Notizie - SST

Nov16

19 NOVEMBRE 2020 - 4 ORE DI SCIOPERO GENERALE IN ENEL E-DISTRIBUZIONE

Categoria: Notizie - SST, Notizie - Molise

19 NOVEMBRE 2020 - 4 ORE DI SCIOPERO GENERALE IN ENEL E-DISTRIBUZIONE

Da diversi mesi, se non anni, le OO.SS. Nazionali elettriche hanno sviluppato un duro confronto con i vertici di Enel E-Distribuzione su quanto sia importante consolidare la presenza dell’Impresa sul territorio, attraverso uno straordinario investimento occupazionale, possibile ed attuabile per
un’azienda sana che produce rilevanti utili. Non solo per sanare vecchi e ricorrenti problemi rivenienti da continue riorganizzazioni aziendali improntate al “dimagrimento” degli organici ed alla “desertificazione” delle strutture, ma anche per predisporre la Società ad essere in grado di svolgere, con le necessarie competenze, la sfida imposta dalla cosiddetta transizione energetica che vede nella rete di distribuzione nazionale l’infrastruttura più importante.
Assunzioni assolutamente necessarie a sostenere carichi di lavoro non più sopportabili, adeguati livelli di sicurezza per i Lavoratori e che, peraltro, permetterebbero di sviluppare tutti gli investimenti che l’Azienda dichiara di voler effettuare (in Molise circa 300 ml di € per il triennio 2021-2023) per
l’ammodernamento della rete e delle infrastrutture elettriche.
Non sono ricevibili, pertanto, le scellerate proposte di Enel E-Distribuzione in merito:
1) esternalizzazione delle attività di “core business” dell’Area Distribuzione, come le manovre di esercizio sulla rete elettrica di media tensione, ad imprese esterne, in un momento in cui le competenze e le professionalità presenti in azienda sono fondamentali per rendere concreti e
ben indirizzati gli investimenti;
2) ottimizzazione della reperibilità operativa e tecnica con l’estensione degli ambiti di intervento delle squadre a ciò deputate, riferiti a tutta la regione e non più a porzioni di territorio denominate “unità operative”. Al contrario la reperibilità operativa e tecnica andrebbe rafforzata soprattutto in territori, come quelli del Molise, prettamente montani, con evidenti situazioni di difficoltà per ciò che attiene alla viabilità e che dilatano i tempi di intervento, con un numero di guasti sempre maggiori ed imprevedibili rispetto ai quali la stessa società è spesso incorsa nel pagamento di ingenti penali. Inoltre il rafforzamento della reperibilità operativa attraverso un consistente numero di nuove assunzioni, permetterebbe di assolvere al dettato contrattuale di turnazioni 1 settimana su 4 ormai disattese da tempo dall’Azienda, con situazioni di stress e pericolo per i lavoratori obbligati ad effettuare lavoro straordinario per intere ed interminabili giornate di lavoro (fino a 13 ore giornaliere), ripetute con frequenza non più tollerabile;
3) introduzione di un regime ad orari sfalsati per il personale che opera nel territorio che peseranno ulteriormente sui carichi di lavoro già insopportabili, in barba a tutti i proclami che l’azienda dichiara di voler attuare per ciò che attiene ai tempi di conciliazione “vita e lavoro”.
Decisioni che se attuate, creeranno ulteriori criticità al sistema elettrico soprattutto sul tema della sicurezza dei lavoratori, in una fase, purtroppo, nella quale si registra un crescente numero di incidenti, alcuni mortali, in particolare sul personale delle imprese che lavorano per Enel E-Distribuzione.
Per questi motivi, si è deciso di avviare una fase vertenziale con l’Azienda che vedrà coinvolti tutti i lavoratori di Enel E-Distribuzione fino a quando non si riceveranno le giuste risposte a tutti i gridi di allarme che arrivano da ogni parte d’Italia:
30 giorni di sciopero dallo straordinario programmato per il periodo 23 ottobre – 21 novembre 2020 e 4 ore di sciopero generale per il giorno 19
novembre 2020.
L’elettricità e la rete di distribuzione nazionale è un bene essenziale per tutta la popolazione e non può essere “barattata” con meri interessi economici soprattutto in un momento di difficoltà come quello che stiamo vivendo.
Va assolutamente difeso l’operato e la sicurezza dei Lavoratori impegnati nel settore, che tutti i giorni, con abnegazione, garantiscono la qualità e continuità del servizio elettrico nazionale.
Giu09

Dopo Coronavirus denunce dei cittadini: scarsa efficienza del trasporto pubblico urbano gestito dalla TUA S.p.A

