Notizie - FP

Giu14

Facciamo chiarezza sul welfare aziendale dei dipendenti regionali!

Categoria: Notizie - FP

Facciamo chiarezza sul welfare aziendale dei dipendenti regionali!

I dipendenti regionali, come quasi tutti i lavoratori pubblici e privati, hanno diritto al welfare aziendale, come previsto dai contratti collettivi nazionali e dal contratto di secondo livello/aziendale.

ll welfare aziendale costituisce un insieme di benefit e prestazioni finalizzate a sostenere il reddito dei dipendenti e migliorarne la vita privata, familiare e lavorativa. È una conquista contrattuale che negli ultimi anni ha avuto sempre più spazio all’interno della contrattazione aziendale.

Questo premio contrattato con i sindacati si traduce in check up medici, visite specialistiche, borse di studio per i figli dei dipendenti, contributi per sostenere le rette degli asilo nido, buoni pasto, ecc.

Le soluzioni di welfare aziendale, rispetto all’erogazione in denaro, non sono soggetti a tassazioni e hanno un evidente e immediato risparmio economico. Il sistema di welfare è stato creato anche per migliorare la conciliazione vita/lavoro e favorire il benessere familiare e lavorativo dei dipendenti.

            Le disposizioni contrattuali di livello nazionale, in alcuni comparti di contrattazione, demandano la concessione dei benefici di natura assistenziale e sociale alla contrattazione integrativa e, di norma, l’onere complessivo è a carico del bilancio dell’amministrazione, nell’ambito di una soglia massima di spesa da non superare.

Anche la Regione Abruzzo ha sviluppato nel tempo un sistema di welfare per i suoi dipendenti. “Una conquista contrattuale non può essere confusa con una regalia da parte del Presidente della Regione, come hanno affermato alcuni quotidiani nazionali e testate on line, - denunciano Candeloro, Traniello e De Angelis”.

“È importante fare chiarezza per il benessere di coloro che quotidianamente lavorano per rendere sempre più efficace ed efficiente l’azione amministrativa dell’Ente regione erogando servizi ai cittadini e alle imprese”.

Le OO.SS., inoltre, sollecitano il Presidente della Giunta regionale ad adottare le delibere per l’erogazione dei suddetti benefici.   

  Il Segretario Generale CGIL FP               Il Segretario Generale CISL FP        Il Segretario Generale UIL FPL                               

           Rita Candeloro                         Vincenzo Traniello                   Giuseppe De Angelis

May29

Arap (Agenzia regionale per le attività produttive) un nuovo carrozzone?

Categoria: Notizie - FP

Arap (Agenzia regionale per le attività produttive)  un nuovo carrozzone?

È stato presentato un piano industriale dell’Arap ma a nove mesi della presentazione, non ci sono ancora riscontri oggettivi nel miglioramento dei conti dell’Ente e una rimodulazione organizzativa che incida positivamente sull’attività del nuovo Ente nato dalla  fusione dei 6 consorzi industriali.

            Il piano ha cercato di razionalizzare la spesa e rimodulare l’organizzazione aziendale prevedendo uno snellimento delle procedure e un forte taglio al costo del personale.

            Cgil e Cisl, dopo una trattativa durata 4 mesi, hanno siglato un accordo che è costato enorme sacrifici ai lavoratori e hanno convenuto sull’esubero di 24 dipendenti. Il testo dell’accordo ha individuato i criteri per i 15 prepensionamenti e 9 demansionamenti. Il piano industriale e l’accordo sindacale dovevano essere propedeutici ad un bilancio di esercizio che risanasse i 6 milioni di perdite registrate nel 2015 e a una riduzione del costo del personale, che sul fatturato dell’ente, incideva per il 56%.

            Sono passati 5 mesi dalla sottoscrizione dell’accordo ma il processo di riorganizzazione dell’Arap è fermo. La situazione economica-finanziaria non risulta, a Cgil e Cisl, migliorata. “Abbiamo appreso dalla stampa , - denunciano Candeloro e Traniello -, che i rapporti tra L’Arap e i gestori del servizio idrico integrato (CAM, SACA e SASI) continuano a produrre notevoli perdite per l’ente peggiorando l’equilibrio finanziario nonchè l’obiettivo prioritario del piano industriale”.

            Sono stati solo i lavoratori a pagare il prezzo più caro del piano di riorganizzazione per risanare i debiti creati dai gestori istituzionali degli ex consorzi industriali. Le professionalità e le competenze dei dipendenti non state valorizzate adeguatamente ma si è preferito ricercare delle figure professionali esterne nonostante tali professionalità fossero già presenti nella dotazione organica aggravando ulteriormente la situazione debitoria.

            Ma non finisce qui!

             I rappresentanti sindacali segnalano l’esistenza di varie transazioni tra l’Arap e gli enti gestori del servizio idrico fortemente penalizzanti per l’Agenzia.  Queste anomalie arrecano solo un appesantimento della situazione debitoria dell’ente regionale per le attività produttive con riflessi sul risanamento economico e finanziario di un Ente che dovrebbe promuovere gli investimenti industriali e l’occupazione. A tale situazione si aggiunge un mancanza di qualità nell’erogazione dei servizi alle imprese con ripercussioni negative sulla capacità attrattiva di nuovi investimenti produttivi.

            I sindacati e i lavoratori hanno assunto le proprie responsabilità, ma l’Arap e il mondo della politica non hanno lanciato segnali e azioni che vanno verso quel percorso di rilancio e di risanamento per garantire certezze ai dipendenti e  servizi alle imprese abruzzesi. Le relazioni sindacali sono sporadiche per questo Cgil e Cisl chiedono al Presidente dell’Agenzia e all’Assessore alle attività produttive di aprire un tavolo di confronto  che sciolga definitivamente i nodi strutturali, economici ed organizzativi, che impediscono il decollo dell’Agenzia regionale per le attività produttive

 

      Il Segretario Generale CGIL FP                          Il Segretario Generale CISL FP

                  Rita Candeloro                                                                    Vincenzo Traniello     


 

Giu13

Problematiche inerenti la Polizia Locale

Categoria: Notizie - FP

Problematiche inerenti la Polizia Locale

Le OO.SS, prendono atto della grave assenza della Regione Abruzzo al tentativo di conciliazione convocato dal Prefetto dell’Aquila per il giorno 13 giugno 2017,  relativamente al mancato rispetto degli impegni già assunti nella stesa sede in data 19 ottobre 2016, riguardanti la mancata adozione dei provvedimenti di attuazione della L.R. Abruzzo n. 42/2013 in materia di Polizia Locale.

