Tesseramento Cisl 2022

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  • Chi Siamo

    Chi siamo - Cisl Abruzzo Molise

     

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    Siamo un’associazione di persone, uomini, donne, giovani, anziani, occupati, pensionati e disoccupati che pensano, si confrontano, agiscono insieme, convinti di poter contribuire a migliorare le condizioni di lavoro e di vita nella società abruzzese e molisana.

    Crediamo nella solidarietà, che deve sempre orientare la nostra azione, soprattutto a tutela di chi sta peggio di noi, di chi è emarginato.

    Crediamo in un sindacato libero da condizionamenti, capace di determinare i propri obiettivi, le vie ed i mezzi per raggiungerli, in completa autonomia dai governi e dai partiti.

    Crediamo nella partecipazione attiva dei lavoratori alla vita delle imprese, perché siano protagonisti delle scelte e possano intervenire consapevolmente nelle decisioni che li riguardano.

    Crediamo nel confronto, nel dialogo e nella concertazione con gli imprenditori, con il governo regionale e con le istituzioni abruzzesi per definire l’impegno comune a ricercare le migliori soluzioni ai problemi della disuguaglianza sociale e della mancanza di lavoro e per garantire lo sviluppo sostenibile delle nostre Regioni.

     

     
  • Codice Etico



    CODICE ETICO E COMPORTAMENTALE DELLA CISL

    Con il Codice etico e comportamentale, tutti i/le dirigenti, gli/le operatori/trici, i/le
    attività, ad operare nel rispetto delle norme statutarie e regolamentari e sulla base
    dei principi di integrità, correttezza, onestà e legalità.
    Si tratta di promuovere e affermare maggiormente un modello di relazioni tra
    strutture sindacali, dirigenti, militanti e associati/e per valorizzare espressioni
    comportamentali e relazionali intese quali cornici di riferimento della missione CISL
    finalizzata al rafforzamento del rapporto fiduciario e partecipativo dentro
    l'organizzazione e con i/le nostri/e associati/e e con tutto il mondo del lavoro.

    1. FINALITÀ E VALORI

    La CISL si richiama e si ispira, nella sua azione, a valori che pongono al centro della
    sua azione la centralità della persona, per realizzare la solidarietà e la giustizia
    sociale.
    Cosi come, la CISL è impegnata a realizzare le condizioni di uno sviluppo economico
    che permetta lo sviluppo della personalità umana attraverso la giusta soddisfazione
    dei suoi bisogni materiali, intellettuali e morali, familiari e sociali.
    La difesa e rappresentanza degli interessi dei/delle lavoratori/trici, per la CISL si
    esplicano attraverso il principio della supremazia del lavoro sul capitale, del
    privilegio della via negoziale su quella legislativa per la regolazione dei/delle
    lavoratori/trici e datori di lavoro, nell'adesione libera e spontanea dei lavoratori alla
    CISL, nel pluralismo e democrazia interna all'organizzazione.
    I valori di riferimento della CISL nello svolgimento della sua azione sindacale sono:

     la solidarietà, tra persone, gruppi o posizioni sociali diverse;
     il rispetto e la valorizzazione delle diversità culturali, etniche, religiose, in una
    prospettiva di società multiculturale e multietnica;

    1

     la mutualità, modalità che attraverso l'unione delle forze e lo scambio
    solidaristico consente di raggiungere obiettivi comuni;


     la legalità, che garantisce parità di condizione per l'insieme dei soggetti
    impegnati nei settori di riferimento e più in generale nella società.

    2. PRINCIPI ETICI E COMPORTAMENTALI GENERALI

     Rispetto della legge, correttezza ed eticità dei comportamenti
    La CISL in tutte le sue articolazioni si impegna rigorosamente al rispetto delle leggi e
    delle norme vigenti, dello Statuto e regolamenti dell'organizzazione e ad operare
    con correttezza e in coerenza con i principi etici dichiarati nel presente codice etico.
    Lo stesso impegno riguarda i/le dirigenti, operatori/trici, collaboratori/trici e
    associati/e di tutti i livelli dell'organizzazione, sia verticale che orizzontale ed inoltre,
    tutti/e coloro che operano nei servizi, enti, associazioni e società promosse dalla
    Cisl.

     - Certezza delle regole e delle sanzioni

    Diventa ineludibile per un'associazione di rappresentanza, come la CISL, riaffermare
    il "sacro principio" del rispetto delle regole e delle norme contenute nello Statuto e
    Regolamenti che liberamente l'organizzazione si è data.
    Così come il principio" di prevedere applicare sanzioni " in caso di violazione delle
    regole deve diventare la norma che regola la vita associativa.

     - Autonomia e indipendenza

    La CISL si impegna ad operare con piena autonomia ed indipendenza da qualsiasi
    influenza esterna (Stato, governi, partiti, controparti, ecc.) avendo ad esclusivo
    riferimento la tutela degli interessi dei/delle propri/e associati/e e i principi e valori
    stabiliti dal proprio Statuto.
    Ugualmente i/le dirigenti, operatori e collaboratori/trici dell'organizzazione non
    devono mai subordinare tali interessi ad interessi personali, economici e di altra
    natura.

     - Sobrietà e gestione efficiente

    Ricordando che gran parte delle risorse economiche e finanziarie utilizzate
    dall'organizzazione provengono dal contributo autonomo e volontario dei/delle
    lavoratori/trici e pensionati/e con la trattenuta sindacale mensile:

     La CISL si impegna ad adottare e promuovere comportamenti contrassegnati
    da sobrietà, nella consapevolezza che l'attuale fase sindacale e sociale
    richiede rigore e buona amministrazione, da rappresentare soprattutto ai/alle
    nostri/e associati/e;

     La CISL si impegna a usare tutte le risorse disponibili nel modo migliore,
    evitando in particolare qualunque forma di spreco.

     - Trasparenza

    Al fine di rendere trasparente la gestione delle risorse, la CISL è impegnata ad
    effettuare e rendere pubblica una rendicontazione chiara e trasparente, sia
    economica e finanziaria, che sociale.
    E proprio dal punto di vista della trasparenza la CISL adotta il sistema della firma
    congiunta per la gestione di tutti i conti correnti utilizzati dalle strutture
    dell'organizzazione.
    Tale principio di trasparenza dovrà riguardare tutti gli ambiti e i livelli
    dell'organizzazione ed Enti, società e associazioni della CISL con l'obiettivo da
    realizzarsi in tempi rapidi del bilancio aggregato per ogni livello dell'organizzazione.

     - Centralità della persona e partecipazione degli associati

    La CISL promuove il rispetto e la dignità delle persone che operano a vario titolo
    nell'organizzazione e si impegna a valorizzare il contributo di ciascuno/a, in quanto
    fonte di arricchimento ed utile all'azione sindacale.
    La CISL è impegnata a rafforzare le dinamiche di partecipazione democratica,
    informata e consapevole degli/delle associati/e alla elaborazione delle linee di
    politica sindacale e alla vita dell'associazione

     - Promozione della legalità

    La CISL è impegnata a promuovere attivamente la cultura della legalità e della
    responsabilità sociale operando in primo luogo nell'attività di contrattazione
    aziendale, territoriale e sociale per sostenere la creazione di una economia e società
    sostenibile e rispettosa della dignità e dell'integrità della persona.

    3. NORME DI COMPORTAMENTO - AMBITI SPECIFICI

     Acquisto e utilizzo di beni, strutture e servizi
    La CISL nell'acquisto e nell'utilizzo di beni, strutture, attrezzature e servizi si impegna
    a fare in modo che:

     le loro caratteristiche e dimensionamento siano strettamente
    commisurate alle reali necessità;

     possiedano caratteristiche di sobrietà;

     siano scelti sulla base di criteri di qualità tecnica e prezzo sia di natura
    etica, ambientale e sociale.

     privilegiare per la realizzazione di eventi, convegni e incontri formativi
    strutture di ospitalità gestite da soggetti dell'economia sociale,
    laddove presenti ed adeguati alla funzione;

     effettuare l'acquisto di gadget destinati al proselitismo tenendo in
    considerazione anche criteri etici, ambientali e sociali;

     dotarsi di autovetture aziendali con caratteristiche di sobrietà al ruolo
    sociale esercitato e strettamente commisurate alle esigenze operative;

     ottimizzare la gestione energetica delle sedi delle strutture;

     creazione di albi nazionali e/o regionali per la fornitura di beni,
    materiali e servizi necessari per l'attività sindacale.

     Rendicontazione economica e sociale

    La CISL è impegnata:

    a) realizzare e rendere pubblico il rendiconto annuale relativo agli aspetti
    economici-patrimoniali;

    b) realizzare e rendere pubblico l'aggregato delle risorse derivanti dai
    bilanci di tutte le strutture della CISL;

    c) realizzare e rendere pubblico ogni anno un documento di
    rendicontazione sociale relativo alle attività svolte ed ai risultati
    raggiunti nella propria missione istituzionale;

    d) rendere pubblica la lista di consulenti e fornitori;

    e) affidare alle società Caf regionali la tenuta contabile dei bilanci e delle
    buste paga dei dirigenti e operatori;

    f) certificazioni dei bilanci e dei patrimoni;

    g) realizzare il nuovo sistema contabile su piattaforma Web;

    h) pubblicizzare la situazione reddituale dei dirigenti;

    i) scelta degli Istituti di credito e degli operatori finanziari sulla base dei
    criteri di rischio-rendimento-liquidità e di qualità tecnica dei servizi
    offerti.

     - Tesseramento

    Sui temi del proselitismo e della valorizzazione del patto associativo, la CISL è
    fortemente impegnata:

    a. certificazione delle adesioni;

    b. completamento "Anagrafe unica nazionale" degli/delle iscritti/e delle
    Federazioni e degli enti e associazioni CISL;

    c. garantire la consegna, a cura delle federazioni, della tessera/Card
    entro 3 mesi dall'iscrizione;

    d. garantire un'adesione consapevole e responsabile;

    e. Rivisitare il Patto Associativo con i/le soci/e;

    f. Aggiornare costantemente, attraverso le comunicazioni delle
    Federazioni, la banca dati con disdette e nuove iscrizioni.

     - Comportamento in Enti, Associazioni, Società in cui l'Associazione riveste
    responsabilità di governo

    La CISL si impegna a far sì che le persone nominate come propri/e rappresentanti
    negli organi degli Enti, associazioni e società in cui svolge, anche se in posizione di
    minoranza, un ruolo di indirizzo, di amministrazione e/o di controllo:

    a) siano adeguatamente qualificate, in relazione all'efficace servizio
     del loro ruolo;

    b) ruotino periodicamente; il periodo di permanenza in carica dovrà
    comunque essere tale da consentire una adeguata qualificazione e
    conoscenza del funzionamento dell'Ente;

    La CISL ed i/le propri/e rappresentanti in tali Enti si impegnano ad operare
    attivamente affinché in tali Enti:

     le cariche rivestite all'interno degli Enti siano a titolo gratuito;

     la scelta del personale dipendente e dei/delle collaboratori/trici
    avvenga in modo trasparente, sulla base di criteri di professionalità e
    competenza.

     la scelta degli Istituti di credito e degli operatori finanziari avvenga in
    modo trasparente, con rispetto delle pari opportunità di tutti i
    potenziali interessati e senza che si determinino situazioni di conflitto
    d'interesse;

     eventuali regalie erogate dagli Enti, società, associazioni abbiano
    caratteristiche di sobrietà e siano di modesto valore patrimoniale e in
    ogni caso del relativo importo e destinatari se ne dia conto in modo
    puntuale nei documenti pubblici di rendicontazione degli Enti, società,
    associazioni. In ogni caso i/le rappresentanti della CISL non dovranno
    accettare regalie con diverse caratteristiche da quelle sopra indicate.

    4. PATTO DI CORRESPONSABILITÀ TRA DIRIGENTE SINDACALE E L'ASSOCIAZIONE

     Declinazione Patto di corresponsabilità

    1. Il/la dirigente sindacale CISL deve esercitare la propria attività in condizioni di
    autonomia ed indipendenza dalle controparti, dai Partiti e dai Governi avendo ad
    esclusivo riferimento l'interesse dei/delle lavoratori/trici e del mondo del lavoro;

    2. il/la dirigente sindacale CISL, non acquisisce, nello svolgimento della propria
    attività sindacale, uno "Status", ma l'esclusiva consapevolezza del sindacalismo
    come una delle massime espressioni di servizio civile di prossimità ai luoghi di
    lavoro e alle comunità locali;

    3. il/la dirigente CISL deve avere piena consapevolezza della "temporaneità" del
    proprio agire sindacale: non si sottoscrive, facendo sindacato, né un contratto a
    tempo indeterminato con esso, né si acquisisce il diritto al distacco;

    4. il/la dirigente sindacale CISL deve favorire il ricambio generazionale dentro
    l'organizzazione; a tal fine assume l'impegno "morale" di contenere al minimo
    indispensabile il numero dei mandati possibili per ricoprire la medesima carica;

    5. il/la dirigente CISL, nel rispetto delle autonomie statutarie e regolamentari, deve
    assumere come elemento valoriale e distintivo la cultura organizzativa adottata
    dalla Confederazione, mettendo in pratica comportamenti coerenti;

    6. il/la dirigente sindacale CISL deve promuovere la partecipazione degli/delle
    iscritti/e alla vita dell'organizzazione ed alla formazione dei gruppi dirigenti.
    Per favorire la piena partecipazione di tutti gli/le iscritti/e ed in particolare delle
    donne è necessario, nell'espletamento dell'attività sindacale, tenere conto degli
    orari compatibili con i tempi di vita, rispettando gli orari previsti;

    7. il/la dirigente CISL deve avere piena consapevolezza che la cultura
    dell'associazionismo della Confederazione impone la massima attenzione alla base
    associativa, che rappresenta l'unico fattore di sopravvivenza dell'organizzazione;

    8. il/la dirigente CISL ai vari livelli, deve possedere livelli di competenze e conoscenze
    adeguate alla carica ricoperta, pretendendo aggiornamenti costanti
    dall'organizzazione e con l'impegno a partecipare agli aggiornamenti proposti;

    9. il/la dirigente CISL non deve svolgere alcuna attività incompatibile con i suoi
    doveri di dirigente sindacale ovvero assumere responsabilità di direzione politica e/o
    amministrativa pubblica, o ricoprire viceversa posizioni di lavoro autonomo o
    imprenditoriale, e/o rappresentare sotto qualsiasi forma interessi delle controparti;

    10. il/la dirigente CISL deve attenersi alla riservatezza e non divulgare fatti e
    informazioni riservate della vita dell'organizzazione, delle/dei singole/i iscritte/i o
    strutture sindacali, nel rispetto dei diritti e dei doveri previsto nello Statuto;

    11. il rapporto fra i/le dirigenti CISL deve essere caratterizzato dal rispetto reciproco,
    dalla lealtà e solidarietà;

    12. il/la dirigente CISL, deve rispettare, coltivare e difendere i diritti sindacali e
    contrattuali dei/delle lavoratori/trici dei vari comparti rappresentati dalla
    Federazione. La responsabilità verso gli/le iscritti/e e verso i/le lavoratori/trici che
    rappresenta prevale sempre nei confronti di qualsiasi altra. Il/la sindacalista non può
    mai subordinarla ad interessi personali, delle imprese, di altri organismi, o dei partiti
    o di qualsiasi altro ente o associazione;

    13. il/la dirigente CISL ha il dovere di rispettare la persona, la sua dignità ed i suoi
    diritti senza alcuna discriminazione di etnia, religione, di sesso, di condizione fisiche
    e mentali;

    14. il/la dirigente CISL non può aderire ad associazioni segrete o che perseguano,
    anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare, o
    comunque a carattere antidemocratico;

    15. il/la dirigente CISL non può accettare privilegi, favori o incarichi che possano
    condizionare la sua autonomia e credibilità tra gli/le iscritti/e e i/le lavoratori/trici,
    né può sfruttare la sua posizione per ottenere vantaggi personali o per i suoi parenti
    ed affini entro il terzo grado.
    In particolare è fatto divieto al/alla dirigente CISL affidare incarichi e/o
    collaborazioni a parenti e affini entro il terzo grado.
    Posizioni già esistenti in contrasto quanto sopra menzionato devono essere rimosse;

    16. il/la dirigente CISL rifiuta pagamenti, rimborsi spese, elargizioni, vacanze
    gratuite, trasferte, inviti a viaggi, regali, promozioni, gratifiche, favori o privilegi che
    possono condizionare la sua attività o ledere la sua credibilità e quelle
    dell'organizzazione.

    17. il/la dirigente CISL non assume incarichi e responsabilità che determinino
    interessi in contrasto con quelli di chi rappresenta. E' fondamentale prevenire
    sospetti sulla autorevolezza e sulla completa autonomia di chi tratta per la CISL.
    Va perciò evitato che nelle delegazioni trattanti CISL facciano parte dirigenti
    sindacali che hanno parenti o conviventi con ruoli dirigenziali o di coordinamento
    nelle imprese o associazioni interessate alla contrattazione.

    18. Per le materie che possono comportare scambi "impropri" tra impresa e
    sindacato (promozioni, cambio mansione, assunzioni, trasferimenti, ecc.) si
    dovranno ricercare elementi il più possibile trasparenti ed oggettivi per favorire
    l'affermarsi del diritto e del merito su qualunque vantaggio compromissorio;

    19. il/la dirigente CISL ha il dovere di rispettare le regole e le procedure di
    democrazia interna prevista dalle norme, fatto salvo il diritto di esprimere sempre
    nei modi e nei luoghi statutariamente previsti le proprie opinioni, ricercando
    soluzioni le più condivise possibili. In particolare nel corso dei negoziati all'esterno,
    la CISL, deve presentarsi con una sola posizione;

    20. la CISL si impegna a salvaguardare e garantire sempre i diritti dei/delle propri/e
    iscritti/e e dei/delle propri/e dirigenti, valorizzando le loro capacità professionali
    acquisite anche con l'attività sindacali;

    21. il/la dirigente CISL, ai vari livelli, è impegnato a difendere l'organizzazione, i
    singoli/gruppi di dirigenti, attivisti/e e iscritti/e da attacchi ancorché politici,
    calunniosi, non veritieri, tendenti al discredito ed alla insinuazione personale o
    dell'organizzazione stessa.

