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May04

Quale sanità ai tempi del Coronavirus ?

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Quale sanità  ai tempi del  Coronavirus ?

L’epidemia  provocata dal Coronavirus, che ha colpito il nostro Paese e la nostra regione, anche se quest’ultima in maniera meno invasiva, impone una riflessione che non sia improntata al  semplice giustificazionismo  “ del senno del poi “ , ma neanche alla  ricerca di un giustizialismo ancora più deplorevole in un contesto oggettivamente complesso.

 

La CISL FP, con l’inizio della Fase 2, ritiene che la classe politica abruzzese nella sua interezza, ma chiunque si occupa di politica sanitaria nella nostra regione, abbia l’obbligo di capire cosa non ha funzionato, quali errori siano stati fatti, passati e presenti, per evitare di ripeterli.

 

Colpevole sarebbe infatti accettare analisi di comodo, risposte semplicistiche e ancora peggio fare della vuota retorica dell’emergenza.

La risposta alla pandemia in Abruzzo, come in altre regioni, ha avuto come elemento centrale la gestione ospedaliera dei malati Covid, con tutto ciò che questo tipo di gestione ha comportato in termini di diffusione del contagio, sia di altri pazienti che dello stesso personale sanitario.

Il vero problema è che questa è stata la sola e unica risposta e di conseguenza il territorio è stato abbandonato a se stesso.

La mancata attivazione delle risorse del territorio (medici di medicina generale, distretti sanitari, ADI   ecc. ) ha avuto le conseguenze drammatiche che sono sotto gli occhi di tutti. E’ comprensibile che l’urgenza di dare risposte  per il contenimento del contagio  non siano state tutte immediatamente adeguate, ma non è giustificabile aver lasciato l’assistenza degli ammalati a domicilio solo alla cura dei medici di base, con l’assenza di protocolli  e contraddittorietà delle indicazioni da seguire, creando confusione negli stessi medici,  ma anche  nei pazienti e nei familiari.

Eppure sul territorio sono presenti medici e infermieri che dovevano semplicemente essere coordinati e attrezzati. Invece sono stati lasciati non solo senza indicazioni e protocolli chiari, ma anche senza dispositivi di protezione adeguati e senza possibilità di prescrivere tamponi per la diagnosi e la prevenzione.

Si è evidenziata, a giudizio della CISL FP, una grave pecca strutturale del sistema sanitario regionale abruzzese, un deficit  macroscopico della medicina territoriale che va immediatamente colmato superando la logica ospedalocentrica  della sanità  e concependo l’ ospedale solo come luogo di cura delle acuzie.    

 

La CISL FP ritiene imprescindibile , nella Fase 2 , il coinvolgimento del territorio non solo nominalmente, ma attraverso dei protocolli che mettano nelle condizioni ottimali i medici di famiglia e le strutture territoriali per  fare prevenzione e cura.  

May20

“Da 14 anni ARIS e AIOP non rinnovano il contratto della sanità privata e da 8 anni quello delle rsa” E’ UNA VERGOGNA!

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“Da 14 anni ARIS e AIOP non rinnovano il contratto della sanità privata e da 8 anni quello delle rsa”  E’ UNA VERGOGNA!

Le segreterie regionali FP CGIL- CISL FP - UIL FPL hanno chiesto al Presidente ed all’Assessore regionale della sanità un incontro urgente in merito alla vertenza in atto per il rinnovo del CCNL della Sanità Privata vista la Proclamazione dello Sciopero Nazionale per il prossimo 18 Giugno.
La rottura definitiva si è perpetuata nelle scorse ore a seguito di dichiarazione delle nostre controparti Aris ed Aiop che ancora una volta mettono in discussione la sostenibilità del rinnovo contrattuale, dopo aver sottoscritto un verbale presso il Ministero con le Regioni e il Governo, dopo aver raggiunto un accordo con i nostri sindacati sulle tabelle economiche, dopo aver avuto ulteriori conferme dell’impegno massimo delle Regioni a risolvere anche nei territori dove gli accordi sulla remunerazione delle prestazioni erano in ritardo, oggi si utilizza la pandemia per chiedere ulteriori risorse, che comunque sono arrivate sia dal Dl Cura Italia che dal Dl Rilancio.
La misura è colma da 14 anni i lavoratori della sanità privata e da 8 quelli delle rsa non vedono alcun aumento a fronte di profitti delle imprese che continuano a crescere grazie al contributo pubblico.
E’ una vergogna!
Per questo abbiamo chiesto al Presidente Marsilio ed all’Assessore Verì di adoperarsi per i lavoratori che garantiscono quei servizi e che meritano di vedersi rinnovato il Contratto. Non possiamo più giudicare affidabili soggetti datoriali che nel corso di questi mesi hanno disatteso ogni impegno, non solo convenuti ai tavoli negoziali, ma anche quelli pattuiti ai tavoli istituzionali.
In molte Regioni si sta procedendo alla risoluzione degli accreditamenti tema cruciale nell’ambito della discussione del Patto della Salute.
I datori di lavoro si definiscono, impropriamente, la componente di diritto privato del sistema sanitario nazionale, volendo far riferimento ai rapporti che intercorrono tra le loro aziende e gli enti pubblici, ebbene questi rapporti sono regolati da vincoli non solo regolativi, normativi ma anche etici e queste imprese li violano non riconoscendo la giusta ed equa retribuzione ai lavoratori grazie ai quali fanno profitto utilizzando risorse del sistema pubblico.
Chiediamo che di fronte a questa ingiustizia le Istituzioni si adopererino per ripristinare una corretta modalità di relazione non solo tra le parti negoziali ma nel riaffermare il principio che i soggetti che operano in convenzione, accreditamento o concessione con il sistema pubblico devono operare nel rispetto dei diritti del lavoro oltre che delle norme che regolano il rapporto tra soggetti pubblici e privati.