Le problematica oggetto del tentativo di conciliazione, riguardano la nomina del Comitato consultivo, il Regolamento regionale, il programma formativo della P.L. e altri provvedimenti di competenza della Giunta Regionale.

Le OO.SS, stigmatizzano il grave comportamento ed il totale disinteresse della Regione Abruzzo in merito alle problematiche inerenti la Polizia Locale nonché alla sicurezza dei cittadini abruzzesi.

Appare davvero singolare che debbano essere le OO.SS. e i lavoratori della P.L. a richiedere alla Regione Abruzzo la piena attuazione della Legge Regionale approvata quasi quattro anni fa e allo stato attuale ancora totalmente disatteso, a tutto discapito dei servizi da rendere alla cittadinanza in un contesto sociale molto delicato.

Per tutto quanto sopra, ribadendo il perdurare dello stato di agitazione, le OO.SS. preannunciano a breve una manifestazione Regionale del personale appartenente alla Polizia Locale, alla quale sin da ora, sono invitati alla partecipazione gli amministratori locali e i cittadini al fine di dare immediate risposte alle imprescindibili esigenze della sicurezza locale del territorio. 

 

Le Segreterie Regionali

FP CGIL              CISL FP               UIL FPL               DiCCAP                CSA


 

May24

La Regione Abruzzo ignora scelte e risorse necessarie per la funzionalità dell’ente

Categoria: Notizie - FP

La  Regione Abruzzo ignora scelte e risorse necessarie per la funzionalità dell’ente

Mentre la stampa nazionale si riempe di  pagine sulla riforma del Testo Unico della Pubblica Amministrazione approvato in Consiglio dei Ministri, la  Regione Abruzzo continua a ignorare  le scelte e le risorse necessarie a garantire la funzionalità dell’ente .

A tre anni dall’insediamento della Giunta, nonostante le parole e i tanti slogan, non è ancora comprensibile, neppure tra i più esperti, l’idea organizzativa della macchina regionale.

Abbiamo assistito a parziali modifiche di questo o quel dipartimento, spesso  riformulate, ad un continuo alternarsi di incarichi e rinunce di dirigenti, anche in servizi strategici, come quelli che governano i fondi europei, a nomine di “esperti” poco trasparenti e comprensibili, in totale assenza di un piano di riorganizzazione definito, condiviso, attuabile.

Restano inalterati i disservizi per l’utenza ed un profondo ed accentuato disagio  organizzativo  per i dipendenti  regionali.

Una riorganizzazione condivisa, individuati dirigenti con il grado di autonomia e responsabilità necessari, rappresenta invece la premessa ad una maggiore funzionalità e speditezza delle procedure.

La governance della macchina organizzativa dal punto di vista politico non funziona se non si individuano precise deleghe e responsabilità.

Urge e sono  necessarie scelte per un programma di sviluppo delle risorse umane.

Oggi paradossalmente rispetto alle scelte sul piano nazionale, l’Abruzzo registra  una stretta accentratrice che soffoca e rallenta le capacità professionali, pur presenti tra i dipendenti.

Per di più si rincorrono le questioni con interventi improvvisati, scollegati,  cancellando ogni impostazione programmatica e a volte operando al limite delle stesse  norme, rompendo così quel rapporto corretto tra scelte politiche e competenze tecnico amministrative necessarie e nel rispetto delle rispettive autonome competenze.

Le relazioni sindacali sono sporadiche e superficiali e quando ci sono vedono la parte pubblica presentarsi senza direttive e senza potere decisionale mentre le  OO.SS. quotidianamente denunciano lo stato di malessere che serpeggia tra il personale per il mancato pagamento di alcuni istituti contrattuali ivi compreso il welfare aziendale, previsto dalle norme,  che pure aiutano ad affrontare la vita quotidiana.

Siamo quasi a metà anno e va ancora affrontata la partita relativa agli obbiettivi di servizio per il 2017, da cui discendono l’applicazione degli istituti contrattuali e i  rispettivi compensi  del fondo.

Si ripete colpevolmente un ritardo che porta con se il premio per dirigenti e dipendenti. Facile parlare di meritocrazia!

Renderla  effettiva e verificabile è ben lontano dagli orizzonti della Regione Abruzzo.

In sostanza gli obiettivi della riforma Madia ”finalizzati alla creazione di un apparato professionale qualificato ed adeguato, regolato dal merito e orientato al servizio, capace di interagire fattivamente con le esigenze dell'utenza, secondo una logica operativa di progressiva sostituzione dell''amministrazione per atti con 'l'amministrazione di risultato” sono lontanissimi.

lo stesso atteggiamento vale anche per altre questioni, come la gestione delle funzioni transitate dalle Province, una tra tutte quella sui centri per l’impiego, che dovrebbero svolgere importanti e significative attività nei confronti dei soggetti quali: disoccupati, lavoratori beneficiari di strumenti di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro e a rischio di disoccupazione ma sono al palo, senza un progettualità della regione.

Tale atteggiamento superficiale della struttura Direttiva della Regione Abruzzo, oltre a generare un forte sentimento di disaffezione da parte del personale, produce anche una caduta motivazionale dei dipendenti nell’attività lavorativa quotidiana.

 Non possiamo che registrare con disappunto la mancanza di una visione programmatica della governance di processi sempre più accentrati e per questo lenti, senza una riorganizzazione complessiva per settori definiti nella mission e nei risultati.

Pertanto sollecitiamo il Presidente ad attivare il confronto necessario, rapido , puntuale e stringente per affrontare tutti i nodi sul tappeto, perché non sfugge a nessuno che questa gestione dell’organizzazione e del personale pregiudica lo sviluppo stesso della Regione, a partire dal lavoro.