     Obblighi specifici per i sindacalisti a tempo pieno:

    a) Per i/le sindacalisti/e che ricoprono incarichi elettivi dirigenziali è fatto
    obbligo di segnalare tempestivamente per iscritto, anche in via
    telematica, situazioni o comportamenti ritenuti non coerenti con quanto
    indicato nel Codice Etico.

    b) A partire dal compimento dal sessantesimo anno di età i/le dirigenti ed
    operatori/trici a tempo pieno devono comunicare agli uffici amministrativi
    della struttura CISL di appartenenza, i dati relativi al raggiungimento dei
    requisiti per la pensione, in modo da consentire una programmazione di
    medio-lungo periodo delle risorse umane delle strutture.

    5. ATTUAZIONE E CONTROLLO

    Spetta al Collegio dei Probiviri confederale, in stretto raccordo con i Collegi delle
    Federazioni nazionali e delle Unioni Sindacali Regionali:

    a) il compito di acquisire la raccolta delle segnalazioni su presunte
     violazioni del Codice Etico;

    b) una verifica annuale del codice etico;

    c) segnalare alle strutture interessate le comunicazioni pervenute sulle

    d) avviare istruttorie ricognitive per approfondire eventuali segnalazioni su
    presunte violazioni del Codice Etico;
    gravi irregolarità e violazioni del Codice Etico

     raccolta segnalazioni e informazione

    Tutte le strutture CISL, i/le dirigenti, gli/le operatori/trici, gli/le attivisti/e e gli/le
    associati/e possono segnalare presunte violazioni del Codice etico o anche
    suggerimenti e proposte di modifica e ampliamento del Codice.
    Le segnalazioni possono essere inviate sia in forma scritta sia tramite posta
    elettronica:

     Al Collegio nazionale dei Probiviri Confederale

     Alla struttura sindacale direttamente interessata

    Al Codice Etico deve essere data adeguata pubblicità all'interno e all'esterno
    dell'Associazione sindacale.
    In particolare dovrà essere pubblicato in versione integrale sul sito della CISL e sui
    siti delle Federazioni a tutti i livelli, sui siti delle USR/USI e delle UST.
    A tutti/e i/le nuovi/e associati/e, nell'informativa di iscrizione alla CISL, si deve citare
    l'esistenza del Codice Etico e le modalità per reperire il testo integrale.
    Il Codice Etico deve essere inserito nel processo di formazione continua dei/delle
    dirigenti e operatori/trici.

  • Codice Etico

    CODICE ETICO E COMPORTAMENTALE DELLA CISL
    (Approvato dal Consiglio generale Confederale – Roma, 11 luglio 2019)


    Con il Codice Etico e comportamentale, tutti i/le dirigenti, gli/le operatori/trici, i/le delegati/e, i/le militanti e gli/le associati/e della CISL si impegnano, nella propria attività, ad operare nel rispetto delle norme statutarie e regolamentari e sulla base dei principi di integrità, correttezza, onestà e legalità.
    Si tratta di promuovere e affermare maggiormente un modello di relazioni tra strutture sindacali, dirigenti, militanti e associati/e per valorizzare espressioni comportamentali e relazionali intese quali cornici di riferimento della missione CISL finalizzata al rafforzamento del rapporto fiduciario e partecipativo dentro l'Organizzazione e con i/le nostri/e associati/e e con tutto il mondo del lavoro.
    1. FINALITÀ E VALORI
    La CISL si richiama e si ispira, nella sua azione, a valori che pongono al centro della sua azione la centralità della persona, per realizzare la solidarietà e la giustizia sociale.
    Cosi come la CISL è impegnata a realizzare le condizioni di uno sviluppo economico che permetta lo sviluppo della personalità umana attraverso la giusta soddisfazione dei suoi bisogni materiali, intellettuali e morali, familiari e sociali.
    La difesa e rappresentanza degli interessi dei/delle lavoratori/trici, per la CISL si esplicano attraverso il principio della supremazia del lavoro sul capitale, del privilegio della via negoziale su quella legislativa per la regolazione dei rapporti tra i/le lavoratori/trici e i datori di lavoro, nell'adesione libera e spontanea dei lavoratori alla CISL, nel pluralismo e democrazia interna all'Organizzazione. I valori di riferimento della CISL nello svolgimento della sua azione sindacale sono:
    • la solidarietà, tra persone, gruppi o posizioni sociali diverse;
    • il rispetto e la valorizzazione delle diversità culturali, etniche, religiose, in una prospettiva di società multiculturale e multietnica;
    • la mutualità, modalità che attraverso l'unione delle forze e lo scambio solidaristico consente di raggiungere obiettivi comuni;
    • la legalità, che garantisce parità di condizione per l'insieme dei soggetti impegnati nei settori di riferimento e più in generale nella società.

    2. PRINCIPI ETICI E COMPORTAMENTALI GENERALI
     Rispetto della legge, correttezza ed eticità dei comportamenti
    La CISL in tutte le sue articolazioni, orizzontali e verticali, si impegna rigorosamente al rispetto delle leggi e delle norme vigenti, dello Statuto e Regolamenti dell'Organizzazione e ad operare con correttezza e in coerenza con i principi etici dichiarati nel presente Codice Etico.
    Lo stesso impegno riguarda i/le dirigenti, operatori/trici, collaboratori/trici e associati/e di tutti i livelli dell'Organizzazione, sia verticale che orizzontale ed inoltre,
    tutti/e coloro che operano nei servizi, Enti, Associazioni e Società promosse dalla CISL.
     Certezza delle regole e delle sanzioni
    È ineludibile per la CISL, riaffermare il "principio" del rispetto delle regole e delle norme contenute nello Statuto e nei Regolamenti.
    Al dovere di rispettare le norme che regolano la vita associativa consegue il diritto/dovere dell’Organizzazione di prevedere e applicare un sistema di sanzioni per le ipotesi di violazione delle stesse.
     Autonomia e indipendenza
    La CISL si impegna ad operare in piena autonomia ed indipendenza da qualsiasi influenza esterna (Stato, governi, partiti, controparti, ecc.) avendo ad esclusivo riferimento la tutela degli interessi dei/delle propri/e associati/e e i principi e valori stabiliti dal proprio Statuto.
    Ugualmente i/le dirigenti, operatori e collaboratori/trici dell'Organizzazione non devono mai subordinare tali interessi ad interessi personali, economici e di altra natura.
     Sobrietà e gestione efficiente
    Ricordando che gran parte delle risorse economiche e finanziarie utilizzate dall'Organizzazione provengono dal contributo autonomo e volontario dei/delle lavoratori/trici e pensionati/e con la trattenuta sindacale mensile:
    • la CISL si impegna ad adottare e promuovere comportamenti contrassegnati da sobrietà, nella consapevolezza che l'attuale fase sindacale e sociale richiede rigore e buona amministrazione;
    • la CISL si impegna ad utilizzare le risorse disponibili nel modo migliore, evitando in particolare qualunque forma di spreco.

     Trasparenza
    Tale principio dovrà riguardare tutti gli ambiti e i livelli dell'Organizzazione ivi compresi gli Enti, le Società e le Associazioni collaterali alla CISL, anche attraverso la certificazione dei bilanci e la realizzazione del bilancio aggregato per ogni livello dell'Organizzazione.
    La CISL, infatti, è impegnata ad effettuare e rendere pubblica una rendicontazione economica, finanziaria e sociale chiara e trasparente.
    Pertanto, la CISL adotta il sistema della firma congiunta per la gestione di tutti i conti correnti utilizzati dalle strutture dell'Organizzazione.
     Centralità della persona e partecipazione degli associati
    La CISL promuove il rispetto e la dignità delle persone che operano a vario titolo nell'Organizzazione e si impegna a valorizzare il contributo di ciascuno/a, in quanto fonte di arricchimento ed utile all'azione sindacale.
    La CISL è impegnata a rafforzare le dinamiche di partecipazione democratica, informata e consapevole degli/delle associati/e alla elaborazione delle linee di politica sindacale e alla vita dell'associazione.
     Promozione della legalità
    La CISL è impegnata a promuovere attivamente la cultura della legalità e della responsabilità sociale operando in primo luogo nell'attività di contrattazione aziendale, territoriale e sociale per sostenere la creazione di una economia e società sostenibile e rispettosa della dignità e dell'integrità della persona.
    3. NORME DI COMPORTAMENTO - AMBITI SPECIFICI
     Acquisto e utilizzo di beni, strutture e servizi
    La CISL nell'acquisto e nell'utilizzo di beni, strutture, attrezzature e servizi si impegna a fare in modo che:
    • le loro caratteristiche e dimensioni siano strettamente commisurate alle reali necessità;
    • possiedano caratteristiche di sobrietà;
    • siano scelti sulla base di criteri di qualità tecnica e prezzo sia di natura etica che ambientale e sociale;
    • sia privilegiata, per la realizzazione di eventi, convegni e incontri formativi, la scelta di strutture gestite da soggetti dell'economia sociale;

    • le autovetture aziendali rispondano a caratteristiche di sobrietà comunque commisurate alle reali esigenze operative così come disciplinato dal Regolamento Economico;
    • sia ottimizzata la gestione energetica delle strutture.
     Rendicontazione economica e sociale
    La CISL è impegnata a:
    a) realizzare e rendere pubblico il rendiconto annuale relativo agli aspetti economici-patrimoniali;
    b) realizzare e rendere pubblico l'aggregato delle risorse derivanti dai bilanci di tutte le strutture della CISL;
    c) realizzare e pubblicare ogni due anni un documento di rendicontazione sociale della propria missione istituzionale così come previsto dal Regolamento di attuazione dello Statuto CISL;
    d) affidare alle società Caf regionali la tenuta contabile dei bilanci e delle buste paga dei dirigenti e operatori;
    e) realizzare il nuovo sistema contabile su piattaforma Web;
    f) pubblicare la situazione reddituale dei dirigenti.
     Tesseramento
    Sui temi del proselitismo e della valorizzazione del patto associativo, la CISL è fortemente impegnata:
    a) a garantire un'adesione consapevole e responsabile;
    b) alla certificazione delle adesioni;
    c) al completamento della "Anagrafe unica nazionale" degli/delle iscritti/e delle Federazioni e degli Enti, Società e Associazioni collaterali alla CISL, secondo modalità
    adeguate alla normativa di legge in materia di protezione dei dati personali;
    d) a garantire la consegna, a cura delle Federazioni, della tessera CISL entro 3 mesi dall'iscrizione;
    e) ad aggiornare costantemente, attraverso le comunicazioni delle Federazioni, la banca dati con disdette e nuove iscrizioni.
     Comportamento in Enti, Associazioni, Società in cui l'Associazione riveste responsabilità di governo
    La CISL si impegna a far sì che le persone nominate come propri/e rappresentanti negli organi degli Enti, Associazioni e Società in cui svolge, anche se in posizione di minoranza, un ruolo di indirizzo, di amministrazione e/o di controllo:
    a) siano adeguatamente qualificate, in relazione all'efficace servizio del loro ruolo;

    b) ruotino periodicamente secondo quanto previsto dallo Statuto e dal relativo Regolamento di attuazione.
    La CISL ed i/le propri/e rappresentanti in tali Enti si impegnano ad operare attivamente affinché in tali Enti:
    • le cariche all'interno degli Enti siano conformi a quanto previsto dai Regolamenti della CISL:
    • la scelta del personale dipendente e dei/delle collaboratori/trici avvenga in modo trasparente, sulla base di criteri di professionalità e competenza;
    • la scelta degli Istituti di credito e degli operatori finanziari avvenga in modo trasparente senza che si determinino situazioni di conflitto d'interesse.
    4. PATTO DI CORRESPONSABILITÀ TRA IL DIRIGENTE SINDACALE E L'ASSOCIAZIONE
    Il/la dirigente CISL, nel rispetto delle autonomie statutarie e regolamentari, assume come elemento valoriale e distintivo la cultura organizzativa adottata dalla Confederazione mettendo in pratica comportamenti coerenti con la cultura dell’associazionismo. Ciò impegna il/la dirigente CISL alla massima attenzione nei confronti della base associativa che rappresenta l'unico fattore di sopravvivenza dell'Organizzazione.
     Declinazione Patto di corresponsabilità
    Il/la dirigente sindacale CISL:
    1. deve esercitare la propria attività in condizioni di autonomia ed indipendenza dalle controparti, dai Partiti e dai Governi avendo ad esclusivo riferimento l'interesse dei/delle lavoratori/trici e del mondo del lavoro;
    2. non acquisisce, nello svolgimento della propria attività sindacale, uno "status" ma l'esclusiva consapevolezza del sindacalismo come una delle massime espressioni di servizio civile di prossimità ai luoghi di lavoro e alle comunità locali;
    3. deve avere piena consapevolezza della "temporaneità" del proprio incarico sindacale;
    4. deve favorire il ricambio generazionale dentro l'Organizzazione;
    5. deve promuovere la partecipazione degli/delle iscritti/e alla vita dell'Organizzazione ed alla composizione dei gruppi dirigenti nel rispetto delle norme del Regolamento di attuazione dello Statuto CISL e dei Regolamenti Congressuali che garantiscono un’equilibrata presenza di genere, di immigrati e di giovani;
    6. si impegna a partecipare all’attività di formazione ed aggiornamento proposta dall’Organizzazione per assicurare livelli di competenza e conoscenze adeguate alla carica ricoperta;
    7. non deve svolgere attività incompatibile con i suoi doveri di dirigente sindacale ovvero assumere responsabilità di direzione politica e/o amministrativa pubblica, o ricoprire

    posizioni di lavoro autonomo o imprenditoriale, e/o rappresentare sotto qualsiasi forma interessi delle controparti così come previsto dallo Statuto e dal relativo Regolamento di attuazione;
    8. deve attenersi alla riservatezza e non divulgare fatti e informazioni riservate della vita dell'Organizzazione, delle/dei singole/i iscritte/i o strutture sindacali, nel rispetto dei diritti e dei doveri previsto nello Statuto nonché della normativa di legge in materia di protezione dei dati personali;
    9. deve mantenere con i propri colleghi dirigenti un rapporto caratterizzato dal rispetto reciproco, dalla lealtà e solidarietà;
    10. deve rispettare, coltivare e difendere i diritti sindacali, contrattuali e sociali degli/delle associati/e dei vari comparti rappresentati dalle Federazioni, mai subordinando la responsabilità verso questi ultimi ad interessi personali, delle imprese, di altri organismi, o dei partiti o di qualsiasi altro ente o associazione;
    11. ha il dovere di rispettare la persona, la sua dignità ed i suoi diritti senza alcuna discriminazione promuovendo anche la cultura delle pari opportunità;
    12. non può accettare privilegi, favori o incarichi, né favorire assunzioni, affidamento di incarichi e/o collaborazioni, che possano condizionare la sua autonomia e credibilità tra gli/le associati/e, o creare conflitti d’interesse, né può sfruttare la sua posizione per ottenere vantaggi personali;
    13. deve rifiutare pagamenti, elargizioni, vacanze gratuite, trasferte, inviti a viaggi, regali, promozioni, gratifiche, favori o privilegi che possano condizionare la sua attività o ledere la sua credibilità e quella dell'Organizzazione;
    14. ha il dovere di rispettare le regole e le procedure di democrazia interna prevista dalle norme, fatto salvo il diritto di esprimere sempre nei modi e nei luoghi statutariamente previsti le proprie opinioni, ricercando soluzioni le più condivise possibili che permettano all’Organizzazione di essere rappresentata all’esterno in coerenza con le proprie linee strategiche, programmatiche e statutarie nonché con il principio democratico che è posto a fondamento dello Statuto CISL;
    15. è impegnato, ai vari livelli, a difendere l'Organizzazione, i singoli/gruppi di dirigenti, attivisti/e e iscritti/e da attacchi che, ancorché politici, risultino calunniosi, non veritieri, tendenti al discredito ed all’insinuazione personale o dell'Organizzazione stessa;
    16. è tenuto, a partire dal compimento dal sessantesimo anno di età, a comunicare agli uffici amministrativi della struttura CISL di appartenenza, i dati relativi al raggiungimento dei requisiti per la pensione, in modo da consentire una programmazione di medio-lungo periodo delle risorse umane delle strutture.
    5. ATTUAZIONE E CONTROLLO
    Al fine di garantire il rispetto del Codice Etico e la necessaria tutela delle situazioni giuridiche soggettive che possano risultare interessate dalle segnalazioni di presunte
    violazione del Codice Etico, spetta ai Collegi dei Probiviri competenti, secondo quanto previsto dall’art. 11 dello Statuto confederale:
    a) il compito di acquisire le segnalazioni o denunzie su presunte violazioni del Codice Etico;
    b) avviare, secondo quanto previsto dagli articoli 10 e seguenti dello Statuto e 26 e seguenti del Regolamento di attuazione dello Statuto, le necessarie istruttorie per l’accertamento della fondatezza delle segnalate violazioni del Codice Etico;
    c) operare una verifica annuale sullo stato di attuazione del Codice Etico.
    Le segnalazioni o denunzie di possibili violazioni del Codice Etico dovranno essere proposte nel rispetto delle modalità e dei termini previsti dall’art. 26 del Regolamento di attuazione dello Statuto Confederale.
    Le segnalazioni possono essere inviate sia in forma scritta sia tramite posta elettronica certificata ai Collegi dei Probiviri competenti secondo quanto previsto dall’art. 11 dello Statuto Confederale della CISL.
    Al Codice Etico deve essere data adeguata pubblicità all'interno e all'esterno dell'Associazione sindacale.
    In particolare dovrà essere pubblicato in versione integrale sul sito della CISL e sui siti delle Federazioni a tutti i livelli, sui siti delle USR/USI e delle UST.
    A tutti/e i/le nuovi/e associati/e, nell'informativa di iscrizione alla CISL, si deve citare l'esistenza del Codice Etico e le modalità per reperire il testo integrale.
    Il Codice Etico deve essere inserito nel processo di formazione continua dei/delle dirigenti e operatori/trici.