 FP CGIL                                                       CISL FP                                                    UIL FPL
 f.to Paola PUGLIELLI                             f.to Vincenzo MENNUCCI                       f.to Pino DE ANGELIS

Mar30

Case di riposo un campanello d’allarme

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Case di riposo un campanello d’allarme

Le case di riposo sono un’emergenza non solo per gli anziani ospiti ma anche per tanti lavoratori e per le loro famiglie, che quotidianamente cercando di assistere queste persone vulnerabili.

Purtroppo il coronavarisu ha bussato alla porte prima a Loreto Aputrino e poi a Pescara all’Istituto Sorelle della Misericordia. “Sono un focolaio di infezione come è avvenuto nelle regioni del nord”, ha affermato Traniello Segretario della CISL FP.  “La prevenzione, - come ha ricordato più volte la CISL FP -, avrebbe evitato la diffusione del virus tra gli ospiti ma anche tra il personale, a cui sono state affidate al loro impegno e alla loro generosità le strutture residenziali”.

“Dobbiamo creare un coordinamento regionale per salvaguardare le case di riposo di tutta la regione Abruzzo. Le Aziende sanitarie provinciali, - continua in una nota Traniello-, devono con urgenza fare maggiori controlli in tutte le strutture private prevedendo tamponi, con particolare attenzione alle Residenze sanitarie Assistenziali. Inoltre, il personale deve essere tutelato devono essere garantite le regole di salute e sicurezza come previste dal Protocollo firmato con il Governo, in modo particolare devono avere i Dispositivi di Protezione individuali, per poter assistere gli ospiti e svolgere il loro lavoro in tranquilità”.

“Questa rappresenta un’altra sfida per la Regione e le Istituzioni salvare gli anziani e supportare il lavoro degli operatori delle Case di riposo, perché rischiano di essere una bomba ad orologeria sanitaria per la diffusione del Covid-19. In questo periodo dobbiamo responsabilmente tutelare tutti i cittadini da ogni rischio di contagio, - conclude Traniello

 

 

Il Segretario Generale

   Vincenzo Traniello

Mar27

Asl 2 Abruzzo: Una Direzione strategica disorienta

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Asl 2 Abruzzo:  Una Direzione strategica disorienta

“Dopo 20 giorni dal primo D.P.C.M. emanato dal Governo e il proliferare di una epidemia da tempo annunciata, la Direzione strategica della ASL Chieti, Lanciano , Vasto, non ha ancora individuato in maniera certa  i percorsi epidemiologici e le strutture ospedaliere da destinare alla presa in carico dei pazienti contagiati da Covid19”, - denuncia Vincenzo Traniello, Segretario Generale della Federazione del Pubblico Impiego della CISL.

 Per la CISL FP AbruzzoMolise, “non è più consentito temporeggiare, anche perché i focolai di contagio nella provincia di Chieti si moltiplicano e le strutture ospedaliere sono già in affanno. Questo atteggiamento tentennante sta creando confusione e disorientamento sia tra gli operatori sanitari che tra i cittadini.

Inoltre, non possiamo stare in silenzio davanti ad una forte carenza dei dispositivi di protezione individuali (mascherine, camici, ecc..) per il personale medico, infermieristico, tecnico e ausiliare”- continua Traniello-. “Il personale viene quotidianamente esposto al contagio, ed inoltre lo stesso personale diventa veicolo, inconsapevole, della diffusione del virus, come già avvenuto a Vasto e Lanciano. A tutto il personale sanitario e di supporto, che ha contatti quotidiani con i pazienti, vanno fatti i tamponi.

Manca la regia della Direzione Sanitaria aziendale, tutto viene lasciato alla buona volontà e alla capacità decisionale dei singoli responsabili sanitari di presidio. Il personale sanitario non può essere mandato allo sbaraglio con conseguenze anche pesanti per la popolazione, per le scelte di una Direzione che si attarda ad ottemperare alle prescrizioni burocratiche, piuttosto che a porre in essere tutti quei provvedimenti per salvaguardare la salute e la vita delle persone.

Il Sindacato, responsabilmente, comprendendo l’emergenza che tutto il Paese vive in questi giorni, non si ferma a denunciare le carenze, ma vuole contribuire attraverso i suoi associati, medici, infermieri e tecnici, a dare il proprio apporto alla soluzione dei problemi sanitari e logistici che incombono sulla ASL di Chieti.

 

Il Segretario Generale

   Vincenzo Traniello

Mar26

IL SILENZIO ASSORDANTE DELLA REGIONE ABRUZZO

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IL SILENZIO ASSORDANTE DELLA REGIONE ABRUZZO

Le scriventi segreterie stigmatizzano il comportamento della Regione Abruzzo che nonostante le ripetute note, segnalazioni, diffide prodotte e trasmesse nell’ultimo mese  si guardano bene da aprire un confronto ed una interlocuzione con chi rappresenta le lavoratrici ed i lavoratori che oggi, in piena emergenza COVID – 19, garantiscono con spirito di sacrificio la propria attività professionale nei servizi e nelle strutture sanitarie, socio sanitarie e socio assistenziali sia pubblici che privati, e nei servizi territoriali (MMG, PLS, specialistica ambulatoriale, continuità assistenziale).