               

CGIL FP                                                                                          CISL FP                        

    Rita Candeloro                                                                             Vincenzo Traniello          

May05

Giorgi (Cisl- sanità): “A rischio ferie estive al San Salvatore”

Categoria: Notizie - FP

Giorgi (Cisl- sanità): “A rischio ferie estive al San Salvatore”

“Ferie estive a rischio all'ospedale San Salvatore dell'Aquila. A causa della mancanza di personale, che si trascina ormai da tempo, il personale della Asl, con particolare riferimento ai turnisti dell'ospedale aquilano, rischia di non poter usufruire delle ferie estive”. A lanciare l'allarme è il coordinatore provinciale Cisl sanità, Gianfranco Giorgi, che sottolinea come “l'attuale assetto del personale in servizio all'azienda sanitaria Avezzano- Sulmona – L'Aquila non soddisfa le esiegnze di copertura di tutti i turni previsti, compresi i festivi, e di garanzia dei livelli qualitativi di assistenza. In particolare”, evidenzia Giorgi, “in alcuni dipartimenti come chirurgia, medicina, pronto soccorso e pediatria, solo per citarne alcuni, la carenza cronica di personale non consente la copertura di tutta la turnistica quotidiana. I dipendenti del San Salvatore sono costretti, di frequente, a saltare i riposi settimanali in quanto non vi è la possibilità di garantire altrimenti i servizi previsti”. La Asl dell'Aquila, secondo la Cisl, “avrebbe negato anche la fruizione di alcuni giorni di ferie, richiesti dai lavoratori per necessità personale, pur avendo gli stessi un monte che supera i centro giorni di ferie arretrate”. “E' gravissimo”, dichiara Giorgi, “che accadano simili episodi all'interno della Asl. Il diritto alle ferie è garantito dal contratto collettivo nazionale di lavoro e risulta altresì indispensabile per un recupero psico-fisico del personale in servizio, a garanzia della qualità delle prestazioni erogate agli utenti. Deficit in organico”, incalza il coordinatore provinciale Cisl sanità, “che vengono tamponati di continuo con il ricorso a contratti esterni della durata di 30-60 giorni. Chiediamo un incontro urgente al direttore generale della Asl, Rinaldo Tordera”, conclude Giorgi, “per risolvere definitivamenre questa annosa situazione e garantire la programmazione del piano ferie in tutti i reperti dell'ospedale San Salvatore e dell'intera Asl”.

 

 

Monica Pelliccione

Ufficio Stampa Cisl della provincia dell'Aquila

 

 

 

Apr21

Vincenzo Traniello è stato confermato Segretario Generale della Federazione del Pubblico Impiego della CISL AbruzzoMolise.

Categoria: Notizie - FP

Vincenzo Traniello è stato confermato Segretario Generale della Federazione del Pubblico Impiego della CISL AbruzzoMolise.

Oggi, a Vasto, si è svolto il Congresso della CISL FP alla presenza di  Francesco Menna, Sindaco di Vasto; Silvio Paolucci, Assessore alla programmazione sanitaria della Regione Abruzzo, di Vittorino Facciolla, Assessore alle politiche agricole ed agroalimentari della Regione Molise, e di Maurizio SPINA, Segretario Generale CISL AbruzzoMolise. Le conclusione dei lavori della giornata sono state affidate a Maurizio PETRICCIOLI, Segretario Nazionale Confederale Commissario Straordinario FP Nazionale.

Nella relazione introduttiva di Vincenzo TRANIELLO, a nome della Segreteria, è emersa la necessità di un cambiamento del movimento sindacale nella sua azione di tutela nei confronti dei lavoratori del Pubblico Impiego. “Questa crisi economica che, appare sempre più come una “tempesta senza fine” ha colpito gravemente il trattamento economico dei dipendenti pubblici. Dopo 8 anni di blocco della contrattazione nei settori della pubblica amministrazione, l’Accordo siglato il 30 novembre 2016, costituisce un'importante intesa con la quale il Ministero della Funzione Pubblica e CGIL, CISL e UIL hanno posto le basi per una ripresa dei negoziati per i rinnovi contrattuali in tutti i comparti. Inoltre, rilancia il ruolo della contrattazione collettiva che negli ultimi anni era stata resa marginale per la crescente ingerenza della legge”.

            Sull’atteso rinnovo contrattuale per i dipendenti pubblici, ha proseguito Maurizio Petriccioli nel suo intervento: “il 2017 sarà un anno decisivo. Le risorse programmate nel Def e quelle rese immediatamente disponibili nel Dpcm di Febbraio, non sono ancora sufficienti per rientrare nel perimetro dell’intesa del 30 novembre. Apprezzo tuttavia l’apertura, diffusa nel Documento di Economia e Finanza, di giungere al tanto atteso rinnovo del Contratto Collettivo, ma ci deve essere un chiarimento ulteriore sull’estensione al settore pubblico di quelle opportunità, già presenti nel privato, come le agevolazioni fiscali per il salario di produttività; sull’introduzione di forme di welfare integrativo; sul ruolo della contrattazione collettiva per permettere alle organizzazioni sindacali di condividere gli obiettivi generali e specifici delle pubbliche amministrazioni.

L’eliminazione della sovrapposizione dei vari livelli istituzioni e la semplificazione della Pubblica amministrazione sono e sono stati da sempre degli obiettivi che la Cisl e la Cisl Fp hanno cercato di perseguire. “È necessario che il Governo  indichi quale progetto concreto ha per la Pubblica Amministrazione del futuro, - ha continuato Traniello- . La vera riforma è che il Governo si comporti da imprenditore e datore di lavoro. La Cisl è pronta ad iniziare questa nuova fase. La Legge Del Rio  ha ridisegnato le funzioni delle province, ma i tagli successivi e il caos amministrativo e politico all’interno delle regioni, ha generato dei grossi disservizi all’utenza e forte demotivazione dei dipendenti delle amministrazioni provinciali. Le leggi regionali dell’Abruzzo e del Molise hanno riordinato il trasferimento delle funzioni alla regioni, ma dobbiamo evitare che questo riordino diventi un ulteriore vulnus ai servizi alla persona e alle infrastrutture.”.

