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Lug28

La Polizia Provinciale risponde

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La Polizia Provinciale risponde

Le Organizzazioni Sindacali scriventi, sollecitate dalle Polizie Provinciali della Regione Abruzzo, rispondono al comandante della Polizia Municipale dell’Aquila Ernesto Grippo.

Parlar male dei Poliziotti Provinciali , di solito è uno sport da cacciatori(della minoranza) o di altri utenti dei servizi di vigilanza da loro espletati, ci stà, lo fanno  anche gli automobilisti con gli agenti di polizia stradale, ma denigrare a livello  di calunnia  e per giunta da parte di uno che dovrebbe essere addetto ai lavori in posizione apicale è, usando un eufemismo, deontologicamente scorretto.

Dalle esternazioni  del comandante si evince un mero calcolo numerico finalizzato a rinforzare le proprie fila, si sappia che esistono altre strade, i concorsi, la formazione del personale ecc..

Le Province hanno subito una riforma, di certo non voluta, che ha stravolto il territorio con tutte le  ripercussioni negative che si sono viste e che purtroppo si continueranno a vedere, probabilmente non erano così inutili e dopo il referendum stanno riacquistando la legittimità sociale che merita, mai persa costituzionalmente.

 Oltre le città esiste il territorio agro silvo pastorale fatto di montagne, laghi, fiumi, insomma l’ambiente. Anche l’ambiente ha bisogno di tutela, la meritano gli animali e la flora, in questo campo si che mancano gli uomini egregio comandante, è al corrente del fatto che solo i Poliziotti Provinciali (ex art. 19 c. 2 L.157/92, figura infungibile) sono autorizzati al controllo delle specie selvatiche in soprannumero, dalle nutrie ai cinghiali?

Si ricorda che con l’art. 5 del Decreto Legge n. 78/15 poi convertito in Legge, la 125 del 06/08/15, Il Parlamento ha inteso mantenere le Polizie Provinciali, in parte nelle Province(comma3) e in parte nelle Regioni(comma4) per continuare a vigilare le funzioni ambientali trasferite, si precisa inoltre, sempre per erudire chi ignora, che le Polizie Regionali esistono almeno in tre Regioni e gli operatori hanno conservato le qualità di agente di PG e di PS grazie ai chiarimenti forniti dalla circolare del Ministero dell’Interno di settembre 2016).

Si informa altresì che nelle Polizie Provinciali in avvalimento non esistono impiegati amministrativi bensì uomini, con qualifiche di PG e di PS, che vanno in servizio tutti i giorni, mal equipaggiati e con le macchine malridotte ma a testa alta proseguono il loro lavoro tutti i giorni e soprattutto di notte quando sono chiamati a proteggere i campi coltivati, si…  comandante, esiste anche l’Agricoltura, lo sapeva?  Si faccia una chiacchierata con gli agricoltori, esca un pochino dal suo mondo cittadino e fatto di numeri e non di persone (specializzate)!

Per quanto riguarda le “aberrazioni giuridiche” riportate nelle sue esternazioni, non esistono, tutto è stato fatto seguendo i dettami della riforma Delrio e non ci sono problemi di legalità, (noi eravamo parte attiva, sempre presente nelle trattative), manca l’organizzazione, possiamo essere d’accordo solo in questo.

E’ la prima volta che accade una cosa così deplorevole, per battere cassa ( in termini di agenti), un comandante di un Corpo di polizia locale invoca addirittura l’eliminazione di un altro Corpo(del quale non ne conosce i compiti) denigrandone pubblicamente gli appartenenti in maniera indecorosa.

Gli operatori delle  Polizie Provinciali della Regione Abruzzo si sentono oltremodo offesi dalle esternazioni pubbliche del comandante Grippo e si riservano di adire le vie legali a tutela del buon nome personale e della Polizia Provinciale.

 

F.to Il Segretario Generale Uil Fpl Abruzzo Giuseppe De Angelis    

F.to  Il Segretario Generale Cisl Fp Abruzzo  Vincenzo Traniello

 

Lug26

La Polizia Provinciale: figli di un Dio minore

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La Polizia Provinciale: figli di un Dio minore

Gli Agenti della polizia provinciale sono dei dipendenti provinciali in avvalimento presso la regione Abruzzo ed oggi, in termini lavorativi, vivono in una sorta di limbo perché, funzionalmente e organizzativamente, dipendono ancora dalle province nonostante siano pagati dalla Regione che li tiene confinati agli interni degli uffici.

         Questo sdoppiamento tra regione e province sta creando a questa categoria di lavoratori un disagio organizzativo e professionale che si ripercuote negativamente sulla funzionalità dei servizi erogati ai cittadini come: la salvaguardia del territorio, il contrasto ai reati d’inquinamento, il contrasto al bracconaggio e, in questa torrida estate, il delicatissimo servizio anti incendio.  

         Le OO.SS., nel mese di maggio, hanno sottoscritto con il Capo dipartimento della Protezione civile della protezione Abruzzo un accordo per l’utilizzo dei 22 agenti della provincia di L’Aquila per supportare e potenziare le Direzioni DOS (Direzione Operazioni di spegnimento)   in collaborazione con i carabinieri del Comando Unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare e con i vigili del fuoco. L’accordo, purtroppo, è rimasto lettera morta perché il Governatore della Regione Abruzzo non ha ritenuto di adottare una delibera che lo rendesse operativo.

        In attesa che la politica decide di assumersi le proprie responsabilità  centinaia di ettari di bosco della regione dei parchi vanno in fumo.              