Abbiamo chiesto di essere urgentemente informate e contestualmente convocate in merito a:

  • l’adozione di misure utili al fine del contenimento del contagio in ambito sanitario e la situazione in ordine alla fornitura dei DPI in tutte le strutture ed i servizi del Servizio sanitario pubblico e nelle strutture private accreditate; aggiornamento dei DVR ed azioni formative del personale;
  • la possibilità di effettuare i tamponi a tutto il personale sanitario entrato in contatto con casi positivi al Covid 19;
  • le azioni di contenimento del contagio nelle attività socio-sanitarie e socio-assistenziali e di servizio negli ospedali, ad esempio pulizie, in ordine alle forniture di DPI. Aggiornamento dei DVR ed azioni formative del personale.
  • le iniziative da adottare in applicazione del D.L. 9 marzo 2020 n°14 e del D.L. 17 marzo 2020 n° 18, aventi ad oggetto le misure urgenti per l’accesso del personale sanitario e dei medici al Servizio sanitario nazionale, avendo per altro appreso dalla stampa dei bandi pubblicati da diverse ASL che hanno optato per assunzioni mediante collaborazioni continuate e continuative e/o prestazione di libera professione riaffermando ancora una volta quale considerazione si abbia per il personale sanitario anche in una fase in cui è innegabile ed evidente lo spirito di sacrificio e dedizione nell’interesse pubblico;
  • l’applicazione previsioni del CCNL Sanità in ordine alle risorse aggiuntive alla luce delle emergenza COVID – 19.

Rilevato che a oggi queste segreterie non hanno avuto alle richiamate note alcun cenno di riscontro ieri abbiamo trasmesso formale diffida alla Regione Abruzzo affinché ripristini una corretta interlocuzione con le rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori oggi impegnati in prima linea nell’emergenza COVID – 19.

Pensiamo che pur in un momento emergenziale non sono venute meno, come testimoniato dalle interlocuzioni in atto sugli stessi temi nelle altre Regioni italiane anche in quelle con situazioni oggettivamente più drammatiche rispetto a quella abruzzese, le prerogative sindacali e con esse la necessità di tenere in debito conto le istanze degli operatori della sanità oggi pesantemente colpiti dalla drammatica situazione emergenziale.

E’ necessario ancora aprire una interlocuzione proficua in ordine ad altri temi afferenti l’emergenza in atto a partire dall’individuazione di presidi COVID – 19 dedicati ed all’aumento previsto dei posti letto  in terapia intensiva, di quali numeri parliamo?  Assistiamo ad un balletto di informazioni ed adozione di atti da parte di ASL poi smentite e riscritte.

Riteniamo che ciò che serve è una struttura atta a superare l’attuale stato emergenziale e le previsioni del Decreto  Legge del 17 marzo 2020 all’art.4 consentono di acquisire strutture pubbliche e/o private per tale scopo. Quindi perché non utilizzare per l’emergenza strutture sanitarie private presenti nel territorio che dispongono di terapia intensiva e sale operatorie in alcuni casi ormai inutilizzati? Od ancora presidi ospedalieri minori nel tempo in parte chiusi? Con interventi minimi e preservando l’operatività dei presidi ospedalieri pubblici sarebbe possibile approntare una struttura dedicata ai paziento COVID 19 e contemporaneamente  continuare a rispondere agli odierni e futuri dei bisogni di salute dei cittadini

C’è ancora la necessità di dare una risposta urgente alle lavoratrici ed ai lavoratori che temono di costituire un pericolo per le proprie famiglie e quindi approntare delle strutture e dedicate che possano permettere, su base volontaria, di riposare al termine del turno di lavoro eliminando una ulteriore,ragionevole e concreta fonte di preoccupazione.

Non è più accettabile non ricevere risposte dalla Regione Abruzzo anche alla luce della recente stipula di un protocollo nazionale sui temi qui richiamati che ribadiscono la centralità del servizio sanitario nazionale e le necessarie azioni di tutela per le lavoratrici ed i lavoratori dei servizi e nelle strutture sanitarie, socio sanitarie e socio assistenziali sia pubblici che privati, e nei servizi territoriali (MMG, PLS, specialistica ambulatoriale, continuità assistenziale) di operare nella massima sicurezza, assicurando l'adozione di tutte le misure necessarie a tutela della loro salute, nonché ad evitare la diffusione del contagio nei servizi stessi ed all'interno del nucleo familiare degli addetti. .

 

    FP CGIL – FP Medici                                      CISL FPL - CISL Medici                                UIL FPL  - UIL Medici                

 Paola Puglielli – Maria Piccone             Vincenzo Traniello  -   Luigi Mascia                   Pino De Angelis – Raffaele Di Nardo           

 

is Silvana De Paolis

Feb06

RIORGANIZZAZIONE GIUNTA REGIONALE RELAZIONI SINDACALI: QUESTE SCONOSCIUTE

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RIORGANIZZAZIONE GIUNTA REGIONALE RELAZIONI SINDACALI: QUESTE SCONOSCIUTE