Per Traniello, l’Abruzzo e il Molise devono proseguire la strada delle riforme con maggiore coraggio e decisione, per ricominciare a crescere. “Abbiamo bisogno di un sistema socio-sanitario integrato per  affrontare le sfide dell’aumento della domanda dei servizi e della drastica frammentazione dell’offerta di servizi imposta dalle amministrazioni pubbliche. Una riorganizzazione della rete ospedaliera, sia in Abruzzo che in Molise, non può prescindere dal coinvolgimento di tutti gli operatori sanitari e le parti sociali. La CISL FP vigilerà sul territorio, affinché la manovra non si traduca in tagli lineari, ma in un’occasione per superare gli sprechi e le inefficienze presenti nelle strutture sanitarie e nei servizi. Una riorganizzazione che diminuisce sensibilmente il numero di presidi ospedalieri, necessita di una rete dell’emergenza-urgenza. Il raggio di azione della riorganizzazione dei Servizi Sanitari regionali potrà estendersi anche alle aziende locali con la costituzione di un’unica Asl regionale. Progetto già realizzato in Molise. Le nuove linee guida approvate dalla Regione Abruzzo valorizzano fortemente le professioni sanitarie, ma devono essere inserite negli atti aziendali delle 4 Asl”. 

“La CISL FP non si è mai sottratta nell’esporre le proprie preoccupazioni per il protrarsi dei ritardi nell'attuazione della riforma dei Consorzi industriali e dei disagi creati alle imprese e ai cittadini. La definizione di una nuova articolazione del tessuto economico industriale parte proprio dalla riforma dei Consorzi di sviluppo industriale.

La riforma delle Camere di Commercio in Molise è stata già realizzata con la costituzione di 1 Camera. Invece, in Abruzzo, per una mancanza di assunzioni di responsabilità, ad oggi, ancora non siamo riusciti a portare a casa i risultati di un processo di unificazione e razionalizzazione”, - specifica il segretario CISL FP AbruzzoMolise.

Da ultimo, ma non in termini d’importanza,  la CISL FP AbruzzoMolise aspetta una riorganizzazione dell’Ente Regione che purtroppo non riesce a decollare, generando ricadute negative  e rendendo l’azione amministrativa meno incisiva.

Capire la crisi vuol dire in primo luogo comprendere gli scenari nel medio ma anche nel lungo periodo. “Non possiamo permetterci altri errori. Il sindacato deve adottare strumenti di tutela e di rappresentanza adeguati alla mutata realtà economica e sociale e su questo punto la riflessione e l’iniziativa sindacale è fortemente in ritardo. Questa è la nostra vera sfida: nuove opportunità di rappresentanze in una società sempre più articolata e complessa. La CISL FP non si sottrae alle sue responsabilità, ma invitiamo -  ha chiesto Traniello - di avviare celermente la fase successiva del confronto, dando l'avvio formale alle trattative all'Aran. Sarebbe un segnale davvero importante per tutti quei lavoratori pubblici che attendono il rinnovo del Contratto ormai da 8 anni".

Nelle conclusioni il Commissario della Cisl Fp nazionale Maurizio Petriccioli ha fatto il punto sulla riorganizzazione: “La nostra Federazione deve riorganizzarsi sempre più come un ‘sindacato di prossimità' maggiormente presente nei luoghi di lavoro e nel territorio. E vogliamo rappresentare solo coloro che svolgono il loro dovere e non i cosiddetti ‘furbetti’ della Pubblica Amministrazione. Non c’è spazio nella nostra federazione per coloro che offendono l’impegno di centinaia di migliaia di persone. Chiediamo ai media, tuttavia, di dare risalto anche ai tanti lavoratori che fanno il loro dovere, ad esempio raccontando l’impegno quotidiano delle operatrici degli operatori sanitari, come coloro che accudiscono i bambini nei reparti pediatrici, oppure l’esempio dato da tutti quei dipendenti delle amministrazioni pubbliche che vivono il loro lavoro mettendo al centro la responsabilità verso le persone. Vorrei ricordare, infine, le gesta di eroismo disinteressato, come il Vigile che si è gettato nell’Arno per salvare una vita umana. Dobbiamo ricordare ai cittadini che anche questi sono i lavoratori pubblici e dei servizi del nostro Paese”.

 

Apr07

SCHEMA DI DECRETO SU ACI- PRA E MOTORIZZAZIONE: UNA RIFORMA SBAGLIATA CHE PENALIZZA CITTADINI E LAVORATORI

Categoria: Notizie - FP

SCHEMA DI DECRETO SU ACI- PRA E MOTORIZZAZIONE:  UNA RIFORMA SBAGLIATA CHE PENALIZZA CITTADINI E LAVORATORI

Le lavoratrici ed i lavoratori di ACI, nei prossimi giorni, protesteranno  davanti  al Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione contro la riforma che  introduce il documento unico dell’auto riformando i servizi gestiti da ACI  e Motorizzazione.

Contemporaneamente in tutti gli uffici ACI si terranno assemblee a sostegno della vertenza.

I sindacati chiedono un confronto con i Ministri Madia e Del Rio per evidenziare le criticità  sia per il servizio pubblico che per i lavoratori.

Il documento unico, così come previsto dallo schema di Decreto adottato dal Governo,  non realizza alcun vantaggio per il cittadino :  non è previsto nessun risparmio   e nessuna  semplificazione.

 Il decreto determina, invece,  il venir meno dei servizi oggi garantiti dall’ACI e un ulteriore complicazione delle procedure con possibili aggravi di costi e perdita di tempo per i cittadini.

Un sistema di gestione che dall’attuale uso della moneta elettronica tornerebbe indietro di anni con il ritorno ai bollettini postali con un  sistema  anacronistico e non certo in sintonia con la modernizzazione del Paese che questo Governo dice di  voler perseguire.

Costi invariati per Imposta Provinciale di Trascrizione e bolli,  risparmio sulle tariffe non quantificati.

Minore presenza di  uffici pubblici sul territorio, con la necessità di  ricorrere all’intermediazione privata con maggiori costi, meno servizi  diretti all’utenza debole (non potranno più essere garantiti i servizi a domicilio, oggi resi ai cittadini in condizioni disagiate - presso case private, ospedali, strutture detentive, case di ricovero, ecc. -   senza oneri aggiuntivi).

 

Il sistema delineato dalla riforma determinerà una minore affidabilità dei dati contenuti nel Pubblico Registro Automobilistico con minore tutela per la proprietà dell’auto e per la collettività.