  • Comitato Esecutivo

  • Gli iscritti

  • Gli iscritti

     

     

     

     

     

  • Il Bilancio

  • Il Bilancio

     

     

     

     

  • Il Regolamento

    REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELLO STATUTO

     

    CISL ABRUZZO MOLISE

    Unione Sindacale Interregionale  (U.S.I.) 

                                                                      

    PARTE I -  NORME DI COMPORTAMENTO GENERALI

    RELATIVE AGLI ISCRITTI ED AI DIRIGENTI

     

    CAPITOLO I -  Iscrizione e tesseramento

     

     Articolo 1

                    La domanda di iscrizione alla CISL deve essere sottoscritta dall’interessata/o ed indirizzata alla Segreteria del Sindacato di Federazione di Categoria interregionale competente.

                    Qualora fossero noti orientamenti o comportamenti dell’aspirante socia/o che contrastano con le finalità e le regole contenute nello Statuto confederale, la Segreteria del Sindacato di Federazione Interregionale può respingere la domanda di iscrizione, dandone comunicazione all’interessata/o.

                    Contro la delibera di non accettazione della domanda, l’aspirante socia/o, entro 15 giorni dalla relativa comunicazione, può ricorrere alla Segreteria generale della Federazione nazionale di categoria, che decide in via definitiva entro 20 giorni dalla ricezione del ricorso.

     

    Articolo 2

                    L’iscrizione alla CISL va fatta alla categoria lavorativa di appartenenza e nel territorio in cui si svolge la propria attività lavorativa. In caso di più attività lavorative o di più sedi lavorative nell’arco dell’anno, vale la scelta individuale dell’iscritta/o.

                    Le lavoratrici ed i  lavoratori in quiescenza si iscrivono alla categoria dei pensionati. Le lavoratrici ed i  lavoratori in quiescenza che continuino a svolgere una attività produttiva come dipendenti si iscrivono nella nuova Categoria delle lavoratrici e dei lavoratori attivi di appartenenza.

                    Le lavoratrici ed i lavoratori dipendenti delle strutture confederali della CISL possono iscriversi in qualsiasi Categoria nel territorio di competenza, purché non abbiano un incarico elettivo in una Federazione, poiché, in tal caso, dovranno iscriversi alla Federazione in cui esercitano il mandato.

                    Le/i dirigenti in aspettativa non retribuita, o in aspettativa retribuita, possono scegliere a quale Federazione di Categoria iscriversi con riferimento all'art. 31 Legge 300/70 e all'art. 3 DLgs 564/96.

                    Le Federazioni ed i Servizi dovranno realizzare strumenti idonei, anche informatici, per garantire la continuità associativa. A tal fine il programma per la gestione on – line delle/degli iscritte/i, predisposto dalla Confederazione, costituisce l’unico programma di anagrafe obbligatorio per tutte le strutture CISL e dovrà consentire la implementazione dell’Anagrafe Nazionale Unica contenente i dati delle Federazioni e dei servizi. Il completamento dell’Anagrafe Unica e la sua integrazione con il sistema dei servizi consentirà di realizzare, altresì, d’intesa con le Federazioni Nazionali, progetti comuni per il Proselitismo.        

     Articolo 3

                    L’iscrizione alla CISL decorre, a tutti gli effetti, dalla data di presentazione della domanda e dal versamento dei relativi contributi.

                    All'iscritta/o sarà consegnata la tessera di iscrizione dell'anno in corso.

                    All’inizio di ciascun anno e comunque entro il 30 aprile,  alle/agli  iscritte/i  in essere al 31 dicembre e che non siano cessate/i alla data della distribuzione delle tessere, va consegnata la tessera per l’anno in corso.

     

     Articolo 4

                    Ai sensi dell'art. 14 dello Statuto Confederale le/i socie/i  espulse/i dalla organizzazione devono, per essere riammesse/i, inoltrare domanda di iscrizione al Consiglio Generale del sindacato Interregionale di categoria di appartenenza.

                    La richiesta di iscrizione è accettata quando sia votata dai 2/3 delle/dei componenti Consiglio Generale medesimo e sia ratificata, anche a maggioranza semplice, dal Consiglio Generale della Unione sindacale Interregionale.

                    Le/i socie/i espulse/i dall’Organizzazione, che ricoprivano incarichi dirigenziali, dovranno inoltrare la domanda di iscrizione al Consiglio Generale della Federazione di categoria a cui erano iscritte/i al momento dell’espulsione. La ratifica della struttura (orizzontale o verticale) avverrà nell’organismo direttivo in cui era espletata la funzione dirigente.

     

    CAPITOLO II -  Le incompatibilità funzionali

     Articolo 5

              Al fine di dare piena attuazione ai principi contenuti negli articoli 2 e 3 dello Statuto Confederale e per, di prevenire ed evitare situazioni di sovrapposizione di ruoli e funzioni, o situazioni di concreta incompatibilità, sono stabilite, le seguenti “incompatibilità funzionali”:

     

    1. incarichi di governo, giunta regionale, provinciale,associazioni di comuni e consorzio intercomunale, comunali, circoscrizionali, di quartiere e simili comunque denominati;

     

    1. candidature, alla carica di Sindaco, Presidente di Regione e alle Assemblee legislative nazionali, regionali, provinciali, associazioni di comuni, consorzi intercomunali e comunali.

                    Per i livelli istituzionali sub comunali i vincoli di incompatibilità con le cariche sindacali saranno definiti nel presente Regolamento;

     

    1. incarichi esecutivi e direttivi nazionali, regionali, provinciali, associazioni di comuni e consorzi intercomunali, comunali, circoscrizionali, sezionali e simili comunque denominate in partiti, movimenti e formazioni politiche, associazioni che svolgono attività interferenti con quella sindacale.

     

    Restano valide le incompatibilità previste dagli articoli 8 e seguenti del presente Regolamento nonché la competenza a deliberarle ai sensi del successivo art. 11.

     Articolo 6

                    Ai fini della corretta applicazione dello Statuto s’intende per incompatibilità la condizione dell’appartenente ad Organi che, per aver assunto qualsiasi incarico tra quelli indicati dall’ articolo 16 dello Statuto USI e dagli articoli 7 e 9 del presente Regolamento, viene a trovarsi in contrasto con le finalità istituzionali proprie della CISL.

                    Tale situazione può essere rappresentata da qualsiasi iscritta/o mediante ricorso al Collegio Confederale dei Probiviri che decide ai sensi della procedura ordinaria stabilita dall’art. 25 del presente Regolamento.

     Articolo 7

                    Sono incompatibili con qualsiasi altro incarico di Segreteria, a qualsiasi livello, le cariche di componente della Segreteria USI.

     Articolo 8

                    Ai fini dell’applicazione del presente Regolamento e, in particolare, delle norme sulla incompatibilità di cui al successivo articolo 10 vengono di seguito definiti gli enti, associazioni e società collaterali alla CISL.

                    Sono enti collaterali alla CISL gli enti promossi dalla CISL ed i cui organi dirigenti sono direttamente o indirettamente eletti o designati da organismi della CISL (INAS).

                    Sono associazioni collaterali alla CISL (Sicet - Adiconsum - Iscos - Anolf - Anteas) le associazioni le cui quote associative sono in maggioranza di proprietà della CISL, delle Federazioni di Categoria, della USI, le associazioni formalmente promosse dalla CISL nella fase costituente anche unitamente ad altre organizzazioni e/o associazioni, pur se destinate ad associare liberamente singoli aderenti nello sviluppo della normale vita associativa  (APS  Michelangelo  Ciancaglini).

                    Sono equiparate agli effetti dell'applicazione del presente Regolamento le associazioni costituite assieme alle altre organizzazioni sindacali confederali e/o in forma paritetica con le associazioni dei datori di lavoro per la gestione dei contenuti di specifici accordi sindacali che li prevedano.

                    Sono società collaterali alla CISL le società di capitale le cui quote di proprietà siano in maggioranza di proprietà della CISL, delle Federazioni di categoria, della USI, finalizzate alla gestione delle proprietà immobiliari dell'Organizzazione, di servizi o di altre funzioni connesse ai fini primari dell’Organizzazione.

                    Rientrano nelle società collaterali alla Cisl anche le cooperative costituite di iniziativa dell'organizzazione e le/i cui socie/i siano a maggioranza dei 4/5 dirigenti dell’organizzazione costituite per i fini di cui al precedente comma.

                    Sono da considerare agli effetti del presente Regolamento anche le associazioni che hanno stipulato patti di adesione collettiva alla CISL come previsto dalle norme statutarie e/o regolamentari.

                                       

    Articolo 9

                    Sono inoltre  incompatibili:

    •  gli incarichi di Segretaria/o Generale, Segretaria/o Generale Aggiunta/o e di componente di segreteria con gli incarichi di organismi esecutivi, direttivi e di controllo nonché di legale rappresentante titolare o supplente di enti, associazioni o società non collaterali alla CISL, comprese le società cooperative che svolgano attività economiche avendo alle proprie dipendenze lavoratori o soci lavoratori o collaboratori comunque denominati. Riguardo le cooperative edilizie è possibile derogare alla precitata incompatibilità nei casi in cui la/il dirigente sindacale rivesta la qualità di socia/o assegnataria/o in una cooperativa di abitazione;
    • gli incarichi di Segretaria/o Generale, Segretaria/o generale aggiunta/o e di componente di segreteria con gli incarichi di legale rappresentante titolare o supplente di enti, associazioni o società, collaterali alla CISL.

     

                    Gli incarichi in enti di origine contrattuale, ivi compresi gli enti bilaterali, e in enti o società pubbliche dove sia previsto per legge la presenza di una rappresentanza sindacale sono compatibili con gli incarichi di Segretaria/o generale, Segretaria/o generale aggiunta/o e di componente di Segreteria delle strutture di categoria.

                    Sono compatibili gli incarichi assunti nelle Giunte delle Camere di Commercio e nelle fondazioni con finalità culturali, sociali e benefiche. Resta ferma l’incompatibilità per ogni altro tipo di fondazione, inclusa la fondazione di origine bancaria.

                    Sono altresì compatibili gli incarichi assunti in seno a comitati consultivi e comitati di indirizzo e vigilanza di enti e gli incarichi assunti all’interno di associazioni di volontariato collaterali alla CISL.

                    L’assunzione di incarichi in associazioni di volontariato non collaterali alla CISL, Forum del Terzo settore ed altre forme associative diverse da quelle contemplate nel precedente comma, deve esser preceduta dal giudizio di non conflittualità con le finalità della CISL espresso dal Consiglio generale ai sensi dell’articolo 11 del presente Regolamento.

                    Rientrano nella fattispecie di incompatibilità gli incarichi assunti in agenzie di viaggio, consorzi edili, cooperative, anche edilizie, agenzie di sviluppo, di incontro della domanda e della offerta di lavoro, CRAL, associazioni ed enti del dopolavoro.

                    Ai sensi dei commi precedenti relativi alle fattispecie di deroga alla disciplina delle incompatibilità stabilita dal presente articolo, è consentito cumulare un solo incarico oltre quello di Segretaria/o generale, Segretaria/o generale aggiunta/o e componente di Segreteria di struttura confederale o categoriale.

     

    Articolo 10

                    L’identificazione delle Associazioni che si pongono in conflitto con quelle istituzionali proprie della CISL viene attribuita al giudizio politico del Consiglio generale confederale che indicherà, a maggioranza dei 2/3 delle/i  votanti, i casi di incompatibilità in materia.

                    Spetta alla Segreteria confederale, in presenza di specifico e motivato ricorso da inviare alla stessa, sottoporre alla decisione del Consiglio generale confederale il giudizio di incompatibilità con Associazioni che svolgono attività interferenti con quella sindacale.

     

     Articolo 11

                    Chi viene eletta/o a cariche sindacali tra loro incompatibili deve optare per una sola carica con dichiarazione scritta da farsi entro 15 giorni dall’elezione alla carica successiva, pena la decadenza da quest’ultima.

                    Ferma restando la disciplina delle incompatibilità a norma dello Statuto e del presente Regolamento, ove la/il dirigente abbia assunto incarichi in associazioni le cui attività siano state dichiarate in conflitto con quelle istituzionali proprie della CISL ai sensi dell’art. 10 del presente Regolamento, deve optare per una sola carica con dichiarazione scritta da comunicarsi entro 15 giorni dalla delibera del Consiglio Generale, ex art. 10, comma 1, del presente Regolamento, pena la decadenza dalla carica sindacale.

                    Il Comitato Esecutivo USI è competente a deliberare circa i vincoli di incompatibilità ex articolo 5 del presente Regolamento in ordine alle candidature per la elezione nelle assemblee elettive o consigli dei livelli istituzionali sub-comunali, circoscrizionali, di quartiere e simili, comunque denominati.

                    Chi viene eletta/o o assuma incarichi di cui all’art. 16 dello Statuto USI, e di cui all'articolo 5, lettere  a e c del presente Regolamento, deve optare per una sola carica con dichiarazione scritta da comunicarsi entro 15 giorni dalla elezione, pena la decadenza dalla carica sindacale. Fino all’esercizio dell’opzione la/il dirigente può svolgere solo funzioni di ordinaria amministrazione.

                    La/il dirigente sindacale che incorra in uno dei casi di incompatibilità previsti dall’art. 9 del presente Regolamento deve optare per una sola carica con dichiarazione scritta da comunicarsi entro 15 giorni dall’assunzione del nuovo incarico pena la decadenza dalla carica sindacale.

                    La/il candidata/o alle cariche istituzionali,  di cui alla lettera b) dell'articolo 5 del presente Regolamento, decade dalle cariche sindacali eventualmente ricoperte.

                    Fuori dai casi espressamente disciplinati dallo Statuto e dal presente Regolamento, le/i dirigenti che abbiano assunto incarichi senza l’autorizzazione di cui all’ultimo comma dell’art. 18  dello Statuto USI  decadono dalle cariche sindacali.

                    Le/i socie/i dimissionarie/i o decadute/i da cariche sindacali, ai sensi del citato articolo 18 dello Statuto USI  e dell'articolo 5 del presente Regolamento, possono essere rielette/i a cariche sindacali alla scadenza dei periodi di tempo appresso indicati:

    1. dopo 1 anno dalla candidatura o dalla cessazione del mandato se questo è stato esercitato ad un livello non superiore a quello territoriale;
    2. dopo 2 anni dalla candidatura o dalla cessazione del mandato se questo è stato esercitato a livello regionale;
    3. dopo 3 anni dalla candidatura o dalla cessazione del mandato se questo è stato esercitato ad un livello superiore al regionale.

     

    Articolo 12

                    Il raggiungimento del 65° anno di età rappresenta causa di cessazione della carica di componente di Segreteria a qualsiasi livello di Federazione e di Confederazione.

                    Le/i Componenti delle Segreterie di Categoria e dei livelli confederali possono mantenere la carica, sino al 65° anno di età, a condizione che non siano titolari di pensione.

                    Le disposizioni di cui ai commi precedenti non si applicano alle cariche di Segreteria nella Federazione nazionale pensionati a tutti i livelli.

                    Le decadenze, nei casi contemplati ai commi precedenti e nell’articolo 11 del presente Regolamento, operano automaticamente e le iniziative per la sostituzione delle/dei dirigenti decadute/i vanno assunte dalle Segreterie competenti per territorio che provvedono entro il termine di 30 giorni dall’accertamento della decadenza.

                    A tal fine le Segreterie competenti comunicano tempestivamente all’interessata/o l’avvenuta decadenza, diffidandola/o dal compiere atti in nome e per conto della CISL.

                Nel caso di decadenza dall’incarico di Segretaria/o generale dell’Unione sindacale interregionale, gli adempimenti previsti nel comma 5 del presente articolo sono esercitati dalla Segreteria confederale.

                    Nel caso di decadenza dall’incarico di Segretaria/o Generale di Federazione interregionale, gli adempimenti previsti dal comma 5 del presente articolo sono esercitati dalla Segreteria nazionale di  Federazione.

     

    Articolo 13

                   Ai fini dell’applicazione dell’art. 15 comma 1 dello Statuto USI, in riferimento al periodo massimo entro cui è possibile ricoprire la medesima carica, specificatamente di Segretaria/o  Generale, Segretaria/o Generale Aggiunta/o e componente di Segreteria di USI e di Federazione Interregionale, si stabilisce che  il periodo massimo è di  3 (tre) mandati.

                Le disposizioni previste nel presente articolo, sono vincolate alla modifica dell’art. 15 dello Statuto USI.

               La/Il Dirigente sindacale, a qualsiasi livello di Federazione e confederale, non può cumulare cariche nella stessa segreteria, ancorché in ruoli diversi, per un periodo superiore a 5 mandati anche non continuativi.

              E’ prevista una gradualità, fino alla Conferenza Organizzativa del 2019, per uniformarsi.

     

              La/Il dirigente che ha ricoperto il ruolo di Segretaria/o Generale a qualsiasi livello confederale o di Federazione, non potrà essere rieletta/o nella stessa segreteria con ruolo diverso.