Categoria: Notizie - SST, Notizie - Pescara

Dopo Coronavirus denunce dei cittadini:  scarsa efficienza del trasporto pubblico urbano gestito dalla TUA S.p.A


Cisl Pescara, Federazione Pensionati e ADICONSUM, a seguito di continue denunce dei cittadini sulla scarsa efficienza del trasporto pubblico urbano gestito dalla TUA S.p.A. nel dopo-Coronavirus, hanno deciso di avviare uno studio approfondito attraverso il confronto tra i nuovi orari delle corse e la situazione quo ante.
Pertanto, a seguito della rimodulazione del servizio Urbano di Pescara, si evince quanto segue:
•    Sono stati RIDOTTI TUTTI I SERVIZI URBANI, alcune linee soppresse o fuse con altre linee.
•    In TUTTE le linee rimaste o modificate sono state ABOLITE LE CORSE DI META’ MATTINATA E DI META’ POMERIGGIO, che poi sono quelle particolarmente frequentate da PENSIONATI E CASALINGHE.
•    NON SONO STATE POTENZIATE LINEE, per cui, data la ridotta capienza dei mezzi, nelle fermate intermedie tra i due capolinea le corse viaggiano con la scritta COMPLETO, quindi è difficile, per gli utenti che abitano nelle zone distanti dal capolinea, riuscire ad utilizzare i mezzi pubblici.

ANALISI PARTICOLAREGGIATA DEGLI ORARI
-    Linea 21
N° 20 corse in meno (su 52) con particolare riguardo alle corse intermedie del pomeriggio e la SOSPENSIONE DEL SERVIZIO (ultima corsa) ore 20 anziché 22,35
-    Linea 2/
N° 12 corse in meno (su 30) con particolare riguardo alle corse intermedie mattina e pomeriggio e la SOPENSIONE DEL SERVIZIO (ultima corsa) ore 20 anziché 21,10
-    Linee 3 – 3/ - 8 - 38
Accorpate in un’unica linea
N° 26 corse da Aeroporto e n° 26 corse da Terminal bus e viceversa
N° 26 corse da Terminal bus e viceversa
Su 142 totali
Ultimo servizio ore 20.05 anziché 22,30
-    Linea 4 – 4/
Accorpate in unica linea
N° 37 corse in meno (su 50)
Ultimo servizio ore 20 anziché 20,30
-    Linea 5
N° 9 corse in meno (su 47)
LINEA PRIVILEGIATA
Modificati alcuni orari ultima corsa ore 20 anziché 20,40
-    Linea 6
Soppresso da terminal bus per Montesilvano e viceversa
N° 18 corse in meno (su 30)
Ultima corsa ore 19,30 anziché 21,25
N.B. per sopperire la mancanza di servizio da e per Sambuceto la linea 15 è stata prolungata da Villa Magna a Sambuceto
-     Linea 7
    n° 8 corse in meno (su 31)
    ultima corsa ore 20,15 anziché 21,15
-    Linea 9
N° 6 corse in meno (su 20)
Ultima corsa ore 19,30 anziché 21,00
-    Linea 10
N° 24 corse in meno (su 42)
Eliminate le corse intermedie della mattina e del pomeriggio
Ultima corsa ore 19,20 anziché 20,10
-    Linea 11
N° 28 corse in meno (su 43)
Eliminate le corse intermedie della mattina e del pomeriggio
Ultima corsa ore 19,40 anziché 21,10
-    Linea 12
Soppressa totalmente
-    Linea 13
N° 14 corse in meno su 19
Ultima corsa 19,05 anziché 21,45
-    Linea 14
N° 11 corse in meno (su 17)
Ultima corsa ore 18,00 anziché 21,35
-    Linea 15
Percorso prolungato da Villa Magna a Sambuceto
N° 9 corse in meno (su 31)
Eliminate le corse centrali della mattina e del pomeriggio
Ultima corsa ore 20,15 anziché 21,20
-    Linea 16
    In totale rimangono 7 corse da Stazione di Montesilvano per Montesilvano Colle. Nessuna corsa da Pescara

