritarare il sistema in termini di efficienza e di efficacia. “Ci preoccupano fortemente però le prime dichiarazioni di autorevoli esponenti politici che ripropongono vecchie logiche del passato che hanno condotto ad una gestione scellerata della sanità regionale producendo dissesto economico e tagli lineari alle prestazioni sanitarie e ai servizi ai cittadini, con l’aggravante di un aumento vertiginoso delle tasse a carico degli abruzzesi”.

 

“Il piano di riordino della rete ospedaliera è stato senz’altro un progetto di razionalizzazione che ha avuto ed avrà un  forte impatto sul sistema sanitario regionale, purtroppo i parametri dettati dal “Decreto Lorenzin” trovano oggettive difficoltà ad essere calati in un territorio come quello dell’Abruzzo che, si caratterizza per una morfologia che non agevola il collegamento tra alcune aree territoriali, - ricorda la categoria Funzione Pubblica della CISL”.

 

Con Il superamento dello status di commissariamento  è arrivato il momento che la politica si riappropri del potere d’indirizzo e programmazione in materia di sanità, ma con un approccio che non può essere di tipo campanilistico, o peggio dettato da interessi di “bottega”. La CISL FP auspica un coinvolgimento di tutti gli attori della sanità in un percorso concertativo, scevro da interessi lobbistici, ma proteso a trovare soluzioni per il raggiungimento di quegli obiettivi di imparzialità, per garantire a tutti i cittadini l’accesso alle prestazioni sanitarie indipendentemente dalla loro residenza geografica.

 

“Spesso il percorso tracciato attraverso il piano di riordino della rete ospedaliera non si  coniuga con una gestione che, attualmente, non sempre è attenta alle esigenze organizzative e all’ottimizzazione dell’uso delle strutture, delle risorse umane e professionali. L’aspetto gestionale evidenzia tutti i suoi limiti: non è in grado di utilizzare al meglio le competenze e le professionalità creando un surplus di personale in alcune strutture e forti carenze in altre, - denuncia la CISL FP”.

 

La CISL FP, in conclusione,  spera che sia risolta questa dicotomia tra programmazione e gestione per scongiurare il rischio che, anche il miglior piano di programmazione sanitaria regionale sia vanificato dalle Asl gestite come enclave: dove la politica locale determina scelte non improntate al merito e alla professionalità, ma solo alla prossimità di appartenenza politica o “amicale”.

 

 Il Segretario Generale CISL FP                    

 

           Vincenzo Traniello              

 

 

 

 

Lug08

Fra quanti anni si concluderà il fallimento di Villa Pini?

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Fra quanti anni si concluderà il fallimento di Villa Pini?

La procedura fallimentare del Gruppo Villa Pini dura oramai da 6 anni.

Una vertenza, quella della clinica privata di Angelini, che non trova ancora una risposta definitiva e centinaia di lavoratori aspettano di recuperare, anche parzialmente, le mensilità maturate nei confronti del vecchio datore di lavoro.

“Non ci sono più motivazioni valide per ritardare la liquidazione delle competenze dei lavoratori dell’ex Clinica Villa Pini da parte della Curatela dopo il superamento del contenzioso con la proprietà S. Maria de Criptis. Inoltre, ci sembra singolare che i creditori privilegiati, quali sono gli ex lavoratori del gruppo Villa Pini, non hanno alcuna rappresentanza all’interno del Comitato dei Creditori e la Curatrice aveva assicurato il pagamento delle spettanze dei lavoratori appena concluso il contenzioso con  il gruppo S. Maria de Criptis”.

Ad oggi, - denuncia il Sindacato -, le istanze prodotte dai lavoratori si scontrano con un silenzio assordate da parte del Curatore fallimentare.

La CISL FP auspica un’immediata liquidazione, anche parziale, delle spettanze dei lavoratori che, in questi anni, sono stati deprivati della retribuzione e solo una parte è stata ricollocata faticosamente nella nuova struttura.

Le Istituzioni, il Curatore e lo stesso Giudice fallimentare a cui è stato affidata la responsabilità del fallimento del Gruppo Villa Pini, non possono ignorare le drammatiche situazioni che vivono centinaia di famiglie, le quali, per far fronte a impegni economici quotidiani, sono state costrette a contrarre mutui o prestiti onerosi.