Continua la grottesca pantomima in regione Abruzzo per quanto riguarda le relazioni sindacali. La G.R. d’Abruzzo continua imperterrita a violare le prerogative che la legge ed il contratto attribuiscono alle rappresentanze sindacali visto che prima adotta gli atti e poi informa le Organizzazioni sindacali. Questa tardiva informazione, per altro carente,
è di fatto priva di efficacia visto che la norma prevede che l’informativa, al fine di rendere il confronto tra le parti concreto e rispettoso dei ruoli di tutti, sia data preventivamente. E’ inutile, d’altronde, un confronto in relazione ad un atto adottato e definitivo, quindi non modificabile.
Per questo unitariamente, le OO.SS. FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, DIRER e la RSU, hanno, in sede di riunione sindacale del 30 gennaio, chiesto che la Giunta regionale sospendesse con atto formale le Delibere inerenti la riorganizzazione dei Dipartimenti e Servizi per consentire un confronto leale e corretto con la RSU, le segreterie territoriali e le Confederazioni delle OO.SS., quest’ultime tenute all’oscuro di tutto. E’ evidente, in merito, la violazione
della Legge regionale 77/99 art.17, comma 2 che prevede appunto l’informativa preventiva anche alle Organizzazioni sindacali confederali.
Purtroppo la Giunta regionale non ha adottato nessun atto di sospensione e quindi oggi queste segreterie, concordemente con le confederazioni interrompono le relazioni sindacali con la Giunta regionale.
L’impressione è quella che questa riorganizzazione sia conseguente ad una visione elitaria che ha tenuto fuori da ogni possibilità di partecipazione gli stessi Dirigenti e il personale tutto, che è poi quello che materialmente produce servizi.
La motivazione che l’informazione successiva sia stata determinata dall’urgenza non giustifica quanto accaduto, soprattutto in considerazione del fatto che sono mesi che le OO.SS. chiedono di incontrarsi su questo tema.
Per queste ragioni e per la palese violazione, a nostro avviso, delle prerogative sancite dalla Legge e dal contratto ci siamo ritirati dal tavolo sindacale ed avvieremo le azioni sindacali necessarie a ripristinare corrette relazioni sindacali presso la Giunta reg.le a partire dalla convocazione delle assemblee del personale ed ogni altro mezzo utile.
I SEGRETARI GENERALI REGIONALI
FP CGIL FP CISL FPL UIL FPL DIRER/FEDIRETS
Paola Puglielli Vincenzo Traniello Giuseppe De Angelis Silvana De Paolis

Gen31

La AUSL di Pescara cancella le ore di straordinario effettuate dai dipendenti: “Le ore di straordinario vanno pagate o fruite come riposo e non si prescrivono”.

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La AUSL di Pescara cancella le ore di straordinario effettuate dai dipendenti:   “Le ore di straordinario vanno pagate o fruite come riposo e non si prescrivono”.

Con la mensilità di gennaio 2020, alcuni lavoratori, si sono visti decurtare da parte della AUSL di Pescara, le ore di lavoro straordinario effettuate nell’anno 2014.
 
Ormai da anni, vista la carenza di personale, nonché per sopperire ad ulteriori assenze fisiologiche (malattia-ferie-permessi), in fase di predisposizione dei turni di lavoro, la AUSL di Pescara procede di “default” ad inserire ore aggiuntive rispetto al normale orario di lavoro per singolo dipendente.

Alcuni lavoratori, maggiormente quelli impiegati presso reparti di emergenza/urgenza, vista la carenza di personale cronica che da anni le OO.SS e la RSU denunciano in vano, se pur decidono di non voler monetizzare la prestazione aggiuntiva, sono impossibilitati per esigenze di servizio a recuperare le ore aggiuntive lavorate.

Dalla voce utilizza in busta paga per la decurtazione delle ore, la AUSL di Pescara ritiene che le stesse sono prescritte. Qualora il lavoratore, non vuole monetizzare le ore aggiuntive lavorate e per esigenze di servizio non può fruire del permesso compensativo, la prescrizione del diritto ad ottenere gli arretrati dello stipendio e quindi anche il permesso compensativo, è di cinque anni ed il termine di prescrizione inizia a decorrere dalla cessazione del rapporto di lavoro in quanto, una volta confluite nella banca ore, il totale complessivo si commistione. Pertanto i cinque anni si contano a partire dal momento in cui il rapporto di lavoro cessa.

Oltre a ciò, va rappresentato che la AUSL di Pescara non ha mai tenuto incontri fra le parti, finalizzati al monitoraggio dell’andamento della banca delle ore e all’assunzione di iniziative tese a favorirne l’utilizzazione, di cui al comma 5 dell’art. 40 del CCNL integrativo del 20.09.2001. Quindi, risulta ulteriormente impropria la decurtazione unilaterale delle ore aggiuntive lavorate e mai recuperate per esigenze di servizio.

Con apposita nota, la CISL FP ha chiesto al Direttore Generale f.f. della AUSL di Pescara Antonio Caponetti, di non procedere alla decurtazione delle suddette ore accantonate, evidenziando che per i dipendenti a cui la decurtazione riferita alla annualità 2014 è stata già effettuata, di ripristinare la situazione originaria.  

Nella stessa nota, la CISL FP ha chiesto inoltre di trovare soluzioni aggiuntive, anche collettive, per l’utilizzo dei riposi accantonati e quindi di convocare con urgenza apposito incontro previsto dall’art. 40 del CCNL integrativo del 20.09.2001.
                        