A seguito di tale rimodulazione, la Cisl di Pescara denuncia un forte arretramento della qualità del servizio, la mancanza di informazioni adeguate per i cittadini, l’impossibilità di programmare i tempi per gli spostamenti. Tutto ciò, anziché andare nella direzione di un incremento del numero di cittadini che utilizzano il servizio di trasposto pubblico, scoraggia gli utenti e li spinge all’uso del mezzo privato. Pertanto oltre al disservizio pubblico stiamo constatando un nuovo incremento dell’inquinamento atmosferico con crescita esponenziale dei PM10. Inoltre vengono penalizzati i residenti delle periferie, (solo i Colli e San Silvestro hanno riduzioni marginali); sono stati penalizzati maggiormente i pensionati e le casalinghe che hanno visto ridursi le corse proprio negli orari più adatti alle loro esigenze; infine sono stati penalizzati tutti gli utenti che non sono vicini ai capolinea (la minore capacità di trasporto, satura dopo poche fermate la capienza dei mezzi) con particolare riferimento ai quartieri periferici.
Pertanto chiediamo ai vertici di TUA S.p.A. di ripristinare le corse soppresse, di fornire informazioni tempestive agli utenti sugli orari delle corse e sui tempi stimati di percorrenza anche prevedendo l’utilizzo di strumenti telematici, di rimborsare gli abbonati per il periodo di lockdown o di prolungarne la validità e di lanciare una campagna di abbonamenti a prezzi calmierati finalizzata ad incentivare l’uso del mezzo pubblico.

 

 

                                                                   Il Segretario Territoriale Cisl Pescara

                                                                                     Umberto Coccia

Nov19

CGIL, CISL E UIL ABRUZZO: “LA MANOVRA ECONOMICA NON SOSTIENE LO SVILUPPO. IL LAVORO UNICO ANTIDOTO ALLA POVERTÀ”

Categoria: Notizie - SST, Notizie - L'Aquila

CGIL, CISL E UIL ABRUZZO: “LA MANOVRA ECONOMICA NON SOSTIENE LO SVILUPPO. IL LAVORO UNICO ANTIDOTO ALLA POVERTÀ”

Questa mattina a L’Aquila assemblea unitaria per analizzare le proposte dei sindacati sulla legge di stabilità in discussione in Parlamento. Presente il segretario nazionale Uil Antonio Foccillo
Il contrasto alla povertà è senza dubbio una priorità per il Paese, ma la povertà non si combatte se non c'è lavoro: in questa manovra mancano le risorse per gli investimenti poiché si privilegia invece la spesa corrente, si preannunciano ulteriori tagli e si introducono misure che non determinano creazione di lavoro ma rischiano di rappresentare mere politiche di assistenza. È quanto emerso questa mattina nel corso dell’assemblea provinciale di Cgil, Cisl e Uil Abruzzo sulla prossima manovra economica, che si è svolta nell’auditorium della Camera sindacale della Uil a L’Aquila. Ai lavori ha partecipato anche Antonio Foccillo, segretario nazionale Uil, in rappresentanza di Cgil, Cisl e Uil nazionali, che ha illustrato i contenuti della piattaforma unitaria “Le priorità di Cgi, Cisl, Uil per la legge di bilancio 2019”. Presenti anche Michele Lombardo, segretario regionale Uil Abruzzo, in rappresentanza di Cgil, Cisl e Uil Abruzzo, il segretario provinciale di Cgil L’Aquila, Francesco Martelli, e quello provinciale Cisl, Paolo Sangermano.
Dai lavori è emerso, tra l’altro, che ci sono risorse ferme, bloccate ma con i no e con l’inerzia non si va da nessuna parte. La burocrazia è un freno che i sindacati non possono accettare. Inoltre, se il Pil non cresce, l’Italia non può neanche pagare il debito che, nonostante i sacrifici imposti da un’austerità inaccettabile, continua a crescere. C’è qualcosa che non funziona. Le regole vanno rispettate ma i sindacati chiedono che vengano modificate quelle norme europee sbagliate che impediscono di realizzare lo sviluppo del nostro Paese e che ci costringono ad essere sotto schiaffo della burocrazia europea. Il sindacato italiano e quello europeo sono pronti a collaborare per ottenere questo risultato.
Nel dettaglio, i sindacati hanno ribadito che nella manovra sono del tutto assenti i riferimenti all’innovazione nella Pubblica Amministrazione e al rinnovo di contratti in essere e di quelli futuri. Sulla previdenza è positiva l'apertura di una base di confronto su “quota 100”, ma manca qualunque riferimento alla pensione di garanzia per i giovani, agli interventi a favore delle donne, ai lavoratori precoci e lavori gravosi e la separazione tra previdenza e assistenza. Sul versante fiscale i provvedimenti annunciati sono iniqui e sbagliati in quanto si sceglie di introdurre un nuovo condono
premiando gli evasori e non si riduce il cuneo fiscale per i lavoratori e per i pensionati, non si prevedono né una maggiore progressività delle imposte e interventi sui patrimoni dei più ricchi e non si programma un deciso contrasto all'evasione.
In definitiva, Cgil, Cisl e Uil continuano ad affermare con forza la necessità che lo sviluppo del Paese sia supportato da politiche espansive e sostengono, in coerenza con le linee espresse dalla Confederazione Europea dei Sindacati, che sia necessario il superamento delle politiche di austerity che, in Italia come in Europa, hanno determinato profonde disuguaglianze, aumento della povertà, crescita della disoccupazione in particolare giovanile e femminile.