L’impianto del decreto  mette seriamente  a rischio i posti di lavoro e dei lavoratori ACI e dei lavoratori delle società collegate senza prevedere nessuna tutela.

UNA FINTA SEMPLIFICAZIONE CHE MASCHERA UNO SVILIMENTO DELLE PROFESSIONALITA’ DI TUTTI I LAVORATORI ACI, UN DANNO PER L’UTENZA , UN ARRETRTRAMENTO DEL SERVIZIO PUBBLICO A VANTAGGIO DEI PRIVATI E UN SOTTOVALUTATO IMPATTO OCCUPAZIONALE, CHE PORTERA’ A POSSIBILI ULTERIORI FASI DI CONFLITTUALITA’ SOCIALE.

UNA RIFORMA SBAGLIATA CHE PENALIZZA CITTADINI E LAVORATORI

I LAVORATORI DEGLI UFFICI TERRITORIALI ACI ABRUZZO

Mar22

Il personale della Regione Abruzzo.

Categoria: Notizie - FP

Il personale della Regione Abruzzo.

Le segreterie regionali di  CGIL FP, CISL FP, UIL FP  e   DIRER  denunciano le gravi carenze della Amministrazione regionale nella riorganizzazione delle strutture e la pessima gestione del personale che sta avendo pesanti ricadute sull’efficienza dell’azione amministrativa e sull’erogazione dei servizi ai cittadini.

Emerge, ormai, in tutta evidenza la totale disorganizzazione, mancanza di pianificazione e programmazione in cui versa la struttura della Giunta  regionale.

I continui cambi negli incarichi di vertice nei Dipartimenti e la mancanza di dirigenti in alcuni servizi strategici della regione creano un vulnus nel cuore della stessa organizzazione.

La valutazione della dirigenza, che appare senza motivazioni e con appiattimento al ribasso dei punteggi, nulla ha a che fare con la tanto declamata riforma sul merito e non porterà alcun beneficio nell’erogazione dei servizi ai cittadini.

Le tante misure che riorganizzano, tagliano e  depotenziano le strutture amministrative, mentre di contro si potenziano le strutture a supporto delle segreterie politiche, non incontrano certo i criteri dell’efficienza, efficacia ed economicità tanto cari, a parole, a questa amministrazione.

         Sostanzialmente si vuole che la disorganizzazione e le carenze della Regione di oggi diventino una realtà stabile.

Le OO.SS. sono sempre stati sensibili e pronti a valutare seri progetti di riforma tesi ad incontrare le esigenze del cittadino al diritto ad avere servizi migliori, ma quello che ci viene prospettato sono solo riforme di facciata,  tagli lineari  ed indiscriminati della spesa e della dotazione di personale. È indispensabile una  vera  e moderna riorganizzazione delle strutture che consenta una ridistribuzione delle risorse  in relazione alle effettive necessità per gli obiettivi strategici da realizzare.

Le relazioni sindacali sono state improntate, da questa Amministrazione regionale, ad un metodo caotico e contraddittorio, senza un’analisi delle criticità attuali, senza una visione organica e strategia del futuro della Regione, del ruolo e delle funzioni da svolgere in un’ottica di riforma del sistema di governo del territorio.

Non è così che si porrà in essere quel cambio di passo che tutti si aspettano dal Governo regionale. E’ necessario fermare un percorso che inestimabili danni può produrre all’assetto dell’Ente, in termini di efficienza e di miglioramento dei servizi ai cittadini.

 

    CGIL FP                    CISL FP                             UIL FP                                        DIRER

Rita Candeloro         Vincenzo Traniello                     Pino De Angelis          Silvana de Paolis

Mar16

Regione Abruzzo:La misura è colma!!

Categoria: Notizie - FP

Regione Abruzzo:La misura è colma!!

La Regione Abruzzo è allo sbando: l’alternarsi di dirigenti in servizi strategici dell’ente regione produce una serie di disservizi all’utenza  e un forte disagio organizzativo ai dipendenti regionali.

            Le OO.SS. denunciano lo stato di malessere che serpeggia tra il personale per il mancato pagamento di alcuni istituti contrattuali (specifiche responsabilità e salario di produttività). Il 23 febbraio, però,  le Organizzazioni Sindacali hanno sottoscritto un accordo con il Direttore  regionale delle risorse umane, per lo sblocco di tali istituti e l’erogazione dei suddetti compensi ai dipendenti. Ma l’intesa sindacale non è stata ancora  recepita da una delibera di Giunta regionale. Le motivazioni sono, a noi, ignote!...

            I problemi del personale sono spesso banalizzati dall’apparato tecnico manageriale. Si registra, inoltre, una mancanza di attenzione al funzionamento della struttura organizzativa assumendo decisioni, spesso, frutto d’improvvisazione e di superficialità.

            Tale atteggiamento superficiale della struttura dirigenziale della Regione Abruzzo, oltre a generare un forte sentimento di disaffezione da parte del personale, produce anche una caduta motivazionale dei dipendenti nell’attività lavorativa quotidiana.

Le attività produttive abruzzesi, ad esempio quella vitivinicola, dopo aver subito i danni dal maltempo, sono oggi danneggiate da una organizzazione del Dipartimento delle Politiche agricole che “fa acqua da tutte le parti”.

L’attuazione del Piano Rurale 2014/2020 si attesta ad un minimo storico del 5,26%, che costituisce una sconfitta per le capacità produttive e qualitative della viticoltura abruzzese.

Non possiamo che registrare con disappunto la mancanza di una visione programmatica della governance di processi sempre più accentrati e per questo lenti, senza una riorganizzazione complessiva per settori definiti nella mission e nei risultati.

            Le Organizzazioni Sindacali auspicano che il Presidente e l’intera Giunta si assumano la loro responsabilità nei confronti dei dipendenti, dei cittadini e del mondo delle imprese.

Il caos amministrativo pregiudica fortemente lo sviluppo regionale.