                                                                                      

Il Segretario Generale CISL FP

     Vincenzo Traniello       

 

 

                                                      

Lug07

Fp- Cisl: “La Provincia dell'Aquila azzera le relazioni sindacali. Subito incontro su salario accessorio”

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Fp- Cisl: “La Provincia dell'Aquila azzera le relazioni sindacali. Subito incontro su salario accessorio”

“Da tre anni salta l'accordo con i sindacati sul salario accessorio dei circa 250 dipendenti della Provincia, in quanto la proposta da parte dell'Ente arriva sempre a scadenza dell'annualità, impedendo una regolare contrattazione. Anche per il 2017 si profila la medesima situazione, nonostante le sollecitazioni dei sindacati per avviare subito un tavolo di confronto”. La segnalazione arriva da Michele Tosches, segretario Funzione pubblica Cisl della provincia dell'Aquila e Corrado Pace, Fp-Cisl. “La prima richiesta di incontro è stata inoltrata alla Provincia dalle organizzazioni sindacali lo scorso marzo”, affermano Tosches e Pace, “a maggio abbiamo inviato una seconda nota, anche questa rimasta inevasa, per chiedere un incontro urgente volto ad avviare la discussione sul contratto integrativo 2017, essendo venuti a conoscenza del fatto che l'Ente ha provveduto solo alla proroga delle posizioni organizzative triennali senza un confronto con le organizzazioni sindacali”. I rappresentanti della Cisl fanno notare come “l'applicazione unilaterale del salario accessorio, da parte della Provincia, a tutti i dipendenti dell'ente, stabilito tra l'altro senza contrattazione alcuna, si traduce in una disparità di trattamento tra i lavoratori. I dipendenti con reddito più basso percepiscono somme esigue”. La Cisl sollecita la Provincia “a convocare subito un incontro con le organizzazioni sindacali “anche alla luce delle novità introdotte dal referendume di dicembre 2016, che ha ripristinato alcune funzioni tolte alle Province” e “per avviare una discussione seria sul futuro dei lavoratori del Centro per l'impiego, un centinaio in tutto, che fanno capo all'ente provinciale, il cui futuro è incerto in virtù del paventato passaggio di competenze alla Regione”. “La Provincia”, concludono Tosches e Pace, “negli ultimi tre anni ha completamente azzerato le relazioni sindacali. Chiediamo un maggiore coinvolgimento nelle trattative e nelle decisioni assunte dall'ente, che non può procedere in via unilaterale”.

 

 

 


Monica Pelliccione

Ufficio Stampa Cisl della provincia dell'Aquila


         

Lug07

La Regione rischia l’implosione!

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La Regione rischia l’implosione!

Le OO.SS. regionali , congiuntamente alla RSU,  convocate dall’Amministrazione regionale per la definizione della destinazione del Fondo per le politiche di sviluppo delle risorse umane e la produttività per l’anno 2017,  dopo una complessa trattativa  per contemperare le esigenze di tutti i dipendenti regionali ( nessuno escluso )  hanno raggiunto un accordo con l’Ente con un primo concreto risultato :

a ) La destinazione  di risorse stabili per le progressioni economiche orizzontali ;

b ) L’implementazione di risorse aggiuntive da destinare alla produttività.

Questo  primo risultato consentirà a circa il 50 % del personale regionale di ottenere lo sviluppo economico nel 2017  e nel  contempo  di  avere ulteriori risorse aggiuntive per la produttività di tutti i dipendenti regionali.  

Le risorse aggiuntive da destinare alla produttività  non sono sufficienti a coprire il taglio  imposto dalla norma per gli effetti della riduzione del personale regionale, ma bisogna perseguire l’obiettivo di un incremento significativo e strutturale delle risorse variabili consentito dalle nuove norme contenute nel Decreto Madia.

La CISL FP e la CGIL FP , congiuntamente alle altre OO.SS. e alla RSU ,  sono impegnate  nella valorizzazione delle competenze e delle professionalità dei dipendenti regionali attraverso un processo “ vero “ di riorganizzazione dell’Ente Regione  superando le pseudo riorganizzazioni di facciata  che si sono alternate in questi ultimi anni senza produrre benessere organizzativo dei dipendenti, né tanto meno una azione amministrativa più incisiva dell’Ente regione, anzi spesso “ lo spezzatino organizzativo “  all’interno dei vari dipartimenti ha generato confusione, caos  e disaffezione dei dipendenti regionali.

Una  regione veloce, snella  e concreta capace di dare risposte ai cittadini abruzzesi e alle aziende non può prescindere da un progetto organizzativo complessivo che mette in discussione l’attuale struttura piramidale rovesciata costituita da molti “ generali e ufficiali “ e da pochi soldati, sistematicamente umiliati nella dignità di lavoratori.                                                                                                

Le nostre Organizzazioni ritengono che  il Presidente  D’Alfonso e la Giunta regionale debbano farsi carico seriamente del funzionamento della macchina amministrativa regionale che non può essere manutentata con interventi estemporanei, ma va ridisegnato un modello organizzativo con una filiera decisionale corta che non crei colli di bottiglia e favorisca un’azione amministrativa incisiva.

Riteniamo che il processo organizzativo  dell’Ente Regione  vada affrontato immediatamente con il coinvolgimento  di tutte le OO.SS. del Comparto e della Dirigenza, altrimenti si rischia l’implosione della regione Abruzzo.                                                                

                                                                                      

Il Segretario Generale CGIL FP                          Il Segretario Generale CISL FP

         Rita Candeloro                                                Vincenzo Traniello  

Giu27

I precari della Regione

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I precari della Regione

FP CGIL -CISL FP-UIL PA hanno richiesto un incontro urgente al Presidente della Regione Abruzzo e all'Assessore alla sanità sul tema del precariato strutturale della Regione Abruzzo,  della Agenzia Sanitaria e delle ASL Abruzzesi. Decreto Legislativo 25 maggio 2017, n. 75, Art 20.

 Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 7 giugno u.s., n. 130, è stato pubblicato il Decreto Legislativo 25 maggio 2017, n. 75, recante “Modifiche e integrazioni al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”, il quale all’art. 20, prevede le norme per il superamento del precariato nelle pubbliche amministrazioni.