     

     CAPITOLO III-  La designazione dei rappresentanti CISL

     

    Articolo 14

                    Il Comitato Esecutivo USI  competente a designare la rappresentanza sindacale dell’organizzazione in Enti, associazioni e/o società esterne all’organizzazione, avuta presente la compatibilità con l’art. 10 e l’esigenza di assicurare:

     

    1. la piena autonomia del sindacato;
    2. il più alto grado di competenza e professionalità;
    3. la massima funzionalità degli organi sindacali.

     

    Articolo 15

                    Coloro che sono investiti di rappresentanza sindacale relazionano periodicamente alla Segreteria USI in ordine alla natura dell’attività svolta; segnalano tempestivamente i problemi interessanti l’organizzazione sindacale.

                    Le Segreterie relazionano al Comitato Esecutivo USI.

                    Il mancato adempimento di tali impegni viene segnalato dalla Segreteria al Comitato Esecutivo, anche ai fini dell’eventuale revoca del mandato.

     

    Articolo 16

                    Le designazioni delle/dei rappresentanti, di cui all’articolo 15 del presente Regolamento sono di competenza del Comitato Esecutivo USI, sentite le strutture interessate e previa istruttoria atta a verificare la piena idoneità e compatibilità della/o designando anche alla stregua dei parametri fissati dall’art. 15 del presente Regolamento. La accertata sussistenza di incompatibilità comporta la caducazione automatica degli effetti dell’atto di designazione.

                    Nella rappresentanza della CISL negli Enti previdenziali, territoriali, regionali e nazionali, sarà garantita la presenza di una/un rappresentante della FNP.

                    Per le rappresentanze di natura categoriale, fermo restando il diritto dell’organo di categoria alla designazione, la relativa segnalazione esterna spetta, comunque, alla Segreteria USI.

                    La Segreteria USI può negare la segnalazione in caso riscontri la violazione delle norme statutarie e regolamentari confederali sulle incompatibilità in presenza di documentata carenza di qualità morali della/del designata/o.

     

    Articolo 17

                    Le questioni attinenti ai gettoni di presenza e rimborsi o altri emolumenti derivanti da incarichi ricoperti su designazione sindacale vengono disciplinate per tutta l’organizzazione da apposite norme fissate dal Comitato Esecutivo USI nel Regolamento Economico.

     

     

     

    PARTE II – NORME GENERALI

    SUL FUNZIONAMENTO DEGLI ORGANI DIRIGENTI

      CAPITOLO IV -  Validità delle sedute e votazioni

     

     Articolo 18

                    Per la validità delle sedute e delle deliberazioni degli organi è necessario che all'inizio dei lavori ed al momento della votazione siano presenti la metà più uno dei componenti.

     

    Articolo 19

                    Le votazioni negli organi avvengono per alzata di mano, oppure, su richiesta scritta di almeno il 5% delle/dei componenti, per appello nominale.

                    Le votazioni per le elezioni alle cariche avvengono a scrutinio segreto fatto salvo quanto previsto dal successivo articolo 20.        

                    Le proposte di presidenza della società CAF, le Presidenze degli enti, e comunque tutte le altre nomine e designazioni, avvengono per alzata di mano.

     

    Articolo 20

                    Nelle votazioni non congressuali per le elezioni delle cariche (Segreterie, Esecutivi, ecc.) o per la designazione di rappresentanti (componenti di diritto, incarichi in commissioni, ecc.) ogni elettrice/elettore può esprimere al massimo tanti voti quanti sono le/gli eligendi.

                    Tutti le/gli iscritte/i sono eleggibili, salvo i limiti generali previsti dagli statuti e relativi regolamenti, senza presentazione di formali candidature.

                    La/il Segretaria/o generale e le/i componenti l’organo che esercita l’elettorato passivo possono fare proposte sulla composizione degli organi da eleggere.

                    La composizione delle Segreterie delle strutture, in riferimento a quanto previsto dall’articolo 21 del Regolamento Confederale Nazionale, sarà la seguente:

    -              per l’Unione Sindacale Interregionale (USI), da tre a cinque componenti compresa/o la/il Segretaria/o generale. E’ possibile affidare, all’esterno della Segreteria, incarichi su specifici progetti.

    -              per le Federazioni interregionali di categoria, da tre a cinque componenti compresa/o la/il Segretaria/o Generale. E’ possibile affidare all’esterno della segreteria incarichi su specifici progetti.

     

                    Nelle strutture confederali e di Federazione di categoria a tutti i livelli che contino, nella rispettiva base associativa, una percentuale di iscritte alla Cisl superiore o pari al venti per cento, la composizione delle Segreterie dovrà prevedere almeno una presenza femminile assicurando, in ogni caso, la presenza dei due generi.

                    Le elezioni avvengono di norma su scheda bianca. Per le elezioni dei Comitati esecutivi od organismi similari, con il voto favorevole di 2/3 delle/dei votanti del Consiglio Generale, si può procedere ad una semplificazione procedurale indicando sulla scheda elettorale la proposta della/del Segretaria/o Generale in carica, fermo restando la possibilità di aggiungere o sostituire i nomi indicati da parte delle elettrici e degli elettori.

                    Con analoga procedura si provvederà in caso di integrazione del Comitato Esecutivo a seguito di dimissioni – decadenza – pensionamento – decesso e quant’altro.

                    Per le elezioni dei Comitati esecutivi o organismi similari, con il voto unanime delle/dei votanti del Consiglio Generale, si può procedere con voto palese.

     

    Articolo 21

                    Nelle elezioni vengono proclamate/i elette/i le/i candidate/i che riportano il maggior numero di voti.

                    A parità di voti viene proclamata/o eletta/o la/il più anziana/o di iscrizione alla CISL; a parità di iscrizione alla CISL, la/il più anziana/o di età.

     

     CAPITOLO V -  Dimissioni dagli organi

     

    Articolo 22

                    Le dimissioni dagli organi di Segreteria non derivanti dall’applicazione di norme di incompatibilità o decadenza statutarie o regolamentari, vanno presentate per iscritto e vanno discusse dall’organismo che ha eletto la/il dimissionaria/o convocato a tale scopo entro trenta giorni dalle dimissioni e possono essere accettate o respinte. Sino a tale data esse non sono esecutive.

                    Le dimissioni della/del Segretaria/o Generale comportano le dimissioni della Segreteria.

     

    CAPITOLO VI  -  Modalità di svolgimento delle riunioni

     

    Articolo 23

                    La durata degli interventi è limitata solo su specifica decisione degli organismi assunta di volta in volta e su ogni singolo argomento all’ordine del giorno. Per l’illustrazione delle mozioni d’ordine e delle pregiudiziali sono ammessi soltanto un intervento a favore ed uno contro. Per questi interventi e per le dichiarazioni di voto sono concessi cinque minuti.

                    La Segreteria della USI ha facoltà di far intervenire, alle riunioni degli organi, le/i dirigenti di strutture che non ne siano componenti, nonché le operatrici e gli operatori della USI o esperte ed esperti  per le particolari materie in discussione.  

                    Le/i singole/i iscritte/i degli organi hanno facoltà di promuovere o di depositare in forma scritta alla Presidenza emendamenti ai documenti conclusivi.

     

    Articolo 24

                    Le assenze dalle riunioni degli organi devono essere giustificate per iscritto anche a mezzo posta elettronica ordinaria.

              Le assenze ingiustificate saranno portate a conoscenza dell’organizzazione.

                    Le/i componenti degli organi sono tenute/i ad essere presenti durante tutta la sessione, provvedendo, nel caso di giustificato impedimento, a comunicarlo per iscritto alla Presidenza.

     

     CAPITOLO VII - Il Collegio dei Probiviri

     

    Articolo 25

                    I ricorsi al Collegio dei probiviri della Unione Sindacale Interregionale, devono pervenire entro il termine perentorio di 60 giorni dall’evento in contestazione e debbono essere definiti entro il termine perentorio di 90 giorni dalla presentazione.

                    I limiti di cui al primo comma, ai fini della decorrenza dei termini (60 giorni), non valgono per violazioni in atto al momento del ricorso.

                    I ricorsi relativi alla gestione delle risorse e del patrimonio della Organizzazione devono pervenire entro 30 giorni dalla rilevazione dell’evento.

                    Il termine di giorni 15, fissato dall’articolo 10 dello Statuto per la ratifica di legittimità dei provvedimenti relativi alle gestioni commissariali, decorre dalla data di ricezione degli atti al Collegio Confederale.

                    Il ricorso al Collegio confederale dei probiviri deve pervenire entro il termine perentorio di 60 giorni dall’evento o dalla comunicazione della pronuncia dei Collegi dei probiviri delle Federazioni nazionali di categoria e delle Unioni sindacali interregionali, fatta eccezione per quanto previsto dal comma precedente, e deve essere definito entro il termine perentorio di 180 giorni dalla data di arrivo degli atti al Collegio.

                    La presentazione del ricorso avviene a cura del ricorrente mediante raccomandata A/R oppure deposito dell’atto presso gli uffici del collegio competente. L’Ufficio rilascia alla/al ricorrente la ricevuta dell’atto indicando la data di presentazione del ricorso.

                    Qualora il ricorso sia presentato ad un Collegio non competente a norma dell’art. 28 del presente Regolamento, il Collegio stesso rileva il difetto di competenza ed invia gli atti del ricorso all’organismo competente, dandone notizia alla/al ricorrente ed alle/agli eventuali contro interessati. In questo caso tutti i termini decorrono dalla data di ricevimento degli atti.

                    Ai ricorsi che hanno per oggetto i provvedimenti cautelari ed urgenti si applica la procedura dell’articolo 13 dello Statuto Confederale.

                    A tutte le parti va inoltre notificata, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, a cura della/del ricorrente e a pena di improcedibilità, copia del ricorso avanti ai Collegi.

                    L’improcedibilità viene rilevata dal Collegio mediante ordinanza emessa nella prima seduta utile ed è notificata alla/al ricorrente per l’integrazione del contraddittorio. L’ordinanza individua le/i contro interessate/i a cui il ricorso deve essere notificato e sospende i termini previsti per la pronuncia della decisione.

                    La/il ricorrente ha l’obbligo di integrare il contraddittorio entro 10 giorni dalla notifica dell’ordinanza, decorsi inutilmente i quali il collegio emette ordinanza di archiviazione dichiarando l’estinzione del procedimento.

     

    Articolo 26

                    Il Collegio confederale dei probiviri è competente a giudicare in prima e ultima istanza sui conflitti di competenza tra i collegi e sulle controversie devolute ai collegi delle strutture sottoposte a gestione straordinaria.

                    Qualora le Federazioni nazionali di categoria e le Unioni sindacali regionali fossero prive del proprio Collegio dei probiviri, decide in unica istanza il Collegio confederale dei probiviri, al quale il ricorso deve essere inviato entro il termine perentorio di 60 giorni dalla data di ricevimento a cura della Segreteria della Federazione competente o dell’Unione interregionale, dandone contestualmente notizia alla/all’interessata/o.

                    Scaduto tale termine il ricorso può essere inoltrato direttamente dall’interessata/o.

                    Nel caso in cui il Collegio dei probiviri della USI non si pronunci entro il termine di cui all'articolo 25 del Regolamento, decide in unica istanza il Collegio confederale dei probiviri, previo inoltro del ricorso da parte dell’interessata/o o della Segreteria dell’Unione interregionale entro il termine perentorio di 30 giorni dalla mancata pronuncia.

     

    Articolo 27

                    Entro il termine perentorio di 180 giorni dalla notifica del ricorso, sulla pronuncia di prima istanza, il Collegio confederale dei probiviri deve decidere in merito. In caso di mancata decisione entro tale termine, rimane in vigore a tutti gli effetti il pronunciamento del Collegio dei probiviri di prima istanza.

                    Il termine perentorio di 180 giorni vale anche per i ricorsi in prima ed unica istanza.

                    Il termine di 180 giorni di cui ai due commi precedenti resta sospeso dal 1° al 31 agosto di ciascun anno; nonché dalla data di celebrazione del Congresso confederale alla data di insediamento del nuovo Collegio, nonché nelle ipotesi di impossibilità a costituire il quorum funzionale del Collegio.

     

    Articolo 28

                    Ai fini della determinazione delle competenze dei Collegi dei probiviri di cui all'articolo 11 dello Statuto confederale si deve fare riferimento all’oggetto, alle materie ed alla natura delle violazioni su cui è insorto il conflitto e non alle funzioni o alle cariche ricoperte dalle/dai ricorrenti, fatto salvo il caso di cui all’art. 11, comma 3 dello Statuto Confederale.

                    La fase relativa alla decisione su eventuali conflitti di competenza sospende il decorso dei termini perentori cui all’art. 25 del presente Regolamento.

     

    Articolo 29

                    Ai fini del calcolo dei termini perentori di cui all'articolo 25 del Regolamento, sono da ritenersi validi i ricorsi presentati agli uffici postali entro il termine perentorio di 60 giorni dall’evento o dalla comunicazione della pronuncia, purché la data di spedizione della raccomandata con ricevuta di ritorno risulti dalla ricevuta postale.

     

    Articolo 30

                    Le vertenze elettorali, relative alle elezioni degli organi, sono di competenza dei Collegi delle organizzazioni verticali ed orizzontali cui si riferiscono. Il Collegio confederale dei probiviri decide in seconda ed ultima istanza gli eventuali ricorsi contro la pronuncia dei predetti Collegi dei probiviri.

                    Le vertenze, riguardanti elezioni per delegati ai Congressi di qualunque ordine e grado, sono portate direttamente all’esame della Commissione verifica poteri dell’istanza congressuale di grado superiore.

     

    Articolo 31

                    La convocazione del Collegio è effettuata dalle/dai rispettive/i Presidente di sua iniziativa o su richiesta di 2 componenti. Per la validità delle riunioni è necessaria la presenza di almeno 3 componenti.

     

    Articolo 32

                    Nelle ipotesi previste dall’art. 12, comma 3, dello Statuto USI, la riapertura del procedimento può avvenire su richiesta di qualunque iscritta/o.

                    A tal fine il Collegio dei Probiviri, prima di qualsiasi giudizio di merito, delibera l’ammissibilità della richiesta valutando la non manifesta irrilevanza dei fatti nuovi.

     

    Articolo 33

                    Nelle ipotesi previste dall’art.  13 dello Statuto USI, il Collegio dei Probiviri deve provvedere entro 30 giorni dalla data del provvedimento di sospensione.

                    A tal fine l’Organo che ha emesso il provvedimento di sospensione lo trasmette immediatamente, e comunque entro 48 ore dall’emissione, al Collegio competente per la ratifica.

                    La/il presidente di tale collegio convoca il collegio entro le 96 ore successive.

     

    Articolo 34

                    Nelle ipotesi previste dagli artt. 16 e 17 dello Statuto USI la denuncia delle violazioni statutarie deve avvenire entro 30 giorni dalla data del fatto.

                    Decorso tale termine qualunque iscritto può adire per l’omessa denuncia, ai sensi dell’art. 16 dello Statuto USI, il competente Collegio dei Probiviri per l’inizio dell’azione disciplinare.

                    In tale ipotesi la/il Presidente del Collegio comunica senza ritardo alla Segreteria competente l’inizio del procedimento.

     

    Articolo 35

                             Il potere di iniziativa per le sanzioni disciplinari di cui all’ultimo comma dell’articolo 11 dello Statuto Confederale Nazionale, spetta a tutte le/i socie/i e alle strutture della CISL.   La denuncia relativa va presentata entro il termine perentorio di 60 giorni al Collegio Confederale dei Probiviri; essa va inoltre notificata a tutte le parti interessate a cura della/del ricorrente e a pena di improcedibilità, a  mezzo lettera raccomandata  con avviso di ricevimento.

     

     

    CAPITOLO VIII   -  Commissariamento e Reggenza

     

    Articolo 36

                    Il Commissariamento delle strutture, è regolato dall’articolo 40 e seguenti dello Statuto Confederale Nazionale e dagli  artt. 36, 37 e 38 del Regolamento di  attuazione dello Statuto Confederale Nazionale.

     

    Articolo 37

                    La reggenza delle strutture, è regolata dall’articolo 43 dello Statuto Confederale Nazionale.

     

     

    PARTE III - NORME SUGLI ORGANI DELLA USI

     CAPITOLO IX  -  Il Congresso  USI

     

     Articolo 38

                    Il Consiglio generale, contestualmente alla indicazione di convocazione del Congresso della USI emana il Regolamento per la elezione dei delegati al Congresso stesso.

                    Approva lo schema di Regolamento del Congresso della USI  fissando una percentuale minima di candidate da inserire nelle liste con l’obiettivo di realizzare un'effettiva presenza femminile  nella composizione del Consiglio Generale pari al trenta per cento.

                 

     

    Articolo 39

                    Al fine di realizzare organismi che prevedano una presenza di genere effettiva tra il venti e il trenta per cento,  in base alla composizione associativa,  i regolamenti congressuali  a tutti i livelli, dovranno prevedere, nelle liste, un’appropriata percentuale.

                    I regolamenti  prevederanno  altresì un’adeguata percentuale di presenza di delegate/i, giovani under 35, delegate/i immigrate/i.

                    Il presente articolo si applica alla FNP solo con riferimento alla presenza di genere.

     Articolo 40

                    La FNP partecipa al Congresso della USI con un numero di delegate/i fino alla concorrenza del 25% della media di tutti le/gli iscritte/i alla CISL nel quadriennio precedente l’anno di effettuazione del Congresso.