          
              Il Segretario CISL FP
           Vincenzo MENNUCCI

Nov08

CONTINUA LO STATO DI AGITAZIONE AL COMUNE DI CHIETI PER LA DIFESA DEL CONTRATTO, DEL RUOLO SINDACALE E DEL SALARIO DEI LAVORATORI

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CONTINUA LO STATO DI AGITAZIONE AL COMUNE DI CHIETI PER LA DIFESA DEL CONTRATTO, DEL RUOLO SINDACALE E DEL SALARIO DEI LAVORATORI

Si è svolto oggi presso la Prefettura di Chieti il tentativo di conciliazione previsto dalla normativa vigente nell’ambito della dichiarazione dello stato di agitazione dei dipendenti del Comune di Chieti.

In apertura di riunione la parte sindacale unitariamente ha ribadito le ragioni alla base della protesta ed ha comunque aperto ad una composizione della questione a patto che fossero ripristinate corrette relazioni sindacali e si addivenisse alla stipula definitiva del Contratto decentrato già sottoscritto tra le parti in data 29 agosto 2019.

Il Signor Sindaco sin da subito invece ha dichiarato di non essere disponibile a ricomporre alcunché visto che, a suo dire, tutte le doglianze di parte sindacale sono prive di fondamento o quasi.

Le scriventi segreterie hanno ribadito invece che le ragioni che hanno condotto la parte sindacale a dichiarare lo stato di agitazione e nello specifico:

> mancata stipula definitiva del contratto decentrato già sottoscritto in forma di ipotesi tra le parti;

> obbligatorietà a discutere e contrattare con le rappresentanze sindacali, tutte, la eventuale sottrazione di risorse dal salario accessorio di tutti i dipendenti delle risorse necessarie al pagamento delle PO;

sono valide e supportate dalle previsioni contrattuali e legislative vigenti.

Per altro anche le altre questioni sollevate da parte sindacale, ad esempio in merito alla mancata informazione preventiva su materie per le quali invece la fonte contrattuale la prevede od ancora sulla obbligatorietà di contrattare annualmente il fondo per la ripartizione del salario accessorio dei dipendenti, ha trovato da parte dei rappresentati del Comune di Chieti il totale disconoscimento.

Per queste ragioni il confronto odierno, ed anche il tentativo di ricomposizione esperito dal vicario Dott. Di Gaetano che ha proposto di concordare una data a breve termine per una riconvocazione delle parti,  si è concluso, per indisponibilità della parte pubblica, negativamente.

Alla luce di ciò le scriventi convocheranno nei prossimi giorni l’assemblea sindacale dei dipendenti e, alla luce degli odierni accadimenti, saranno decise le modalità di prosieguo dell’azione sindacale.

Inoltre sarà valutata l’attivazione degli strumenti legali a tutela delle prerogative sindacali che ad avviso delle scriventi sono state ampiamente disattese dalla parte pubblica.

 

                                                   

     FP CGIL                              CISL FP                                 UIL FPL                              C.S.A.

Paola Puglielli                  Vincenzo Mennucci                   Marco Angelucci            Walter Falzani

Ago30

COMUNE CHIETI: FINALMENTE IL CONTRATTO PER I DIPENDENTI

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COMUNE CHIETI: FINALMENTE IL CONTRATTO PER I DIPENDENTI

Il Segretario CISL FP Abruzzo Molise Vincenzo Mennucci e il Segretario Aziendale CISL FP Claudio Fedele, si ritengono soddisfatti dei degli accordi sottoscritti in favore dei dipendenti dell’Ente comunale di Chieti.

All’incontro sindacale del 29.08.2019, tra le OO.SS./R.S.U. con la Parte Pubblica, è stato, finalmente, sottoscritto all’unanimità l’ipotesi di contratto, nel quale sono stati siglati importanti e sostanziali riconoscimenti economici per alcuni istituti previsti dal CCNL, come ad esempio le specifiche responsabilità, l’esposizione al rischio, disagio e maneggio valori, nonché disciplinati i nuovi istituti riguardanti gli operatori della Polizia Locale.

Infatti, ai dipendenti della Polizia Locale, così come il CCNL prevede, hanno riconosciuto  riconoscimento l’indennità di servizio esterno e di funzione, quindi vengono, per la prima volta, previsti, nuovi ed importanti istituti che danno il giusto riconoscimento agli appartenenti del Corpo di Polizia Locale del Comune di Chieti.

Inoltre è stata prevista la procedura per l’attribuzione delle eventuali Progressioni Economiche Orizzontali, che la CISL FP nella contrattazione di secondo livello richiederà di stanziare le risorse.

Nell’incontro sindacale sono stati sottoscritti anche il regolamento per le attribuzioni delle Posizioni Organizzative al fine di ripristinare gli incarichi, e il regolamento degli incentivi, che dovevano essere contrattati con la parte sindacale da diversi anni.

Inoltre il Fondo delle risorse decentrate anno 2018, è stato ripartito, in una delle precedenti riunioni, in € 150.000,00 per la performance individuale ed € 50.000,00 per specifiche responsabilità, importi che verranno erogati ai dipendenti dell’Ente, negli stipendi delle prossime mensilità.

La CISL FP, al termine di un lungo lavoro portato avanti al tavolo della contrattazione, ritiene di aver contribuito alla sottoscrizione di importanti strumenti atti al riconoscimento delle tante professionalità che contribuiscono giornalmente al miglioramento dell’organizzazione del lavoro nonché dei servizi alla collettività del Comune di Chieti.