               

CGIL FP                          CISL FP                          UIL FPL                                UGL

    Rita Candeloro               Vincenzo Traniello          Giuseppe De Angelis           Luigi Buzzelli

Feb21

ASSEMBLEA CONGRESSUALE CISL FUNZIONE PUBBLICA CHIETI

Categoria: Notizie - FP

ASSEMBLEA CONGRESSUALE CISL FUNZIONE PUBBLICA CHIETI

Si è svolta la 2^ Assemblea Congressuale CISL FP di Chieti, alla presenza del Segretario Generale CISL FP AbruzzoMolise, Vincenzo Traniello, del Segretario UST CISL Chieti, Leo Malandra,  della Referente Nazionale CISL FP, Gabriella Di Girolamo, e il Responsabile territoriale della Federazione territoriale di Chieti, Gabriele Martelli. Il congresso ha nominato i delegati al Congresso interregionali ed ha eletto i nuovi componenti del nuovo coordinamento territoriale della Federazione Funzione Pubblica.

La Cisl Fp è un sindacato libero, autonomo, pluralista, che persegue un cammino di ricerca e di risposte ai bisogni reali delle persone, che pone al centro l’iscritto e la persone nel mondo del lavoro.

Il pubblico impiego è l'unico settore dove quasi il 100% dei lavoratori è ancora in attesa di un rinnovo del CCNL dal 2009: un sacrificio insostenibile per i lavoratori e le loro famiglie.

La CISL FP chiede al Governo che i rinnovi contrattuali devono stabilire aumenti retributivi tali da garantire il recupero del potere di acquisto perso e risorse certe per la contrattazione integrativa; inoltre,  che le risorse sottratte agli sprechi, alla disorganizzazione, alla cattiva gestione siano investite nell’innovazione dei servizi e nella qualificazione del personale.

Il blocco del turnover e i tagli lineari a risorse e organici hanno progressivamente indebolito i servizi pubblici e svuotato il patrimonio professionale delle pubbliche amministrazioni: é ora di cambiare passo. Vanno cambiati gli assetti organizzativi. Bisogna intervenire su appalti, consulenze ed esternalizzazioni. E garantire ai lavoratori della PA investimenti  sulle competenze e il riconoscimento economico e professionale.

Un sistema complesso come la pubblica amministrazione non si può riformare dall’alto, i lavoratori pubblici devono riprendere spazi di decisione e partecipazione che in questi anni norme sbagliate hanno ridotto.

            Nei vari interventi i lavoratori hanno richiesto che l’accordo sottoscritto il 30 novembre 2016  con il Governo sia applicato in tutte le sue parti modificando il sistema di relazioni sindacali partecipativo:il riconoscimento del ruolo del Sindacato a tutti i livelli di Contrattazione, soprattutto nella Contrattazione Integrativa di secondo livello.

Il responsabile CISL FP Chieti, Gabriele Martelli, dal tavolo della Presidenza dell’Assemblea ha  chiesto, nel rinnovo contrattuale, di salvaguardare le professionalità e le competenze maturate sul territorio, anche al fine di elaborare e sviluppare, con  la partecipazione dei lavoratori nei processi di riorganizzazione, più protezione, più sicurezza, più sostegno alle persone e alle imprese, più welfare.

Il nuovo gruppo dirigente della CISL FP di Chieti lavorerà per l’elaborazione delle nuove piattaforme definitive nei vari Comparti della Pubblica Amministrazione, al fine di tutelare i bisogni e le necessità dei lavoratori pubblici e privati degli Enti, migliorando allo stesso tempo la qualità e la quantità dei servizi erogati ai cittadini.

 

 

Il Segretario CISL FP Responsabile Chieti

Gabriele Martelli

Nov18

Azienda Sanitaria di Pescara

Categoria: Notizie - FP

Azienda Sanitaria di Pescara

La CISL FP  denuncia la carenza di personale nell’Azienda Sanitaria di Pescara, come già espresso anche da CGIL e UIL.   La Federazione del Pubblico Impiego  di Pescara ha sempre sostenuto, in questi anni, che le criticità del servizio sanitario oltre a causare un carico di lavoro eccessivo che quotidianamente ricade sugli operatori sanitari, generano un disservizio nell’erogazione delle prestazioni sanitarie ai cittadini.

Tale disfunzione,  amplificata dal sovraffollamento dei reparti, si sta drammaticamente manifestando in alcune Unità Operative: reparti di Geriatria, neonatologia, terapia intensiva neonatale e chirurgia.

La  carenza di personale della ASL di Pescara è iniziata con i piani di rientro dettati dal Governo nazionale ed adottati dalle Regione Abruzzo fin dal 2008.  La triste stagione dei tagli lineari ha più di tutti colpito il capitolo di spesa del personale senza, sostanzialmente, modificare l’assetto strutturale organizzativo dell’azienda sanitaria.

La proposta di assunzioni di personale infermieristico ed assistenziale, e anche medico, non è realizzabile poiché in contrasto con tutta una seria di norme nazionale e regionali che oggi, di fatto, lo impediscono. Non si possono paventare assunzioni ostacolate dalle rigide norme vigenti. Non si può fare demagogia e populismo sulla pelle della gente.

La CISL FP suggerisce, invece, un percorso di concertazione tra i Dirigenti Aziendali, le Rappresentanze Sindacali  e la Politica che arrivi a scelte coraggiose per rompere con i vecchi schemi  attraverso il principio della trasparenza degli atti amministrativi e una sana e funzionale riorganizzazione per soddisfare l’interesse comune degli abruzzesi.

La CISL FP vuole la riorganizzazione dei servizi utili e la soppressione di quelli inutili, una ricognizione interna del personale per una sua più ottimale collocazione (verso i reparti ospedalieri), una sanità integrata con il territorio: meno ricoveri e più prevenzione nei distretti e case della salute. La sanità ha bisogno di una valorizzazione delle professionalità e delle competenze visto che le professioni sanitarie hanno ancora un ruolo troppo marginale rispetto alle funzioni assegnate dai rispettivi profili professionali.

Dobbiamo superare il vecchio  sistema clientelare che ha prodotto danni e continua a produrli in Abruzzo e non solo.

La CISL FP chiede alla politica e alla ASL, oltre alla convocazione di  un tavolo di confronto,  di assumersi le proprie responsabilità e di dimostrare quel coraggio  necessario per rimettersi tutti in gioco nell’interesse dell’Aziende guardando e al bene del cittadino e alla qualità del servizio sanitario che gli viene offerto.