 

                                                Il Segretario Generale CISL FP             

      Vincenzo Traniello     

Lug13

Fp- Cisl: “Su neurochirurgia troppe ingerenze politiche”

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Fp- Cisl: “Su neurochirurgia troppe ingerenze politiche”

La politica locale è entrata prepotentemente e impropriamente nella gestione della Asl Avezzano-Sulmona- L'Aquila. E lo fa in un momento in cui c'è una dirigenza molto debole e poco ben strutturata. Un esempio emblematico è la vicenda della neurochirurgia di Avezzano”. A dichiararlo è il coordinatore Fp- Cisl sanità della provincia dell'Aquila, Gianfranco Giorgi : “Un professionista di fama internazionale, qual è il professor Renato Galzio, a cui vanno la nostra sincera stima e solidarietà”, afferma Giorgi, “si è dovuto dimettere per sottolineare la gravità di un provvedimento come la chiusura del reparto di neurochirurgia dell'ospedale di Avezzano. Un fatto gravissimo, che evidenzia la totale mancanza di programmazione e di attenzione alle eccellenze sanitarie del nostro territorio, da parte della direzione della Asl e della politica locale. La soluzione-tampone prospettata dal manager dell'azienda sanitaria, Rinaldo Tordera, è priva di qualsiasi significato concreto e non risolve, di fatto, il problema. Rivolgiamo un appello al professor Galzio a tornare sui suoi passi e continuare a dirigere un'unità operativa di grande rilievo e prestigio, non solo per il San Salvatore, ma per tutta la collettività. Una delle eccellenze sanitarie che, per anni,”, aggiunge il coordinatore della Fp- Cisl, “ha fatto la storia della buona sanità abruzzese, e non solo. La perdita di Galzio, per l'ospedale aquilano, sarebbe un declassamento di fatto. La parola sul riordino della sanità abruzzese deve tornare ai tecnici, ai dirigenti medici, agli operatori tutti che vivono quotidianamente la realtà dell'assistenza nelle strutture sanitarie della Asl. Non può essere la politica a gestire direttamente il bene più grande, per una comunità: la salute pubblica”. La Fp- Cisl fa un richiamo “a rimettere al centro il malato. Pensiamo che la politica abbia un ruolo diverso, di programmazione, non di gestione diretta di un settore così delicato. La regione”, conclude Giorgi, “deve mettere un punto fermo sulla riorganizzazione generale della sanità tenendo conto delle esigenze della provincia dell'Aquila e, in particolare, del San Salvatore, che deve essere potenziato come ospedale di riferimento”.

 

Monica Pelliccione

Ufficio Stampa Cisl della provincia dell'Aquila

 

 

Giu11

Assunzioni personale Asl: lettera dei sindacati a Tordera

Categoria: Notizie - FP

Assunzioni personale Asl: lettera dei sindacati a Tordera

La Cisl-Fp e la Uil-Fpl, hanno incontrato, nei giorni scorsi, il direttore generale della Asl Avezzano – Sulmona - L'Aquila, Rinaldo Tordera, per affrontare il delicato tema della carenza di personale all'interno degli ospedali della provincia aquilana, che mette a rischio le ferie estive. I sindacati hanno consegnato a Tordera una lettera in cui si sollecita “la soluzione immediata del problema”. “Con la presente”, si legge nella lettera a firma di Gianfranco Giorgi, responsabile provinciale Cisl Fp sanità, e Giuseppe De Angelis, segretario regionale Uil – Fpl, “chiediamo l'assunzione di personale sanitario a fronte dell'approssimarsi delle ferie estive, un diritto irrinunciabile del lavoratore, così come disciplinato dal Contratto collettivo nazionale di settore, e nel rispetto della legge 161/2014 che stabilisce la durata massima dell'orario di lavoro e di riposo giornaliero. Il tutto, al fine di garantire condizioni di lavoro idonee ed assicurare un pieno recupero delle emergie psicofisiche del personale”. Giorgi e De Angelis fanno presente, inoltre, “che qualora non si dovesse provvedere alle suddette assunzioni, si verificherebbe una forte riduzione dell'offerta sanitaria su tutto il territorio provinciale, con sicuri disservizi per gli utenti”. Il problema della carenza di personale, che mette a rischio le ferie estive per buona parte del personale della Asl, era già stato sollevato verbalmente dalle organizzazioni sindacali, che hanno messo tutto nero su bianco chiedendo “risposte immediate da parte dei vertici dell'azienda sanitaria aquilana”.

 

Monica Pelliccione

Ufficio stampa Cisl della provinca dell'Aquila

 

Giu10

Le relazioni sindacali al Comune di Vasto erano diventate un optional!