 

 

   Il Segretario CISL FP Abruzzo Molise

          Vincenzo MENNUCCI                                                                                                                               

Lug24

Teate Servizi

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Teate Servizi

Nella giornata odierna si è tenuta una assemblea con i lavoratori di Teate Servizi per fare il punto della situazione. In precedenza si è tenuto l'incontro con la Società per avere notizie sulle
diverse tematiche.
1) Il Comune ha grossi problemi di liquidità  tali da non consentire il pagamento delle retribuzioni;
Non è dato sapere quando verranno erogati;
2) sulle conversioni a tempo indeterminato per i 16 vincitori di concorso continuano a persistere  diversi rimpalli di responsabilità  su atti compiuti e da compiere tra Teate Servizi, Socio Unico, Controllo analogo, ecc. ; che vanno dalla ennesima presentazione del piano industriale,  alla mancata approvazione del bilancio 2018,  alla presentazione del bilancio preventivo 2019 con relativo conto economico, ecc.
3) non ci sono notizie circa la volontà di procedere con un avviso pubblico per i lavoratori attualmente a tempo determinato.
4) in tutto questo siamo fortemente preoccupati anche per il futuro complessivo di Teate Servizi.

Per tutte queste ragioni
venerdì 26 luglio 2019
dalle ore 11.30 alle ore 13.30
ci sarà un presidio dinnanzi al Comune di Chieti
con relativa conferenza stampa.

Ci riserviamo naturalmente ulteriori iniziative qualora non dovessere arrivare risposte concrete.

Cisl-Fp         Confsal Fenal          Cgil-Fp
Traniello             Ricciuti                 Rucci    

May08

Provincia di Isernia.

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Provincia di Isernia.

Si è tenuta nella sala gialla presso la sede della Provincia di Isernia l’Assemblea Sindacale organizzata dalla CISL FP Regione Molise per discutere della situazione del personale dipendente della Regione Molise alla luce delle due determinazioni riorganizzative e la riassegnazione del personale all’interno dei servizi autonomi della presidenza della giunta regionale e dei dipartimenti.
La questione oggetto di maggiore interesse è stata quella riguardante il trasferimento fisico degli uffici e delle attività ad essi connesse verso Campobasso con il relativo personale, con ciò arrecando danno alla collettività isernina che, ancora una volta, viene ad essere privata dei servizi di interesse generale.  
L’Assemblea, quindi, alla luce delle numerose problematiche emerse, ha deciso di conferire mandato allo scrivente sindacato al fine di intervenire presso la Presidenza della Giunta regionale per favorire decisioni concordate che portino, nelle more, alla cessazione degli effetti dei provvedimenti dirigenziali assunti; ciò anche al fine di evitare che le lamentate illegittimità comportino gravi disagi all’utenza isernina.
Sin da ora, i dipendenti, confidando in una soluzione favorevole, chiedono misure risolutive urgenti, significando che, in difetto, dovranno tutelare le proprie posizioni nelle sedi opportune.
E’ di evidenza che questo sindacato, in assenza di concrete misure, provvederà anche alla tutela delle proprie prerogative sindacali.
Si rappresenta che, nel corso della assemblea, non sono mancate lamentele nei confronti di amministratori e politici locali ed in particolare di quelli regionali eletti nella provincia di Isernia che, sebbene al corrente dei provvedimenti penalizzanti in parola, nulla, ad oggi, hanno fatto.
Riguardo all’emendamento legislativo proposto in materia dal PD, riflettente la “ ..salvaguardia dei servizi essenziali sui territori e quindi del personale regionale ivi assegnato” sono emerse forti critiche in quanto tale modifica normativa penalizza maggiormente l’utenza isernina in quanto i pochi servizi rimasti nel capoluogo sono da ritenersi ormai tutti essenziali alla stregua  di quelli del capoluogo regionale.
Si resta, quindi, in attesa di sollecita convocazione da parte della Giunta regionale entro il termine massimo del giorno 16 maggio 2019.



    
UGL
Gianna De Amicis

Mar13

Fondazione Paolo VI

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Fondazione Paolo VI

FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, FIALS e UGL denunciano la mancata presenza del Vescovo al tavolo di trattativa, chiaro disinteresse della Direzione della Fondazione riguardo ai problemi dei lavoratori e dei servizi sanitari.

All’incontro sindacale richiesto oltre un mese fa dalle OO.SS per discutere sui temi di grande interesse dei lavoratori della Fondazione Paolo VI, sua Eccellenza il Vescovo Tommaso Valentinetti, in qualità di  Presidente della Fondazione non si è presentato alla trattativa convocata per ieri. Preso atto di quanto gravemente accaduto, le Organizzazioni Sindacali unitamente alle Rappresentanze Sindacali Aziendali, hanno rappresentato la loro irritazione di fronte ad un gesto così duro che palesemente ha evidenziato il disinteresse del Vertice della struttura nei confronti dei problemi dei lavoratori e dei servizi sanitari che essi producono per la collettività, portandoli ad interrompere la trattativa sindacale in corso e chiedendo quindi l’aggiornamento della stessa.

La presenza del massimo Vertice della Fondazione al tavolo della trattativa è indispensabile, vista l’importanza dei temi posti all’ordine del giorno che sono frutto di espresse richieste sindacali, a cui solo il “Datore di Lavoro” può dare risposte chiare ed immediate.

    Inoltre, le OO.SS e le RSA, ritengono che sia prioritario conoscere e discutere sulle questioni di interesse generale della Fondazione celermente e a tal proposito, viste le numerose richieste cadute nel nulla, tornano nuovamente a  esigere la consegna di un piano industriale dettagliato. Tale specifica richiesta, viene nuovamente rimarcata anche perché da qualche tempo vengono diffuse voci incontrollate all’esterno della Fondazione e che se vere, devono essere trattate e risolte nell’immediatezza per il bene dei lavoratori e dei servizi, al contrario, se non veritiere, necessitano di immediata smentita onde evitare inutili strumentalizzazioni già in atto da parte di qualcuno.