Queste OO.SS. hanno richiesto numerose volte la stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori precari.

L’Amministrazione conosce perfettamente il problema e i relativi numeri, e per voce dei suoi più alti esponenti ha sempre assicurato la volontà di stabilizzare i precari “alla prima occasione utile” .

Ora si tratta di comprendere la reale volontà di far seguire le azioni concrete alle dichiarazioni.

Per questo motivo chiediamo un incontro urgente  per avviare iniziative concrete rese possibili dalla norma sopra citata, che definiscano la assunzione a tempo indeterminato delle persone aventi diritto, ricordando in particolare gli operatori che, a dispetto del lungo servizio prestato, hanno cessato il loro rapporto di lavoro con la Regione Abruzzo da ottobre a dicembre 2016, oltre quelli che ormai da troppi anni lavorano da precari  per la strutture citate.


FP CGIL                    CISL FP                                          UIL PA

Candeloro                   Traniello                                De  Angelis


         

Giu14

Facciamo chiarezza sul welfare aziendale dei dipendenti regionali!

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Facciamo chiarezza sul welfare aziendale dei dipendenti regionali!

I dipendenti regionali, come quasi tutti i lavoratori pubblici e privati, hanno diritto al welfare aziendale, come previsto dai contratti collettivi nazionali e dal contratto di secondo livello/aziendale.

ll welfare aziendale costituisce un insieme di benefit e prestazioni finalizzate a sostenere il reddito dei dipendenti e migliorarne la vita privata, familiare e lavorativa. È una conquista contrattuale che negli ultimi anni ha avuto sempre più spazio all’interno della contrattazione aziendale.

Questo premio contrattato con i sindacati si traduce in check up medici, visite specialistiche, borse di studio per i figli dei dipendenti, contributi per sostenere le rette degli asilo nido, buoni pasto, ecc.

Le soluzioni di welfare aziendale, rispetto all’erogazione in denaro, non sono soggetti a tassazioni e hanno un evidente e immediato risparmio economico. Il sistema di welfare è stato creato anche per migliorare la conciliazione vita/lavoro e favorire il benessere familiare e lavorativo dei dipendenti.

            Le disposizioni contrattuali di livello nazionale, in alcuni comparti di contrattazione, demandano la concessione dei benefici di natura assistenziale e sociale alla contrattazione integrativa e, di norma, l’onere complessivo è a carico del bilancio dell’amministrazione, nell’ambito di una soglia massima di spesa da non superare.

Anche la Regione Abruzzo ha sviluppato nel tempo un sistema di welfare per i suoi dipendenti. “Una conquista contrattuale non può essere confusa con una regalia da parte del Presidente della Regione, come hanno affermato alcuni quotidiani nazionali e testate on line, - denunciano Candeloro, Traniello e De Angelis”.

“È importante fare chiarezza per il benessere di coloro che quotidianamente lavorano per rendere sempre più efficace ed efficiente l’azione amministrativa dell’Ente regione erogando servizi ai cittadini e alle imprese”.

Le OO.SS., inoltre, sollecitano il Presidente della Giunta regionale ad adottare le delibere per l’erogazione dei suddetti benefici.   

  Il Segretario Generale CGIL FP               Il Segretario Generale CISL FP        Il Segretario Generale UIL FPL                               

           Rita Candeloro                         Vincenzo Traniello                   Giuseppe De Angelis

May29

Arap (Agenzia regionale per le attività produttive) un nuovo carrozzone?

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Arap (Agenzia regionale per le attività produttive)  un nuovo carrozzone?

È stato presentato un piano industriale dell’Arap ma a nove mesi della presentazione, non ci sono ancora riscontri oggettivi nel miglioramento dei conti dell’Ente e una rimodulazione organizzativa che incida positivamente sull’attività del nuovo Ente nato dalla  fusione dei 6 consorzi industriali.

            Il piano ha cercato di razionalizzare la spesa e rimodulare l’organizzazione aziendale prevedendo uno snellimento delle procedure e un forte taglio al costo del personale.

            Cgil e Cisl, dopo una trattativa durata 4 mesi, hanno siglato un accordo che è costato enorme sacrifici ai lavoratori e hanno convenuto sull’esubero di 24 dipendenti. Il testo dell’accordo ha individuato i criteri per i 15 prepensionamenti e 9 demansionamenti. Il piano industriale e l’accordo sindacale dovevano essere propedeutici ad un bilancio di esercizio che risanasse i 6 milioni di perdite registrate nel 2015 e a una riduzione del costo del personale, che sul fatturato dell’ente, incideva per il 56%.

            Sono passati 5 mesi dalla sottoscrizione dell’accordo ma il processo di riorganizzazione dell’Arap è fermo. La situazione economica-finanziaria non risulta, a Cgil e Cisl, migliorata. “Abbiamo appreso dalla stampa , - denunciano Candeloro e Traniello -, che i rapporti tra L’Arap e i gestori del servizio idrico integrato (CAM, SACA e SASI) continuano a produrre notevoli perdite per l’ente peggiorando l’equilibrio finanziario nonchè l’obiettivo prioritario del piano industriale”.

            Sono stati solo i lavoratori a pagare il prezzo più caro del piano di riorganizzazione per risanare i debiti creati dai gestori istituzionali degli ex consorzi industriali. Le professionalità e le competenze dei dipendenti non state valorizzate adeguatamente ma si è preferito ricercare delle figure professionali esterne nonostante tali professionalità fossero già presenti nella dotazione organica aggravando ulteriormente la situazione debitoria.

            Ma non finisce qui!

             I rappresentanti sindacali segnalano l’esistenza di varie transazioni tra l’Arap e gli enti gestori del servizio idrico fortemente penalizzanti per l’Agenzia.  Queste anomalie arrecano solo un appesantimento della situazione debitoria dell’ente regionale per le attività produttive con riflessi sul risanamento economico e finanziario di un Ente che dovrebbe promuovere gli investimenti industriali e l’occupazione. A tale situazione si aggiunge un mancanza di qualità nell’erogazione dei servizi alle imprese con ripercussioni negative sulla capacità attrattiva di nuovi investimenti produttivi.