 



 

 

Apr05

Assemblea Congressuale CISL Chieti

Categoria: Notizie - SST, Notizie - Chieti

Assemblea Congressuale CISL Chieti

Chiusura uffici postali: riunione a Lentella il 23 febbraio

La classe dirigente della CISL di Chieti si è riunita all’Hotel Villa Maria di Francavilla per la sua assemblea congressuale alla presenza del segretario generale della USI Cisl AbruzzoMolise, Maurizio Spina, e il segretario Confederale nazionale della Cisl, Giovanni Luciano.

                Nella relazione introduttiva, Leo Pio Malandra, Segretario Usi Responsabile di Chieti, ha sottolineato l’importanza dell’azione sindacale per ridare dignità alle persone attraverso il lavoro, mezzo per realizzare se stessi.

“Dobbiamo cogliere l’opportunità della crisi per costruire nuove basi, fortemente valoriali ed etiche, il rilancio del Paese, dell’Abruzzo e della provincia di Chieti . Oggi grazie al progresso tecnologico e scientifico possiamo migliorare le condizioni di vita dei popoli. La CISL, con i processi di riorganizzazione e interregionalizzazione, si è preparata a gestire questa fase di cambiamento e di trasformazione. Il sindacato deve vivere questo momento da protagonista interpretando e rappresentando i bisogni e le esigenze dei cittadini nei territori , - ha spiegato Malandra”

Dopo un’analisi della crisi strutturale l’assemblea congressuale si è soffermata sulla situazione della provincia chietina. Nel corso del 2016 sono state avviate 2.295 nuove imprese, a fronte di 2.399 aziende che hanno cessato l’attività. Risultano negativi il saldo (-104) ed anche il tasso di crescita (-0,23). Sono più di 45.000 le aziende registrate nella provincia, quasi il 31% del totale regionale. Chieti ha un sistema economico equilibrato: 29 aziende su 100 sono agricole, 9 manifatturiere, 11 edili, 21 del commercio, il resto è costituito da imprese di servizi.

Chieti rappresenta più del 70% dell’export regionale. La presenza di gruppi multinazionali si fa sentire. Vengono inviati all’estero mezzi di trasporto e prodotti in gomma e plastica. I principali mercati di sbocco delle merci: Unione europea, resto d’Europa, America settentrionale, Asia. Chieti rimane la locomotiva dell’economia regionale, pur con qualche contraddizione. Nel 2014 dalle attività produttive (agricola, industriale, del commercio e dei servizi) è scaturita una ricchezza stimata in 8 miliardi e 330 milioni di euro.

Gli occupati sono 146 mila, 20 mila i disoccupati. Il tasso di occupazione, 57,1%, è il più alto a livello regionale. Dal 2008 mancano 3 mila posti di lavoro e l’occupazione è crollata di 2 punti. Sono soprattutto i giovani a pagare il peso della crisi: negli ultimi 8 anni gli occupati si sono ridotti sensibilmente nelle classi di età 15–24 e 25-34 anni; la flessione è più contenuta man mano che si sale d’età; poi, il segno diventa positivo e gli occupati crescono d’improvviso di oltre 20 punti nella classe 55-64 anni. Tra i settori, salgono agricoltura e industria, scendono le costruzioni, e di poco anche i sevizi, che comunque occupano quasi il 54% delle persone. Il tasso di disoccupazione (11,9%) raddoppia rispetto al 2008, ma resta al di sotto della media regionale. La disoccupazione giovanile, al 37% nella classe d’età 15-24 anni, è in discesa dopo anni di crescita ad un tasso molto elevato.

I disoccupati sono aumentati sensibilmente, nonostante il ricorso agli interventi della cassa integrazione, ordinaria, straordinaria e in deroga. In realtà, nel 2016, dopo anni di rapida espansione, questi strumenti si sono drasticamente ridotti, anche a causa delle nuove disposizioni di legge che ne hanno limitato l’impiego. Comunque, sono 3 milioni e 358 mila le ore di intervento richieste, soprattutto di cig straordinaria. Il 79% si è concentrato nell’industria, che ha utilizzato 2 milioni e 676 mila ore. Pur distanziato, comunque anche il settore commercio ha dimostrato una notevole difficoltà, testimoniata dal ricorso alla cassa integrazione: 434 mila ore, pari al 13% del totale.