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Le relazioni sindacali al Comune di Vasto erano diventate un optional!

Il Comune di Vasto in data 7 gennaio 2016 trasmetteva il Regolamento di Polizia Locale (allegato alla Delibera di Giunta Comunale n. 420 del 16.12.2015).
La CISL FP, con nota inviata a mezzo PEC il 12 gennaio 2016, riscontrava la nota n° 540 del 7/01/2016 e chiedeva un incontro sindacale per illustrare le proprie osservazioni al  “Regolamento del Corpo di Polizia Locale”.
Il Comune di Vasto, nella persona del Sindaco La Penna non ha mai dato riscontro alla detta richiesta!
In data  29/01/2016, durante l’incontro sindacale convocato per la sottoscrizione del contratto economico definitivo per l’anno 2015, il segretario Regionale della CISL F.P. ha chiesto esplicitamente al Segretario Comunale notizie in ordine alla alla richiesta del 12/01/2016.

Il Segretario Comunale alla presenza di tutte le persone convocate per la riunione ha detto che “il Sindaco non intendeva accogliere la richiesta di incontro sindacale ma avrebbe comunicato con nota ufficiale che si concedevano altri 15 giorni alle sigle sindacali per trasmettere le osservazioni al regolamento già approvato”.

Con nota n° 4837 del 1 febbraio 2016 il Sig. Sindaco di Vasto invitava una sigla sindacale a presentare per iscritto le osservazioni e le proposte modificative.

La CISL FP ha preso contezza delle citata nota 4837/2016 ed ha provveduto a presentare le proprie osservazioni.
Osservazioni al citato regolamento supportate dalla giurisprudenza amministrativa:   
Per la figura di Vice Comandante vedasi Tar Campania, Napoli, sez. V, 3 aprile 2006 n. 3316);
Per l’Ufficio Comando  vedasi Cons. Stato, V, 4 settembre 2000 n. 4663;
Per il Comandante del Corpo di Polizia Locale  si ribadisce quanto osservato dalla CISL FP a febbraio 2016 e che per chiarezza si trascrive integralmente:

Comandante del Corpo Polizia Locale
Il quadro prospettato nel regolamento approvato dalla Giunta Comunale è completamente errato.
Il Consiglio di Stato ha più volte affermato che  
a) in merito alla posizione del Corpo rispetto alle altre strutture amministrative comunali, stante l'ampia discrezionalità di cui dispongono i Comuni in ordine al tipo concreto di organizzazione del corpo dei vigili urbani in virtù dell'art. 7 l. 7 marzo 1986, n. 65, la circostanza che quest'ultimo sia posto alle dirette dipendenze del sindaco non lo qualifica come struttura di massima dimensione, ben potendo accadere che la mera mancanza di livelli direttivi intermedi tra il sindaco stesso ed il responsabile del servizio di polizia municipale determini il riconoscimento, in capo a detto corpo, di un maggior rilievo rispetto alle altre quanto ad autonomia e dimensione (Cons. St., Sez. V, 17 maggio 2012, n. 2817; 24 ottobre 2001, n. 5598). Inoltre, il Corpo di polizia municipale rappresenta un'entità organizzativa unitaria ed autonoma da altre strutture organizzative del Comune. Tale Corpo è costituito dall'aggregazione di tutti i dipendenti comunali che esplicano, a vari livelli, i servizi di polizia locale e al cui vertice è posto un comandante, anche egli vigile urbano, che ha la responsabilità del Corpo e ne risponde direttamente al Sindaco. Ciò premesso, la polizia municipale, una volta eretta in Corpo, non può essere considerata una struttura intermedia inserita in una struttura burocratica più ampia; né attraverso un simile incardinamento, può essere posta alle dipendenze del dirigente amministrativo che dirige tale più ampia struttura (Cons. St., Sez. V, 27agosto 2012, n. 4605).
b)- quanto, invece, al ruolo e all’autonomia del Comandante del Corpo l'art. 9 l. n. 65/1986, prevede che il comandante della polizia municipale è responsabile verso il sindaco, il quale a sua volta è l'organo titolare delle funzioni di polizia locale che competono al Comune (artt. 1 e 2); conseguentemente porre il comandante della polizia municipale alle dipendenze di un funzionario del Comune equivale a trasferire a quest'ultimo funzioni di governo che per legge competono al sindaco (Cons. St., sez. V, 17 maggio 2012, n. 2817 nonché nr. 2607/2013).
c)- in ordine alla natura della relazione tra Sindaco e Comandante, l’art. 9 l. n. 65/1986 istituzionalizza una diretta relazione tra il sindaco ed il comandante della polizia municipale, finalizzata ad assicurare, all’autorità posta al vertice dell’Amministrazione ed in relazione ai poteri ed ai compiti ad essa conferiti dai precedenti articoli 2 e 3, il diretto controllo dei profili organizzativi e funzionali del servizio (addestramento, disciplina, impiego tecnico-operativo) che presentano la maggiore specificità e delicatezza, proprio indipendentemente dalla collocazione del servizio stesso all’interno del modello organizzativo prescelto dall’Ente nell’esercizio del suo potere di autorganizzazione (Cons. St., Sez. V, 7 febbraio 2003, n. 644);
d)- quanto, invece, alla provenienza del Comandante, al vertice del Corpo di Polizia municipale è posto un comandante, anche egli vigile urbano, che ha la responsabilità del Corpo e ne risponde direttamente al Sindaco. Tale posizione, deve aggiungersi, non è affidabile ad un dirigente amministrativo che non abbia lo status di un appartenente al Corpo di polizia municipale. (Cons. St., sez. V, 27 agosto 2012, n. 4605; sez. V, 4 settembre 2000, n. 4663)”.
Ne consegue che risulta illegale il conferimento della P.O. ovvero della responsabilità del servizio da parte di un dirigente comunale.
La responsabilità del servizio può essere attribuita, eventualmente, per incarichi diversi da quelli propri del Comandante del Corpo.
Con l’attribuzione del servizio o della P.O., poi, il Comandante risulterebbe soggetto alla valutazione del dirigente con l’assoluta compromissione della sua autonomia.