            I sindacati e i lavoratori hanno assunto le proprie responsabilità, ma l’Arap e il mondo della politica non hanno lanciato segnali e azioni che vanno verso quel percorso di rilancio e di risanamento per garantire certezze ai dipendenti e  servizi alle imprese abruzzesi. Le relazioni sindacali sono sporadiche per questo Cgil e Cisl chiedono al Presidente dell’Agenzia e all’Assessore alle attività produttive di aprire un tavolo di confronto  che sciolga definitivamente i nodi strutturali, economici ed organizzativi, che impediscono il decollo dell’Agenzia regionale per le attività produttive

 

      Il Segretario Generale CGIL FP                          Il Segretario Generale CISL FP

                  Rita Candeloro                                                                    Vincenzo Traniello     


 

Giu13

Problematiche inerenti la Polizia Locale

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Problematiche inerenti la Polizia Locale

Le OO.SS, prendono atto della grave assenza della Regione Abruzzo al tentativo di conciliazione convocato dal Prefetto dell’Aquila per il giorno 13 giugno 2017,  relativamente al mancato rispetto degli impegni già assunti nella stesa sede in data 19 ottobre 2016, riguardanti la mancata adozione dei provvedimenti di attuazione della L.R. Abruzzo n. 42/2013 in materia di Polizia Locale.

Le problematica oggetto del tentativo di conciliazione, riguardano la nomina del Comitato consultivo, il Regolamento regionale, il programma formativo della P.L. e altri provvedimenti di competenza della Giunta Regionale.

Le OO.SS, stigmatizzano il grave comportamento ed il totale disinteresse della Regione Abruzzo in merito alle problematiche inerenti la Polizia Locale nonché alla sicurezza dei cittadini abruzzesi.

Appare davvero singolare che debbano essere le OO.SS. e i lavoratori della P.L. a richiedere alla Regione Abruzzo la piena attuazione della Legge Regionale approvata quasi quattro anni fa e allo stato attuale ancora totalmente disatteso, a tutto discapito dei servizi da rendere alla cittadinanza in un contesto sociale molto delicato.

Per tutto quanto sopra, ribadendo il perdurare dello stato di agitazione, le OO.SS. preannunciano a breve una manifestazione Regionale del personale appartenente alla Polizia Locale, alla quale sin da ora, sono invitati alla partecipazione gli amministratori locali e i cittadini al fine di dare immediate risposte alle imprescindibili esigenze della sicurezza locale del territorio. 

 

Le Segreterie Regionali

FP CGIL              CISL FP               UIL FPL               DiCCAP                CSA


 

May24

La Regione Abruzzo ignora scelte e risorse necessarie per la funzionalità dell’ente

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La  Regione Abruzzo ignora scelte e risorse necessarie per la funzionalità dell’ente

Mentre la stampa nazionale si riempe di  pagine sulla riforma del Testo Unico della Pubblica Amministrazione approvato in Consiglio dei Ministri, la  Regione Abruzzo continua a ignorare  le scelte e le risorse necessarie a garantire la funzionalità dell’ente .

A tre anni dall’insediamento della Giunta, nonostante le parole e i tanti slogan, non è ancora comprensibile, neppure tra i più esperti, l’idea organizzativa della macchina regionale.

Abbiamo assistito a parziali modifiche di questo o quel dipartimento, spesso  riformulate, ad un continuo alternarsi di incarichi e rinunce di dirigenti, anche in servizi strategici, come quelli che governano i fondi europei, a nomine di “esperti” poco trasparenti e comprensibili, in totale assenza di un piano di riorganizzazione definito, condiviso, attuabile.

Restano inalterati i disservizi per l’utenza ed un profondo ed accentuato disagio  organizzativo  per i dipendenti  regionali.

Una riorganizzazione condivisa, individuati dirigenti con il grado di autonomia e responsabilità necessari, rappresenta invece la premessa ad una maggiore funzionalità e speditezza delle procedure.

La governance della macchina organizzativa dal punto di vista politico non funziona se non si individuano precise deleghe e responsabilità.

Urge e sono  necessarie scelte per un programma di sviluppo delle risorse umane.

Oggi paradossalmente rispetto alle scelte sul piano nazionale, l’Abruzzo registra  una stretta accentratrice che soffoca e rallenta le capacità professionali, pur presenti tra i dipendenti.

Per di più si rincorrono le questioni con interventi improvvisati, scollegati,  cancellando ogni impostazione programmatica e a volte operando al limite delle stesse  norme, rompendo così quel rapporto corretto tra scelte politiche e competenze tecnico amministrative necessarie e nel rispetto delle rispettive autonome competenze.

Le relazioni sindacali sono sporadiche e superficiali e quando ci sono vedono la parte pubblica presentarsi senza direttive e senza potere decisionale mentre le  OO.SS. quotidianamente denunciano lo stato di malessere che serpeggia tra il personale per il mancato pagamento di alcuni istituti contrattuali ivi compreso il welfare aziendale, previsto dalle norme,  che pure aiutano ad affrontare la vita quotidiana.

Siamo quasi a metà anno e va ancora affrontata la partita relativa agli obbiettivi di servizio per il 2017, da cui discendono l’applicazione degli istituti contrattuali e i  rispettivi compensi  del fondo.

Si ripete colpevolmente un ritardo che porta con se il premio per dirigenti e dipendenti. Facile parlare di meritocrazia!

Renderla  effettiva e verificabile è ben lontano dagli orizzonti della Regione Abruzzo.