“La salute del territorio chietino  ha bisogno, - come ha suggerito Malandra -,  di forte impulso allo sviluppo dove tutte le forze imprenditoriali non devono continuare ad offrire solo consulenza ma diventare veri e propri attori  promuovendo  nuove attività imprenditoriali, innovative ed ecosostenibili. Gli enti locali della provincia devono rafforzare la loro azione concertativa al fine di favorire gli investimenti e le start up e ridare competitività al territorio più grande della Regione Abruzzo. Tutto ciò deve avvenire senza tralasciare il valore aggiunto che può apportare il Porto di Ortona che rappresenta l’unica via di collegamento e comunicazione tra il mare Adriatico e Tirreno.”

“Ma un forte contributo per la ripresa economica ed occupazionale, - continua il segretario della CISL -  deve venire da un’azione unitaria delle forza sociali per interloquire e stimolare il mondo della politica che, fino ad oggi, nella gestione delle crisi aziendali e territoriali, si è limitata a solo generici impegni, con il coinvolgimento dei tavoli di crisi regionali e nazionali, senza produrre risultati concreti”.

 

Nov15

Teramo LE PRIORITA’ DI CGIL CISL E UIL PER LA LEGGE DI BILANCIO 2019

Categoria: Notizie - Teramo, Notizie - SST

Teramo LE PRIORITA’ DI CGIL CISL E UIL PER LA LEGGE DI BILANCIO 2019

CGIL CISL e UIL continuano ad affermare con forza la necessità che lo sviluppo del Paese sia supportato da politiche espansive e sostengono, in coerenza con le linee espresse dalla Confederazione Europea dei Sindacati, che sia necessario il superamento delle politiche di austerity che, in Italia come in Europa, hanno determinato profonde disuguaglianze, aumento della povertà, crescita della disoccupazione in particolare giovanile e femminile.

La manovra del Governo, pur rappresentando una prima inversione di tendenza, mostra elementi di inadeguatezza ed è carente di una visione del Paese e di un disegno strategico che sia capace di ricomporre e rilanciare le politiche pubbliche finalizzate allo sviluppo sostenibile e al lavoro.

L’utilizzo degli oltre 22 miliardi di spesa previsti in deficit dalla manovra deve essere finalizzato a nuove politiche che mettano al centro il lavoro e la sua qualità, in particolare per i giovani e le donne, che siano in grado di contrastare l'esclusione sociale e la povertà; che determinino processi redistributivi e di coesione nel Mezzogiorno; che prevedano investimenti in infrastrutture materiali e sociali; innovazione,scuola, formazione e ricerca, prevenzione e messa in sicurezza del territorio e che sostengano le politiche industriali.

La manovra traccia, invece, un percorso diverso: mancano le risorse per gli investimenti poiché si privilegia invece la spesa corrente, si preannunciano ulteriori tagli e si introducono misure che non determinano creazione di lavoro ma rischiano di rappresentare mere politiche di assistenza. Il contrasto alla povertà è senza dubbio una priorità per il Paese, ma la povertà non si combatte se non c'è lavoro e non si rafforzano le grandi reti pubbliche del Paese: sanità, istruzione e servizi all'infanzia e assistenza. Del tutto assenti sono i riferimenti all’innovazione nella Pubblica Amministrazione e al rinnovo di contratti in essere e di quelli futuri.

Sulla previdenza è positiva l'apertura di una base di confronto su “quota 100”, ma manca qualunque riferimento alla pensione di garanzia per i giovani, agli interventi a favore delle donne, ai lavoratori precoci e lavori gravosi e la separazione tra previdenza e assistenza.

Con l’intento di aprire un confronto con il Governo che tenga conto delle proposte discusse e condivise con le lavoratrici, i lavoratori, le pensionate ed i pensionati sono stati organizzati attivi unitari su tutto il territorio nazionale. Quello della provincia di Teramo, incentrato sul tema della previdenza, si svolgerà il 17 novembre alle 9.30 presso il palazzo del Mare di Roseto degli Abruzzi e vedrà la partecipazione del Segretario Generale Aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra, al quale saranno affidate le conclusioni del confronto.

 

17 NOVEMBRE - ATTIVO UNITARIO ROSETO DEGLI ABRUZZI

 

(Presso Palazzo del mare)

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