    Qualora la Direzione della Fondazione, non provvede a fissare entro brevissimo tempo un incontro sindacale alla presenza del Vescovo Tommaso Valentinetti, le OO.SS. e le RSA  intraprenderanno tutte le iniziative sindacali del caso a tutela dei lavoratori e dei preziosi servizi che essi producono alla collettività in termini di sanità e cura alla persona.


FP CGIL Pescara
Leonida Mazza    
CISL FP Abruzzo Molise
Vincenzo Mennucci
  
UIL FPL Pescara
Francesco Marcucci    
FIALS
Gabriele Pasqualone



    
UGL
Gianna De Amicis

Feb15

Ruolo strategico dei Centri per l’Impiego per le politiche attive del lavoro

Categoria: Notizie - FP

Ruolo strategico dei Centri per l’Impiego  per le politiche attive del lavoro

Dal 6 marzo sarà possibile presentare la domanda per accedere alla misura del “Reddito di Cittadinanza”. Il sussidio erogato sarà soggetto all’adesione ad un "percorso personalizzato di accompagnamento all'inserimento lavorativo e all'inclusione sociale": i beneficiari dovranno iscriversi alla piattaforma dedicata alla ricerca di lavoro, svolgere una ricerca attiva del lavoro, accettare i percorsi di formazione. Le persone saranno obbligate ad accettare almeno una delle tre proposte di lavoro suggerite, mentre dopo 12 mesi di fruizione del sussidio bisognerà accettare la prima offerta  proposta dai Centri per l’impiego.

          “Ad oggi, - denuncia la CISL FP -, Centri per l’impiego abruzzesi non sono pronti ad assolvere a questo nuovo compito sia per mancanza di strutture tecniche sia per carenza di numero di dipendenti, che sono appena 163 unità su tutto il territorio regionale, rispetto una dotazione organica presumibile di circa 500 lavoratori. In Abruzzo è necessario affrontare con rapidità le problematiche strutturali e organizzative dei Cpi”.

          “In prossimità di una scadenza come quella del 6 marzo i CPI sono collocati  in un “limbo” e lasciati senza punti di riferimento stabili sia sotto l’aspetto organizzativo che strumentale”, - continua Vincenzo Traniello Segretario CISL FP. I Centri per l’impiego sono strutture pubbliche strategiche per un rilancio autorevole delle politiche attive del lavoro in una Regione come l’Abruzzo con un tasso di disoccupazione che si attesta intorno all’11%” .

          “E’ urgente e necessario procedere a colmare  il gap rispetto alle risorse strutturali, agli strumenti ed alle azioni formative. Non si riescono a garantire i livelli essenziali delle prestazioni né per i cittadini, né per il personale in forza alla struttura regionale.”, - continua il Segretario della CISL FP AbruzzoMolise. Manca un programma e un percorso formativo per gli operatori che dovranno seguire e dare risposte a coloro che avranno diritto al Reddito di cittadinanza. I Centri per l’impiego  ancora non si attrezzano adeguatamente per creare le condizioni minime di una struttura coordinata a livello regionale presente capillarmente sul territorio nell’erogazione e l’incrocio tra la domanda e l’offerta di lavoro. Esiste una forte disomogeneità tra i Centri per l’impiego che deve essere affrontata in maniera strutturale potenziando gli organici dei CPI, che negli ultimi anni hanno visto assottigliarsi, per effetti del mancato turnover, il numero del personale impiegato”, - chiede il Segretario delle CISL FP.

           “Un rilancio dei Centri per l’Impiego non può prescindere da quelle professionalità che per anni sono state utilizzate nei centri per l’impiego delle province abruzzesi. Un’azione di recupero di queste competenze e professionalità potrebbe dare un impulso al rafforzamento strategico  del ruolo dei CPI nel’attuazione delle politiche attive del lavoro e nell’erogazione del reddito di cittadinanza”.

          “Chiediamo alla nuova Giunta Regionale e alla tecno struttura dirigenziale di porre in essere tutti gli strumenti normativi e organizzativi che in tempi brevi consentono di recuperare quei lavoratori precari che per anni sono stati utilizzati attraverso forme contrattuali diverse nei CPI. Un rilancio delle Politiche attive del lavoro non può prescindere da investimenti corposi sulle risorse umane e strutturali dei Centri per l’Impiego”, - ha concluso Traniello della CISL FP.

    

 Il Segretario Generale

  Vincenzo Traniello                                                                           

Dec10

Centri per l’Impiego allo sbando!!!

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Centri per l’Impiego allo sbando!!!

La CISL Funzione Pubblica chiede alla Regione Abruzzo di affrontare con rapidità le problematiche strutturali e organizzative dei Centri per l’impiego, a seguito della Legge di stabilità che ha previsto il passaggio del personale in forza ai Centri per l’Impiego alla relativa Regione.

          “I lavoratori dei Cpi, dal primo luglio 2018, sono diventati dipendenti della Regione Abruzzo, ma a distanza di 6 mesi sono collocati in un “limbo” e lasciati allo sbando senza punti di riferimento stabili sia sotto l’aspetto organizzativo che strumentale”, - denuncia Vincenzo Traniello Segretario CISL FP.