In sostanza gli obiettivi della riforma Madia ”finalizzati alla creazione di un apparato professionale qualificato ed adeguato, regolato dal merito e orientato al servizio, capace di interagire fattivamente con le esigenze dell'utenza, secondo una logica operativa di progressiva sostituzione dell''amministrazione per atti con 'l'amministrazione di risultato” sono lontanissimi.

lo stesso atteggiamento vale anche per altre questioni, come la gestione delle funzioni transitate dalle Province, una tra tutte quella sui centri per l’impiego, che dovrebbero svolgere importanti e significative attività nei confronti dei soggetti quali: disoccupati, lavoratori beneficiari di strumenti di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro e a rischio di disoccupazione ma sono al palo, senza un progettualità della regione.

Tale atteggiamento superficiale della struttura Direttiva della Regione Abruzzo, oltre a generare un forte sentimento di disaffezione da parte del personale, produce anche una caduta motivazionale dei dipendenti nell’attività lavorativa quotidiana.

 Non possiamo che registrare con disappunto la mancanza di una visione programmatica della governance di processi sempre più accentrati e per questo lenti, senza una riorganizzazione complessiva per settori definiti nella mission e nei risultati.

Pertanto sollecitiamo il Presidente ad attivare il confronto necessario, rapido , puntuale e stringente per affrontare tutti i nodi sul tappeto, perché non sfugge a nessuno che questa gestione dell’organizzazione e del personale pregiudica lo sviluppo stesso della Regione, a partire dal lavoro.

               

CGIL FP                                                                                          CISL FP                        

    Rita Candeloro                                                                             Vincenzo Traniello          

May05

Giorgi (Cisl- sanità): “A rischio ferie estive al San Salvatore”

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Giorgi (Cisl- sanità): “A rischio ferie estive al San Salvatore”

“Ferie estive a rischio all'ospedale San Salvatore dell'Aquila. A causa della mancanza di personale, che si trascina ormai da tempo, il personale della Asl, con particolare riferimento ai turnisti dell'ospedale aquilano, rischia di non poter usufruire delle ferie estive”. A lanciare l'allarme è il coordinatore provinciale Cisl sanità, Gianfranco Giorgi, che sottolinea come “l'attuale assetto del personale in servizio all'azienda sanitaria Avezzano- Sulmona – L'Aquila non soddisfa le esiegnze di copertura di tutti i turni previsti, compresi i festivi, e di garanzia dei livelli qualitativi di assistenza. In particolare”, evidenzia Giorgi, “in alcuni dipartimenti come chirurgia, medicina, pronto soccorso e pediatria, solo per citarne alcuni, la carenza cronica di personale non consente la copertura di tutta la turnistica quotidiana. I dipendenti del San Salvatore sono costretti, di frequente, a saltare i riposi settimanali in quanto non vi è la possibilità di garantire altrimenti i servizi previsti”. La Asl dell'Aquila, secondo la Cisl, “avrebbe negato anche la fruizione di alcuni giorni di ferie, richiesti dai lavoratori per necessità personale, pur avendo gli stessi un monte che supera i centro giorni di ferie arretrate”. “E' gravissimo”, dichiara Giorgi, “che accadano simili episodi all'interno della Asl. Il diritto alle ferie è garantito dal contratto collettivo nazionale di lavoro e risulta altresì indispensabile per un recupero psico-fisico del personale in servizio, a garanzia della qualità delle prestazioni erogate agli utenti. Deficit in organico”, incalza il coordinatore provinciale Cisl sanità, “che vengono tamponati di continuo con il ricorso a contratti esterni della durata di 30-60 giorni. Chiediamo un incontro urgente al direttore generale della Asl, Rinaldo Tordera”, conclude Giorgi, “per risolvere definitivamenre questa annosa situazione e garantire la programmazione del piano ferie in tutti i reperti dell'ospedale San Salvatore e dell'intera Asl”.

 

 

Monica Pelliccione

Ufficio Stampa Cisl della provincia dell'Aquila

 

 

 

Apr21

Vincenzo Traniello è stato confermato Segretario Generale della Federazione del Pubblico Impiego della CISL AbruzzoMolise.

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Vincenzo Traniello è stato confermato Segretario Generale della Federazione del Pubblico Impiego della CISL AbruzzoMolise.

Oggi, a Vasto, si è svolto il Congresso della CISL FP alla presenza di  Francesco Menna, Sindaco di Vasto; Silvio Paolucci, Assessore alla programmazione sanitaria della Regione Abruzzo, di Vittorino Facciolla, Assessore alle politiche agricole ed agroalimentari della Regione Molise, e di Maurizio SPINA, Segretario Generale CISL AbruzzoMolise. Le conclusione dei lavori della giornata sono state affidate a Maurizio PETRICCIOLI, Segretario Nazionale Confederale Commissario Straordinario FP Nazionale.

Nella relazione introduttiva di Vincenzo TRANIELLO, a nome della Segreteria, è emersa la necessità di un cambiamento del movimento sindacale nella sua azione di tutela nei confronti dei lavoratori del Pubblico Impiego. “Questa crisi economica che, appare sempre più come una “tempesta senza fine” ha colpito gravemente il trattamento economico dei dipendenti pubblici. Dopo 8 anni di blocco della contrattazione nei settori della pubblica amministrazione, l’Accordo siglato il 30 novembre 2016, costituisce un'importante intesa con la quale il Ministero della Funzione Pubblica e CGIL, CISL e UIL hanno posto le basi per una ripresa dei negoziati per i rinnovi contrattuali in tutti i comparti. Inoltre, rilancia il ruolo della contrattazione collettiva che negli ultimi anni era stata resa marginale per la crescente ingerenza della legge”.