     

     CAPITOLO X   - Il Consiglio Generale della USI

     

    Articolo 41

                   Il Consiglio Generale USI è costituito:

    1. da n. 19 rappresentanti di Federazione Interregionale di categoria nella persona della/del dirigente responsabile comunque denominati;
    2. da n. 3 rappresentanti della Federazione Interregionale dei Pensionati, elette/i dal Consiglio Generale della Federazione;
    3. da n.19 rappresentanti delle Aree Sindacali Territoriali (AST), proporzionalmente alle/ai proprie/i iscritte/i e coincidenti con i primi in graduatoria delle/dei delegati eletti al Congresso della USI in occasione delle Assemblee congressuali territoriali delle macro aree Molise,  Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo;
    4. da n. 74 componenti elette/i dal Congresso Interregionale. Possono essere elette/i tutte/i le/i socie/i della CISL tranne coloro che sono già componenti del Consiglio generale a norma delle lettere a), b), c) del presente articolo.

     

    Le/i rappresentanti di cui alla lettera b) elette/i dal Consiglio generale della Federazione Interregionale dei Pensionati, possono essere revocate/i e sostituite/i dal medesimo organismo durante  la vigenza del mandato.

                    Per quanto riguarda il punto d), va garantita una equilibrata presenza di genere, di immigrate/i, di giovani come previsto dal precedente articolo  39.

                    In caso di vacanza tra le/i componenti del Consiglio  Generale elette/i dal Congresso di cui alla lettera d), questa sarà ricoperta da colei o colui che in sede di Congresso ha riportato in graduatoria il maggior numero dei voti dopo l'ultima/o eletta/o, salvo che la vacanza riguardi le/i componenti della FNP. In tal caso la Federazione  Interregionale Pensionati avrà diritto a designare la/il componente subentrante.

    Al Consiglio Generale partecipano con solo diritto di parola le/i legali rappresentanti delle associazioni e/o sindacati che hanno stipulato patti associativi con la CISL (articolo 5 del presente Regolamento e articolo 44 dello Statuto confederale), le/i responsabili dell’INAS, del CAF, dello IAL, dell’ADICONSUM, dell’ISCOS, del SICET, dell’ANTEAS, dell'APS M. Ciancaglini e la/il Presidente e la/il Copresidente dell'ANOLF.

                    Il numero delle/dei rappresentanti della FNP sarà pari al 17% del totale delle/dei componenti del Consiglio generale interregionale, aventi diritto al voto, di cui il 50%  elette/i dal Comitato direttivo della FNP, e l’altro 50% dal Congresso di USI.

                     Qualora risultasse eletto nel Congresso USI un numero inferiore al 50% la FNP avrà diritto a designare la quota mancante.

     

    Articolo 42

                    Qualora una/un componente di diritto del Consiglio Generale di cui alle lettere a), b), c) e d) dell'articolo 41 del presente Regolamento venga eletto componente la Segreteria della USI ed opti per quest’ultima carica, resterà componente del Consiglio generale stesso anche nel caso in cui cessi per qualsiasi motivo dalla carica di Segretario della USI.

                    Le/i componenti di diritto del Consiglio Generale, se eletti in Segreteria Confederale, vengono sostituiti dalla struttura che li ha espressi.

     

     Articolo 43

                    Il Consiglio generale è convocato in prima sessione per la elezione delle cariche, di regola, subito dopo la chiusura del Congresso e, comunque, entro 20 giorni da tale chiusura a cura dell'Ufficio di presidenza del Congresso stesso.

                    La/il componente più anziana/o di età dell’Ufficio di Presidenza del Congresso presiede il Consiglio Generale sino alla elezione della Segreteria. In caso di prosecuzione dei lavori la Segreteria propone l’elezione della Presidenza.

     

    Articolo 44

                    La convocazione ordinaria del Consiglio generale prevista dall'articolo 26 dello Statuto USI, e la conseguente indicazione dell’ordine del giorno, deve essere effettuata almeno 15 giorni prima della data fissata, salvo che la convocazione stessa contenga esplicita motivazione di urgenza.

                    La Segreteria della USI invia di norma almeno 10 giorni prima della data fissata relazioni e documentazioni sugli argomenti all’ordine del giorno.

                    La convocazione straordinaria prevista dal comma 1 del citato articolo 26 dello Statuto è effettuata dalla Segreteria Interregionale che è tenuta a provvedervi entro un mese dalla data della richiesta.

                    La convocazione può avvenire in forma scritta tramite posta, ovvero e-mail o ancora PEC (Posta elettronica certificata).

     Articolo 45

                    In apertura dei lavori di ogni sessione si elegge la Presidenza su proposta della Segreteria USI. I servizi di Segreteria sono forniti dagli Uffici della USI.

     

    Articolo 46

                    La Segreteria USI può, nel corso dei lavori del Consiglio generale, svolgere comunicazioni concernenti l’attività dell’organizzazione. Su tali comunicazioni si possono chiedere chiarimenti.

                    Qualora una/un componente il Consiglio chieda di discutere un argomento, oggetto delle comunicazioni, tale richiesta deve essere sottoposta all’approvazione del Consiglio generale.

                    La Segreteria USI ha facoltà in questo caso di far discutere tale argomento esaurito l’ordine del giorno della sessione in corso o di iscriverlo all’ordine del giorno della sessione successiva.

     

    Articolo 47

                    La proposta di deliberare la sfiducia agli organi esecutivi eletti dal Consiglio generale deve essere presentata da almeno 1/3 delle/dei componenti che richiede la convocazione straordinaria del Consiglio Generale a norma dell’art. 28 dello Statuto Confederale.

                    Alla convocazione provvede la/il Segretaria/o Generale improrogabilmente entro 30 giorni dall’arrivo  della richiesta, pena la decadenza dalla carica sindacale.

                    Decorso inutilmente il termine di cui sopra, alla convocazione stessa provvede la/il Segretaria/o Generale della struttura di livello superiore entro e non oltre il termine tassativo di 15 giorni.

                    La decisione sulla sfiducia va assunta nella prima sessione successiva del Consiglio generale da effettuarsi entro 30 giorni da quella in cui è avanzata la richiesta.

     

    Articolo 48

                    Il Consiglio Generale può costituire commissioni per materie specifiche e gruppi di materie, con funzioni istruttorie e di preparazione di proposte per le decisioni del Consiglio Generale.

                    Su proposta della Segreteria, il Consiglio Generale nomina al suo interno le suddette Commissioni, prevedendo anche deleghe in base alle quali, di volta in volta, le Commissioni possano esercitare funzioni deliberanti.

                    Le/i componenti delle Commissioni sono designati dal Consiglio Generale su proposta della Segreteria.

                    Su proposta della Segreteria le Commissioni possono essere integrate con la partecipazione consultiva di dirigenti o esperti sulle materie in esame.

                    Le Commissioni sono convocate dalla Segreteria della USI.

                    Per la Presidenza e le modalità di lavoro valgono le stesse norme che regolano l’attività del Consiglio Generale.

     

     Articolo 49

                    Sulle materie di propria competenza per le quali il Consiglio Generale ha delegato alle Commissioni potestà decisionali, le stesse Commissioni adottano decisioni a maggioranza assoluta.

                    A richiesta di 1/3 delle/dei componenti delle Commissioni la decisione da assumere deve essere rimessa al Consiglio Generale.

     

    Articolo 50

                    Il Consiglio Generale, in caso di impedimento definitivo delle/dei componenti del Collegio dei probiviri e del Collegio dei sindaci, provvede alla ricostituzione del "plenum" di tali organi in sostituzione di quelli  vacanti.

     

     CAPITOLO XI -  Il Comitato Esecutivo della USI

     

    Articolo 51

                    Il Comitato Esecutivo della USI è composto:

     

    1. da n. 31 componenti elette/i dal Consiglio Generale nel proprio seno;
    2. dalle/i componenti la Segreteria USI;
    3. dai Responsabili AST;
    4. dalla Responsabile del Coordinamento Femminile.

     

    Al Comitato Esecutivo partecipano come invitate/i con diritto di parola le/i responsabili degli Enti e delle associazioni collaterali alla CISL.

     

    Articolo 52

                    La convocazione del Comitato esecutivo e la conseguente indicazione dell’ordine del giorno vengono effettuate dalla Segreteria USI almeno 8 giorni prima della data fissata per la riunione, salvo che la convocazione stessa non contenga esplicita motivazione di urgenza.

     

    Articolo 53

                    Il Comitato esecutivo è presieduto dalla/dal Segretaria/o Generale o, in caso di sua assenza, dalla/dal Segretaria/o Generale Aggiunta/o.

                    In caso di assenza anche di questi, è presieduto da uno delle/dei componenti la Segreteria della USI, delegati a ciò dalla/dal Segretaria/o Generale.

     
     

    PARTE IV - LE ARTICOLAZIONI CONFEDERALI (categoriali e territoriali)

     

     CAPITOLO XII  -  Le Federazioni di Categoria

     

     

    Articolo 54

    1. Federazione Lavoratori Energia, Moda, Chimica ed Affini (FEMCA)
    2. Federazione Lavoratori Aziende Elettriche Italiane (FLAEI)
    3. Federazione Italiana Lavoratori Costruzioni e Affini (FILCA)
    4. Federazione Italiana Metalmeccanici (FIM)
    5. Federazione dell’Informazione, dello Spettacolo e delle Telecomunicazioni e degli appalti telefonici (FISTEL)
    6. Federazione Agro-Alimentare (FAI)
    7. Unione Generale Coltivatori (UGC)
    8. Federazione Lavoratori Pubblici e dei Servizi (CISL Funzione Pubblica, CISL FP, CISL FPS)
    9. Federazione Scuola (CISL Scuola)
    10. Sindacato dei Lavoratoti Poste  (SLP)
    11. Federazione Italiana Trasporti (FIT)
    12. Federazione Italiana Sindacati Terziario (FIST - I affiliazione; - Federazione italiana Sindacati addetti servizi commerciali affini e del turismo (FISASCAT - II affiliazione); - Federazione lavoratori Somministrati autonomi ed atipici (FELSA - II affiliazione)
    13. Federazione Italiana Reti dei Servizi del Terziario (FIRST)
    14. Federazione Università (CISL UNIVERSITA’)
    15. Federazione della Sicurezza (FNS)
    16. Federazione Medici (CISL Medici)
    17. Federazione innovazione e ricerca (FIR)
    18. Federazione nazionale pensionati (FNP).

     

     Articolo 55

                    Le singole Federazioni interregionali di categoria debbono informare la Segreteria della USI di tutte le modifiche apportate al loro Statuto e far conoscere i cambiamenti sopravvenuti nei loro organi direttivi.

                    La Segreteria della USI ha facoltà di verifica.

     

     CAPITOLO XIII  - Poteri e funzioni delle strutture

     Articolo 56

                    Fermi restando gli scopi e i compiti degli organismi categoriali e territoriali fissati dallo Statuto confederale e, se non in contrasto, dagli Statuti delle Federazioni Nazionali e dell’Unione Interregionale, alle strutture competono funzioni proprie e non sovrapponibili fra loro, di cui agli articoli successivi.

     Articolo 57

                    Compete alle Federazioni Interregionali:

    1. la titolarità del tesseramento e lo sviluppo del proselitismo;
    2. la promozione, l’organizzazione e lo sviluppo delle rappresentanze associative aziendali e territoriali (SAS, RLS, RSA);
    3. il coordinamento e il sostegno della componente associativa eletta e designata nelle RSU e delle/dei delegati/i alla sicurezza di impresa (RLS, RLST);
    4. l’individuazione dei bisogni formativi e dei nuovi Quadri, lì’organizzazione della formazione sindacale categoriale specialistica nell’ambito della gestione delle risorse umane di categoria, nonché l’integrazione degli interventi formativi categoriali e confederali;
    5. la gestione amministrativa autonoma delle risorse finanziarie nell’ambito delle quote contributive di propria competenza, derivanti dal riparto automatico;
    6. la predisposizione del bilancio consuntivo e del bilancio sociale secondo le modalità previste dall’art. 68 del presente Regolamento;
    7. la titolarità della contrattazione decentrata aziendale e delle politiche di settore, con il coordinamento dell’USI, nonché il sostegno alle RSU, alle RSA, alle SAS in quanto agenti negoziali sulle materie ad esse delegate dalla contrattazione collettiva;
    8. il coordinamento dell’attività politico contrattuale dei territori.

     

    Articolo 58

    Compete alla USI:

    1. a.la rappresentanza e la funzione politica e organizzativa. La concertazione e la partecipazione istituzionale nonché la contrattazione delle politiche regionali e territoriali;
    2. la gestione, con il coinvolgimento delle categorie, dell’iniziativa per lo sviluppo del territorio e delle politiche settoriali interregionali;
    3. la verifica, l’attuazione e la gestione degli accordi da realizzare anche attraverso la costituzione di coordinamenti ad hoc su obiettivi/progetti mirati, adeguandoli alle realtà e ai fabbisogni locali anche attraverso la contrattazione nel territorio di competenza;
    4. la promozione e lo sviluppo della contrattazione e/o concertazione con le istituzioni locali;
    5. la promozione e il coordinamento a sostegno delle strutture in materia di informazione,  comunicazione, studi e ricerche;
    6. la politica dei quadri e delle risorse umane, nonché la programmazione e la gestione della mobilità e dei percorsi formativi;
    7. la scelta delle/dei rappresentanti regionali e territoriali dell’organizzazione nelle sedi esterne, nel rispetto di criteri di autorevolezza e competenza nonché la verifica dell’attività da essi svolta nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori e dell’organizzazione;
    8. la socializzazione   delle   esperienze   territoriali    e    l’utilizzo   delle   sinergie            dell’organizzazione mediante l’azione di progettazione, supporto tecnico e informatico,  marketing e azione pubblicitaria a sostegno dell’attività e dell’immagine della CISL;
    9. la predisposizione del bilancio consuntivo consolidato;
    10. l’organizzazione, la gestione e il coordinamento, in rapporto con le Federazioni interregionali di categoria, gli enti, le associazioni, le società collaterali alla CISL, dell’erogazione dei servizi alle/agli iscritte/i in materia di assistenza, previdenza, sanità, assicurazione, previdenza integrativa, consulenza fiscale, tutela dei consumatori, assistenza e consulenza vertenziale e legale, nel rispetto delle normative di legge vigenti nonché di quelle che regolano l’attività del patronato. Le Federazioni regionali di categoria dovranno pertanto monitorare e, all’occorrenza intervenire per rimuovere, eventuali comportamenti delle/dei dirigenti che orientino le prestazioni dei servizi all’esterno del circuito CISL, fatta salva la facoltà di ricorso al Collegio dei Probiviri;
    11. promuovere nuove tutele individuali per le/gli iscritte/i, attraverso l’implementazione dell’erogazione di servizi.

     

    Articolo  59

                    L’Unione Sindacale Interregionale  si articola in Aree Sindacali Territoriali (AST) che non costituiscono istanza congressuale e sono individuate su delibera del Consiglio generale USI.

                    Alle Aree Sindacali Territoriali (AST) spetta il compito di attuare la politica sindacale della Confederazione e della USI.

                    In ogni AST è individuata/o una/un Responsabile di AST.

                    Per ogni AST sarà costituito un Coordinamento di AST presieduto dalla/dal Responsabile.

                    La/Il Responsabile di AST viene eletta/o dal Consiglio Generale USI, su proposta della Segreteria USI, previa consultazione del Coordinamento di AST.

                    I/le componenti di ogni Coordinamento di AST saranno individuate/i dalle Federazioni interregionali attraverso assemblee delle/dei delegati presenti nei luoghi di lavoro dell’area territoriale di riferimento e tra gli operatori categoriali, e comunicate alla USI ed alle AST di riferimento.

                    Per quanto riguarda la FNP le assemblee coinvolgeranno le/gli iscritte/i che sono residenti nell'area territoriale di riferimento.

              L’INAS, il CAF  e, laddove effettivamente presenti, gli altri Enti e organismi  promossi dalla CISL, designeranno nel coordinamento di AST un componente di concerto con il  Responsabile della  AST stessa.

              Numero e modalità di designazione  dei componenti  del Coordinamento di AST, saranno definiti con apposita  delibera del Comitato Esecutivo USI.

             I compiti del/della Responsabile di AST, la costituzione  ed il  funzionamento del Coordinamento di SST AST, sono definiti dalle “Norme  per il funzionamento delle Aree Sindacali Territoriali”, che sono allegate al presente Regolamento e ne costituiscono parte integrante.

     

     

    CAPITOLO XIV - Le strutture

     

    Articolo 60

                    La USI, prima di effettuare la convocazione degli organi di cui all’ articolo 35 dello Statuto USI, deve invitare gli organi delle Federazioni Interregionali di categoria competenti a procedere esse stesse autonomamente a tale convocazione.

                    In caso di inadempienza, scaduti i termini di tempo indicati nell'invito, la convocazione viene effettuata direttamente dalla USI.

                    Qualora l’oggetto della convocazione riguardi adempimenti derivanti dallo Statuto Confederale e di Federazione, l’organo è tenuto ad adottare le conseguenti deliberazioni; negli altri casi ci possono essere comunicazioni e dibattito sulle stesse, senza l’obbligo  di adottare delibere.

     

     CAPITOLO XVII - Gli Enti, le  Associazioni e  le Società della CISL

     

    Articolo 61

                    Gli Enti e le Associazioni collaterali alla CISL sono strumenti operativi specifici per taluni settori di attività ed espletano le loro funzioni in attuazione delle politiche e delle scelte di indirizzo indicate dalla CISL e articolano le proprie strutture a livello nazionale, interregionale e/o territoriale.

                    E’ previsto un coordinamento del sistema servizi a livello nazionale e interregionale.

                    Quando negli statuti degli Enti,  delle Associazioni e delle Società collaterali alla CISL sia prevista la nomina diretta o indiretta dei Presidenti e/o dei responsabili, ai vari livelli,  da parte della CISL, la stessa deve essere effettuata dal Consiglio Generale interregionale USI.

                    Le/I Presidenti e/o le/i responsabili di cui al comma precedente, per quanto riguarda il livello nazionale, possono permanere nella carica per un periodo non superiore a quello corrispondente a due mandati congressuali.