 

 

Il Segretario Regionale

 Vincenzo MENNUCCI       

 

 

Oct25

Camere di commercio abruzzesi: una riforma a metà!

Categoria: Notizie - FP

Camere di commercio abruzzesi: una riforma a metà!

Il diritto annuale a carico delle imprese a favore delle Camere di Commercio è stato ridotto notevolmente negli anni e proseguirà anche per il 2017.

Questi tagli producono un effetto devastante sul funzionamento delle Camere di Commercio italiane. Solo metà delle CCIA riusciranno a sostenere tutte le spese per il personale e per il proprio funzionamento. Le rimanenti Camere registreranno un “deficit strutturale”, che non consentirà loro di poter sopportare tutti gli oneri per il personale e le spese di funzionamento.

La CISL e la CISL FP propongono un processo di razionalizzazione del sistema camerale abruzzese, che prevede una sola Camera di Commercio regionale con 4 articolazioni territoriali. Questo percorso produrrebbe delle notevoli economie di scala soprattutto per quanto attiene la governance e i consigli d’amministrazione, che passerebbero da quattro ad uno.

L’attuazione di un processo riformatore, che prevede l’obiettivo di un solo ente camerale per tutta la regione Abruzzo produrrebbe nell’immediato anche notevoli risparmi dei costi gestionali.

Le Camere di Commercio abruzzesi si sono invece orientate verso un modello di riforma che prevede il mantenimento di 2 Camere di Commercio, una di esse attraverso la fusione di quelle di Chieti Pescara, e l’altra attraverso l’accorpamento di quelle di L’Aquila e Teramo. Il risultato di questo progetto di riforma produrrà nell’immediato la nascita di una Camera di Commercio (Chieti - Pescara) con un numero di aziende iscritte appena sufficiente ad avere un equilibrio economico nel breve e medio termine, e l’altra (L’Aquila - Teramo) con un numero di aziende iscritte meno di 80 mila, che potrebbe, nel breve periodo, creare una situazione di deficit strutturale.

La CISL e la CISL FP considerano l’accorpamento in un’unica Camera di Commercio la condizione minimale necessaria per la sopravvivenza delle Camere di Commercio e del ruolo di servizio che svolgono a favore delle imprese e dello sviluppo del territorio.

La cronaca di questi giorni mette in evidenza che i contrasti all’interno delle governance stanno determinando dei ritardi, che rischiano di creare un danno irreparabile al sistema camerale.

La politica regionale, da questo processo di riforma, che condizionerà lo sviluppo della Regione, non può rimanere assente. La CISL chiede al Presidente, Luciano D’Alfonso, di convocare un tavolo di confronto per rendere la riforma della CCIA anche funzionale al processo di riordino istituzionale regionale ed evitare che l’Abruzzo, che vive una fase di profonda crisi, perda risorse per il proprio sviluppo. Un iter riorganizzativo che deve salvaguardare anche le attività e i livelli occupazionale delle società e degli enti sub camerali (Unioncamere, Cresa, Centro Estero, Centro Interno, Azienda speciale Chieti, Azienda Speciale Teramo).

 

Il Segretario Generale CISL FP Abruzzo         Il Segretario Generale CISL AbruzzoMolise

          Vincenzo Traniello                                                     Maurizio Spina

Oct11

Asl, liste di attesa di mesi: la Cisl sollecita Tordera

Categoria: Notizie - FP

Asl, liste di attesa di mesi: la Cisl sollecita Tordera

Il problema delle liste di attesa resta il tallone di Achille della Asl della provincia dell'Aquila. I dati parlano chiaro: per una visita specialistica o un esame diagnostico all'ospedale San Salvatore dell'Aquila si può arrivare a oltre un anno di attesa”. La denuncia è del coordinatore Cisl sanità della provincia dell'Aquila, Gianfranco Giorgi, che fornisce il quadro della situazione. “Per una visita senologica, uno degli esami di routine più richiesti dalle donne, la prenotazione è a gennaio 2018, oltre dodici mesi di attesa”, evidenzia Giorgi, “ la mammografia è ad aprile 2017. Si passa, poi, alla risonanza magnetica neurologica, che non può essere effettuata prima di luglio del prossimo anno. Il tempo di attesa per una Tac è mediamente di quattro mesi, come per una visita al centro celefalee, dove le prenotazioni sono ferme a febbraio 2017. Infine, per la dermatologia oncologica ospedaliera l'appuntamento slitta al 2018, in quanto il servizio è disponibile solo due volte a settimana. Per una visita ai nei, l'attesa è di otto mesi”. “Di fronte a questa situazione”, dichiara Giorgi, “non possiamo restare a guardare, viste anche le numerose sollecitazioni che il nostro sindacato riceve quotidianamente. La sanità è un bene primario che va salvaguardato e su cui si deve investire favorendo servizi fondamentali, rispetto ad altre scelte”. La Cisl chiede al manager della Asl, Rinaldo Tordera “di intervenire immediatamente con misure efficaci per ridurre i tempi di attesa, soprattutto per prestazioni che risultano indispensabili nella prevenzione oncologica e delle malattie che più frequentemente affiggliggono la popolazione. Lo sforzo compiuto da tutti gli operatori sanitari non è sufficiente a garantire tempi accettabili per accedere alle prestazioni ed evitare una mobilità passiva che nuoce alle casse della nostra Asl. Occorrono”, conclude il coordinatore della Cisl, “un potenziamento e una migliore organizzazione del personale, al fine di ridurre drasticamente le attese per visite ed esami indispensabili per la salute della collettività”.

 

 

Monica Pelliccione

Ufficio Stampa Cisl della provincia dell'Aquila

 

 

Sep29

CISL FP e Uil Fpl : “In sette mesi il direttore della Asl, Tordera, non ha fatto nulla”.

Categoria: Notizie - FP

CISL FP e Uil Fpl : “In sette mesi il direttore della Asl, Tordera, non ha fatto nulla”.

Dopo circa sette mesi di governo Tordera nulla è cambiato. Si continua a navigare a vista tra molteplici problemi  che riguardano sia i lavoratori che gli utenti, mettendo a nudo l’incapacità dell’Azienda Sanitaria di programmare, limitandosi a gestire le emergenze.