La CISL FP nell’illustrare le osservazioni reiterava la richiesta d’incontro al fine di migliorare il regolamento del Corpo di Polizia Locale approvato con Delibera di G.C. N. 420 del 16.12.2015.

Dopo circa 4 mesi il Sindaco Luciano La Penna ha, con nota n° 26896 del 27 maggio 2016, ritenuto opportuno rispondere solo ad alcune osservazioni, tra l’altro di secondaria importanza, che ha presentato la CISL FP ignorando le principali problematiche evidenziate dall’Organizzazione.

La CISL FP, dunque,  non può che stigmatizzare il comportamento del Sindaco La Penna che tra pochi giorni dovrà, tra l’altro, passare la mano al vincitore del ballottaggio p.v.

Sorprendono il suo atteggiamento e la sua condotta che tendono a delegittimare e dequalificare  la parte sindacale tra l’indifferenza della maggioranza (perché “se il sindaco si dimette andiamo tutti a casa”) e dell’opposizione attenta a non disturbare il manovratore.

La CISL FP, dunque,  aveva ragione quando scrisse che le relazioni sindacali al Comune di Vasto erano diventate un optional!

La CISL FP invece, ribadisce che, in un paese a democrazia evoluta,  i diritti, le istanze, le specificità dei lavoratori, degli imprenditori e di gruppi di cittadini (che si associano nelle più diverse forme ed in base a particolari problematiche) devono essere sostenute dai soggetti istituzionali intermedi i quali devono essere rispettati in quanto seri ed autorevoli.

Così come il sindacato ha sempre riconosciuto l’autorevolezza delle Istituzioni.

Il Sindaco di Vasto La Penna negando un incontro sindacale ha dimostrato ancora una volta  di non avere una sensibilità che pure dovrebbe avere un primo Cittadino.

La Penna si è ben guardato dal rispondere a tutte le osservazioni che la CISL FP ha presentato a febbraio 2016 perché, in realtà, non sapeva cosa rispondere!

La Penna ha cercato di ignorare la CISL FP, provando a delegittimarla perchè in questi anni la detta sigla ha sempre vigilato e fatto sindacato senza guardare al colore dell’amministrazione.

La CISL FP ha sempre cercato di tutelare i dipendenti ma forse ha dato fastidio (è sufficiente fare una ricerca su internet per riscontrare le battaglie che ha fatto).

La CISL FP, senza entrare nell’attuale battaglia elettorale, auspica che il dopo LA PENNA porti subito  in dote ai    lavoratori ed alle lavoratrici del Comune di Vasto il rispetto che in molte occasioni è mancato.

Rispetto che è mancato anche nei confronti della RSU e di alcune sigle sindacali!


Il Segretario Regionale CISL FP
Gabriele Martelli                 

 

 

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