                    Per i livelli interregionale  e/o territoriale il limite massimo è di tre mandati.

                    I loro incarichi sono incompatibili, così come previsto dall’art. 9 del presente Regolamento, con quelli di Segreteria, a tutti i livelli, sia di Federazione che confederali.

                    Inoltre, gli incarichi di Presidenza e/o di responsabilità in enti, associazioni e società collaterali alla CISL sono incompatibili con analoghi incarichi in altri enti, associazioni e società.

                    Ai fini della previsione di cui all’articolo 9 dello Statuto USI, il Collegio dei sindaci della USI non ha la competenza nei confronti di Enti ed Associazioni della CISL per i quali espresse disposizioni di legge prevedono la costituzione di un proprio organo di controllo o dettino disposizioni in materia di formazione o approvazione di bilancio.

                    La USI  può disporre verifiche e controlli sull’andamento economico, gestionale e finanziario delle Società di servizi, degli Enti e delle Associazioni promosse o costituite dalle strutture CISL.

             Tali verifiche e controlli saranno affidati al Servizio Ispettivo confederale.

     

    PARTE V - NORME SULLA GESTIONE DELLE

    RISORSE  E DEL PATRIMONIO

     

     CAPITOLO XVI - Responsabilità e competenze

     

     

    Articolo 62

                    Il Consiglio Generale Confederale è l’organo competente a fissare la quota contributiva di cui agli articoli 44 e 45 dello Statuto Confederale, nonché le modalità di riscossione.

     

    Articolo 63

                    I beni mobili ed immobili, a qualsiasi titolo acquisiti e costituenti il patrimonio della USI e degli Enti della stessa promossi devono essere, a seconda della loro natura, registrati ed inventariati.

                    A tal fine è istituita, a livello nazionale, la “Anagrafe degli immobili” con il compito di censire tutte le proprietà immobiliari, intendendosi sia le proprietà dirette, che quelle degli enti, delle associazioni, delle società e delle fondazioni, ove esistenti, collaterali alla CISL.

                    Di tali beni la USI disporrà per il perseguimento delle proprie finalità statutarie, procedendo all’uopo alla stipulazione di negozi giuridici e alla costituzione degli strumenti necessari per una buona gestione del patrimonio stesso.

                    La titolarità di ogni bene mobile ed immobile, nonché di ogni altro diritto di natura patrimoniale, appartiene esclusivamente alla USI.

                    Le persone fisiche, che, per i poteri alle stesse conferiti dagli organi statutari, interverranno in negozi giuridici e manifestazioni di volontà aventi comunque attinenza al patrimonio della CISL e delle sue strutture, dovranno in ogni caso specificare negli atti relativi la qualità nei limiti della quale esse agiscono.

                    Dei beni di qualsiasi natura, dislocati presso organizzazioni aderenti o territoriali, e responsabile/i le/i  rappresentanti legali  della Unione Sindacale Interregionale, consegnatario  dei beni medesimi.

                    Costoro dovranno altresì uniformarsi, per quanto attiene a ogni atto avente implicazioni patrimoniali, al disposto di cui al comma precedente.

     

     Articolo 64

                    La USI e le Federazioni di Categoria rispondono delle obbligazioni assunte nei limiti delle competenze e dei rispettivi fini statutari.

                    A tal fine, la USI  e le Federazioni interregionali di categoria  dovranno attivare apposite polizze assicurative per le/i proprie/i dirigenti elette/i, a copertura dei rischi “professionali”derivanti dalla carica elettiva.

                    Nei rapporti esterni le/i dirigenti politiche/ci della USI e delle Federazioni di Categoria che rispondono, a norma dell’art. 38 del Codice Civile, personalmente e solidalmente con queste ultime per le obbligazioni da esse/i assunte nell’esercizio delle funzioni di competenza, sono sollevate/i dalla responsabilità derivante dal precitato vincolo di solidarietà, sempre che l’obbligo per l’assolvimento del quale si procede non consegua da comportamenti dolosi o colposi.

                    Le/i dirigenti politiche/ci della USI e delle Federazioni di Categoria rispondono personalmente altresì nei confronti delle organizzazioni stesse, per gli atti da esse/i compiuti con dolo o colpa grave, e quindi per i danni che ne sono conseguiti.

              Le strutture categoriali e orizzontali dovranno identificare la/il/i responsabile/i del trattamento dei dati personali delle/degli iscritte/i a norma di quanto previsto dalla Legge 196/2003 (privacy) e successive modifiche.

                    Analogamente le strutture a tutti i livelli sono tenute al rispetto delle norme previste dal D.L. 626/94 (sicurezza) e successive modifiche.

     

     CAPITOLO XVII – Bilanci

     

    Articolo 65

                    La elaborazione dei bilanci preventivi e consuntivi deve essere fatta da tutte le strutture dell’Organizzazione in conformità del programma di contabilità definito esclusivamente dalla Confederazione nonché delle norme da questa diramate.

                    Essi devono essere verificati dai Collegi sindacali, che allegheranno anche la verifica sulla compatibilità delle spese sostenute per i trattamenti indennitari delle/dei Dirigenti e delle/degli operatrici/operatori con riferimento al Regolamento approvato dai rispettivi Comitati Esecutivi. Dopo l'approvazione da parte dei competenti Organi delle Strutture, i bilanci vanno inviati:

    • entro il 20 marzo dell’anno successivo dalle Federazioni Interregionali alla USI e alle Federazioni Nazionali di Categoria;
    • entro il 31 marzo dell’anno successivo dalla USI e dalle Federazioni Nazionali di Categoria alla Confederazione, Servizio Ispettivo.

    Sarà cura della USI e delle Federazioni Nazionali di Categoria trasmettere alla Confederazione, Servizio Ispettivo, entro la data del 30 aprile, i bilanci consolidati di competenza.

                    Ogni anno la Segreteria interregionale predispone il bilancio preventivo e quello consuntivo della USI, che sottopone all’approvazione del Comitato Esecutivo, entro la data del 31 marzo.

                    I bilanci consolidati saranno certificati da soggetti specializzati.

                    Ogni anno la Segreteria USI provvederà alla pubblicazione “on line” del bilancio consolidato.

                    Ogni due anni la Segreteria confederale predispone il bilancio sociale della CISL.

              Le strutture che non provvedono agli adempimenti nei tempi e modalità di cui sopra non possono beneficiare delle agevolazioni finanziarie concesse dalla Confederazione e sono sottoposte ad ispezione amministrativa secondo le procedure stabilite dallo Statuto e dal presente Regolamento

     

     PARTE VI – ATTIVITÀ ISPETTIVE

     

     CAPITOLO XVIII  -  Ispezioni

     

    Articolo 66

                   Nell’ambito della propria competenza territoriale anche la USI può effettuare controlli o ispezioni per i fini e con le modalità previste dall'articolo precedente, in accordo con la Segreteria confederale e, nei casi di ispezioni nei riguardi di strutture interregionali di categoria, dandone preventiva comunicazione alla Segreteria nazionale di categoria interessata.

      

    PARTE VII - ADEGUAMENTI STATUTARI E REGOLAMENTARI

     

     CAPITOLO XIX  - Obblighi di adeguamento

     

     Articolo  67

                    Le strutture che non hanno provveduto ad adeguare il proprio Statuto ed il relativo Regolamento a quelli confederali dovranno procedere a tale adempimento entro 3 mesi dall’approvazione del presente Regolamento confederale o su esplicita richiesta della Segreteria confederale.

                    In caso di ulteriore inadempienza la Segreteria confederale può avanzare richiesta al Collegio confederale dei probiviri, perché dichiari la nullità delle norme in contrasto, ai sensi dell'articolo 55 dello Statuto confederale.

     

    Articolo 68

                Per tutto quanto non espressamente previsto e disciplinato nel presente Regolamento e nei casi  in cui le strutture indicate nell’art. 53 dello Statuto Confederale fossero carenti di proprie norme regolamentari, si rinvia, in quanto applicabili, alle norme contenute  nel  Regolamento di attuazione dello Statuto Confederale Nazionale CISL.

     

     Allegato  al Regolamento di attuazione allo Statuto USI ABRUZZO MOLISE

                                                                    

     CISL ABRUZZO MOLISE    Unione Sindacale Interregionale  (U.S.I.) 

     

    “Norme per il funzionamento delle AREE SINDACALI TERRITORIALI  (A.S.T.)”

     

     

     Articolo 1

                           Le Aree Sindacali Territoriali (AST)  sono articolazioni funzionali della USI CISL Abruzzo Molise, come previsto dagli artt. 31 e  32 dello Statuto USI e corrispondenti alle 5 Cisl territoriali: Molise  - Chieti - L’Aquila - Pescara - Teramo.

     

     Articolo 2

                           Compete alla Segreteria della USI CISL  provvedere  al funzionamento  e al coordinamento delle Aree Sindacali Territoriali (AST), per lo sviluppo delle politiche della CISL nei territori, così come indicato nei successivi articoli.

     

    Articolo 3

                        Ai sensi dell’art. 59 del Regolamento di attuazione dello Statuto USI,  in ogni AST è eletto il Responsabile, già componente del Consiglio  Generale USI,  su proposta della Segreteria USI, previa consultazione del Coordinamento di AST del territorio di riferimento.

                         Al Consiglio USI compete, motivandolo, il potere di revoca dell’incarico. L’incarico del Responsabile di AST coincide con il mandato congressuale.

                          L’incarico può essere ricoperto per un massimo di 12 anni.

     Articolo 4

                         Il Responsabile di AST :

     

    • rappresenta la CISL nell’area territoriale di competenza per ciò che riguarda:
    • politiche del bilancio degli Enti Locali;
    • politiche sociali di ambito;
    • politiche sanitarie distrettuali;
    • politiche del lavoro e della formazione;
    • intrattiene rapporti con i soggetti  istituzionali, sociali ed economici del territorio;
    • rappresenta il riferimento confederale nel territorio per tutte le strutture; si raccorda con i referenti territoriali dei servizi e gli operatori di categoria per garantire la fruibilità dei servizi e l’accessi alle sedi;
    • promuove, in sintonia con le federazioni di Categoria, il coinvolgimento delle RSU/RSA alle iniziative confederali e coordina le azioni informative ad esse rivolte; cura, nello stesso  ambito, i rapporti con gli operatori di categoria;
    • supporta, se necessario, sulla base di specifici accordi validati a livello regionale, le attività delle Federazioni di Categoria;
    • coordina le azioni di proselitismo nella AST e monitora il tesseramento.

     

    Articolo 5

                   Il Coordinamento di AST sarà formato da un massimo di 30 componenti. Le Federazioni Interregionali di Categoria, in occasione del loro congresso, individueranno all’interno di ogni territorio il proprio rappresentante da inserire nel Coordinamento di ogni singola AST, mediante comunicazione alla USI ed alla AST di riferimento. Fanno altresì parte del Coordinamento di AST la Coordinatrice Femminile ed i referenti degli Enti, Associazioni e Società operanti nel territorio.

     Articolo 6

                                Il Coordinamento di AST sarà convocato (di norma con 10 giorni di anticipo) e presieduto dal/la Responsabile di AST, che è tenuto/a ad inviare la convocazione, oltre che ai componenti del Coordinamento, per conoscenza alla segreteria USI e, per suo tramite, alle Segreterie Interregionali di categoria (anche al fine di predisporre i permessi sindacali).

                   Come sede di discussione e approfondimento dei temi confederali di pertinenza territoriale, sarà  riunito almeno due volte  l’anno,  preferibilmente di pomeriggio o comunque in modo da utilizzare nella forma più appropriata le libertà sindacali.

     Articolo 7

                    Il Coordinamento di  AST, in raccordo con la USI ed i Segretari Interregionali di categoria, deciderà  forme e modalità di svolgimento di eventuali assemblee delle RSU, delle RSA e degli iscritti operanti nel territorio di pertinenza.

     Articolo 8

                 Le AST si possono articolare in Unioni Zonali e Comunali e possono disporre di sedi periferiche, quando ciò sia richiesto da esigenze di funzionalità, nelle forme e modalità deliberate negli organi USI.  Restano in vigore ed operanti quelle già deliberate, fatta salva eventuale nuova decisione del Comitato Esecutivo USI.

               Le Unioni Zonali e Comunali non costituiscono istanza Congressuale.

     Articolo 9

               Le Federazioni di categoria costituiscono a livello di ogni singola AST propri Coordinamenti Territoriali.

     

                  

  • Lo statuto

    S T A T U T O

    CISL ABRUZZOMOLISE

    Unione Sindacale Interregionale (U.S.I.)

     

    PARTE I - NORME GENERALI COSTITUTIVE

     

    CAPITOLO I -  Principi e finalità

     

    Articolo 1

                    È costituita la “CISL AbruzzoMolise” Unione Sindacale Interregionale (U.S.I.), con sede in Via dei Sanniti, 18 a Pescara.

                    Essa è l'unica articolazione orizzontale della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (CISL) in Abruzzo e Molise e ne segue i principi esposti nell’art. 2 dello Statuto Confederale.

     

    Articolo 2

    La CISL AbruzzoMolise provvede a:

    • fissare gli indirizzi fondamentali di politica sindacale, economica, salariale ed organizzativa;
    • rappresentare l’Organizzazione di fronte agli organi regionali del pubblico potere;
    • promuovere e produrre direttamente o tramite le proprie strutture l’edizione di pubblicazioni, giornali, riviste, periodici,... al fine di informare i propri iscritti e la pubblica opinione sulle iniziative e le attività sindacali o culturali, anche in compartecipazione con altri soggetti aventi le stesse finalità;
    • esercitare l’azione di coordinamento e di collegamento regionale tra le associazioni di categoria;
    • programmare e gestire l’attività di formazione come insostituibile strumento di politica dei quadri;
    • promuovere e perseguire una politica di pari opportunità tra uomini e donne al fine di garantire una piena partecipazione alla vita democratica dell’Organizzazione con particolare attenzione alla parte sotto rappresentata. Tale obiettivo dovrà concretizzarsi attraverso una equilibrata presenza organizzativa di entrambi i sessi a tutti i livelli e in tutti i settori;
    • designare gli incarichi di rappresentanza sindacale;
    • assistere, nel quadro degli indirizzi confederali, le organizzazioni di categoria nella azione sindacale, predisponendo allo scopo tutti i necessari servizi;
    • promuovere e sostenere, nella visione pluralistica della società, anche sperimentando forme di compartecipazione, la costituzione e la crescita di organismi a carattere solidaristico che tutelino il lavoratore nei rapporti economici e sociali esterni ai luoghi di lavoro;
    • realizzare per i propri iscritti e i loro familiari un sistema integrato e polivalente di servizi (vertenze legali, servizi previdenziali, fiscali, assicurativi, ecc.);
    • promuovere, coordinare e controllare la attuazione ai vari livelli della Organizzazione degli indirizzi confederali;
    • promuovere la tutela dei diritti etnici al fine di garantire piena partecipazione alla vita democratica della Unione Sindacale Interregionale;
    • regolare i rapporti tra organismi verticali e/o orizzontali e dirimerne i conflitti;
    • realizzare i necessari interventi sugli organismi Interregionali di categoria in caso di gravi violazioni dello Statuto Interregionale, di mancato rispetto delle decisioni degli organi Interregionali, di violazione delle norme contributive confederali, nonché nel caso di grave inefficienza delle strutture stesse;
    • rappresentare le Federazioni di categoria, o su richiesta delle medesime, ovvero quando si tratti di questione di interesse generale:
    • dinanzi ai pubblici poteri, alle varie istituzioni ed organizzazioni regionali;
    • dinanzi alle organizzazioni dei datori di lavoro.

     

     

     

    CAPITOLO II - Le Federazioni di categoria

     

    Articolo 3

                    Fanno parte della CISL AbruzzoMolise le Federazioni Interregionali di categoria le quali, sulla base dei rispettivi statuti, si possono articolare in sindacati di seconda affiliazione, in settori e/o comparti merceologici.

    Le Federazioni Interregionali di categoria sono quelle riportate nel Regolamento di attuazione.

    Le Federazioni Interregionali di categoria ammesse secondo le procedure di cui all’art. 5 dello Statuto Confederale, devono ispirarsi nel loro Statuto e nell’azione ai principi esposti nell’art. 2 dello stesso.

                    Le Federazioni interregionali di Categoria in uno con i sindacati di seconda affiliazione,  con i settori e/o comparti merceologici, hanno il compito di:

    a) procedere alla stipulazione di contratti, accordi, regolamenti e protocolli collettivi di lavoro, ai diversi livelli di competenza;

    b) presiedere all’elaborazione ed attuazione di adeguate politiche di settore nel quadro degli indirizzi confederali;

    c) esercitare tutte quelle funzioni che siano demandate alle organizzazioni di categoria in virtù di leggi, regolamenti, statuti e disposizioni degli organismi sindacali cui aderiscono, di enti o di pubblici poteri;

    d) promuovere e curare l’attuazione degli indirizzi confederali ai vari livelli dell'Organizzazione e realizzarei necessari interventi verso eventuali politiche e comportamenti difformi, violazioni statutarie, inadempienze organizzative.

                    La partecipazione alla vita democratica interna dell'organizzazione si realizzasolo con l’adesione individuale.

     

     

    CAPITOLO III - Diritti e doveri degli iscritti

     

    Articolo 4

                    L'iscrizione alla CISL deve costituire espressione di una scelta libera ed individuale di ciascun lavoratore che di essa condivide principi e finalità.

                    Gli iscritti alla CISL hanno diritto a partecipare alla elaborazione delle linee di politica sindacale, ad eleggere i propri rappresentanti sul luogo di lavoro ed i propri delegati alle successive istanze congressuali.

                    Essi hanno, inoltre, il diritto a ricevere tempestivamente la tessera d’iscrizione al sindacato, ad essere tutelati nei propri diritti contrattuali e ad usufruire, in modo privilegiato rispetto ai non iscritti, dei servizi dell’organizzazione.