          “I Centri per l’impiego, - ricorda Traniello nel suo intervento alla conferenza stampa di questa mattina presso la sede della Cisl a Pescara - sono strutture pubbliche strategiche per un rilancio autorevole delle politiche attive del lavoro in una Regione come l’Abruzzo con un tasso di disoccupazione che si attesta intorno all’11%” .

          “I Centri per l’impiego non sono operativi e manca una figura dirigenziale di riferimento che si occupi esclusivamente della loro funzionalità , della omogeneizzazione delle procedura, degli orari di apertura al pubblico, nonché della risoluzione delle molteplici criticità operative (rete intranet, rete internet, protocollo, mail pec ), ma soprattutto un percorso di formazione per gli operatori. Ad oggi, i dipendenti dei Centri per l’Impiego sembrano essere figli di un dio minore, - denuncia  la Federazione del pubblico impiego della CISL.

          La Regione ancora non si attrezza adeguatamente per creare le condizioni minime di una struttura coordinata a livello regionale presente capillarmente sul territorio per dare risposte qualificate e competenti nell’incrocio tra la domanda e l’offerta di lavoro e nell’erogazione del reddito di cittadinanza.

          “Esiste una forte disomogeneità tra i Centri per l’impiego, - denuncia Vincenzo Traniello -, che deve essere affrontata in maniera strutturale potenziando gli organici dei CPI, che negli ultimi anni hanno visto assottigliarsi, per effetti del mancato turnover, il numero del personale impiegato compromettendo così l’erogazione dei livelli essenziali delle prestazioni.

          “Siamo ancora lontani da quanto sarebbe ormai indispensabile rispetto al pieno funzionamento della Rete  delle politiche del lavoro non si procede a colmare  il gap rispetto alle risorse strutturali, agli strumenti ed alle azioni formative. Non sono risolti i nodi propedeutici rispetto al sistema informativo per delineare una prima organizzazione del lavoro. Non si riescono a garantire i livelli essenziali delle prestazioni né per i cittadini, né per il personale in forza alla struttura regionale”, - continua il Segretario della CISL FP AbruzzoMolise.

          “Un rilancio dei Centri per l’Impiego è strategico per l’attuazione delle politiche attive del lavoro e per l’erogazione del reddito di cittadinanza, ma un loro rafforzamento non ha senso, se non si hanno chiare la funzione e il rapporto con gli altri soggetti coinvolti nelle politiche attive. Un potenziamento della rete dei Centri per l’impiego potrebbe contribuire a contrastare più efficacemente una delle maggiori problematiche che caratterizzano il mercato del lavoro: il divario tra competenze reali dei lavoratori e competenze richieste dalla domanda di lavoro; ma, soprattutto, rappresentare anche una risposta all’emergenza dilagante della povertà. Un rilancio delle Politiche attive del lavoro non può prescindere da investimenti corposi sulle risorse umane e strutturali dei Centri per l’Impiego”, - ha concluso Traniello della CISL FP.

      Il Segretario Generale

                                                                                                                                  Vincenzo Traniello                                                                           

 

 

 

Oct10

Sezione Staccata Autonoma di Pescara

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Sezione Staccata Autonoma di Pescara

All’interno della Sezione Staccata Autonoma di Pescara (Comando Forze Operative Nord – Ministero della Difesa) da ormai troppo tempo si riscontra un deterioramento delle relazioni tra il Comandante ed i lavoratori, con inevitabili ripercussioni sulla qualità e la serenità dell’ambiente di lavoro.
Tale deterioramento è determinato dalle modalità di gestione del personale civile dell’Ente, che in mancanza di puntuali motivazioni e informative, potrebbero essere interpretate come particolarmente autoritarie o ritorsive e destano forte preoccupazione fra i dipendenti.
Ad esempio si registra l’assunzione di alcuni provvedimenti aventi ad oggetto procedimenti disciplinari e valutazioni del personale che, approdati nelle opportune sedi di Commissione disciplinare e di conciliazione, si sono poi rivelati infondati, con il pieno riconoscimento delle ragioni avanzate dai dipendenti ed il proscioglimento delle azioni disciplinari.
Anche il fermento organizzativo messo in atto attraverso continui conferimenti, revoche e modifiche di incarichi per il personale civile, in attesa di una più volte annunciata “riorganizzazione dell’Ente”, ma in assenza di qualsiasi spiegazione alle parti sindacali, nonostante le formali richieste, rendono di difficile comprensione sia le motivazioni che la opportunità dei provvedimenti adottati.
Le relazioni sindacali, peraltro, sono state inficiate dalla assenza di informative, sia preventive che successive, e le varie richieste inoltrate per conoscere le motivazioni rispetto ai provvedimenti adottati hanno ricevuto, nella migliore delle ipotesi, risposte insoddisfacenti, caratterizzate da contenuti per nulla puntuali rispetto alle doglianze rappresentate.
La situazione descritta ha determinato inaccettabili condizioni di disagio lavorativo, tali da rendere necessario l’intervento dei coordinatori nazionali delle scriventi OO.SS. presso il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, e non si esclude la possibilità di sottoporre la questione all’attenzione del Ministro della Difesa Elisabetta Trenta la quale, nelle sue dichiarazioni, ha mostrato notevole sensibilità verso la tutela del benessere dei lavoratori in servizio presso il proprio Ministero, né tanto meno di ricorrere allo stato di agitazione ed alle vie legali.

 

Segreteria Provinciale FP CGIL Pescara Enrico Sodano    

Il Segretario CISL FP Vincenzo Mennucci
 

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