            Sull’atteso rinnovo contrattuale per i dipendenti pubblici, ha proseguito Maurizio Petriccioli nel suo intervento: “il 2017 sarà un anno decisivo. Le risorse programmate nel Def e quelle rese immediatamente disponibili nel Dpcm di Febbraio, non sono ancora sufficienti per rientrare nel perimetro dell’intesa del 30 novembre. Apprezzo tuttavia l’apertura, diffusa nel Documento di Economia e Finanza, di giungere al tanto atteso rinnovo del Contratto Collettivo, ma ci deve essere un chiarimento ulteriore sull’estensione al settore pubblico di quelle opportunità, già presenti nel privato, come le agevolazioni fiscali per il salario di produttività; sull’introduzione di forme di welfare integrativo; sul ruolo della contrattazione collettiva per permettere alle organizzazioni sindacali di condividere gli obiettivi generali e specifici delle pubbliche amministrazioni.

L’eliminazione della sovrapposizione dei vari livelli istituzioni e la semplificazione della Pubblica amministrazione sono e sono stati da sempre degli obiettivi che la Cisl e la Cisl Fp hanno cercato di perseguire. “È necessario che il Governo  indichi quale progetto concreto ha per la Pubblica Amministrazione del futuro, - ha continuato Traniello- . La vera riforma è che il Governo si comporti da imprenditore e datore di lavoro. La Cisl è pronta ad iniziare questa nuova fase. La Legge Del Rio  ha ridisegnato le funzioni delle province, ma i tagli successivi e il caos amministrativo e politico all’interno delle regioni, ha generato dei grossi disservizi all’utenza e forte demotivazione dei dipendenti delle amministrazioni provinciali. Le leggi regionali dell’Abruzzo e del Molise hanno riordinato il trasferimento delle funzioni alla regioni, ma dobbiamo evitare che questo riordino diventi un ulteriore vulnus ai servizi alla persona e alle infrastrutture.”.

Per Traniello, l’Abruzzo e il Molise devono proseguire la strada delle riforme con maggiore coraggio e decisione, per ricominciare a crescere. “Abbiamo bisogno di un sistema socio-sanitario integrato per  affrontare le sfide dell’aumento della domanda dei servizi e della drastica frammentazione dell’offerta di servizi imposta dalle amministrazioni pubbliche. Una riorganizzazione della rete ospedaliera, sia in Abruzzo che in Molise, non può prescindere dal coinvolgimento di tutti gli operatori sanitari e le parti sociali. La CISL FP vigilerà sul territorio, affinché la manovra non si traduca in tagli lineari, ma in un’occasione per superare gli sprechi e le inefficienze presenti nelle strutture sanitarie e nei servizi. Una riorganizzazione che diminuisce sensibilmente il numero di presidi ospedalieri, necessita di una rete dell’emergenza-urgenza. Il raggio di azione della riorganizzazione dei Servizi Sanitari regionali potrà estendersi anche alle aziende locali con la costituzione di un’unica Asl regionale. Progetto già realizzato in Molise. Le nuove linee guida approvate dalla Regione Abruzzo valorizzano fortemente le professioni sanitarie, ma devono essere inserite negli atti aziendali delle 4 Asl”. 

“La CISL FP non si è mai sottratta nell’esporre le proprie preoccupazioni per il protrarsi dei ritardi nell'attuazione della riforma dei Consorzi industriali e dei disagi creati alle imprese e ai cittadini. La definizione di una nuova articolazione del tessuto economico industriale parte proprio dalla riforma dei Consorzi di sviluppo industriale.

La riforma delle Camere di Commercio in Molise è stata già realizzata con la costituzione di 1 Camera. Invece, in Abruzzo, per una mancanza di assunzioni di responsabilità, ad oggi, ancora non siamo riusciti a portare a casa i risultati di un processo di unificazione e razionalizzazione”, - specifica il segretario CISL FP AbruzzoMolise.

Da ultimo, ma non in termini d’importanza,  la CISL FP AbruzzoMolise aspetta una riorganizzazione dell’Ente Regione che purtroppo non riesce a decollare, generando ricadute negative  e rendendo l’azione amministrativa meno incisiva.

Capire la crisi vuol dire in primo luogo comprendere gli scenari nel medio ma anche nel lungo periodo. “Non possiamo permetterci altri errori. Il sindacato deve adottare strumenti di tutela e di rappresentanza adeguati alla mutata realtà economica e sociale e su questo punto la riflessione e l’iniziativa sindacale è fortemente in ritardo. Questa è la nostra vera sfida: nuove opportunità di rappresentanze in una società sempre più articolata e complessa. La CISL FP non si sottrae alle sue responsabilità, ma invitiamo -  ha chiesto Traniello - di avviare celermente la fase successiva del confronto, dando l'avvio formale alle trattative all'Aran. Sarebbe un segnale davvero importante per tutti quei lavoratori pubblici che attendono il rinnovo del Contratto ormai da 8 anni".

Nelle conclusioni il Commissario della Cisl Fp nazionale Maurizio Petriccioli ha fatto il punto sulla riorganizzazione: “La nostra Federazione deve riorganizzarsi sempre più come un ‘sindacato di prossimità' maggiormente presente nei luoghi di lavoro e nel territorio. E vogliamo rappresentare solo coloro che svolgono il loro dovere e non i cosiddetti ‘furbetti’ della Pubblica Amministrazione. Non c’è spazio nella nostra federazione per coloro che offendono l’impegno di centinaia di migliaia di persone. Chiediamo ai media, tuttavia, di dare risalto anche ai tanti lavoratori che fanno il loro dovere, ad esempio raccontando l’impegno quotidiano delle operatrici degli operatori sanitari, come coloro che accudiscono i bambini nei reparti pediatrici, oppure l’esempio dato da tutti quei dipendenti delle amministrazioni pubbliche che vivono il loro lavoro mettendo al centro la responsabilità verso le persone. Vorrei ricordare, infine, le gesta di eroismo disinteressato, come il Vigile che si è gettato nell’Arno per salvare una vita umana. Dobbiamo ricordare ai cittadini che anche questi sono i lavoratori pubblici e dei servizi del nostro Paese”.