 Tale situazione potrebbe aggravarsi dato che il Direttore Amministrativo della Asl, Marcello Sciarappa, è destinato ad altre esperienze professionali. Una notizia che va fronteggiata  con decisione ed oggettività. Il Direttore Generale, Tordera, dovrà provvedere alla nomina di un  nuovo direttore amministrativo, operando una scelta di grande qualità senza interferenze esterne e nell’interesse  esclusivo dei cittadini e dei lavoratori.  

Cisl Fp e Uil Fpl non faranno mancare il proprio supporto ma, ritengono necessario uscire da questa stasi, attraverso un confronto attivo tra le parti, finalizzato a ridare slancio all’azienda, mettendo sul

tappeto temi  fondamentali per la sanità provinciale quali: nuova pianta organica, nuovo atto aziendale e applicazione del D.M.  70. Tutto questo nell’ottica della recente uscita dal Commissariamento.

 La Uil Fpl e la Cisl Fp, chiedono con forza innanzitutto, di immettere in azienda forza fresca di lavoro, per far tirare  il fiato a tutte le categorie di lavoratori sottoposti a turni massacranti, espletare concorsi finalizzati anche alla  stabilizzazione dei precari. Questo anche ai fini della riduzione della spesa per rapporti di lavoro flessibile. Il tutto  tenendo conto dell’obiettivo fondamentale, quale quello di migliorare l’assistenza dei pazienti e attuare il nuovo  obbligo dell’Unione Europea sui riposi di lavoro degli operatorisanitari.

Non da ultimo, la domanda che porgiamo al Direttore Generale, Tordera, è come pensa di fronteggiare l’imminente scadenza dei contratti di lavoro degli oltre 400 precari, Medici, Infermieri, OSS, Tecnici di laboratorio  di radiologia ed amministrativi, che operano tutti i giorni nelle corsie ospedaliere e non, visto che la finanziaria  2015 prevedeva come termine ultimo di proroga Ottobre 2016.

 

 Il Coornatore provinciale Cisl Fp                                     Il Segretario Regionale Uil Fpl

 

Gianfranco Giorgi                                                                        Giuseppe De Angelis

 

Sep28

L’ARAP ha urgentemente bisogno di un piano di rilancio concertato con i sindacati

Categoria: Notizie - FP

L’ARAP ha urgentemente bisogno di un piano di rilancio concertato con i sindacati

 La CISL Funzione Pubblica ha inviato una lettera al Commissario Straordinario ARAP Abruzzo, Giampiero Leombroni, al Direttore Generale, Antonio Sutti, al Presidente della Giunta Regionale Abruzzo, Luciano D’Alfonso, al Vice-Presidente, Giovanni Lolli, e al Presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febo, per sollecitare un incontro perché fino ad oggi, purtroppo, non ci sono state costanti relazioni sindacali tra le O.O.S.S e il legale rappresentante dell’Ente ARAP (datore di lavoro) nel rispetto dell CCNL. Nei pochi tavoli d’incontro dovevano essere tratte tutte quelle materie previste dalla contrattazione, ma tutto ciò non è stato possibile per l’indisponibilità temporale di codesto Ente e non vi è stato il tempo materiale di approfondire le molteplici tematiche e i numerosi problemi inerenti l’azienda. Spesso non è stato possibile un confronto per mancanza degli interlocutori.

 L’organizzazione del lavoro, l’andamento economico e produttivo dell’ente, lo sviluppo di iniziative societarie di rilievo per gli assetti occupazionali, l’andamento dell’occupazione con riferimento ai programmi operativi di rilevanza per lo sviluppo occupazionale, sono alcune delle materie che devono essere oggetto di  confronti sindacali  attraverso gli istituti della informazione, concertazione e contrattazione.

Il 30 settembre è in scadenza il mandato del Commissario straordinario e, a distanza di quasi un anno, non è stato prodotto un Piano industriale aziendale che possa rilanciare le attività dell’ente. Purtroppo a pagare questi ritardi sono solo i lavoratori, che vivono un senso di smarrimento e di precarietà. L’insediamento del commissario avrebbe dovuto comportare un programma stringente per realizzare alcuni obiettivi.

La CISL FP denuncia la politica perché ancora non adotta i provvedimenti nei tempi giusti e congrui e i consulenti esterni che continuano ad assumere decisioni senza conoscere le realtà, i territori, screditando il personale che vive in un clima di terrorismo psicologico e a volte umiliati nella loro dignità di lavoratori. “Entro sei mesi, salvo proroga di altri sei, il commissario dovrà enucleare il progetto di riorganizzazione adeguato alla mission dell’Arap. Il percorso di riorganizzazione deve coinvolgere le forze sociali sindacali, imprenditoriali, i sindaci, e i lavoratori, - ricorda la CISL. Rimangono, ancora, irrisolti alcuni problemi collegati alla situazione gestionale ed i rapporti tra gli ex Consorzi industriali e i rispettivi enti di ambito. Ad oggi una cosa è certa : l’ARAP fornisce dei servizi agli enti gestori e questi non pagano. Non siamo a conoscenza dell’organigramma dell’ente.

La CISL FP ritiene che la prima cosa da fare dal giorno dell’atto di fusione era la ricognizione delle risorse umane a disposizione e puntare alla valorizzazione delle stesse attraverso la motivazione ed il coinvolgimento. Non sono state consegnate le buste paga (cedolini) e, da alcuni mesi, neppure i buoni pasto, e i premi di produttività non sono stati erogati. Ad alcuni dipendenti che sono stati posti in quiescenza non risultavano versati tutti i contributi.

In conclusione la CISL FP sollecita la convocazione di un incontro per l’apertura di un tavolo di confronto sui temi riguardanti la contrattazione, la concertazione e l’informazione previsto dagli articoli 6, 7, e 8 del Contratto Nazionale di lavoro vigente per i lavoratori dei Consorzi industriali  al fine di chiudere tutte le problematiche.

 

Il Coordinatore Regionale FP CISL  Il Segretario Regionale FP CISL                                          

 

   Giuseppe Sciubba   -   Vincenzo  Traniello                                                                                  

 

<<  1 2 [34 5 6  >>  
La CISL AbruzzoMolise si sta adeguando al Regolamento Europeo 2016/679 in materia di protezione dei dati personali. Piu informazioni. Accetto i cookies da questo sito. Accetto