                    Gli iscritti hanno diritto ad essere adeguatamente informati e coinvolti nelle decisioni che li riguardano e ad esercitare il diritto di critica nei confronti dei dirigenti sindacali, nei limiti previsti dal presente Statuto ed in termini democraticamente e civilmente corretti.

                    Ogni iscritto ha il dovere di essere coerente con i valori richiamati nel presente Statuto, ad operare nell’attività sindacale in coerenza con le decisioni assunte dagli organi statutari ed a partecipare all’attività sindacale.

                    Ogni iscritto ha l’obbligo di pagare i contributi d’iscrizione al sindacato con le modalità e nell’ammontare definiti dalla categoria di appartenenza.

                    È prevista l’intrasmissibilità della quota o contributo associativo ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte e la non rivalutabilità della stessa.

     

     

     

    PARTE II - NORME GENERALI SUGLI ORGANI DIRIGENTI

     

     

    CAPITOLO IV - Il Consiglio Generale

     

    Articolo 5

                    II Consiglio Generale è formato da componenti eletti dal Congresso, da componenti di diritto e da componenti designati.

                    Il Regolamento di attuazione dello Statuto definisce il numero complessivo dei componenti, il numero dei componenti da eleggere in sede congressuale, il numero e le modalità di definizione dei componenti di diritto e designati.

                    La componente elettiva così determinata dovrà essere almeno pari al 50% del numero complessivo dei componenti del Consiglio generale.

                    Gli eventuali componenti aggiuntivi derivanti dalle cooptazioni previste dall’art. 19 e dal comma quinto dell’art. 25 dello Statuto della CISL AbruzzoMolise e quelli derivanti dall’applicazione della clausola di salvaguardia prevista nel Regolamento di attuazione per la categoria dei Pensionati nel Consiglio Generale delle strutture interregionali, non vengono considerati per il conteggio del 50% di cui al precedente comma.

     

    Articolo 6

                    II Consiglio Generale, prima di procedere alle votazioni per l’elezione della Segreteria, delibera, sulla base di esigenze di funzionalità, sulla struttura della stessa con riferimento alla presenza o meno del Segretario Generale Aggiunto ed al numero dei componenti la Segreteria, nel limite massimo definito nel Regolamento di attuazione dello Statuto.

     

     

    CAPITOLO V - Il Collegio dei Sindaci

     

    Articolo 7

                    II Collegio dei Sindaci della CISL AbruzzoMolise provvede al controllo amministrativo ed adempie alle sue funzioni, in coerenza con le norme del presente Statuto, del relativo Regolamento di attuazione e degli ulteriori regolamenti.   L’attività del Collegio dei Sindaci deve essere improntata ai principi di autonomia e indipendenza. A tal fine il Regolamento di attuazione allo Statuto stabilisce le incompatibilità.

                    Esso partecipa alle sedute del Consiglio generale con voto consultivo; a mezzo del suo Presidente riferisce periodicamente sull’andamento amministrativo sia al Comitato Esecutivo, sia al Consiglio Generale della USI; risponde della sua azione dinanzi al Congresso.

                    Il Collegio dei Sindaci è composto da cinque componenti di cui tre effettivi e due supplenti.

                    Esso è eletto dal Congresso e non è revocabile nel corso del mandato congressuale. Nelle votazioni si esprimono tre preferenze.

                    Risultano eletti componenti effettivi del Collegio dei Sindaci i tre candidati che hanno riportato in sede congressuale il maggior numero di voti.

                    I due candidati che seguono immediatamente nella graduatoria dei suffragi fanno parte del Collegio quali componenti supplenti.

                    Qualora venga a mancare, per dimissioni o altra causa, uno dei componenti effettivi, subentra il candidato che ha riportato il maggior numero di voti ed il posto di componente supplente sarà conferito al candidato non eletto che ha riportato il maggior numero dei suffragi.

                    Qualora non sussistano candidati non eletti, il Consiglio Generale provvede alla integrazione del Collegio e, nel caso di più candidature, risulterà eletto chi ha riportato più voti.

                    II Consiglio Generale, nella prima riunione dopo il Congresso, nomina il Presidente, scegliendo tra i componenti effettivi e tenuto conto dei requisiti e/o titoli di specifica competenza professionale.

                    Qualora la vacanza riguardi il Presidente del Collegio dei Sindaci, il Consiglio Generale ha facoltà di nominarne uno ex novo, scegliendo tra soggetti iscritti o non iscritti alla Organizzazione che abbiano i requisiti e/o titoli di specifica competenza professionale.

                    I Sindaci non possono far parte di organi deliberanti delle strutture controllate. È inoltre incompatibile la carica di Sindaco di un organismo con quella di Sindaco di un altro organismo.

                    II Collegio Interregionale dei Sindaci provvede al controllo amministrativo anche degli Enti e delle Associazioni della CISL, salvo una diversa composizione per gli stessi Enti e delle Associazioni che consegua da disposizioni di legge o amministrative, secondo quanto stabilito dal Regolamento di attuazione dello Statuto.

     

     

    CAPITOLO VI - Il Collegio dei Probiviri

     

    Articolo 8

                    II Collegio dei Probiviri della CISL AbruzzoMolise è organo di garanzia statutaria e di giurisdizione interna.

                    L’attività del Collegio dei Probiviri deve essere improntata ai principi di autonomia e indipendenza. A tal fine il Regolamento di attuazione dello Statuto stabilisce le incompatibilità.

                    Esso ha il compito di decidere, previe adeguate istruttorie per l'accertamento dei fatti e relative contestazioni, sui ricorsi contro presunte violazioni dello Statuto e del Regolamento e sulle vertenze elettorali, oltre che di dirimere le controversie, i conflitti tra i soci e gli organismi ai vari livelli, nei limiti stabiliti dal presente Statuto e dal Regolamento di attuazione.

     

    Articolo 9

                    Sono competenti in prima istanza:

    1. per i conflitti interni alle singole categorie i Collegi dei probiviri delle Federazioni nazionali di categoria;
    2. per tutti gli altri casi il Collegio dei probiviri della Unione Sindacale Interregionale, salvo quelli in cui è competente a decidere in unica e definitiva istanza il Collegio confederale.

                    Il Collegio confederale dei probiviri decide in seconda ed ultima istanza sui ricorsi contro le deliberazioni dei Collegi di cui al primo comma.

                    Il Collegio confederale dei probiviri è competente a decidere, in unica e definitiva istanza, sulle sanzioni disciplinari che riguardano il segretario generale della USI.

     

    Articolo 10

                    Il Collegio dei probiviri è composto da cinque componenti eletti dal Congresso e non revocabili nell'arco del mandato congressuale.

                    Nelle votazioni si esprimono tre preferenze.

                    Risultano eletti componenti il Collegio dei probiviri i candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti.

                    Qualora si determini una vacanza, per dimissioni o altra causa, subentrano, fino a concorrenza, i candidati non eletti che hanno riportato il maggior numero di voti.

                    Qualora non sussistano candidati non eletti il Consiglio generale provvede alla integrazione del Collegio e, nel caso di più candidature, risulteranno eletti coloro che hanno riportato più voti.

                    Il Consiglio generale nella prima riunione dopo il Congresso nomina il presidente del Collegio, scegliendo tra i componenti e tenuto conto dei requisiti e/o titoli di specifica competenza professionale.

                    Il Consiglio generale approva apposito Regolamento di funzionamento a cui dovrà uniformarsi il Collegio.

                    Se la vacanza riguarda il presidente del Collegio, il Consiglio generale ha la facoltà di eleggerlo ex novo, anche al di fuori dei componenti in carica, tra soggetti, iscritti o non iscritti all’organizzazione, in possesso di particolari titoli e/o requisiti professionali, entro 30 giorni dal verificarsi della vacanza stessa.              Durante la vacanza del Presidente, il Collegio sospende la propria attività: non sono consentite funzioni vicarie e i termini di scadenza dei procedimenti in corso sono sospesi fino ad insediamento del nuovo Presidente.

                    I probiviri non possono far parte di organi deliberanti. È incompatibile anche la carica di proboviro di un organismo con quella di proboviro di un altro.

                    Al fine di garantire la piena autonomia, anche sul piano economico, del Collegio, viene istituito, per la copertura dei relativi oneri, un separato ed autonomo capitolo di spesa.

     

    Articolo 11

                    Il Collegio emette:

    1. ordinanze allo scopo di regolare l’attività istruttoria e raccogliere prove;
    2. lodi decisori del merito delle controversie.

                    I lodi del Collegio debbono essere motivati.

                    II Presidente ha l’obbligo di notificarli alle parti e hanno immediato valore nei confronti delle strutture e dei soci cui essi si riferiscono.

                    Il Collegio, su motivato ricorso avverso provvedimenti formali, qualora ravveda sulle questioni da decidere esigenze di urgenza e contemporaneamente il pericolo che, nelle more del normale procedimento statutario, si determinino danni irreparabili, può assumere con ordinanza i provvedimenti cautelari del caso, nel termine di 15 giorni dal ricevimento del ricorso.

                    Tali ordinanze non pregiudicano il merito e possono essere revocate dallo stesso Collegio che le ha emesse, previa adeguata motivazione.

                    Possono essere, tuttavia, reclamate davanti al Collegio confederale che decide in via definitiva nel termine di 15 giorni dal ricevimento del ricorso.

                    Le stesse ordinanze, sulla base delle esigenze di cui sopra, possono essere anche assunte dal Collegio confederale.

                    Nel caso di emissione delle ordinanze di cui al comma 1, il motivato lodo del Collegio sul ricorso dovrà essere emesso entro 30 giorni dalla decorrenza dell'ordinanza.

     

    Articolo 12

                    II Collegio dei Probiviri è competente ad irrogare sanzioni di natura disciplinare a tutti i soci. Nella decisione dei lodi il Collegio dei probiviri si attiene al rispetto del principio generale della proporzionalità e gradualità della sanzione. L’eventuale annullamento definitivo del lodo di primo grado comporta la caducazione di tutti gli effetti conseguenti alla pronuncia annullata.

                    Le sanzioni che possono essere comminate sono:

    • il richiamo scritto;
    • la deplorazione con diffida;
    • la destituzione dalle eventuali cariche;
    • la sospensione da 3 a 12 mesi, con destituzione da eventuali cariche;
    • l’espulsione.

                    In presenza di fatti nuovi e rilevanti debitamente provati, il Collegio dei Probiviri della USI, può riaprire il procedimento disciplinare per un’eventuale riforma del lodo emesso.

                    I soci sospesi sono automaticamente riammessi nell’Organizzazione al termine del periodo di sospensione. Il ripristino nelle cariche elettive potrà avvenire solo a seguito di una nuova elezione e non per cooptazione.

                    I soci espulsi dall’organizzazione potranno essere riammessi non prima di 5 anni dal provvedimento.

     

    Articolo 13

                    Per misura cautelativa il socio sottoposto a procedimento penale, può essere, in relazione alla natura e/o particolare gravità del reato, sospeso a tempo indeterminato.

    Competente a decidere la sospensione cautelativa, da effettuarsi con procedura d’urgenza, è la Segreteria USI.

                    La sospensione cautelativa è immediatamente esecutiva e deve essere ratificata dal Collegio dei Probiviri entro 30 giorni, pena la nullità.

                    La revoca della sospensione cautelativa è disposta immediatamente dalla Segreteria che l’ha stabilita al cessare delle cause che l’hanno determinata. Qualora si rendessero necessari provvedimenti ulteriori si deve seguire la normale procedura prevista dagli articoli 9, 10, 11, 12, 13 e dal Regolamento di attuazione.

     

    Articolo 14

                    Quando le Segreterie di Categoria e/o confederali, nell'ambito della specifica competenza, sono a conoscenza di violazioni statutarie, hanno l’obbligo di intervenire per far cessare tali violazioni e, qualora tale intervento sia inefficace, hanno l’obbligo di denunciare tali comportamenti al Collegio dei Probiviri.

                    L’omissione di intervento e di denuncia può essere a sua volta oggetto di ricorso ai Probiviri competenti.

     

     

    CAPITOLO VII - Rotazioni e limiti di età

     

    Articolo 15

                    Al fine di favorire la rotazione nelle responsabilità dirigenziali, Segretari generali e Segreterie a tutti i livelli, come importante fattore di democrazia sindacale,  il periodo massimo entro cui è possibile ricoprire la medesima carica è di tre mandati  (12 anni )  per il Segretario Generale e i Segretari Generali Aggiunti dell’USI, di Federazione di Categoria Interregionale, nonché per i componenti di Segreteria a tutti i livelli di Federazione e Confederale,        

                    Al fine di favorire terzietà e indipendenza delle funzioni di garanzia dei Collegi di cui ai capitoli V e VI del presente Statuto, il periodo massimo entro cui è possibile ricoprire la carica di Presidente, all’interno della stessa struttura, è di due mandati congressuali.   Con apposita norma regolamentare viene fissato, in ogni struttura, il termine massimo di durata per lo svolgimento della funzione di componente degli stessi Collegi,  che non può comunque superare i tre mandati (12 anni).

                    Gli eletti in difformità alle norme contenute nel presente articolo sono automaticamente decaduti dalle relative cariche.

     

     

     

     

     

     

     

    CAPITOLO VIII - Incompatibilità

     

    Articolo 16

                    Per affermare l’assoluta autonomia della CISL nei confronti dei partiti, dei movimenti e delle formazioni politiche, delle associazioni che svolgono attività interferenti e che si pongano in conflitto con quelle istituzionali proprie della CISL, delle assemblee elettive e dei poteri esecutivi a tutti i livelli, sono stabilite con le cariche direttive, esecutive, di sindaco, di proboviro, di dirigenti responsabili di Enti CISL (in quanto componenti del Consiglio Generale) a qualsiasi livello, le incompatibilità indicate dal Regolamento.

                    Il Comitato Esecutivo della CISL AbruzzoMolise, sentita la Segreteria Confederale, è competente a concedere ai dirigenti sindacali autorizzazione ad assumere o a conservare incarichi non derivanti da designazione sindacale.

     

     

    Articolo 17

                    Le incompatibilità previste nel presente capitolo sono applicabili anche agli operatori che rappresentano l’organizzazione nello svolgimento di funzioni politiche.

                    Nei casi ove si verifichino le situazioni di cui al all’art.16 e quanto previsto dal Regolamento, gli operatori vengono collocati in aspettativa non retribuita.

     

     

    CAPITOLO IX - Eleggibilità e cooptazioni

     

    Articolo 18

                    I soci con requisiti previsti dallo Statuto e Regolamento, possono accedere alle cariche direttive della USR, alla sola condizione di avere una anzianità di iscrizione alla CISL di almeno 2 anni, salvo per quei soci aderenti in virtù di patti di adesione di altre associazioni.

     

    Articolo 19

                    I Consigli Generali, i Comitati direttivi e gli organismi similari comunque denominati della Unione Sindacale Interregionale e delle Federazioni Interregionali di categoria, hanno facoltà di cooptare al loro interno, con deliberazione adottata a maggioranza dei 2/3 dei votanti, nuovi componenti nel limite massimo del 5% dei componenti gli organismi stessi.

                    A livello Interregionale la FNP designa, in ogni corrispondente Comitato Direttivo o Consiglio Generale di Categoria, un proprio rappresentante, proveniente dalla stessa, con voto consultivo.

     

     

     

    PARTE III - GLI ORGANI DELLA UNIONE SINDACALE INTERREGIONALE

     

     

    CAPITOLO X -  Definizione degli organismi

     

    Articolo 20

                    Sono organi della CISL AbruzzoMolise Unione Sindacale Interregionale (U.S.I.):

    1. Il Congresso interregionale;
    2. Il Consiglio Generale;
    3. Il Comitato Esecutivo;
    4. La Segreteria;
    5. Il Collegio dei Sindaci;
    6. Il Collegio dei Probiviri.

     

     

    CAPITOLO XI - II Congresso Interregionale

     

    Articolo 21

                    II Congresso Interregionale è l’organo massimo deliberante della CISL. Esso si riunisce in via ordinaria ogni quattro anni salvo le convocazioni straordinarie.

                    La periodicità dei Congressi delle Federazioni Interregionali di categoria e le loro strutture territoriali a partire dal luogo di lavoro che costituisce prima istanza congressuale, è fissata dai rispettivi Statuti.

                    La convocazione straordinaria del Congresso può essere richiesta:

    1. dal Consiglio generale a maggioranza di 2/3 dei suoi componenti;
    2. da 1/3 dei soci, i quali firmano la richiesta a mezzo delle Federazioni Interregionali di categoria.

     

    Articolo 22

                    II Congresso Interregionale è composto per il 50% dai delegati eletti nei Congressi delle Federazioni regionali di categoria e per il restante 50% dai delegati eletti nelle assemblee congressuali delle Strutture  Sindacali territoriali.

                    Partecipano, inoltre, con il solo diritto di parola qualora non siano delegati, i componenti uscenti e subentranti a qualsiasi titolo nel Consiglio generale.

                    Il Regolamento di attuazione detta le disposizioni relative alla rappresentanza femminile nelle liste dei delegati e alla partecipazione dei delegati della Federazione Interregionale Pensionati.

     

    Articolo 23

                    L’ordine del giorno del Congresso regionale è fissato dal Consiglio Generale su proposta della Segreteria Interregionale e deve essere noto almeno 15 giorni prima della data di convocazione del Congresso.

     

    Articolo 24

                    II Congresso Interregionale fissa l'indirizzo generale della Unione Sindacale Interregionale ed in particolare si pronuncia sulla relazione programmatica della Segreteria. Elegge a scrutinio segreto i componenti elettivi del Consiglio Generale.