 

Apr07

SCHEMA DI DECRETO SU ACI- PRA E MOTORIZZAZIONE: UNA RIFORMA SBAGLIATA CHE PENALIZZA CITTADINI E LAVORATORI

Categoria: Notizie - FP

SCHEMA DI DECRETO SU ACI- PRA E MOTORIZZAZIONE:  UNA RIFORMA SBAGLIATA CHE PENALIZZA CITTADINI E LAVORATORI

Le lavoratrici ed i lavoratori di ACI, nei prossimi giorni, protesteranno  davanti  al Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione contro la riforma che  introduce il documento unico dell’auto riformando i servizi gestiti da ACI  e Motorizzazione.

Contemporaneamente in tutti gli uffici ACI si terranno assemblee a sostegno della vertenza.

I sindacati chiedono un confronto con i Ministri Madia e Del Rio per evidenziare le criticità  sia per il servizio pubblico che per i lavoratori.

Il documento unico, così come previsto dallo schema di Decreto adottato dal Governo,  non realizza alcun vantaggio per il cittadino :  non è previsto nessun risparmio   e nessuna  semplificazione.

 Il decreto determina, invece,  il venir meno dei servizi oggi garantiti dall’ACI e un ulteriore complicazione delle procedure con possibili aggravi di costi e perdita di tempo per i cittadini.

Un sistema di gestione che dall’attuale uso della moneta elettronica tornerebbe indietro di anni con il ritorno ai bollettini postali con un  sistema  anacronistico e non certo in sintonia con la modernizzazione del Paese che questo Governo dice di  voler perseguire.

Costi invariati per Imposta Provinciale di Trascrizione e bolli,  risparmio sulle tariffe non quantificati.

Minore presenza di  uffici pubblici sul territorio, con la necessità di  ricorrere all’intermediazione privata con maggiori costi, meno servizi  diretti all’utenza debole (non potranno più essere garantiti i servizi a domicilio, oggi resi ai cittadini in condizioni disagiate - presso case private, ospedali, strutture detentive, case di ricovero, ecc. -   senza oneri aggiuntivi).

 

Il sistema delineato dalla riforma determinerà una minore affidabilità dei dati contenuti nel Pubblico Registro Automobilistico con minore tutela per la proprietà dell’auto e per la collettività.

L’impianto del decreto  mette seriamente  a rischio i posti di lavoro e dei lavoratori ACI e dei lavoratori delle società collegate senza prevedere nessuna tutela.

UNA FINTA SEMPLIFICAZIONE CHE MASCHERA UNO SVILIMENTO DELLE PROFESSIONALITA’ DI TUTTI I LAVORATORI ACI, UN DANNO PER L’UTENZA , UN ARRETRTRAMENTO DEL SERVIZIO PUBBLICO A VANTAGGIO DEI PRIVATI E UN SOTTOVALUTATO IMPATTO OCCUPAZIONALE, CHE PORTERA’ A POSSIBILI ULTERIORI FASI DI CONFLITTUALITA’ SOCIALE.

UNA RIFORMA SBAGLIATA CHE PENALIZZA CITTADINI E LAVORATORI

I LAVORATORI DEGLI UFFICI TERRITORIALI ACI ABRUZZO

Mar22

Il personale della Regione Abruzzo.

Categoria: Notizie - FP

Il personale della Regione Abruzzo.

Le segreterie regionali di  CGIL FP, CISL FP, UIL FP  e   DIRER  denunciano le gravi carenze della Amministrazione regionale nella riorganizzazione delle strutture e la pessima gestione del personale che sta avendo pesanti ricadute sull’efficienza dell’azione amministrativa e sull’erogazione dei servizi ai cittadini.

Emerge, ormai, in tutta evidenza la totale disorganizzazione, mancanza di pianificazione e programmazione in cui versa la struttura della Giunta  regionale.

I continui cambi negli incarichi di vertice nei Dipartimenti e la mancanza di dirigenti in alcuni servizi strategici della regione creano un vulnus nel cuore della stessa organizzazione.

La valutazione della dirigenza, che appare senza motivazioni e con appiattimento al ribasso dei punteggi, nulla ha a che fare con la tanto declamata riforma sul merito e non porterà alcun beneficio nell’erogazione dei servizi ai cittadini.

Le tante misure che riorganizzano, tagliano e  depotenziano le strutture amministrative, mentre di contro si potenziano le strutture a supporto delle segreterie politiche, non incontrano certo i criteri dell’efficienza, efficacia ed economicità tanto cari, a parole, a questa amministrazione.

         Sostanzialmente si vuole che la disorganizzazione e le carenze della Regione di oggi diventino una realtà stabile.

Le OO.SS. sono sempre stati sensibili e pronti a valutare seri progetti di riforma tesi ad incontrare le esigenze del cittadino al diritto ad avere servizi migliori, ma quello che ci viene prospettato sono solo riforme di facciata,  tagli lineari  ed indiscriminati della spesa e della dotazione di personale. È indispensabile una  vera  e moderna riorganizzazione delle strutture che consenta una ridistribuzione delle risorse  in relazione alle effettive necessità per gli obiettivi strategici da realizzare.

Le relazioni sindacali sono state improntate, da questa Amministrazione regionale, ad un metodo caotico e contraddittorio, senza un’analisi delle criticità attuali, senza una visione organica e strategia del futuro della Regione, del ruolo e delle funzioni da svolgere in un’ottica di riforma del sistema di governo del territorio.

Non è così che si porrà in essere quel cambio di passo che tutti si aspettano dal Governo regionale. E’ necessario fermare un percorso che inestimabili danni può produrre all’assetto dell’Ente, in termini di efficienza e di miglioramento dei servizi ai cittadini.

 

    CGIL FP                    CISL FP                             UIL FP                                        DIRER

Rita Candeloro         Vincenzo Traniello                     Pino De Angelis          Silvana de Paolis

Mar16

Regione Abruzzo:La misura è colma!!

Categoria: Notizie - FP

Regione Abruzzo:La misura è colma!!

La Regione Abruzzo è allo sbando: l’alternarsi di dirigenti in servizi strategici dell’ente regione produce una serie di disservizi all’utenza  e un forte disagio organizzativo ai dipendenti regionali.

            Le OO.SS. denunciano lo stato di malessere che serpeggia tra il personale per il mancato pagamento di alcuni istituti contrattuali (specifiche responsabilità e salario di produttività). Il 23 febbraio, però,  le Organizzazioni Sindacali hanno sottoscritto un accordo con il Direttore  regionale delle risorse umane, per lo sblocco di tali istituti e l’erogazione dei suddetti compensi ai dipendenti. Ma l’intesa sindacale non è stata ancora  recepita da una delibera di Giunta regionale. Le motivazioni sono, a noi, ignote!...

            I problemi del personale sono spesso banalizzati dall’apparato tecnico manageriale. Si registra, inoltre, una mancanza di attenzione al funzionamento della struttura organizzativa assumendo decisioni, spesso, frutto d’improvvisazione e di superficialità.

            Tale atteggiamento superficiale della struttura dirigenziale della Regione Abruzzo, oltre a generare un forte sentimento di disaffezione da parte del personale, produce anche una caduta motivazionale dei dipendenti nell’attività lavorativa quotidiana.

Le attività produttive abruzzesi, ad esempio quella vitivinicola, dopo aver subito i danni dal maltempo, sono oggi danneggiate da una organizzazione del Dipartimento delle Politiche agricole che “fa acqua da tutte le parti”.

L’attuazione del Piano Rurale 2014/2020 si attesta ad un minimo storico del 5,26%, che costituisce una sconfitta per le capacità produttive e qualitative della viticoltura abruzzese.

Non possiamo che registrare con disappunto la mancanza di una visione programmatica della governance di processi sempre più accentrati e per questo lenti, senza una riorganizzazione complessiva per settori definiti nella mission e nei risultati.

            Le Organizzazioni Sindacali auspicano che il Presidente e l’intera Giunta si assumano la loro responsabilità nei confronti dei dipendenti, dei cittadini e del mondo delle imprese.

Il caos amministrativo pregiudica fortemente lo sviluppo regionale.

               

CGIL FP                          CISL FP                          UIL FPL                                UGL

    Rita Candeloro               Vincenzo Traniello          Giuseppe De Angelis           Luigi Buzzelli

Feb21

ASSEMBLEA CONGRESSUALE CISL FUNZIONE PUBBLICA CHIETI

Categoria: Notizie - FP

ASSEMBLEA CONGRESSUALE CISL FUNZIONE PUBBLICA CHIETI

Si è svolta la 2^ Assemblea Congressuale CISL FP di Chieti, alla presenza del Segretario Generale CISL FP AbruzzoMolise, Vincenzo Traniello, del Segretario UST CISL Chieti, Leo Malandra,  della Referente Nazionale CISL FP, Gabriella Di Girolamo, e il Responsabile territoriale della Federazione territoriale di Chieti, Gabriele Martelli. Il congresso ha nominato i delegati al Congresso interregionali ed ha eletto i nuovi componenti del nuovo coordinamento territoriale della Federazione Funzione Pubblica.

La Cisl Fp è un sindacato libero, autonomo, pluralista, che persegue un cammino di ricerca e di risposte ai bisogni reali delle persone, che pone al centro l’iscritto e la persone nel mondo del lavoro.

Il pubblico impiego è l'unico settore dove quasi il 100% dei lavoratori è ancora in attesa di un rinnovo del CCNL dal 2009: un sacrificio insostenibile per i lavoratori e le loro famiglie.

La CISL FP chiede al Governo che i rinnovi contrattuali devono stabilire aumenti retributivi tali da garantire il recupero del potere di acquisto perso e risorse certe per la contrattazione integrativa; inoltre,  che le risorse sottratte agli sprechi, alla disorganizzazione, alla cattiva gestione siano investite nell’innovazione dei servizi e nella qualificazione del personale.

Il blocco del turnover e i tagli lineari a risorse e organici hanno progressivamente indebolito i servizi pubblici e svuotato il patrimonio professionale delle pubbliche amministrazioni: é ora di cambiare passo. Vanno cambiati gli assetti organizzativi. Bisogna intervenire su appalti, consulenze ed esternalizzazioni. E garantire ai lavoratori della PA investimenti  sulle competenze e il riconoscimento economico e professionale.

Un sistema complesso come la pubblica amministrazione non si può riformare dall’alto, i lavoratori pubblici devono riprendere spazi di decisione e partecipazione che in questi anni norme sbagliate hanno ridotto.

            Nei vari interventi i lavoratori hanno richiesto che l’accordo sottoscritto il 30 novembre 2016  con il Governo sia applicato in tutte le sue parti modificando il sistema di relazioni sindacali partecipativo:il riconoscimento del ruolo del Sindacato a tutti i livelli di Contrattazione, soprattutto nella Contrattazione Integrativa di secondo livello.

Il responsabile CISL FP Chieti, Gabriele Martelli, dal tavolo della Presidenza dell’Assemblea ha  chiesto, nel rinnovo contrattuale, di salvaguardare le professionalità e le competenze maturate sul territorio, anche al fine di elaborare e sviluppare, con  la partecipazione dei lavoratori nei processi di riorganizzazione, più protezione, più sicurezza, più sostegno alle persone e alle imprese, più welfare.

Il nuovo gruppo dirigente della CISL FP di Chieti lavorerà per l’elaborazione delle nuove piattaforme definitive nei vari Comparti della Pubblica Amministrazione, al fine di tutelare i bisogni e le necessità dei lavoratori pubblici e privati degli Enti, migliorando allo stesso tempo la qualità e la quantità dei servizi erogati ai cittadini.

 

 

Il Segretario CISL FP Responsabile Chieti

Gabriele Martelli

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