                    Le decisioni del Congresso sono prese a maggioranza semplice (cioè con il voto favorevole del 50% più uno dei votanti) ad eccezione di quelle per le quali si prevede una maggioranza qualificata.

     

     

    CAPITOLO XII - II Consiglio Generale Interregionale

     

    Articolo 25

                    II Consiglio Generale è l’organo deliberante della Unione Sindacale Interregionale tra un Congresso e l’altro; esso si riunisce almeno due volte l’anno ed ha il compito di definire gli indirizzi di massima dell’attività sindacale ed organizzativa sulla base delle deliberazioni del Congresso.

                    Elegge nel suo seno: prima la Segreteria Interregionale, poi il Comitato Esecutivo.

                    Ad esso spetta inoltre il compito di convocare il Congresso in sessione ordinaria allo scadere del quadriennio, ed in sessione straordinaria. Esamina ed approva le proposte contenute nella relazione che la Segreteria Interregionale sottoporrà al Congresso, nonché le linee di politica delle risorse della Unione Sindacale Interregionale.

                    Nomina, su proposta della Segreteria Interregionale, sentito il coordinamento donne, la responsabile del coordinamento stesso che entra a far parte di diritto del Consiglio Generale ove non ne sia già componente.

                    Le decisioni del Consiglio Generale, salvo quelle previste nel presente Statuto a maggioranza qualificata, sono prese a maggioranza semplice.

     

    Articolo 26

                    II Consiglio Generale Interregionale è normalmente convocato dal Comitato Esecutivo su proposta della Segreteria e straordinariamente a richiesta di 1/3 dei suoi componenti o su deliberazione presa a maggioranza semplice dal Comitato Esecutivo.

                    In via eccezionale ed in casi di particolare urgenza, il Consiglio Generale può essere convocato dalla Segreteria Interregionale.

     

     

    CAPITOLO XIII -- II Comitato Esecutivo Interregionale

     

    Articolo 27

                    II Comitato Esecutivo è l’organo competente per l’attuazione degli indirizzi definiti dal Consiglio Generale e dalle Commissioni in cui il Consiglio Generale stesso si articola.

                    La composizione del Comitato Esecutivo è stabilita dal Regolamento di attuazione.

    Il Comitato Esecutivo:

    • decide sui conflitti tra le Strutture Interregionali di categoria;
    • approva il bilancio della CISL AbruzzoMolise;
    • approva i bilanci preventivi annuali e consuntivi di competenza della CISL AbruzzoMolise;
    • ratifica i bilanci degli Enti e delle Associazioni CISL, approva gli Statuti e la relazione morale degli Enti e delle Associazioni medesime;
    • convoca con deliberazione a maggioranza semplice il Consiglio Generale, fissandone l'ordine del giorno.

                    Il Comitato Esecutivo si riunisce almeno ogni due mesi ed è convocato dalla Segreteria Interregionale o su richiesta di almeno 1/3 dei propri componenti. Il Comitato Esecutivo è presieduto dal Segretario Generale.

                    Le decisioni del Comitato Esecutivo, salvo quelle previste nel presente Statuto a maggioranza qualificata, sono prese a maggioranza semplice.

     

    Articolo 28

                    II Comitato Esecutivo per quanto attiene alle problematiche della condizione della donna si avvale del contributo di studio, elaborazione e proposta del coordinamento femminile.

                    Spetta al Comitato Esecutivo stabilire i criteri di composizione e le modalità operative dello stesso coordinamento.

     

     

    CAPITOLO XIV - La Segreteria Interregionale

     

    Articolo 29

                    La Segreteria Interregionale è composta:

    • dal Segretario Generale;
    • dal Segretario Generale Aggiunto previa decisione del Consiglio Generale;
    • da un numero di componenti fissato dal Consiglio Generale.

                    L’elezione dei componenti verrà effettuata dal Consiglio Generale, nel proprio seno, mediante successive e separate votazioni.

     

    Articolo 30

                    La Segreteria Interregionale rappresenta la Unione Sindacale Interregionale nei confronti dei terzi e delle pubbliche autorità, prende tutte le misure atte ad assicurare il normale funzionamento della Unione Sindacale Interregionale stessa, attuando le decisioni dei superiori organi deliberanti.

                    Essa risponde collegialmente di fronte ai superiori organi deliberanti della gestione del patrimonio finanziario della USI.

                    Costituisce un settore specifico di attività interregionale, da attribuire alla responsabilità di un Segretario Interregionale, quello relativo all'amministrazione del patrimonio della Unione Sindacale Interregionale e di ogni altra attività economica e finanziaria comunque promossa o gestita nell'interesse della USI.

                    La Segreteria Interregionale predispone per il Congresso la relazione programmatica ed il bilancio da sottoporre al Comitato Esecutivo secondo quanto previsto dall’art. 26.

                    Essa interviene a comporre ogni conflitto insorgente tra le organizzazioni aderenti.

                    Il Segretario Generale ha la rappresentanza legale della Unione Sindacale Interregionale; il Segretario Generale Aggiunto lo sostituisce a tutti gli effetti.

                    I Segretari hanno la responsabilità di settori di attività regionale.

     

     

     

    PARTE IV- LE ARTICOLAZIONI INTERREGIONALI

     

    CAPITOLO XV - Le Aree Sindacali Territoriali

     

    Articolo 31

                    La Unione Sindacale Interregionale si articola sul territorio in strutture funzionali, organizzate in macro aree.

                    Le Aree Sindacali Territoriali (A.S.T.) attuano le decisioni della Unione Sindacale Interregionale e non costituiscono istanza congressuale.   Sono individuate e regolamentate su delibera del Consiglio Generale dell'Unione Sindacale Interregionale.

                    L'Unione Sindacale Interregionale è titolare delle decisioni di politica sindacale, nell’ambito degli indirizzi fissati dalla Confederazione, sulle materie di competenza primaria della Regione Abruzzo Molise.

                    L'Unione Sindacale  Interregionale può inoltre articolarsi in Unioni Zonali e/o Comunali (e/o disporre di sedi periferiche) quando ciò sia richiesto da esigenze di funzionalità. Le Unioni zonali e le Unioni comunali non costituiscono istanza congressuale.

     

    Articolo 32

                    Sono organismi delle Aree Sindacali Territoriali:

    1. il coordinamento territoriale, la cui composizione è stabilita dal Regolamento di Attuazione;
    2. il Responsabile, eletto dal Consiglio generale USI, su proposta della Segreteria USI, previa consultazione del Coordinamento di AST del territorio di riferimento.

     

     

    CAPITOLO XVI - Il Coordinamento

     

    Articolo 33

                    La Unione Sindacale Interregionale è competente a coordinare l'azione organizzativa e sindacale delle Federazioni Interregionali di categoria o organismi similari.

                    A tale scopo essa solleciterà il più ampio scambio di informazioni ed il più ampio confronto tra le varie strutture verticali e favorirà il loro incontro promuovendo riunioni settoriali o comunque intercategoriali al fine di armonizzare le singole posizioni.

                    Alla USI spetta in via esclusiva il potere di deliberare azioni di sciopero a livello intercategoriale, settoriale o generale.

     

    Articolo 34

                    Per le azioni sindacali che riguardino anche singole categorie di settori pubblici, di servizi essenziali, di servizi previdenziali ed assistenziali e che debbano culminare in scioperi a livello regionale, sub regionale, il cui svolgimento sia tale da pregiudicare il funzionamento dei servizi stessi ai fini delle necessità collettive, deve essere sentito il preventivo parere della Segreteria USI.

                    In caso di parere difforme la decisione in materia spetta al Comitato Esecutivo regionale che si riunirà congiuntamente alla Segreteria della categoria interessata.

     

    Articolo 35

                    La Segreteria USI può assumere, d’intesa con gli organismi nazionali competenti e solo in caso di carenza locale, le necessarie iniziative di pertinenza verticale per promuovere la costituzione o ricostituzione degli organismi categoriali e deve fornire assistenza diretta laddove manchi l’apporto categoriale.

                    Gli organi delle strutture orizzontali ai vari livelli, inoltre, possono procedere alla convocazione degli organi delle strutture verticali del corrispondente livello territoriale con diritto di parola alle riunioni medesima.

     

     

    CAPITOLO XVII - I Servizi

     

    Articolo 36

                    Per assicurare agli iscritti ed ai lavoratori una tutela individuale, familiare e sociale più efficace ed estesa, per rafforzare il patto associativo nella CISL, la USI costituisce e coordina sul territorio,  le  strutture polivalenti ed integrate di servizi, sulla base degli indirizzi confederali.

                    Tali strutture attuano la politica dei servizi della Confederazione, delle categorie, degli Enti e delle Associazioni confederali, curando la diffusione nel territorio del sistema servizi.

     

     

     

    PARTE V- GESTIONI STRAORDINARIE, FINANZE E PARTECIPAZIONI

     

    CAPITOLO XVIII  - II commissariamento delle strutture

     

    Articolo 37

                    Nel caso di gravi violazioni dello Statuto confederale anche su scelte fondamentali di politica economica e contrattuale, di violazione delle norme contributive confederali da parte di organi delle Federazioni nazionali di categoria, nonché nel caso di grave inefficienza delle strutture stesse,  il Comitato esecutivo della Confederazione, a maggioranza dei 2/3 dei votanti, può, con provvedimento motivato e su adeguata istruttoria e contestazione, disporre lo scioglimento di tutti gli organi e la nomina di un Commissario.

                    Analoghi provvedimenti motivati possono essere adottati con identica procedura dal Comitato esecutivo della Confederazione nei confronti della Unione Sindacale Interregionale.

                    Negli stessi casi di cui al comma 1 il Comitato esecutivo può, con la stessa procedura, disporre la sospensione delle rappresentanze delle strutture categoriali o di quella regionale dal diritto di partecipazione agli organismi confederali (ai vari livelli territoriali) di cui facciano parte.

    La durata massima di sospensione è di 4 mesi.

                    I provvedimenti sono immediatamente esecutivi e vanno trasmessi entro tre giorni dall’adozione al Collegio confederale dei probiviri, il quale deve provvedere, entro il termine perentorio di 15 giorni, alla ratifica di legittimità. La mancata pronuncia entro tale termine equivale a ratifica.

     

     

     

     

     

    CAPITOLO XIX - La reggenza

     

    Articolo 38

                    Quando l’Unione Sindacale Interregionale risulti carente di uno o più dirigenti e l’organismo stesso ritenga di non essere in grado, temporaneamente, di dar luogo alla loro sostituzione secondo le procedure statutarie, la stessa può chiedere alla Segreteria Confederale di decidere che venga inviato un reggente che può essere estraneo all’organismo stesso.

                    La reggenza cessa al Congresso ordinario e può cessare precedentemente allorché l’organismo sia nelle condizioni di eleggere il dirigente secondo le procedure statutarie e comunque d’intesa con la Confederazione.

     

     

    CAPITOLO XX - Contribuzione e tesseramento

     

    Articolo 39

                    L’adesione alla Cisl si realizza a mezzo di una quota contributiva annua, in misura percentuale, che comprende anche il costo della tessera. Sulla base di tale quota, che viene fissata dai competenti organi confederali, la Confederazione rilascerà la tessera che è obbligatoria per tutti gli aderenti a qualsiasi categoria o professione appartengano.

                    Agli aderenti attraverso i patti associativi di cui all’articolo 3 sarà rilasciata la tessera preassociativa.

     

    Articolo 40

                    La tessera viene emessa dalla Confederazione e non è consentito ad alcuna organizzazione aderente o dipendente stamparne esemplari simili o sostitutivi, anche se provvisori. La tessera costituisce l’unico documento dell’adesione del lavoratore all’organizzazione sindacale. Il periodo di validità della tessera è fissato dal Comitato esecutivo confederale. La tessera deve essere completata, all’atto del rilascio all’aderente, con l’emblema di categoria.

     

     

    CAPITOLO XXI - Patrimonio

     

    Articolo 41

                    II patrimonio della Unione Sindacale Interregionale è costituito dai contributi degli associati e da tutti i beni mobili ed immobili ad essa pervenuti per qualsiasi titolo o causa ed ovunque siano dislocati al centro o alla periferia (nella sede della USI, presso le Federazioni di categoria o presso le Aree sindacali territoriali).

                    Per tutte le strutture vi è l’obbligo statutario di redigere e di approvare annualmente un rendiconto economico e finanziario.

                    Vi è inoltre il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.

                    Finché dura la Confederazione, i singoli associati o gruppi di associati o le associazioni ad essa aderenti non possono chiedere le divisioni del fondo comune o patrimoniale né pretendere, in caso di recesso, quota alcuna per qualsiasi titolo anche sotto forma di restituzione di contributi in precedenza versati.

     

    Articolo 42

                    La Unione Sindacale Interregionale risponde di fronte ai terzi ed all’Autorità giudiziaria unicamente delle obbligazioni assunte dal Segretario generale congiuntamente, per gli aspetti economici e finanziari, al Segretario interregionale che presiede al settore relativo all’amministrazione.

     

    Articolo 43

                    Le Organizzazioni categoriali, le Associazioni o Società, gli Enti costituiti o promossi dalla Cisl, o le persone che le rappresentano sono responsabili per le obbligazioni da essi direttamente assunte verso chiunque e non potranno per qualsiasi titolo o causa o in  ispecie per il fatto dell’adesione o della dipendenza dalla Unione Sindacale Interregionale chiedere di essere sollevate dalla stessa.

     

    Articolo 44

                    Eventuali controlli di natura amministrativa o interventi di natura finanziaria disposti dalla Unione Sindacale Interregionale a favore delle organizzazioni categoriali o dei loro associati costituiscono normale attività di assistenza propria della USI senza assunzione di corresponsabilità.

     

    Articolo 45

                    La Unione Sindacale Interregionale può costituire enti, promuovere e partecipare ad associazioni e società.

     

     

    PARTE VI - SCIOGLIMENTO DELLA CONFEDERAZIONE,

    MODIFICHE STATUTARIE, REGOLAMENTI E NORME TRANSITORIE

     

    CAPITOLO XXII -  Procedure per lo scioglimento della Confederazione

     

    Articolo 46

                    Lo scioglimento della Confederazione può essere pronunciato solamente dal Congresso confederale a maggioranza di 3/4 dei voti rappresentati. In caso di scioglimento, il Congresso confederale delibera la destinazione e l’impiego del patrimonio della Confederazione.

                    In ogni caso vi è l’obbligo di devolvere il patrimonio dell’ente, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altra associazione con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità e salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

     

     

    CAPITOLO XXIII - Procedure per le modifiche statutarie

     

    Articolo 47

                    Le modifiche al presente Statuto possono essere proposte in occasione del Congresso della Unione sindacale regionale:

    1. dal Congresso su richiesta scritta del 50% +1 dei delegati;
    2. dal Consiglio Generale della USI a maggioranza dei 2/3;
    3. dalle Federazioni Interregionali di Categoria su deliberazione dei propri organi direttivi prese a maggioranza di 2/3 dei loro componenti.

                    Il Consiglio Generale Interregionale, nella riunione in cui procede alla convocazione del Congresso, nomina una commissione consiliare delegata con lo scopo di esaminare e coordinare le proposte di modifica predisposte dagli organi delle Federazioni Interregionali di Categoria.

                    Le proposte di modifica devono essere inviate alla Commissione almeno 60 giorni prima della effettuazione del Congresso Interregionale. La commissione entro 30 giorni dalla effettuazione del congresso, porterà tutte le proposte di modifica a conoscenza delle strutture dell’Organizzazione.

                    Tenuto conto delle osservazioni e giudizi provenienti dalle strutture, il Consiglio Generale - convocato almeno 15 giorni prima della effettuazione del Congresso - proporrà al Congresso le modifiche che avranno ricevuto la maggioranza dei 2/3; su quelle che riceveranno soltanto la maggioranza semplice, il Consiglio Generale USI porterà il proprio parere al Congresso.

                    Il Congresso Interregionale si pronuncia sulle proposte di modifica a maggioranza di 2/3 dei votanti.

                    Non è ammessa altra procedura di modifica.

     

     

    CAPITOLO XXIV - Regolamenti di attuazione

     

    Articolo 48

                    La Unione Sindacale Interregionale e le Federazioni Interregionali di Categoria devono dotarsi di un Regolamento di attuazione dei rispettivi Statuti.

     

    Articolo 49

                    I regolamenti di attuazione degli Statuti devono essere deliberati e possono successivamente essere modificati dai rispettivi Consigli Generali esclusivamente in base alla seguente procedura.

                    II Consiglio Generale deve essere regolarmente convocato con uno specifico punto all’ordine del giorno, con un preavviso di almeno 15 giorni e con allegate alla convocazione le proposte di modifica del Regolamento.

                    Le decisioni di modifica vanno assunte con il voto favorevole dei due terzi degli aventi diritto al voto.

     

     

    CAPITOLO XXV - Adeguamenti statutari e norme transitorie

     

    Articolo 50

                    Le Federazioni Regionali di Categoria dovranno attenersi alle norme contenute nel presente Statuto e nel Regolamento di attuazione e provvedere di conseguenza ad adeguare ad esso i propri Statuti e i propri Regolamenti di attuazione.

                    Gli adeguamenti allo Statuto Confederale e al Regolamento di attuazione devono essere assunti nella prima sessione dei Consigli Generali di tutte le strutture da convocare dopo la celebrazione del Congresso Confederale.

                    Le norme contrastanti sono nulle.

                    La competenza a dichiarare la nullità è del Collegio Interregionale dei Probiviri.

     

    Articolo 51

                    Per quanto non previsto dal presente Statuto valgono le norme dello Statuto e del Regolamento Confederale.

                    Le norme in contrasto con quelle dello Statuto Confederale sono nulle.

  • Redditi 2019

     Segreteria CISL Abruzzo Molise

     Responsabilii AST CISL Abruzzo Molise

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